Giorno: 22 maggio 2014

22 maggio 2014 0

Sorpresi a Cassino a pagare la mazzetta, denunciati due agenti di commercio

Di admin
(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({ google_ad_client: "ca-pub-3708340944781441", enable_page_level_ads: true });

A Cassino i carabinieri del N.O.R.M. – Aliquota Radiomobile, nel piazzale antistante un Hotel procedevano al controllo di un 50enne, residente a Napoli, che è stato sorpreso mentre consegnava una “mazzetta” di danaro di Euro 17.700,00 ad un ragazzo 24enne, residente nella provincia di Ferrara. Gli accertamenti consentivano di appurare che il 5Oenne, agente di commercio per conto di una ditta di vernici e materiali solventi, sita nell’hinterland partenopeo, stava corrispondendo, “in nero”, la predetta somma al ragazzo, anch’egli agente di commercio per conto di una ditta sita nel Veronese, quale saldo di una fornitura di prodotti chimici. Ai suddetti veniva contestato la sanzione di €. 3mila cadauno per violazione dell’art. 49 D.Lgs 231/07 “Trasferimento di danaro contante per un valore complessivo pari o superiore a €. 999 senza ricorrere a banche, istituti di monete elettronica e Poste Italiane S.p.A. Analoga violazione verrà contestata alle suddette persone giuridiche.

22 maggio 2014 0

Sulle tracce di Caligola. Storie di grandi recuperi della Guardia di Finanza al lago di Nemi

Di admin

Roma – Complesso del Vittoriano Sala del Giubileo Via San Pietro in Carcere (Fori Imperiali) 23 maggio – 22 giugno 2014

