pubblicato il17 gennaio 2014 alle 18:33

Cooperativa ittica di Terracina in ginocchio a causa di truffe ed estorsioni, sette indagati

Estorsione, riciclaggio, truffa e frode fiscale, questi i reati per i quali sono finite indagate sette persone, quattro campane e tre di Terracina che, secondo gli investigatori dei commissariati di polizia di Terracina e Fondi, con una gestione illegale avrebbero portato al quasi fallimento una nota cooperativa di pescatori. Le indagini sono iniziate nel 2011 e hanno riguardato il settore ittico e, in particolare i legami della operativa finita sull’orlo del fallimento ad opera di titolari di società ittiche campane e i vertici della cooperativa in questione. I reati di truffa ed estorsione sono stati contestati a B.E. 55 anni, R. A. 45 anni, A. M. donna di 47 anni, tutti e tre campani e C.M. 66enne astatore di Terracina. Indagato per frode fiscale, invece, è finito M.D. 63 anni l’allora presidente della coop mentre il ragioniere, F.V. 52 anni deve rispondere di riciclaggio di danaro. Grazie alle complicità interne alla cooperativa, ma anche utilizzato atti estorsivi, i campani influenzavano le aste comprando il pesce ad un prezzo di mercato non conforme. A farne le spese sono stati i pescatori che non hanno mai visto il pagamento dei prodotti ittici conferiti nel corso di più di un anno e, alcuni di loro, si sono ritrovati con case e barche ipotecate. Vittime sono stati anche i commercianti e i consumatori della zona; il pesce migliore, infatti, prendeva la strada del napoletano, grazie ad offerte al rialzo fatto dai commercianti campani che, ovviamente, sapevano di non onorare. Ai locali restava la parte residuale pagata comunque a prezzi alti proprio per via di quel sistema gonfiato. Una catastrofe economico finanziaria il cui fallimento è stato impedito dai sacrifici dei pescatori e al contributo dell’Associazione generale delle Cooperative italiane. Nel corso delle indagini è emersa una contabilità parallela della cooperativa che è contestata al presidente la denuncia per frode fiscale, mentre, a causa di somme di danaro di provenienza sospetta transitate sui conti correnti del ragioniere, lo stesso è stato denunciato per riciclaggio.

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