Giorno: 12 gennaio 2014

12 gennaio 2014 0

Le sentenze inascoltate del Tar, eletti illegittimamente da anni ma continuano ad amministrare il Paese

Di admin
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http://www.ilpuntoamezzogiorno.it/wp-content/uploads/2011/05/elezioni-comunali.jpg di Max Latempa

Il Tar ha annullato le elezioni regionali del Piemonte del 2010. Dopo quattro anni dunque sappiamo che la Regione di Torino è stata amministrata illegittimamente da persone che non ne avevano il titolo ma che, nel frattempo, hanno prodotto atti e leggi che hanno inciso sulla vita dei cittadini. Inoltre questi politici hanno anche percepito gli stipendi ed addirittura si sono fatti rimborsare spese di tutti i tipi, tanto che hanno costretto la magistratura ad aprire un’inchiesta (le famose mutande verdi acquistate a Boston dal Governatore Cota ed altre nefandezze simili). Qualche settimana fa invece era stata la Corte Costituzionale a sentenziare che la legge elettorale nazionale in vigore dal 2005, il cosiddetto porcellum, non era conforme alla Carta. Quindi anche i Parlamenti degli ultimi 8 anni sono stato formati grazie ad una legge illegittima. Ai cittadini viene insegnato che se la legge è anticostituzionale ne decadono tutti gli effetti. Invece questi politici rimangono tutti al loro posto. Certo, per il Piemonte adesso c’è il ricorso al consiglio di Stato. Ma per il Parlamento la sentenza è definitiva. E dovrebbe essere normale che gli onorevoli decadessero automaticamente e si andasse subito al voto con la legge in vigore prima del porcellum. Invece si procederà, con molta calma, alla promulgazione di una nuova legge elettorale che farann coloro che in realtà sono illegittimi. Ma la cosa più assurda è che la Corte Costituzionale ci ha messo 8 anni per stabilire una cosa che a tutti i cittadini era sembrata palese sin da subito e che lo stesso relatore, Calderoli, aveva definito una porcata. In Piemonte le elezioni sono state annullate perché una lista collegata al governatore, I pensionati per Cota, era addirittura stata formata con candidati inventati e firme false. E queste sono le persone che poi dovrebbero fare le leggi e garantirci la legalità. Seconda cosa più assurda: ci sarà gente pronta a rivoltarli. Infatti Cota si candiderà alle europee.

12 gennaio 2014 0

Le sentenze inascoltate del Tar, eletti illegittimamente da anni ma continuano ad amministrare il Paese

Di admin

di Max Latempa

Il Tar ha annullato le elezioni regionali del Piemonte del 2010. Dopo quattro anni dunque sappiamo che la Regione di Torino è stata amministrata illegittimamente da persone che non ne avevano il titolo ma che, nel frattempo, hanno prodotto atti e leggi che hanno inciso sulla vita dei cittadini. Inoltre questi politici hanno anche percepito gli stipendi ed addirittura si sono fatti rimborsare spese di tutti i tipi, tanto che hanno costretto la magistratura ad aprire un’inchiesta (le famose mutande verdi acquistate a Boston dal Governatore Cota ed altre nefandezze simili). Qualche settimana fa invece era stata la Corte Costituzionale a sentenziare che la legge elettorale nazionale in vigore dal 2005, il cosiddetto porcellum, non era conforme alla Carta. Quindi anche i Parlamenti degli ultimi 8 anni sono stato formati grazie ad una legge illegittima. Ai cittadini viene insegnato che se la legge è anticostituzionale ne decadono tutti gli effetti. Invece questi politici rimangono tutti al loro posto. Certo, per il Piemonte adesso c’è il ricorso al consiglio di Stato. Ma per il Parlamento la sentenza è definitiva. E dovrebbe essere normale che gli onorevoli decadessero automaticamente e si andasse subito al voto con la legge in vigore prima del porcellum. Invece si procederà, con molta calma, alla promulgazione di una nuova legge elettorale che farann coloro che in realtà sono illegittimi. Ma la cosa più assurda è che la Corte Costituzionale ci ha messo 8 anni per stabilire una cosa che a tutti i cittadini era sembrata palese sin da subito e che lo stesso relatore, Calderoli, aveva definito una porcata. In Piemonte le elezioni sono state annullate perché una lista collegata al governatore, I pensionati per Cota, era addirittura stata formata con candidati inventati e firme false. E queste sono le persone che poi dovrebbero fare le leggi e garantirci la legalità. Seconda cosa più assurda: ci sarà gente pronta a rivoltarli. Infatti Cota si candiderà alle europee.

