Giorno: 18 aprile 2014

18 aprile 2014 0

Il Texas della Ciociaria in fiamme, incendio e rottura della tubatura di petrolio coincidenza sospetta – LE FOTO

Di admin
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Sembrava fosse la terra a bruciare, o meglio, l’acqua di un piccolo fiumiciattolo. Quando i vigili del fuoco sono arrivati nel punto segnalato in cui sembrava essersi scatenato l’inferno, neanche i loro esperti occhi riuscivano a capire come potesse una vegetazione così rada, essere combustibile tale da alimentare fiamme così alte e capaci di produrre un fumo così denso.

Quando hanno scoperto che ad alimentare quelle fiamme era petrolio greggio, la domanda a cui hanno dovuto rispondere era: come ha fatto il petrolio ad arrivare fin nel cuore della Ciociaria? La zona, tra Ripi e Strangolagalli a Frosinone, è un po’ un piccolo Texas della provincia. Il sottosuolo conserva un piccolo giacimento di petrolio di cui si conosce l’esistenza da tantissimi anni.

Dopo aver spento l’incendio, i pompieri diretti dal Funzionario di guardia Mario Di Giorgio, hanno scoperto che il greggio arrivava proprio da una tubatura che portava il petrolio estratto alla cisterna. A quel punto si è trattato di limitare i danni all’ambiente. Il petrolio, infatti, si era incanalato in un piccolo ruscelletto ed è stato lì che si è concentrato l’intervento dei vigili, per evitare che la macchia nera si propagasse ulteriormente. Forse qualche migliaio di litri dispersi nelle campagne ma la coincidenza dell’incendio, proprio in occasione della rottura della tubatura, sembra un caso fin troppo sospetto per non pensare che le due cose non siano accidentali. E’ su questo che si concentra il lavoro degli investigatori. Er. Am

 

 

18 aprile 2014 0

Fiamme nel Texas di Ciociaria, a fuoco una macchia di petrolio fuoriuscito da pompa di estrazione

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Un incendio di sterpaglie, che improvvisamente si è trasformato in una enorme fiammata che produceva una densa nube di fumo nero, ha fatto scoprire, nel primo pomeriggio di oggi, uno sversamento di petrolio greggio nelle campagne tra Ripi e Strangolagalli. Nella zona, ancor prima della guerra, esiste un piccolo impianto estrattivo. Non è ben chiaro da quanto, ma la condotta che porta il greggio alle cisterne, ha avuto una falla che ha disseminato nella campagna una grossa macchia di petrolio. Oggi l’incendio vi si è alimentato e il pronto intervento dei vigili del fuoco ha evitato che le fiamme si propagassero all’intera macchia ampia circa 600 metri. Spento l’incendio, i pompieri, sotto il coordinamento del funzionario di turno Mario Di Giorgio, hanno individuato la rottura della tubazione e hanno lavorato per mettere in sicurezza l’area. Le operazione sono ancora in corso.

18 aprile 2014 0

I dipendenti della biglietteria traghetti di Formia: “Oscurati da Laziomar”

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“Oscurati dalla Laziomar, rivogliamo il nostro lavoro”, con cartelli su cui sono scritte frasi come queste, i lavoratori della biglietteria di Formia che, fino a lunedì sera, lavoravano per conto della Laziomar occupandosi della vendita dei biglietti e delle prenotazioni per i traghetti sulla rotta Formia Ponza e Formia Ventotene, stazionano davanti al loro botteghino rivendicando il diritto al lavoro, forti di un contratto che li legherebbe al servizio fino a febbraio 2015. Nonostante il contratto, però, martedì mattina, Laziomar ha scollegato loro i terminali affidando il servizio ad una agenzia diversa che si occuperà, oltre della biglietteria di Formia, anche di quella di Ponza e Ventotene. In tutto, cinque persone si sono ritrovate dall’oggi al domani sull’orlo del baratro occupazionale. L’agenzia per la quale lavorano, infatti, si occupa quasi esclusivamente di quel servizio fin dal dopoguerra, passando per le diverse società armatrici fino alla Laziomar. Oggi i manifestanti hanno avuto la solidarietà del sindaco di Formia Bartolomeo che ha assicurato un suo intervento presso la Regione Lazio. Foto Giuseppe Miele

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Pensione sociale a cittadini stranieri, scoperta a Frosinone truffa all’Inps da 150 mila euro

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Quattro stranieri, due albanesi e due marocchini, hanno messo a segno una truffa da 150mila euro ai danni dell’Inps. A scoprirla sono stati gli agenti della Questura di Frosinone indagando sui fenomeni migratori da e per la Ciociaria. In questo contesto è stato scoperto che i quatto percepivano una pensione sociale di 500 euro mensili. Un diritto riconosciuto solo nel caso in cui la residenza è italiana e la loro, ufficialmente, era nel frusinate. Le indagini, invece, hanno permesso di scoprire che i quattro vivevano ormai da tempo nei loro paesi di origine, continuando a percepire indebitamente la pensione accreditata su conti correnti intestati a parenti o amici. I marocchini ne hanno beneficiato uno a partire dal 2006, il secondo dal 2008. Le albanesi, invece, entrambe dal 2010. Sospesa, ovviamente l’erogazione della pensione. Gli agenti hanno calcolato un danno alle casse dello Stato per circa 150mila euro.

