pubblicato il7 novembre 2013 alle 09:34

Un altro scandalo della “carne”, questa volta dalla Germania?

Da Giovanni D’Agata riceviamo e pubblichiamo:

faccedivita.it

Dopo lo scandalo della cavallo carne della scorsa primavera e la serie di frodi alimentari di natura transazionale segnalate dallo “Sportello dei Diritti”, ora dalla Germania giunge la notizia di una nuova inchiesta che l’associazione che si occupa anche della salute e diritti dei consumatori ritiene opportuno comunicare anche nel Nostro Paese, notoriamente importatore di carni dal nord Europa.

Il procuratore di Oldenburg nella Bassa Sassonia sta, infatti, indagando su un impianto di trasformazione di carni a Bad Bentheim.

Secondo un portavoce della procura tedesca è in discussione l’identificazione di sospette violazioni. La televisione ARD aveva in precedenza riferito che nell’operazione sarebbero state scoperte tonnellate di carne avariata mista e venduta come carne buona.

Nell’inchiesta è anche pubblicata la testimonianza di un ex operaio che ha dichiarato come sia “fornita anche la carne che è già verde”. Nonostante le denunce dei lavoratori, che avevano evidenziato la cattiva qualità del prodotto, l’azienda avrebbe obbligato ad utilizzarla.

Un portavoce del ministero ha detto che l’operazione è stata effettuata per un totale di due volte nel mese di giugno e ottobre. I campioni sono stati prelevati e analizzati.

L’inchiesta riguarda principalmente il sospetto che il cosiddetto MSM non è stato riconosciuto come tale. Le carni vengono separate meccanicamente e rimosse dal tessuto osseo e possono essere utilizzate solo se i prodotti sono debitamente etichettati. Sempre secondo il ministero, il sospetto è che possano essere stati ottenuti certificati veterinari falsi per l’esportazione, in cui l’origine della carne è stata oscurata.

Secondo la televisione ARD che ha reso pubblica l’operazione, tale azienda avrebbe regolarmente acquistato carne cattiva a buon mercato. Due ex dipendenti avevano segretamente registrato i video con i loro telefoni cellulari. E quando avevano accusato il proprio datore di lavoro di attività illegali, sono stati denunciati e minacciati.

Alla luce di tale inchiesta e degli scandali in mezza Europa che si susseguono in materia di frodi alimentari che vedono la carne destinata al consumo umano e suoi derivati quale principale protagonista, Giovanni D’Agata, fondatore dello “Sportello dei Diritti” rileva che ancora una volta il sistema di tracciabilità delle carni ha offerto i suoi buchi neri che alla fine potrebbero pesare ancora una volta sulla salute e i diritti dei consumatori.

Se quindi facciamo appello alle istituzioni europee di adottare migliori strumenti normativi e a livello di controlli che garantiscano la tracciabilità, invitiamo comunque anche le autorità sanitarie italiane ad amplificare le verifiche su tutti i prodotti a base di carne che provengono da oltre confine.

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