12 gennaio 2014 0

Rapinatori in erba alla prima rapina con pistola, quattro giovani in manette a Cisterna

Di admin

Una banda di giovanissimi rapinatori, tutti incensurati, è stata arrestata dalla polizia dopo un colpo da 4 mila euro messo a segno ad un internet point. Tra loro anche un minorenne. Ieri sera gli agenti del Commissariato di Polizia di Cisterna è intervenuto in via Eccidio di Marzabotto 15 a Cisterna, in risposta ad una segnalazione di rapina aggravata perpetrata qualche minuto prima presso un Internet Point, ad opera di quattro persone con volto coperto da passamontagna, di cui uno armato di pistola. Sul posto gli agenti hanno accertato che effettivamente poco prima le quattro persone travisate avevano minacciato il titolare dell’attività, puntandogli la pistola alla tempia ed avevano perpetrato rapina prelevando dal retro del bancone una cassettina contenente 4000 euro in contanti, come dichiarato dal denunciante. Subito dopo i rapinatori si sono allontanati dal posto fuggendo a bordo di una Fiat Punto di colore bianco, della quale, il gestore rapinato, era riuscito ad annotare la targa completa. Poiché l’auto non risultava tra quelle da ricercare perché rubate, il personale della Squadra Giudiziaria del Commissariato si è recata direttamente a casa dell’intestataria dell’auto stessa, abitante a Cisterna di Latina. Effettivamente l’auto aveva ancora il motore caldo, parcheggiata sotto l’abitazione dell’intestataria e, dagli immediati accertamenti, è stato appurato che era stata utilizzata dal figlio dell’intestataria, Davide Siniscalchi, 19 anni e dal suo amico, Lorenzo Di Mario, coetaneo, anch’egli residente a Cisterna di Latina. I predetti, rintracciati, alle prime domande degli operanti si sono mostrati subito insicuri e titubanti e pertanto sono stati accompagnati presso gli Uffici del Commissariato per il prosieguo dell’indagine. Una volta all’interno, alla presenza del suo avvocato, uno dei fermati ha confessato di aver perpetrato la rapina unitamente all’altro fermato, contestualmente e forniva anche i nomi degli altri due complici, al momento ancora da rintracciare. Dopo poco è stato rintracciato anche gli altri due complici, Davis Coluzzi, 19enne e D. E. non ancora maggiorenne anche lui residente a Cisterna. Anche quest’ultimo confessava il reato perpetrato. A seguito di quanto accertato, gli agenti del Commissariato hanno proceduto ad effettuare le perquisizioni domiciliari recuperando parte del denaro in contanti rapinato, nonché gli indumenti ed i passamontagna usati nel corso della rapina, mentre sono ancora in corso le ricerche dell’arma utilizzata. Alla luce di ciò, tutti e quattro i fermati, incensurati, sono stati tratti in arresto per concorso in rapina aggravata Dopo le formalità di rito i tre maggiorenni sono stati associati presso la locale Casa Circondariale, mentre il minore è stato portato a Roma presso la struttura di Casal del Marmo,

12 gennaio 2014 0

Aggredisce i carabinieri con calci e pugni, marocchino ubriaco arrestato a Sabaudia

Di redazione

All’alba di questa mattina i carabinieri di Sabaudia hanno arrestato H.A. 34enne cittadino di nazionalità marocchina in Italia senza fissa dimora, nullafacente, pregiudicato. L’uomo, in piazza Oberdan di Sabaudia, in evidente stato di ebrezza alcolica, si è avvicinato ai militari intenti a controllare la circolazione stradale, inveendo nei loro confronti con sputi e minacce e chiedendo di essere rimpatriato. Durante la fase di identificazione, lo straniero ha opposto energica resistenza aggredendo i due Carabinieri con calci e pugni e procurando ad entrambi lesioni guaribili 5 giorni. L’arrestato è stato trattenuto nelle camere sicurezza in attesa del rito direttissimo.

12 gennaio 2014 0

“Befana con papà” con la Caritas nella casa circondariale di Cassino

Di admin

La Caritas diocesana di Montecassino, da sempre sensibile e sollecita nel farsi carico della condizione di vita dei reclusi della Casa Circondariale “San Domenico” di Cassino, ha organizzato nel periodo natalizio varie attività, dal concorso dei presepi al concerto alla “Befana con papà”, il tutto grazie alla disponibilità e apertura della Direzione del carcere e dei collaboratori. Così anche quest’anno la “Befana con papà”, ha permesso ai figli minorenni dei detenuti di trascorrere qualche ora di “normalità” con i loro papà in un clima di festa, allegria e spontaneità, e ai detenuti di fare i papà. Un’occasione per far incontrare padri e figli, coltivare e far crescere l’affetto che li lega, perché è dagli affetti più cari, dalla famiglia che può ripartire chi nella vita ha sbagliato. Nel salone, ben preparato grazie anche alla cura e all’iniziativa del personale e in particolare di Antonio Comparone, piccoli e grandi, in una ritrovata intimità familiare, hanno goduto dello spettacolo e del divertimento che Luca Colafrancesco ha offerto con i suoi palloncini che sotto le sue mani prendevano le forme più fantasiose, hanno giocato insieme tra loro e con operatori e volontari Caritas, hanno gustato il buon rinfresco preparato per l’occasione ed hanno aspettato con ansia l’arrivo della Befana. A fare gli onori di casa e dare inizio alla festa, la Direttrice dott.ssa Irma Civitareale con il suo staff, e finalmente il clou della serata: l’arrivo della Befana (interpretata con simpatia e allegria coinvolgente da Gaetano Franzese) che ha distribuito i doni: a ciascun bambino un dono personalizzato, scelto in base all’età e al sesso. Insomma, un pomeriggio di distensione dedicato agli affetti familiari in un ambiente non cupo e triste, ma gioioso e rigenerante. Per tutti.

