A Mondragone il primo museo del cane d’Europa. Si chiama Foof e racconta la storia del nostro miglior amico

11 marzo 2014 0 Di admin

É il miglior amico dell’uomo ma tra gli uomini nessuno aveva mai pensato a dedicargli un museo. A colmare la lacuna ci ha pensato un architetto di Mondragone realizzando nella città campana, nota per la mozzarella di bufala, l’unico museo del cane, esistente in Italia ed in Europa. Foof, così si chiama a ricordo del primo cane del proprietario ucciso con il veleno tanti anni fa, ha una estensione di 20mila metri quadrati, di cui 400 coperti. Seguire il percorso permette di scoprire cose inaspettate dell’animale che si ha a casa e, soprattutto, la sua storia. La parte iniziale é dedicato alle origini, ai fossili, alle testimonianze lasciate da Fido quando era ancora un lupo. fiof01 “Abbiamo fossili risalenti a 35milioni di anni fa – dichiara Gino Pellegrino, architetto di 40 anni, presidente dell’associazione Vivimondo che gestisce il museo – quando esisteva, non il cane, ma il daphoenus, una specie di lupo. Ci sono poi resti del dire wolf di 50mila anni fa, il cosiddetto cane terribile per via delle grandi dimensioni e per la spiccata aggressività”. É a quel punto che cominciò l’amicizia dell’animale con l’uomo. “Fu l’Homo Sapiens che cominciò ad addomesticarlo facendolo diventare docile e protettivo, trovando così un alleato vincente nella lotta contro l’uomo di Neanderthal. Più grosso e più forte, l’uomo di Neanderthal perse la lotta per la sopravvivenza con il Sapiens forse proprio per via al cane. Quello che siamo – dichiara l’architetto – é stato determinato in parte anche da loro”. Ma la passeggiata nella storia e nei “costumi” dell’animale domestico per eccellenza, insieme al gatto, é lunga. C’é il padiglione del cane nell’arte, quello nello spettacolo, nella pubblicità e nella moda, ma anche il padiglione delle attrezzature da cane usate nei secoli. “I collari, per esempio – spiega Pellegrino – sono uno spaccato importante del rapporto tra uomo, animale e l’evoluzione del concetto di rapporto. La nostra collezione é la migliore al mondo, seconda solo a quella di Leeds in Inghilterra. Abbiamo collari risalenti ad epoca romana ma anche preziosi pezzi di epoca rinascimentale. Inizialmente collare da lavoro, ma anche da difesa, con spuntoni in ferro per proteggere il collo da aggressioni di lupi, orsi o altri cani; poi da animale da compagnia, quindi eleganti e impreziositi da pietre preziose, con i nomi dei nobili casati di appartenenza”.
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Affascinante é anche l’esposizione degli strumenti usati nei vari impieghi nella storia. Dalle slitte da neve, alle imbracature da salvataggio in acqua ai cani da guerra, quelli che trainavano carrettini per rifornire i militari al fronte, oppure raffigurazioni di quelli usati dai Babilonesi, i primi ad addestrarli ad aggredire le zampe dei cavalli per gettare scompiglio tra le cavallerie nemiche; fino ad arrivare ai giorni nostri in cui unità cinofile affiancano gli artificieri negli sminamenti. Uno spazio è riservato anche a Laika, un cane sacrificato nella corsa alla Luna. Fu il primo essere vivente ad entrare in orbita con il razzo russo Sputnik; il primo cane astronauta.fiof13Foof nasce come rifugio nel 2009. Accudivamo i cani randagi accalappiati in otto comuni del circondario. “Poco dopo abbiamo aperto anche un allevamento di cani di razza. Con questo sistema – spiega l’ingegnere – abbiamo trovato il modo per finanziare anche il rifugio, ma non solo. fiof9Grazie all’allevamento arrivavano più visitatori molti dei quali, abbandonavano l’idea di comprare un cane di razza e adottavano un randagio che è ovviamente gratis. Quiondi con l’allevamento è cresciuto il numero degli affidi. Il 22 dicembre dell’anno scorso abbiamo inaugurato anche il museo, finanziato con soldi privati e ad oggi abbiamo avuto circa 34mila visite tra le quali, scolaresche durante la settimana, e famiglie la domenica. Questo è l’unico posto al mondo, dove oltre al museo è possibile vedere anche gli animali vivi. fiofE’ qui che tentiamo di diffondere il giusto modo per relazionarsi cpon il cane. Troppo spesso sentiamo della necessità di educare i cani, ma nessuno parla dell’educazione che, invece, deve essere impartita prima al suo padrone”. Anche l’equilibrio economico del museo sembra perfetto e riesce a dare lavoro a circa 15 persone tra veterinari ed operatori che accudiscono i cani, sia quelli dell’allevamento che quelli del rifugio. “I ricavi dell’allevamento – spiega Pellegrino – oltre al prezzo del biglietto (5 euro per gli adulti) ci permette di mantenere al meglio anche il rifugio. Alla stessa maniera le cucce vengono riscaldate d’inverno e rinfrescate con un sistema ad acqua d’estate”. Anche l’aspetto energetico merita la lode. fiof12“Tutto qui è ecosostenibile. L’energia elettrica è prodotta da pannelli fotovoltaici posizionati sulle cucce e abbiamo più corrente di quanta ne consumiamo. Abbiamo inoltre anche un sistema di depurazione delle acque tanto da farci dire che la struttura è a impatto ambientale zero”. Eppoi il cane del futuro, o almeno era quello che la Sony aveva pensato di lanciare sul mercato al costo di 2500 euro. “Aibo arrivò sul mercato nel 1999 – Ricorda Pellegrino mentre ci mostra un esemplare – Era indicato come il cane perfetto, fa i versi e si comporta come un cane ma non sporca. Nonostante l’enorme pubblicità che gli venne fatta, fu un flop. Evidentemente, e per fortuna, il miglior amico dell’uomo non può essere sostituito da un robot”.
Ermanno Amedei 
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