pubblicato il7 novembre 2013 alle 09:39

Sequestrato un impianto per la produzione di calcestruzzo a Mondragone, violato il testo unico sull’ambiente

Pugno duro dei Carabinieri della Compagnia di Mondragone contro le violazioni in materia ambientale. Il controllo, con la collaborazione dei militari del Nucleo Operativo Ecologico di Caserta e personale dell’ARPAC, ha interessato un grosso impianto per la produzione di calcestruzzo di Mondragone. Sequestrato l’impianto e contestate violazioni penali.
Continua l’attività di contrasto dei Carabinieri a tutela della salute dei cittadini dell’intero litorale domitio e dell’intera provincia di Caserta.
L’area interessata dall’impianto è di circa 4.000 mq. Scoperto uno scarico non autorizzato costituito da un tubo interrato al di sotto della pavimentazione. Scaricava in un apposito punto ricavato attraverso un foro nel muro di cinta su un suolo nudo di altra proprietà limitrofa. A finire nella terra acqua torbida con presenza di calcare proveniente dall’intero piazzale di lavoro.
Ad aggravare la situazione la rottura della pompa di riciclo delle acque che non consentiva in tal modo che le stesse confluissero nella vasca di accumulo che invece finivano nello scarico “abusivo” descritto. Cosi facendo, veniva completamente vanificato il sistema di decantazione e disoleazione delle acque.
Per evitare ulteriori danni all’ambiente e l’inquinamento dei terreni e delle falde acquifere vicine, i Carabinieri hanno sequestrato l’intera attività imprenditoriale e deferito il legale rappresentante G. M. dell’85 ed il gestore P.A.E. del ’75, entrambi di Mondragone.

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