Giorno: 28 gennaio 2014

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Valori PM10 oltre il limite, domenica 2 febbraio blocco totale del traffico

Di redazionecassino1
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“Tornano a salire i valori di inquinamento da Pm10 registrati dalla centralina presente si viale Dante a Cassino. Negli ultimi giorni purtroppo l’inquinamento da polveri sottili è tornato a crescere e ha superato nella giornata di oggi (ieri per chi legge) il 15° giorno di sforamento consentito. Per questi motivi il Sindaco Petrarcone ha indetto per la giornata di domenica 2 febbraio il blocco totale del traffico all’interno della ZTL dalle ore 9 alle ore 13 e dalle ore 15 alle ore 20, consentito solo ad auto elettriche, alimentate a GPL o metano ed euro 5. L’ordinanza emanata quest’oggi prevede anche l’obbligo di tenere accesi i riscaldamenti non oltre la temperatura di 18° C.” È quanto si legge in una nota stampa a firma dell’assessore all’ambiente Riccardo Consales

28 gennaio 2014 0

Dossier Bonifiche di Legambiente, più di 117 mila ettari da bonificare nella Valle del Sacco

Di admin

Dall’Ufficio stampa Legambiente Lazio riceviamo e pubblichiamo: Sono 117.084 gli ettari da bonificare nel sito della Valle del Sacco e in tutto il Lazio sono solo 18 i siti inquinati attualmente bonificati, su un totale di 71. Le situazioni più critiche nel Bacino del Fiume Sacco, gravemente inquinato per la presenza di beta-esaclorocicloesano, e a Frosinone per la presenza di numerose discariche dismesse. Questo quanto emerso dal dossier “Bonifiche dei siti inquinati: chimera o realtà”, un report completo sullo stato delle bonifiche in Italia realizzato da Legambiente e presentato stamattina presso la Sala della Mercede a Roma.

“Alla Valle del Sacco servono fondi certi, controlli efficaci e procedure chiare per bonificare definitivamente il territorio, per questo è fondamentale che venga riportato a Sito di Interesse Nazionale – ha dichiarato Roberto Scacchi, direttore di Legambiente Lazio-. Un declassamento, quello relativo al sito ‘Bacino Valle del Sacco’, che riteniamo ingiusto e immotivato e che per la gravità dell’inquinamento ambientale e la piena rispondenza ai criteri di individuazione di un SIN, abbiamo deciso di portare davanti al TAR. Un ricorso che interessa anche il sito ‘Provincia di Frosinone’ comprendente numerose discariche dismesse, in molti casi abusive, in un territorio che combacia per alcuni punti con quello del Sacco, con un devastante effetto moltiplicatore delle conseguenze negative per territorio e cittadini. L’obiettivo finale è la riqualificazione ambientale e la valorizzazione sostenibile per il rilancio in chiave imprenditoriale dell’area, rendendola competitiva anche a livello nazionale. La nuova Giunta Regionale del Lazio ha avviato un importante lavoro per istituire un tavolo di coordinamento sulla Valle del Sacco presso il Consiglio Regionale, un’occasione che deve essere portata avanti fino in fondo con volontà e determinazione, anche con il coinvolgimento delle comunità locali e dei cittadini.”

