Giorno: 25 marzo 2014

25 marzo 2014 0

Via Casilina nord a Cassino come un pascolo del far west, agenti della Polstrada i moderni cowboy

Di admin
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Quasi fosse una prateria del farwest, sulla via Casilina Nord a cassino, in particolare nel tratto che va dalla città Martire fino a Villa Santa Lucia, il problema degli animali sulla strada è serio. Gia sabato notte ne ha fatto le spese l’automobilista Paolo Gaglione, il 55enne di San Pasquale che è uscito di strada morendo dopo aver investito un cinghiale. Ma non è il primo. Investimenti di animali su quel tratto di strada si ripetono di frequente e il rischio non è costituito solo da animali selvatici ma anche di bestie lasciate al pascolo abusivo. Appena la scorsa settimana, in due interventi, la polizia stradle ha recuperato una decina di cavalli che, nel corso della notte, gironzolavano sulla strada dopo essere scesi lungo il pendio di Montecassino. In entrambi i casi gli agenti, come mederni cow boy, li hanno recuperati anche con l’ausili della Forestale individuando e sanzionando il prorietario. Se un cinghiale investito causa un incidente dall’esito tragico, non immaginiamo cosa possa accadere se ad essere investito sia un cavallo. Lodevole, quindi, il lavoro della polizia stradale del distaccamento di Cassino che, nonostante le continue voci di chiusura, continua a farsi apprezzare per l’efficacia e l’efficienza di un controllo sulle strade del cassinate. Er. Amedei

25 marzo 2014 0

Accompagna “al lavoro” tre prostitute sullo stradone Fiat di Cassino, arrestato

Di admin

Ieri sera nella zona industriale di Cassino, i carabinieri del NORM della locale Compagnia hanno arrestato in flagranza del reato di “favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione” P.E., 30enne cittadino bosniaco domiciliato in Alatri. Lo stesso veniva sorpreso mentre accompagnava 3 giovani donne di origini rumene sul posto ove le stesse giornalmente si prostituivano. L’autovettura utilizzata dal prevenuto veniva sottoposta a sequestro, mentre le donne, già destinatarie nei giorni scorsi di proposta di foglio di via obbligatorio venivano allontanate. L’arrestato, dopo le formalità di rito, veniva associato presso la Casa Circondariale di Cassino.

25 marzo 2014 0

Discarica di Colleferro, un’ordinanza regionale proroga le attività illegali

Di admin

Da Rete per la Tutela della Valle del Sacco e Comitato Residenti Colleferro riceviamo e pubblichiamo: Il Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, su proposta dell’Assessore alle politiche del Territorio, Mobilità e Rifiuti, Michele Civita, con l’ Ordinanza n. 1 del 27 febbraio 2014 (pubblicazione BURL dell’11.03.2014) ha autorizzato la società di gestione Lazio Ambiente SpA a proseguire nell’attività di smaltimento dei rifiuti presso la discarica di Colle Fagiolara, Colleferro, facendo ricorso al potere di ordinanza attribuito al Presidente della Giunta Regionale «per far fronte a situazioni di necessità ed urgenza nei casi espressamente previsti dalla legge» (art. 191, c. 3. D.L. n.152/2006).

Con destrezza e disinvolta maestria, l’Ordinanza annulla l’atto in autotutela del 4 febbraio 2014 della Regione Lazio nei confronti della suddetta società, diffidata dal ricevere presso il sito di Colle Fagiolara, Colleferro, il conferimento di rifiuti tal quale da parte di 29 Comuni laziali.

Il presupposto di necessità ed urgenza dell’Ordinanza è dichiaratamente infondato, dal momento che la gestione dei rifiuti tutto è, tranne che urgente, se sono potuti trascorrere ben 7 mesi dalla Circolare del Ministro dell’Ambiente Orlando del 6 agosto 2013, che ha dichiarato illegale il conferimento di tal quale, se non pretrattato attraverso sistemi di bioessiccazione, digestione anaerobica e altri sistemi come ad esempio impianti di TMB (Trattamento Meccanico Biologico).

Dopo decenni di rinvii e annunci, il 1° ottobre 2013 Malagrotta ha chiuso i battenti e il 9 gennaio 2014 è crollato l’impero Cerroni; il commissario all’emergenza rifiuti di Roma, Goffredo Sottile, è entrato nel dimenticatoio con un operato alquanto discutibile, come riconosciuto anche dalla Commissione Europea in missione per le audizioni sul ciclo dei rifiuti nel Lazio e Campania. Manca un Piano operativo in grado di fronteggiare la situazione, portata al collasso dall’inerzia politica: AMA SpA, la municipalizzata di Roma, non può più utilizzare gli impianti di TMB (Trattamento Meccanico Biologico) di Albano Laziale, di Viterbo e Colfelice, dedicati ai Comuni dell’Ato di Roma; l’impianto di Cupinoro a Bracciano non può più ricevere i rifiuti dei 25 Comuni finora afferenti; stessa situazione per la discarica dell’Inviolata nel Comune di Guidonia (rif. Ordinanza).