12 gennaio 2014 0

Emergenza Pronto Soccorso nel Lazio, Fardelli: “Chiederò l’immediata convocazione dei dirigenti provinciali”

Di admin

“Auspico che si sia trattato solo del primo provvedimento e che a breve ci saranno iniziative anche per gli ospedali delle provincie del Lazio”. E’ quanto affermato dal consigliere regionale Marino Fardelli a seguito della riunione tra la Direzione regionale Salute e i direttori generali e sanitari delle Asl e i responsabili dei Pronto soccorso di Roma e del territorio provinciale. “Non sono stati convocati i rappresentanti delle provincie del Lazio dove pure la situazione dei Pronto Soccorso è al collasso – ha detto l’on.le Fardelli – Ritengo questa una mancanza gravissima alla quale chiederò, attraverso una interrogazione al Presidente Zingaretti, che si ponga subito rimedio”. Al confronto importantissimo organizzato proprio dalla Regione Lazio per affrontare e trovare soluzioni allo stato di emergenza dei Pronto Soccorso, erano infatti presenti solo i rappresentanti della sanità romana così come da convocazione. “Lo stato di emergenza in cui versano i nosocomi provinciali, è stato portato all’attenzione del Consiglio regionale, della Giunta e del Presidente Zingaretti in diverse occasioni. Non si riesce a comprendere ad oggi come sia possibile escludere da una riunione così importante i dirigenti provinciali. E ancora più grave è il fatto che sono state adottate delle misure per fronteggiare la situazione di emergenza solo per gli ospedali romani – ha dichiarato ancora il consigliere regionale Marino Fardelli – Auspico che al più presto siano convocati i responsabili sanitari delle provincie. Territori che hanno lanciato lo stesso “grido di dolore”, così come lo ha definito il Presidente Zingaretti, dei nosocomi romani. Tra l’altro, dobbiamo tener conto che siamo nel periodo di picco dell’influenza e, come emerge dai dati influnet, tra le regioni con casi conclamati di influenza sopra la soglia di attenzione c’è proprio il Lazio. Tutti gli ospedali della regione, non solo quelli della capitale, sono coinvolti da questa emergenza sanitaria” ha concluso il consigliere regionale Marino Fardelli.

12 gennaio 2014 0

Ampia operazione antibraconaggio nella zone delle Gole del Melfa

Di admin

Ampia operazione antibracconaggio messa in atto dalle prime ore dell’alba di questa mattina, in occasione della giornata di chiusura della caccia al cinghiale. Vi hanno preso parte alcune pattuglie della Polizia Provinciale di Frosinone agli ordini del Comandante Massimo Belli in sinergia con il personale del Corpo Forestale dello Stato del Comando di Frosinone coordinato dal Comm. Capo Daniela De Guz. In particolare, pattuglie hanno setacciato la zone delle Gole del Melfa, in corrispondenza della strada panoramica “Tracciolino”, tra Roccasecco e Casalvieri, dove esistono diverse zone boschive vittime negli scorsi anni di incendi e, pertanto, interdette alla caccia per dieci anni. Le attività di controllo si sono rivelate assai utili, diversi i cacciatori scoperti all’opera in zone vietate, alcuni anche con armi non conformi alle normative che sono state poste sotto sequestro.

“Le attività contro la caccia di frodo – ha precisato il Comandante Belli – continueranno anche dopo la chiusura delle attività venatorie specialmente nelle zone più sensibili. Infatti alcuni bracconieri approfittano proprio dei periodi vietati credendo che i controlli si allentino. Noi non abbasseremo la guardia e continueremo a compiere operazioni di controllo in tutte le zone sensibili”.