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Fogne a caro prezzo, ex sindaco ed ex consigliere di Terracina denunciati per abuso d’ufficio

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Ex sindaco ed ex consigliere comunale di Terracina denunciati per abuso d’ufficio. Sotto la lente degli agenti del commissariato di polizia sono finiti Stefano Nardi e Alfredo Lauretti per fatti accaduti quando il primo era a capo dell’amministrazione comunale e il secondo ne faceva parte nella qualità di consigliere. Le indagini hanno appurato che per la realizzazione della rete fognaria, nel periodo in cui i due erano in carica, i lavori vennero effettuati dalla società Terracina Sviluppo spa riconducibile al Lauretti. Con alcune ordinanze firmate dal sindaco, la società veniva agevolata enormemente dal punto di vista economico. Infatti, alcune spese accessorie che, a rigor di gara d’appalto, sarebbero dovute essere a carico della ditta, venivano, invece, addebitate all’amministrazione, ma non solo. I cittadini, sempre grazie ad apposite statuizioni comunali, erano costretti ad affidarsi per i lavori di allaccio, a ditte in subappalto alla stessa Terracina Sviluppo, aziende, queste, sempre riconducibili allo stesso imprenditore. Le indagini procedono per stabilire l’entità del danno economico causato alle casse comunali.

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Armato di bloccasterzo, rapina prostitute a Roma

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Si è avvicinato a una ragazza che si stava prostituendo in viale Marconi e, dopo averla fatta salire in auto con il pretesto di appartarsi, l’ha minacciata con il bloccasterzo per costringerla a consegnargli il denaro in suo possesso. La pronta reazione della giovane, una cittadina romena di 21 anni, le ha consentito di divincolarsi dall’aggressore e a fuggire. Subito la “lucciola” ha allertato il “112” e i militari del Nucleo Radiomobile di Roma sono intervenuti sul posto in pochi minuti. Ricevuta la sommaria descrizione dell’aggressore e della sua auto, i Carabinieri si sono messi sulle sue tracce individuandolo, poco dopo, non lontano dalla zona, mentre stava tentando di rapinare un’altra “lucciola” romena di 20 anni, impugnando il bloccasterzo. Dopo averlo disarmato, il rapinatore solitario, un 41enne romano, è stato arrestato con l’accusa di rapina aggravata e continuata. Ora si trova in caserma, dove attenderà di essere sottoposto al rito direttissimo.

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Nave Concordia, porto di Civitavecchia troppo caro per lo smantellamento. E’ polemica politica

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“I duecento milioni di euro richiesti dal porto di Civitavecchia per lo smaltimento della Costa Concordia e’ una cifra totalmente fuori mercato ed eccessiva. Come e’ possibile che vi sia una sproporzione economica cosi’ ampia rispetto ai quaranta milioni di dollari (pari a 28 milioni di euro) richiesti dalla Turchia? Come e’ possibile che l’autorità portuale di Civitavecchia, pur sapendo che sarebbero arrivate offerte per lo smaltimento da tutti i porti delle nazioni europee ed extraeuropee, abbia chiesto una cifra cosi’ alta? Serve piu’ trasparenza nel piano di spesa proposto dal porto di Civitavecchia. Questa discordanza cosi’ evidente va forse attribuita all’inesperienza e all’incapacita’ dell’autorita’ portuale?”. Cosi’ dichiarano in una nota congiunta Francesco Aracri, senatore di Forza Italia, Adriano Palozzi, consigliere regionale del Lazio e Fabio Armeni, candidato al Parlamento europeo nel collegio Italia centrale. “Chi ha realizzato questo budget di spesa cosi’ eccessivo sta danneggiando lo sviluppo economico e sociale di Civitavecchia pur sapendo che il suo porto – per la vicinanza alla nave, per la profondita’ dei fondali e per le caratteristiche strutturali – e’ il luogo più idoneo per lo smaltimento del relitto della nave, in linea anche con le direttive europee. E dimentica che questa operazione sarebbe un’occasione da non perdere per l’Italia e per la Regione Lazio, sia per rilanciare la nostra economia che per favorire l’occupazione. Un’attivita’ di questo tipo, infatti, vedrebbe impegnate dalle 300 alle 500 unita’ per oltre due anni: non possiamo farci sfuggire anche questa opportunita’” concludono.

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Auto magazzino della droga in centro a Roma, i carabinieri sequestrano 31 chili di hashish “Obama”

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L’attento studio degli spostamenti di pusher e consumatori, hanno permesso ai cauabinieri della stazione roma Prenestina, di sequestrare, questa notte 31 chili di hashish. La droga era suddivisa in panetti da 100 grammi l’uno con impressa la scritta “Obama”, nascosti in un trolley collocato nel bagagliaio di un’auto parcheggiata in via della Serenissima, a Centocelle. I militari, una volta individuato il veicolo, denunciato rubato il 4 ottobre scorso, si sono appostati per controllare chi si avvicinava. Intorno all’una di notte, un cittadino egiziano di 55 anni, con precedenti, e la sua complice, una cittadina brasiliana 32enne, hanno raggiunto via della Serenissima e, dopo essersi attentamente guardato intorno, credendosi lontano da occhi indiscreti, ha aperto l’auto. A quel punto è scattato il blitz: i Carabinieri hanno immediatamente fermato i due sospetti, già notati anche nel quartiere San Lorenzo. I successivi accertamenti hanno consentito di appurare che i due, ufficialmente senza fissa dimora, convivevano in una roulotte in piazza Flavio Biondo, stazione di Trastevere, al cui interno i Carabinieri hanno recuperato un altro panetto da 100 grammi di hashish dello stesso tipo di quello trovato nell’auto e 500 euro in contanti, ritenuti provento della loro illecita attività. Per i due sono scattate le accuse di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e resistenza a pubblico ufficiale. er am