Gli interventi di bonifica sono in corso e stanno riguardando il censimento e la rimozione di manufatti contenenti amianto, interventi per la messa in sicurezza delle discariche, la rimozione selettiva dei terreni contaminati. In alcuni punti critici, tuttavia, sono in atto una serie di ordinanze per interdire l’uso agricolo delle aree ripariali e per inibire l’uso delle acque di pozzi idropotabili. Sul Bacino del fiume Sacco, il problema resta quello di ridurre l’eccessiva pressione industriale che c’è sul corso d’acqua e i suoi affluenti: sono ben gli 88 scarichi industriali autorizzati, la concentrazione più alta di tutto il territorio laziale, che sversano nella valle ben 17 milioni di metri cubi di reflui industriali. Occorre inoltre adeguare quel 32% dei 75 scarichi civili urbani che ancora non risulta depurato. La situazione delle discariche parla invece di 123 aree coinvolte, con meno del 50% dei piani di caratterizzazione presentati, che sono il primo passo per la bonifica. Parallelamente è importante concludere in tempi certi il processo per disastro ambientale colposo, attualmente in corso presso gli uffici della Procura di Velletri e in cui Legambiente è costituita parte civile. Arrivare alla sentenza di primo grado si può, nonostante i tempi della prescrizione incombano. Occorre uno sforzo da parte di tutti coloro che hanno a cuore la valle affinché chi inquina paghi, e Legambiente si batterà fino alla fine perché questo avvenga. Dal punto di vista sanitario, le ricadute del grave stato di inquinamento della zona sulla salute dei cittadini sono preoccupanti. L’Istituto Superiore di Sanità ha raccomandato un follow-up relativo alle malattie tumorali, neurologiche, endocrinologiche, metaboliche e agli effetti avversi sulla riproduzione, per la presenza di elevati livelli di beta-esaclorocicloesano nel sangue in una parte della popolazione, riconducibili all’esposizione ai residui della produzione del lindano nella Valle del Sacco. Occorre prendere seri provvedimenti a questo proposito, iniziando dall’istituzione di un registro tumori a livello regionale, per raccogliere tutti i dati essenziali per la ricerca sulle cause del cancro anche in questa area così fortemente colpita. “In attesa che vengano messi in campo tutti gli interventi di bonifica quanto mai urgenti e necessari, chiediamo una moratoria per fermare qualsiasi altro insediamento che possa peggiorare il già grave stato di emergenza in atto in tutto il territorio della Valle del Sacco – dichiara Francesco Raffa, coordinatore provinciale Legambiente Frosinone-. In quest’ottica, i notevoli passi avanti fatti in direzione dello stop definitivo all’ipotesi aeroporto a Frosinone sono un fatto positivo. Chiediamo inoltre alle istituzioni un riconoscimento anche a livello legislativo dell’emergenza ambientale con una proposta di legge regionale che sancisca formalmente l’elevato rischio ambientale dell’area.”

28 gennaio 2014 0

Allerta neve al nord, temporali su Lazio e Sardegna. Criticità gialla al centro-nord e sulle isole maggiori

Di admin

La vasta area depressionaria che sta interessando l’Europa occidentale da domani porterà nuove precipitazioni sparse ad iniziare dai settori occidentali, che assumeranno carattere nevoso sulle regioni settentrionali anche a quote basse.

Sulla base delle previsioni disponibili, il Dipartimento della Protezione Civile d’intesa con le Regioni coinvolte – alle quali spetta l’attivazione dei sistemi di protezione civile nei territori interessati – ha emesso, pertanto, un avviso di condizioni meteorologiche. I fenomeni meteo impattando sulle diverse aree del Paese, potrebbero determinare delle criticità idrogeologiche e idrauliche che sono riportate, in una sintesi nazionale, nel bollettino di criticità consultabile sul sito del Dipartimento (www.protezionecivile.gov.it).

L’avviso meteo prevede, dalla mattina di domani, mercoledì 29 gennaio, nevicate su Liguria, Piemonte, Lombardia e Toscana settentrionale, con quota neve inizialmente al di sopra dei 200-400m, che si abbasserà progressivamente arrivando localmente a quote di pianura, con apporti al suolo generalmente moderati. Su Sardegna e Lazio l’avviso prevede precipitazioni sparse, anche a carattere temporalesco, che potranno essere accompagnate da rovesci di forte intensità e forti raffiche di vento.

Sulla base dei fenomeni previsti e a causa degli effetti delle precipitazioni dei giorni scorsi e di quelle in atto, per la giornata di domani è stata valutata criticità gialla per rischio idrogeologico sulle regioni centrali, sulla Sardegna, sulla Liguria, su parte dell’Emilia e delle Marche, nonché sula Sicilia settentrionale.

È utile ricordare che le valutazioni di criticità idrogeologica (su tre livelli: rossa, arancione e gialla) possono includere una serie di danni sul territorio. In particolare la criticità gialla indica la possibilità di danni localizzati a infrastrutture ed edifici interessati da frane o dallo scorrimento superficiale delle acque; localizzati allagamenti di locali interrati e al piano terreno; localizzate e temporanee interruzioni della viabilità in prossimità di piccoli impluvi, canali, sottopassi, tunnel, avvallamenti stradali; possibili danni alle coperture a causa di forti raffiche di vento o possibili trombe d’aria; rottura di rami, caduta di alberi e abbattimento di pali, segnaletica e impalcature.

Il quadro meteorologico e delle criticità previste sull’Italia è aggiornato quotidianamente in base alle nuove previsioni e all’evolversi dei fenomeni, ed è disponibile sul sito del Dipartimento della Protezione Civile (www.protezionecivile.gov.it) insieme alle norme generali di comportamento da tenere in caso di maltempo.

Le informazioni sui livelli di allerta regionali, sulle criticità specifiche che potrebbero riguardare i singoli territori e sulle azioni di prevenzione adottate sono gestite dalle strutture territoriali di protezione civile, in contatto con le quali il Dipartimento seguirà l’evolversi della situazione.