La mostra “Sulle tracce di Caligola. Storie di grandi recuperi della Guardia di Finanza al lago di Nemi”, ospitata al Complesso del Vittoriano dal 23 maggio al 22 giugno 2014, nasce dall’esigenza di conferire visibilità all’operato che la Guardia di Finanza pone in essere a salvaguardia dei beni dell’antichità a rischio di aggressione. L’evento, che nasce sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana, è promosso dalla Guardia di Finanza (Nucleo Polizia Tributaria Roma – Gruppo Tutela Patrimonio Archeologico) in collaborazione con il Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo, e segue la fortunata mostra “Dal sepolcro al Museo. Storie di saccheggi e di recuperi. La Guardia di Finanza a tutela dell’arte”, tenutasi presso il Complesso del Vittoriano nell’estate del 2010, che ha fatto registrare oltre 50.000 visitatori. L’esposizione è a cura della Soprintendenza per i Beni Archeologici del Lazio, e si avvale dei contributi di Louis Godart, Consigliere per la Conservazione del Patrimonio Artistico del Presidente della Repubblica Italiana, Luigi Malnati, Direttore Generale per le Antichità – Ministero dei Beni delle Attività Culturali e del Turismo, Elena Calandra, Soprintendente per i Beni Archeologici del Lazio, Giuseppina Ghini, Direttore Archeologo-Soprintendenza per i Beni Archeologici del Lazio e Massimo Rossi, Comandante del Gruppo Tutela Patrimonio Archeologico – Nucleo Polizia Tributaria Roma della Guardia di Finanza. L’organizzazione generale è di Comunicare Organizzando. L’esposizione al grande pubblico della colossale statua identificabile come Caligola in trono come Zeus, degli inizi del I secolo d.C., rocambolescamente recuperata a Fiumicino nel gennaio del 2011, mentre era in procinto di essere trafugata in territorio estero ed ora finalmente restituita alla fruizione museale al termine del laborioso e complesso restauro, vuole attirare l’attenzione sul fenomeno, in costante ascesa, del traffico di opere di interesse archeologico. Il patrimonio artistico italiano, incalcolabile fonte di ricchezza per il Paese, è esposto alla costante emorragia del mercato clandestino, perché i predatori dell’arte non si fermano di fronte a nessun ostacolo: scavano interi sepolcreti, saccheggiano contesti arcaici mai censiti, trafugano corredi funerari per far fronte alla domanda di chiunque voglia possedere in fruizione esclusiva un’opera che invece – per la specifica funzione etico-sociale che essa esprime – deve appartenere alla collettività, quale bene universale che rappresenta il cammino e la civiltà dell’Uomo, dell’Umanità. La statua La statua, in due frammenti, in marmo greco di Thasos, rappresenta una figura maschile giovanile, ammantata, seduta su un trono, di grandezza maggiore del vero, che analisi stilistiche e considerazioni sull’area di provenienza (il versante orientale del lago di Nemi) permettono di identificare con buona probabilità con l’imperatore Caligola. L’altezza del frammento inferiore è di m. 1,13, l’altezza della parte superiore di m. 1,00. Sovrapponendo i due pezzi si raggiunge un’altezza di m. 2,13 che, aggiungendo la testa mancante, raggiunge m. 2,50. La figura indossa calzari aperti e un mantello che ricopre le gambe per lasciare nudo il busto e ricadere sulla spalla sinistra. I calzari possono solo genericamente inserirsi nel tipo delle caligae speculatoriae o leggere, calzate dagli esploratori, che, secondo Svetonio Caligola amava indossare. Particolarmente interessante è la decorazione del trono, che presenta sul retro una spalliera terminante con un timpano triangolare poggiato su pilastrini con capitelli corinzi a foglie lisce, bracciolo cilindrico e gamba anteriore sinistra decorata con formelle diverse: dall’alto un doppio capitello eolico, una vittoria alata di profilo, che incede verso destra tenendo nella mano destra una brocca (urceus), una maschera femminile del tipo gorgone tra doppie volute, una figura femminile alata emergente da un motivo a onde, rielaborazione del motivo della “donna fiore”; inferiormente un secondo doppio capitello eolico. La statua e il trono dovevano essere policromi, forse con uso anche di dorature, il che rende la somiglianza con i troni di età macedone originariamente molto evidente. Il sedile è coperto da una stoffa spessa terminante con una frangia. La minore accuratezza della lavorazione del retro del trono si spiega con una collocazione della statua contro una parete o all’interno di una nicchia. La mostra Il sequestro della statua di Caligola in trono suscitò nel 2011 uno straordinario clamore mediatico, stante la singolarità dell’operazione, lo stato di rinvenimento della scultura (ridotta “a pezzi” dai profanatori del sito per agevolarne l’occultamento all’interno di un container diretto in Svizzera) e la coincidenza dei duemila anni trascorsi dalla nascita dell’Imperatore Caligola, che ricorreva di lì a poco. Dopo il sequestro, la scultura è stata affidata a un team di restauratori, che l’hanno ricomposta nella originaria foggia, riparando i danni provocati dall’attività di saccheggio dal sito originario, anche se gran parte del lato destro resta incompleta. Oltre alla monumentale scultura, che sarà il fulcro dell’evento, verrà esposto per la prima volta al pubblico un corpus di manufatti marmorei e bronzei recuperati dall’indotto clandestino e correlati alla figura di Caligola, in quanto provenienti dal territorio nemorense e in particolare dalle navi dell’imperatore, dalla sua villa sul lago di Nemi e dal santuario di Diana Aricina. In mostra, tra gli altri ritrovamenti, un Cratere marmoreo decorato con corsa di bighe della seconda metà del II secolo d.C., una statua marmorea di Apollo e una copia bronzea di cassetta con mano apotropaica (entrambe del II secolo d.C.) proveniente da una delle navi dell’Imperatore. La mostra sarà corredata da un apparato didattico e multimediale, con immagini storiche provenienti dagli archivi di Teche Rai, attrezzature sequestrate ai “tombaroli” e corner tematici sulla pluridecennale attività della Guardia di Finanza a tutela dell’arte. La Guardia di Finanza a tutela dell’Arte A presidio del patrimonio storico-archeologico, la Guardia di Finanza interviene attraverso una specifica articolazione del Nucleo Polizia Tributaria Roma, il Gruppo Tutela Patrimonio Archeologico, deputato alla salvaguardia dei siti a rischio di manomissione e al monitoraggio del mercato antiquario nazionale (con estensione in territorio estero attraverso la mutua assistenza rogatoriale), di concerto con le derivazioni periferiche del Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo e con le Autorità Giudiziarie procedenti (Procure della Repubblica e Avvocatura dello Stato). Nel solo biennio 2012-2013, il diuturno impegno profuso nel comparto operativo ha consentito il recupero e la restituzione alla fruizione pubblica di 11.258 manufatti di interesse archeologico; il sequestro di 136.873 opere contraffatte e la denuncia di 294 responsabili per violazione di natura penale correlate allo specifico compendio, che rappresentano – in termini percentuali – un incremento di circa 50 punti rispetto al biennio precedente.