La politica sostanzialmente subisce senza decidere, e anche la Giunta Zingaretti tenta di risolvere la questione rifiuti a colpi di ordinanze urgenti e necessarie; ovvero, di fatto, attraverso proroghe e deroghe alla normativa vigente, invocando poteri eccezionali attribuiti per evitare danni e gravi pregiudizi alla salute dei cittadini.

Riteniamo che, nel caso specifico, appellarsi al danno ambientale e sanitario sia oltraggioso per un territorio che vive da decenni questa faticosa esperienza indesiderata.

Il punto in cui l’Ordinanza rischia di tramutarsi in beffa è l’appello ai Sindaci affinché «promuovano» il rispetto delle regole sulla raccolta differenziata per ridurre al minimo la quantità di produzione di indifferenziato, replicando quanto già previsto nella citata Circolare Orlando; per molti Comuni la Raccolta Differenziata (RD) porta a porta è non è mai decollata e non raggiunge le percentuali stabiliti dalla legge. Un esempio è offerto dall’Amministrazione comunale di Colleferro, proprietaria del sito di discarica per anni recalcitrante e restia a promuovere pratiche virtuose, avvantaggiandosi del fatto che l’omissione raramente viene punita e sanzionata penalmente.

Con l’Ordinanza, il Presidente Zingaretti autorizza Lazio Ambiente SpA all’uso di un impianto mobile per il trattamento di rifiuti della famiglia CER 20, in misura non superiore a 30.000 tonnellate annue, per la triturazione e vagliatura della durata massima di 6 mesi – a partire dalla sua pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione Lazio – tempo stimato come necessario a realizzare il TMB, progetto già in fase di iter autorizzativo dall’agosto 2010, di cui si cerca di accelerare il rilascio sotto la minaccia di accumulare i rifiuti in strada.

Memori del passato, cosa possiamo supporre accadrà alla scadenza dei 6 mesi qualora il TBM non venisse approvato e realizzato nei tempi previsti, se non una nuova proroga?

La realizzazione dell’impianto di TMB di Colle Fagiolara, bloccato da quattro anni, viene fatto passare per una «situazione eccezionale ed urgente per la necessità di tutelare la salute pubblica e l’ambiente»; in realtà, esso sembra diventare urgente solo dopo l’acquisizione del Consorzio Gaia SpA alla regionale Lazio Ambiente SpA il 10.7.2013, poichè concedere prima l’autorizzazione avrebbe determinato un aumento del prezzo di vendita del Consorzio.

A seguito della diffida del 4 febbraio c.a., Lazio Ambiente SpA ha immediatamente richiesto alla regione Lazio una deroga, al fine di evitare il caos e/o il salvataggio di 29 Comuni conferitori, che la Regione non può concedere, pena il rinvigorimento di procedure di infrazione europee; le discariche del Lazio infatti sono sottotutela presso la Corte di Giustizia Europea (causa C-323/13).

La preoccupazione concreta che ha fatto muovere il Comune di Colleferro è legata al rischio di vedere ridotti drasticamente i propri introiti relativamente al ristoro ambientale corrisposto da Lazio Ambiente spa; il Primo Cittadino firma e invia la richiesta per sbloccare l’iter di autorizzazione dell’impianto di TMB, come portavoce dei Comuni che utilizzano il sito in questione.

A questo punto, i nostri Amministratori trovano il rimedio all’italiana: il ricorso agli impianti mobili già autorizzati dalla Regione Abruzzo nel lontano 2007, da tempo utilizzati anche a Colleferro, e il gioco è fatto!

A completamento di tale quadro, ARPA Lazio, nel ritenere necessario l’esercizio del potere derogatorio, si affida fiduciosa a Lazio Ambiente SpA ed «auspica» che adotti modalità procedurali e tecniche che non compromettano gli essenziali presidi posti a tutela dell’ambiente, prevedendo cautele ed accorgimenti, senza che sia mai richiamata in nessun passaggio la norma che eleva ad obbligo legislativo europeo e nazionale il rispetto della vita dell’uomo e dell’ambiente e la responsabilità per eventuali reati del gestore della discarica.

Ponendo attenzione agli aspetti tecnici dell’Ordinanza, si rileva che il rifiuto organico (umido) dovrebbe giungere presso la discarica a Colleferro già separato per essere avviato “esternamente” al sito di Colle Fagiolara, presso impianti individuati da Lazio Ambiente SpA, senza specificare quali.

A nostro parere tale pratica appare illogica e pericolosa sotto l’aspetto giudiziario.

Non viene specificato infatti come la frazione organica proveniente da raccolta indifferenziata verrà trattata nel frattempo, in attesa della realizzazione dell’impianto di TMB. Accertato che la tritovagliatura non permette la separazione, la deroga in questione ripropone una tecnica ed una pratica che l’Europa ha già condannato come illegale.

A questo punto agiremo su più piani.