28 gennaio 2014 0

Vigili del fuoco di Castelforte, Provincia e Regione hanno sistemato la sede. Di Febbraro: “Adesso il dipartimento faccia il suo”

Di redazione

La Regione Lazio ha effettuato i lavori di ristrutturazione e la Provincia di Latina ha provveduto agli arredi. Erano queste le condizioni perché il Dipartimento dei vigili del fuoco mandasse personale sufficiente per coprire i turni h24 del distaccamento di Castelforte. “Oggi queste due condizioni sono state rispettate dai due enti e ci aspettiamo a breve che anche il dipartimento faccia la sua parte”. Lo ha detto Carmine Di Febbraro, segretario provinciale della Cgil – vigili del fuoco, che si sta battendo sindacalmente per ripristinare la piena funzionalità del distaccamento di Castelforte. “Quello di oggi è un primo atto per la riapertura del distaccamento. Adesso aspettiamo che il dipartimento mandi le 28 unità in pianta stabile per assicurare il corretto funzionamento di questa sede a vantaggio di un vasto territorio, lontano dalle sedi di Gaeta, Cassino e Mondragone”. Fino ad oggi il distaccamento funziona come una distaccamento della boschiva e si compone una squadra che copre dalle 8 alle 20 con personale in orario straordinario, cioè, che finisce il turno in altri distaccamenti e monta a Castelforte. Er. amedei

28 gennaio 2014 0

Inquinamento e incendio su nave, esercitazione della Capitaneria di Porto a Gaeta

Di admin

Si è svolta questa mattina nell’area portuale di Gaeta, un’esercitazione nel corso della quale è stato simulato uno sversamento in mare di sostanze inquinanti da parte di una nave da carico, con contestuale principio d’incendio a bordo.

L’esercitazione ha visto, sotto il coordinamento della Sala operativa della Guardia Costiera di Gaeta, responsabile per le operazioni antinquinamento in mare, la partecipazione del personale e dei mezzi della Guardia Costiera, dei Vigili del Fuoco, della Polizia di Stato, dei Carabinieri, della Guardia di Finanza, dei Servizi tecnico/nautici del porto nonché del Concessionario per il servizio di disinquinamento portuale.

L’esercitazione ha avuto un esito positivo, permettendo così di raggiungere lo scopo, prefissato dalla Guardia Costiera di Gaeta, di perfezionare il coordinamento e la direzione delle attività operative nonché di elevare gli standard addestrativi degli equipaggi dei mezzi navali e terrestri per una risposta immediata in caso di emergenza in mare.

28 gennaio 2014 0

Lettera con minacce e polvere bianca all’amministratore delegato del Cotral

Di redazione

È stata recapitata, questa mattina, nella sede centrale della Cotral Spa in via Alimena, a Roma, una busta indirizzata personalmente all’amministratore delegato della Società, Vincenzo Surace. All’interno, una lettera dattiloscritta contenente insulti e minacce di morte e una sostanza polverosa di colore bianco. Sono subito intervenuti i carabinieri del Comando di Tor Vergata che hanno isolato la busta e proceduto ai primi rilievi di indagine, in attesa dell’intervento del gruppo NBCR dei Vigili del Fuoco che eseguirà la verifica della sostanza contenuta nella busta.

28 gennaio 2014 0

Da Bergamo a Caserta, stroncato traffico di marijuana sull’autostrada a Rieti

Di admin

Nella serata di ieri gli Agenti della Squadra Mobile di Caserta diretta dal Vice Questore Alessandro Tocco hanno arrestato due cittadini albanesi per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente sequestrando complessivamente 45.500 kg. di marijuana. In particolare, sin dalle prime ore del pomeriggio di ieri personale della Sezione distaccata di Casal di Principe, diretta dal Vice Questore Mario Grassia, con l’ausilio di personale della Sottosezione della Polizia Stradale di Roma ed a coronamento di una complessa operazione di polizia giudiziaria sull’autostrada A1, direzione sud, nel comune di Magnano Sabina (RI) hanno arrestato Paszek Gimi di anni 38, irregolare sul terriotorio nazionale, per detenzione di sostanza stupefacente del tipo marijuana per un peso complessivo di 22,400 kg. che lo stesso trasportava in due borsoni riposti nel bagagliaio a bordo di una autovettura. Nel corso dell’operazione di polizia il cittadino straniero inutilmente tentava di sottrarsi all’alt intimato dalle pattuglie, prima accelerando repentinamente la marcia e poi, dopo un breve inseguimento, vistosi braccato speronando le vetture di servizio mettendo a repentaglio l’incolumità degli agenti intervenuti che, solo per caso, rimanevano leggermente contusi. Immediate, ulteriori indagini, consentivano di acclarare che la droga era stata prelevata presso l’abitazione di un altro cittadino albanese, socio del Paszek, regolarmente residente in Villa d’Adda (BG). Pertanto, Agenti della Squadra Mobile di Bergamo, in stretta sinergia con il personale della Squadra Mobile di Caserta, effettuavano un’accurata perquisizione dell’abitazione di Dhamo Milantin di anni 21, ove venivano rinvenuti e sequestrati ben 23,100 chili di sostanza stupefacente del tipo marijana, occulati in sacchi di plastica. Anche Dhamo veniva tratto in arresto ed associato presso quella Casa Circondariale. Lo stupefacente, come emerge dalle indagini tuttora attivamente in corso, era destinato al mercato casertano.

