pubblicato il11 gennaio 2014 alle 20:39

Depuratori sequestrati dal Noe a Frosinone, botta e risposta tra Acea e Iannarilli

La questione dei depuratori sequestrati dai carabinieri del Noe diventano oggetto di acceso scontro tra l’Acea che li gestisce e il parlamentare Antonello Iannarilli.
“Le esternazioni a mezzo stampa, di coloro che confondono il sequestro probatorio di un manufatto con una sentenza di condanna passata in giudicato, – scrive in una nota stampa l’Acea – si qualificano, senza bisogno di commenti, per ciò che sono.
Spiace constatare che un’attività di verifica, condotta responsabilmente da chi è deputato ad eseguirla, venga confusa, purtroppo ad arte, per un accertamento definitivo, non solo di responsabilità, ma anche -ed addirittura- di danni ambientali irreparabili.
Acea Ato 5 S.p.A. -le cui maestranze sono impegnate quotidianamente, con dedizione e passione, per gestire, seppur alle difficilissime condizioni date, il servizio idrico integrato nell’ambito territoriale 5 Lazio Meridionale-Frosinone- tutelerà, in ogni sede, la propria onorabilità imprenditoriale.
Il Gestore, inoltre, ribadisce la propria fiducia nell’operato delle autorità inquirenti”.
Alla nota stampa fa eco quella del Parlamentare di Forza Italia, ex presidente dell’amministrazione provinciale di Frosinone.
“Apprendo dalla stampa le dichiarazioni del presidente di Acea Ato 5 e noto con stupore di essere stato da quest’ultimo accusato di aver travisato il comunicato stampa del Noe e di avere a proposito, già emesso una sentenza a sfavore della società.
Egli sostiene che il controllo effettuato dalle autorità è relativo solo ed esclusivamente alla verifica delle analisi chimiche e che dunque si può parlare solo di semplice sequestro probatorio.
Tengo a precisare che pur avendo la situazione molto chiara su quanto operato da Acea Ato 5, non è nelle mie competenze poter emettere una sentenza di condanna.
Non avevo dubbi circa la non competenza in materia di acqua da parte del presidente, ma che questi non sapesse leggere neppure un comunicato stampa o un avviso di reati mi giunge nuovo.
Il comunicato del Noe esprime in termini chiari i reati relativi alla gestione illecita dei sistemi di depurazione, frode nelle pubbliche forniture, nonché falso ideologico e danneggiamento.
Alla faccia del semplice controllo delle analisi!!!!!!!!
Il signor presidente dovrebbe sapere o ricordare che ho iniziato io la battaglia contro Acea e che a breve pubblicherò un memorandum che raccoglie al suo interno tutto quanto è accaduto dall’inizio ad oggi.
Forse è opportuno ricordare al presidente che la sua società ha risposto ad una gara fornendo una relazione dalla quale si evinceva il 70% delle anomalie sugli acquedotti e sui sistemi di depurazione, che non è mai stato rispettato il contratto iniziale e che gli investimenti anelati da Acea non sono mai stati messi in atto.
Ci sono depuratori che non hanno l’autorizzazione allo scarico dal 2003 e la cosa peggiore è che nessuno aveva controllato questi scarichi!
Se un Ente preposto al controllo trova un’azienda priva di autorizzazione allo scarico, questa viene immediatamente chiusa e posto l’impianto posto sotto sequestro.
Per quale motivo Acea dovrebbe essere trattata in modo diverso? Come già detto questo è solo l’inizio, anche perché dal mio esposto si evince in modo chiaro che l’Acea ha circa 80 depuratori sprovvisti di autorizzazione allo scarico, totalmente senza controllo. Questi impianti inquinano giornalmente la nostra terra e stanno creando un danno ambientale davvero incalcolabile”.

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