Il primo di carattere giuridico-amministrativo e giudiziario con l’invio dell’Ordinanza alla Corte di Giustizia Europea per essere trattata nell’ambito causa C- 323/13 sul trattamento adeguato anche dei rifiuti residuali provenienti da raccolta differenziata, nonché alla Procura della Repubblica di Velletri ad integrazione del nostro esposto del 3.1.2013 sulle condizioni di gestione della discarica di Colle Fagiolara; ed infine l’eventualità di ricorso al TAR per la richiesta di annullamento dell’Ordinanza di proroga in oggetto.

Il secondo consiste nel chiedere alle Amministrazioni conferitrici a Colle Fagiolara di appellarsi al Presidente Zingaretti affinchè modifichi radicalmente la politica su un ciclo dei rifiuti che tanto danno ha provocato e continua ad arrecare anche nella nostra area (vedi le conclusioni dello studio ERAS sull’incidenza degli inceneritori sull’ambiente e sulla salute in area vasta).

Siamo totalmente contrari al progetto di TMB in dirittura d’arrivo perché prevede che un terzo dei rifiuti in entrata sia trasformato in CDR, funzionale al prosieguo delle attività di incenerimento di rifiuti presso gli impianti di Colleferro.

Il terzo e ultimo, anch’esso molto importante, riguarda la capacità di mobilitazione delle Associazioni e dei cittadini del territorio, sempre più presenti, a livello istituzionale e civile, per accompagnare il processo di rilancio della Valle del Sacco.

Ribadiamo che è intollerabile e paradossale proseguire un modello di ciclo dei rifiuti che perpetua sottosviluppo attraverso pratiche obsolete, inciviltà e mancato rispetto di diritti fondamentali, sfide al territorio.

Se si ritiene opportuno raccogliere la sfida, è proprio questo il momento di rispondere dando un taglio al passato, abbandonando il progetto scellerato del TMB e accelerando una programmazione definitiva per la chiusura della discarica.

Nessuna soluzione, anche transitoria, come quella che si prospetta può essere accettata dal nostro territorio e da chi lo vive.

25 marzo 2014 0

Arrestato a Latina noto pregiudicato

Di admin

Nella serata di ieri, la Squadra Mobile di Latina, ha arrestato Remo Favero 35enne di Latina, in esecuzione di un ordine di carcerazione emesso dalla Corte di Appello di Roma. Il noto pregiudicato, una volta arrestato, è stato tradotto presso la Casa Circondariale di Latina, dove sconterà la pena definitiva di 1 anno ed 5 mesi di reclusione. Il 65enne sale alle cronache criminali della città fin dal 1995, quando non ancora maggiorenne fu arrestato per la prima volta dalla Polizia di Stato per lesioni. In seguito è stato più volte arrestato per diversi reati che vanno dal furto alla rapina, dallo spaccio di sostanze stupefacenti al porto abusivo di arma da fuoco. Gli investigatori della III sezione della Squadra Mobile hanno rintracciato l’uomo all’interno della propria abitazione a Latina, dove alla vista degli agenti, lo stesso non ha opposto resistenza.

25 marzo 2014 0

Arrestata borsegiattrice al mercato settimanale a Latina

Di admin

Nella mattina nata odierna, nella zona che ospita il mercato settimanale del martedì, una borseggiatrice proveniente dalla campania è stata arrestata dalla “Squadretta antiborseggio” della Divisione Anticrimine che fin dalle prime ore dell’alba si era appostata in Via Rossetti per sorprendere eventuali malintenzionati . I due poliziotti, l’Ispettore Capo Giovanni CIOFFI, esperto antiborseggiatore, e il Sovr CANGERO Luigi , mentre circolavano tra i banchi si accorgevano dell’atteggiamento molto sospetto della donna che, dissimulando un apparente interesse per la merce esposta e passando tra un banco all’altro, si avvicinava ad una signora che ignara era distratta dalle bancarelle. Con destrezza ed, approfittando della folla che si accalcava intorno al banco, la donna si impadroniva del borsellino sfilandolo dalla borsa della malcapitata per poi allontanarsi repentinamente dal posto. L’intera scena era stata però osservata attentamente dai due poliziotti i quali, bloccavano immediatamente la ladra arrestandola per furto con destrezza, nel contesto recuperavano il borsellino e lo restituivano alla vittima che fino ad allora non si era ancora accorta di nulla. In questi Uffici, mentre la vittima sporgeva la denuncia, l’arrestata veniva identificata per C.E. classe ‘52, residente a Eboli ma spesso in trasferta sul territorio nazionale a compiere delitti con la medesima dinamica, con precedenti specifici e vari fogli di via obbligatori con divieto di ritorno emessi in varie province d ‘Italia. Peraltro la ladra era stata già arrestata dallo stesso” poliziotto esperto”, sempre al mercato rionale di Latina nel 2002. L’arrestata, dopo le previste formalità di rito, è stata trattenuta nelle camere di sicurezza in attesa del processo per direttissima che sarà celebrato, nella mattinata di domani, al Tribunale di Latina come disposto dal P.M. di turno.