28 gennaio 2014 0

Continua in Madagascar l’attività umanitaria del 30° gruppo navale con Operation Smile

Di admin

Si è conclusa nella Baia di Diego Suarez, a nord dell’isola del Madagascar, la sosta della Portaerei Cavour, Nave di bandiera del 30° Gruppo Navale, che tra il 17 ed il 23 gennaio, ha continuato a portare avanti l’attività umanitaria nell’ambito della Campagna “Il Sistema Paese in movimento” della Marina Militare in collaborazione con la Onlus Operation Smile Italia.

Le attività della Onlus Operation Smile sono state un successo che hanno visto in prima linea il Professor Scopelliti, anima e cuore della Onlus Operation Smile, l’Ammiraglio Paolo Treu, Comandante del 30° Gruppo Navale, e l’Ambasciatore in Sud Africa Vincenzo Schioppa.

Nel corso della sosta sono stati conclusi 21 screening e 17 operazioni, che vanno ad aggiungersi a quelli portati a termine durante la recente tappa a Mombasa (Kenya), per un totale di 42 screening e 35 interventi portati a termine.

L’attività umanitaria continuerà a bordo della Portaerei Cavour e della Rifornitrice di Squadra Etna a Maputo, in Mozambico, dal 27 al 01 febbraio 2014.

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Sequestrate dalla Forestale due discariche abusive ad Ortona e ad Orsogna

Di admin

Nel corso dell’ultima settimana il personale del Comando Stazione Forestale di Ortona (CH) ha intensificato il contrasto alle discariche abusive ed alla gestione illegale di rifiuti. Ed i risultati non si sono fatti attendere: sono 2 le discariche sequestrate dai Forestali, entrambe di rifiuti speciali non pericolosi (materiali di risulta provenienti dal settore edilizio come calcinacci, mattonelle o dal settore agricolo come i paletti di sostegno dei vigneti) e pericolosi (eternit, fusti di olii usati, vernici, prodotti utilizzati nell’agricoltura). Entrambe le aree sono di proprietà privata, una in località “Licini” nel comune di Ortona ed un’altra in località “Colle Pascuccio” nel comune di Orsogna. I proprietari sono stati deferiti all’Autorità Giudiziaria.

L’analisi territoriale ha evidenziato come su queste superfici (di oltre 500 mq), caratterizzate da uliveti e vigneti, siano state depositate, nel tempo ed in modo progressivo alcune centinaia di metri cubi di rifiuti, messi alla rinfusa, non catalogati e né stoccati, in assenza di qualsiasi autorizzazione prevista dalle normative di settore. Oltre alla evidente degradazione del sito, si evidenzia come i rifiuti corrosi dall’azione degli agenti atmosferici, risultino potenzialmente lesivi per l’ecosistema, il terreno e le falde acquifere sottostanti. Anche per questo motivo, sui rifiuti speciali pericolosi rinvenuti (amianto, oli minerali), sono state effettuate opere di caratterizzazione, in collaborazione del personale dell’Arta di Chieti, intervenuto durante le operazioni di sequestro.

Che la creazione di discariche abusive sia un malcostume radicato sul nostro territorio, lo dimostra una terza attività illecita di gestione dei rifiuti scoperta, pressoché contemporaneamente alle precedenti, dal personale Forestale dei Comandi Stazione di Ortona e Lanciano sempre ad Orsogna. In questo caso il legale rappresentante di una Società è stato deferito all’Autorità giudiziaria.

L’attività posta in essere si inserisce nella specificità operativa del Corpo Forestale dello Stato per il contrasto degli illeciti ambientali nelle zone rurali.