pubblicato il20 febbraio 2014 alle 20:40

Greta soffriva sotto una macchina, tra l’indifferenza della gente. Cagnolina soccorsa dai volontari di Alfa

Dall’associazione Alfa riceviamo e pubblichiamo.
Un flebile lamento, sempre più tenue, arriva da sotto un’auto, il tempo di chinarsi e appare una scena raccapricciante. Un povero ammasso di pelo e sofferenza, una cagnolina di appena tre chili e mezzo agonizzante. Questa è la scena che si è presentata agli occhi increduli dei volontari di ALFA – Associazione Love For Animals, ieri nel tardo pomeriggio. E’ bastato uno sguardo per capire l’estrema gravità della situazione e parlare con le persone intervenute per avere la conferma più terribile: l’animale era agonizzante da giorni sotto quella macchina, tutti avevano sentito e visto, nessuno aveva avuto il coraggio di intervenire. E questo non è accaduto in una strada di campagna isolata ma a Roma, sull’Ardeatina, in una zona frequentatissima. I volontari hanno immediatamente preso la cagnolina e l’hanno portata prima ad una clinica veterinaria nelle vicinanze e poi, vista l’estrema gravità delle sue condizioni, ricoverata presso lo Zoospedale Flaminio. Qui il quadro clinico è apparso desolante. L’animale è stato certamente vittima di maltrattamenti che si sono protratti per molto tempo. Quel povero essere indifeso ha le costole fratturate, il treno posteriore seriamente compromesso, tumori alle mammelle, una pancreatite e crisi epilettiche.
Mentre scriviamo queste righe non sappiamo se ce la farà. Di certo ALFA non la lascerà sola, fosse soltanto per assicurarle una morte dignitosa.
Greta, così i volontari di ALFA l’hanno chiamata, è l’ennesima vittima di una violenza cieca e gratuita. Di persone pericolose, non solo per gli animali, ma per la società intera. Di mani vili che non meritano neanche il disprezzo. Non degne di trovare posto nel consesso umano. Ma anche di chi, con la stessa viltà, ha ignorato le sue richieste di aiuto, sempre più flebili, contribuendo all’aggravamento delle sue condizioni e che merita il nostro e il vostro biasimo.
“Viviamo in una società sempre più degradata. Dove persone non degne di questo nome agiscono indisturbate, esercitando i loro istinti più bassi. E purtroppo dobbiamo costatare che possono agire senza correre rischio alcuno, grazie all’indifferenza di chi li circonda”, afferma Stefano Petrazzini, vice presidente di ALFA. “La china sulla quale ci siamo incamminati può solo portarci sempre più verso il basso. Dobbiamo invertire questa tendenza, le parti sane di questa società devono trovare il coraggio di alzare la testa e gridare alta la propria indignazione, operando in prima persona e vigilando, affinché episodi simili non abbiano a ripetersi” conclude Laura Clementoni, responsabile randagismo di ALFA.
ALFA farà tutto il possibile per rintracciare i responsabili di questo vile atto presentando denuncia alle autorità competenti. Non possiamo permettere che continuino ad agire indisturbati, magari aggiungendo altre vittime al loro “curriculum”.

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