12 gennaio 2014 0

Telelaser contro le stragi del sabato sera, multe a raffica sulla pontina

Di admin

La notte appena trascorsa la Sezione Polizia Stradale di Latina ha riproposto sullla S. R. 148 Pontina il dispositivo mirato a rafforzare il pattugliamento del territorio e diretto a prevenire le cd. “stragi del sabato sera” composto da 3 equipaggi, della Sezione e del Distaccamento di Aprilia (LT), coordinati dall’Isp. C. Zaminga Vincenzo, con presidio del tratto in territorio del comune di Latina tra lo svincolo di B.go Piave e quello della S. P. Piccarello. Il servizio, concretizzatosi in nr. 2 diversi posti di controllo, ha consentito di controllare complessivamente più di centocinquanta veicoli ed altrettanti conducenti; di questi 4 sono stati trovati positivi ai test alcolemici; in un caso si è applicato l’art. 186bis C.d.S. nella formulazione introdotta dalla L. 120/2010 per la prevenzione delle violazioni all’obbligo “o bevi o guidi” imposto ai conducenti neopatentati. Rimangono infatti i giovanissimi tra i maggiori utilizzatori del veicolo controllati nel corso dei servizi effettuati nei fine settimana nella nostra provincia pontina. I risultati sul piano della repressione delle condotte di guida pericolose, inoltre, restituiscono nr. 2 patenti ritirate per la successiva sospensione con un conducente sorpreso a percorrere la S. R. 148 Pontina ad una velocità superiore ai 140 orari, ed altrettanti contesti per eccesso di velocità rispetto al limite consentito puniti con la sola sanzione pecuniaria e la decurtazione dei punti dalla patente. Un’altra patente è stata ritirata perché scaduta di validità. Complessivamente sono stati 76 i punti decurtati ai conducenti indisciplinati. E’ bene ribadire che la S. R. 148 Pontina è nell’ambito provinciale tra le arterie maggiormente attenzionate dall’Ufficio scrivente e sulla quale si intende sempre di più concentrare le risorse disponibili nell’ottica di mantenere al minimo gli indici di inosservanza delle regole di comportamento e quindi di incidentalità.

12 gennaio 2014 0

Autovelox, annullato un verbale elevato senza la contestazione immediata

Di admin

Da Giovanni D’agata riceviamo e pubblichiamo: Non serve sempre ricorre innanzi al Giudice di Pace per vedersi annullata la multa se il Prefetto fa il suo dovere di autorità sovraordinata gerarchicamente ai comuni e censura l’operato illegittimo degli enti. Per tale ragione, Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, ritiene opportuno evidenziare quanto accaduto a seguito dell’ordinanza numero di protocollo M_IT PR:BRSPC 00014694 DEL 17/12/2013 emessa dall’Area III della Prefettura di Brindisi che ha disposto l’archiviazione di un verbale elevato per eccesso di velocità ai sensi dell’articolo 142 comma 8 del Codice della Strada rilevato a mezzo autovelox, su ricorso predisposto dall’associazione che da anni difende gli automobilisti contro le multe ingiuste.

Nel caso in questione, la ricorrente aveva lamentato la mancanza di contestazione immediata dell’infrazione da parte degli agenti del Comune di Torchiarolo che soventemente si appostano sulla superstrada S-S.S. 613 Lecce – Brindisi con gli apparecchi autovelox effettuando multe a raffica agli automobilisti che transitano in gran numero sull’importante arteria che collega il Salento al resto del Paese. Si legge testualmente nell’ordinanza che ha accolto le legittime doglianze dell’automobilista: “considerato che la velocità del veicolo del ricorrente, pur avendo superato il limite consentito di 11 km/h non può essere considerata talmente elevata da non consentire che il veicolo stesso potesse essere raggiunto per la contestazione immediata dell’infrazione” ; ed ancora: “ Per la giurisprudenza costante la mancata contestazione immediata quando è concretamente e oggettivamente possibile, se non effettuata, comporta l’illegittimità dell’accertamento della violazione. In considerazione del lieve eccesso di velocità suddetto ben può ritenersi che la contestazione immediata potesse essere effettuata, né le motivazioni addotte nel verbale appaiono confacenti al caso in esame anche in considerazione della mancata specificazione di oggettive difficoltà (maltempo, velocità eccessiva in senso oggettivo) ritenute dalla giurisprudenza impeditive della contestazione”.

Si tratta di un precedente di grande portata che si spera possa trovare applicazione da parte di tutti gli uffici territoriali del governo investiti da questioni analoghe, poiché sino ad oggi, siamo costretti a rilevare che in gran parte dei casi quando si tratta di multe seriali elevate con strumenti di rilevazione elettronica delle infrazioni tra cui autovelox, telelaser, tutor e photored, i Prefetti si limitano a riportarsi alle deduzioni degli enti accertatori e a rigettare i ricorsi costringendo automobilisti e proprietari di veicoli a dover ricorrere ulteriormente innanzi all’autorità giudiziaria con relative spese di avvio della causa e, sovente di patrocinio difensivo, per veder riconosciuta l’illegittimità del verbale.