22 maggio 2014 0

All’ospedale Santa Scolastica di Cassino il convegno “Gestione Ospedaliera del Tromboembolismo Venoso”

Di admin

24 maggio 2014

Il 64% dei pazienti dei reparti di Chirurgia ed il 46% dei pazienti dei reparti di Medicina interna possono incorrere in una Trombo Embolia Venosa (TEV). Ciò è dovuto alla formazione di sangue coagulato (trombi) entro le vene e rappresenta un importante problema perché può determinare mortalità ospedaliera tra il 5 ed il 10% per via del rischio di Embolia Polmonare (EP). Sono maggiormente esposti al rischio di tromboembolismo venoso coloro che sono affetti da cancro alla prostata, AIDS, le pazienti con cancro della mammella, chi incorre in incidenti stradali, gli emodializzati, etc,. Sono a rischio, anche se con percentuali inferiori, i pazienti allettati. Quanto sopra dimostra come la prevenzione e la corretta profilassi possono evitare, in situazioni di rischio di trombosi, che insorga un evento di tromboembolia. Inoltre, una diagnosi accurata e tempestiva seguita da una idonea terapia permette di ridurre la durata del ricovero, il numero degli accessi, le complicanze e le probabilità di recidiva. Ed una corretta trombo profilassi oltre che il paziente protegge l’ospedale ed i professionisti anche dal punto di vista legale. Ma nel delicato periodo post-ospedaliero la gestione del paziente spetta al medico di medicina generale anch’egli co – attore di un importante azione di prevenzione e cura. Dopodomani un centinaio di specialisti tra Medici di Medicina Generale, Angiologi, e Chirurghi Vascolari, Internisti, Geriatri, Ginecologi, Rianimatori si confronteranno per implementare le loro abilità e competenze con le più recenti acquisizioni di carattere scientifico e teorico – pratico incrementando pure la collaborazione multidisciplinare. L’evento è organizzato dal Reparto di Medicina Generale dell’Ospedale di Cassino, Responsabile la Dott.ssa Lidia Persichino, ed ha avuto il patrocinio dell’AUSL di Frosinone. Si ringrazia per l’attenzione e il risalto che se ne vorrà dare.

