L’ex manicomio di Ceccano diventa “orto comunitario” aperto ai malati mentali e alla gente comune

28 aprile 2014 0 Di admin

“L’Amministrazione di Ceccano è orgogliosa di patrocinare un cosi nobile progetto, come quello proposto dal dipartimento di salute mentale di Frosinone, che ha l’obiettivo di coniugare l’aspetto sociale con quello ambientale e culturale nell’ottica dell’apertura alla comunità fabraterna di una struttura che da sempre è stata il fiore all’occhiello nel settore dell’assistenza psichiatrica”.

E’ quanto afferma il sindaco Manuela Maliziola a margine dell’incontro avvenuto questa mattina presso palazzo Antonelli per la definizione degli ultimi dettagli che porteranno alla realizzazione di un orto, curato dai pazienti psichiatrici, nei terreni abbandonati dell’ex manicomio di Ceccano. Alla presenza dell’assessore ai servizi sociali Maurizio Cerroni ed i referenti del progetto nell’incontro di oggi è stato definito anche il giorno dell’inaugurazione fissato per giugno. “Si tratta di un’iniziativa importante – afferma Maurizio Cerroni – per la comunità di Ceccano che vedrà sorgere al centro del circuito cittadino un’area verde aperta a tutti e dove chi vuole può curare uno spicchio di terra insieme ai pazienti”.

Gli obiettivi del progetto, che vanta la collaborazione dei volontari delle associazioni, Zerotremilacento di Frosinone, il G.A.M e Orizzonti di Ceccano, sono molteplici e vanno da quello terapeutico a quello estetico, ecologico, produttivo, didattico. La cornice teorica, come si evince nella stesura del progetto, è “l’agricoltura sociale”. Un numero crescente di esperienze si sta diffondendo in Italia, anche in ambito pubblico, e si sta riscoprendo l’antica funzione dell’agricoltura come strada nuova e nuovo paradigma d’intervento che crea sul territorio momenti di coesione e di inclusione sociale. “Si intende aprire alla comunità lo spazio di una struttura per anni vissuta come segregante. Al fine di favorire l’integrazione tra i pazienti ed i cittadini. Un momento forte che sarà simboleggiato al momento dell’inaugurazione dalla rottura di un muro di cartone”. E’ quanto spiegano congiuntamente le referenti del progetto Franca Di Chiacchio e Marzia De Sanctis annunciando quella che sarà l’inaugurazione e la presentazione alla stampa del progetto il prossimo 6 Giugno. Sono due le strutture residenziali terapeutico riabilitative attive nel progetto: la “Romolo Priori” e la “Maxwell Jones” i cui responsabili sono rispettivamente il dott. Filippo Morabito ed il dott. Renato Certosino. Il paziente viene stimolato attraverso i sensi in un’attività che lo impegna fisicamente e mentalmente stimolando il senso di responsabilità, aumentando l’autostima. Il progetto tuttavia è aperto anche a persone anziane che soffrono di solitudine, a disoccupati e a quanti desiderino condividere la passione per la natura in un contesto di vera e propria socializzazione.