pubblicato il19 dicembre 2013 alle 09:48

Aumenta la tazzina di caffè al bar: da 0,80 € a Lecce a 1,20 € a Genova per un espresso

Da Giovanni D’Agata riceviamo e pubblichiamo:
Osservatorio prezzi. Aumenta la tazzina di caffè al bar: da Lecce 0,80 € a Genova 1,20 € per un espresso! Ma quanto costano veramente i chicchi e quanto si guadagna?

Forse non tutti sanno che per una tazzina di caffè al bar occorrono 7- 8 grammi di polvere aromatica e che il costo per il bar dei chicchi macinati pro tazzina varia da 0,05 a 0,15 euro.

Pochissimi centesimi, se si pensa che il costo medio a livello nazionale è lievitato a 1,20 euro al dettaglio. Perché se per esempio a Lecce il costo del caffè al bar risulta pressoché invariato si sta già iniziando a registrare un aumento generalizzato. Per esempio a Genova secondo quanto previsto il prezzo salirà a 1,20 euro.

Ed allora per capire la dinamica del prezzo della bevanda cui gli italiani non possono rinunciare bisogna passare alla disamina di come si arriva al costo finale dell’espresso servito sul bancone e del guadagno netto per il commerciante.

Il consumo di una macchina da caffè (il tipo più semplice è a due bracci) è di circa 3 kw all’ora.

Ci sono poi i dipendenti per i quali la media è di 9 € l’ora. E così al commerciante alla fine una tazzina di espresso a base di caffè di qualità medio alta, costa circa 20 centesimi di euro. Ciò fa comprendere perché il caffè viene definito l’oro nero del commercio del settore con un margine di guadagno del 400 % lordo se si pensa che, tolte le spese, per ogni caffè servito, s’incassano circa da 0,47 a 0,72 euro anche a seconda della qualità di caffè che il dettagliante decide di servire.

A questo punto resta da capire se gli aumenti preventivati siano giustificati.

Se si guarda la dinamica delle materie prime, rileva Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, non sembrerebbe, perché se un balzo nei prezzi della qualità arabica si era avuto nel biennio 2011-2012, quest’anno il prezzo è calato al minimo storico degli ultimi 13 anni.

Non appare, quindi, convincente quanto viene preventivato da alcuni anche perché se si guarda all’incidenza del costo dei chicchi di caffè allora ci dovrebbe essere addirittura un decremento nel costo medio a tazzina.

Probabilmente, ancora una volta sono gli effetti della crisi a determinare il convincimento da parte dei proprietari di bar che un piccolo aumento nel prezzo della tazzina possa compensare la riduzione generalizzata dei consumi di altri beni, anche perché gli italiani riescono a rinunciare a tutto ma non alla classica tazzina di caffè al bar.

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