22 maggio 2014 0

Soccorse dalla Guardia Costiera di Gaeta due imbarcazioni a Punta Stendardo

Di admin

Poco dopo le 9 questa mattina la sala operativa della Guardia Costiera di Gaeta ha ricevuto la segnalazione di un incidente in mare, che vedeva coinvolti un trimarano ed un natante da diporto, in prossimità di Punta dello Stendardo a Gaeta, con il conduttore del natante sbalzato in mare. La sala operativa della Guardia Costiera inviava sul posto la motovedetta Cp 856 in servizio di Ricerca e soccorso in mare e la CP 724, già presente in zona per attività di vigilanza pesca. Sotto il coordinamento della sala operativa della Guardia Costiera di Gaeta la motovedetta CP 856, con la collaborazione di una motovedetta della Guardia di Finanza, presente in zona, mettevano in sicurezza i due occupanti del Trimarano “Suzfly” (turisti tedeschi entrambi ultrasettantenni) e i due diportisti della piccola unità da diporto (ultrasettantenni di Formia che trovavano ricovero sulla unità della Guardia di Finanza). Il Trimarano, partito da Gaeta per l’isola di Ventotene presentava, a prora, visibili segni dell’urto, l’unità da diporto, invece, mostrava un importante squarcio sulla fiancata sinistra. I militari della Guardia Costiera dopo aver verificato la navigabilità delle unità procedevano a scortarle fino a Gaeta, ove era ad attendere il Servizio del 118 che provvedeva a visitare il conduttore finito in mare constatandone un buono stato di salute sebbene in stato di shock. Sono in corso indagini della Guardia Costiera, per ricostruire la dinamica dell’incidente. Foto Giuseppe Miele

22 maggio 2014 0

Truffe all’Inps, ex dirigente pubblico percepisce indebitamente oltre 1 milione di euro

Di admin

Sono le ennesime storie di malaffare ai danni dell’I.N.P.S. e dell’intera collettività quelle scoperte dai Finanzieri del Comando Provinciale di Roma a Grottaferrata ed a Civitavecchia. Un ex dirigente dell’I.N.P.S., esperto conoscitore della normativa previdenziale, aveva richiesto ed ottenuto la pensione di vecchiaia, pur continuando a lavorare alle dipendenze dell’E.N.P.A.I.A. (Ente Nazionale di Previdenza per gli Addetti e per gli Impiegati in Agricoltura). In questo modo, per oltre un decennio, ha incassato sia lo stipendio sia la pensione, quest’ultima indebitamente, sussistendo un rapporto di lavoro subordinato. Al termine di accertamenti svolti anche in collaborazione con i due Enti di previdenza, è stata fatta piena luce sulla truffa, resa possibile dalla circostanza che, all’atto della presentazione della domanda di pensione, non risultava, nell’estratto conto contributivo, alcun versamento relativamente al rapporto di lavoro in corso. L’uomo – cui l’I.N.P.S. ha bloccato immediatamente l’erogazione degli emolumenti – è stato denunciato alla Procura della Repubblica di Roma per il reato di truffa aggravata ai danni dello Stato, avendo percepito indebitamente oltre 1 milione di euro. Gli elementi raccolti dalle Fiamme Gialle del Gruppo di Frascati hanno consentito alla Procura della Repubblica di Roma di richiedere ed ottenere dal Giudice delle Indagini Preliminari il sequestro preventivo di beni immobili e di conti correnti nella disponibilità dell’indagato, per un valore di 400.000 euro. Il funzionario pubblico dovrà anche vedersela con la Procura Regionale della Corte dei Conti per il danno cagionato all’Erario. A Civitavecchia, invece, la convivente di un anziano deceduto nel 2011 si era ben guardata dal denunciarne il decesso all’I.N.P.S., continuando a percepire le due pensioni, ordinaria e di invalidità. L’incrocio delle risultanze delle banche dati del Comune di Civitavecchia e dell’I.N.P.S., che ha evidenziato una posizione previdenziale pendente, ha innescato le indagini delle Fiamme Gialle della locale Compagnia. Gli accertamenti sul conto corrente acceso presso una Cassa di Risparmio, in cui mensilmente venivano accreditate la pensione e l’assegno di invalidità, hanno consentito di risalire alla convivente del beneficiario ed ai suoi due figli. I tre – denunciati alla Procura della Repubblica di Civitavecchia, per truffa aggravata ai danni dello Stato in concorso fra loro – avrebbero percepito, nei tre anni, prestazioni per circa 60.000 euro. Nell’anno trascorso e nei primi quattro mesi del 2014, i reparti dipendenti dal Comando Provinciale hanno scoperto truffe ai danni degli enti previdenziali per 5,5 milioni di euro denunciando 196 persone All’Autorità Giudiziaria.