A “caccia” con il metal detector in zona archeologica a San Biagio. La replica del sindaco Bucci (Conca Casale)

12 maggio 2014 0 Di admin

Tra i controllati dai carabinieri a San Biagio Saracinisco, sabato mattina, perché con un metal detector si aggiravano in una zona nota per essere antica necropoli, c’era annche, per sua ammissione, Luciano Bucci, sindaco di Conca Casale (in provincia di Isernia e non un sindaco della regione Campania come riportato in un nostro articolo di ieri – clicca e LEGGI). E’ lo stesso sindaco che, sull’argomento è tornato per precisare quanto segue che, da lui, riceviamo e pubblichiamo.
“Buon giorno, sono Luciano Bucci, il Sindaco coinvolto in questa vicenda, ci sono alcuni aspetti che ci tengo a chiarire in quanto dalla lettura di questo articolo, già dal suo titolo, si evincono verità distorte al limite del diffamatorio. Innanzitutto, per onor di cronaca, io sono Sindaco di Conca Casale provincia di Isernia, in Molise, detto ciò, come già abbondantemente spiegato e accertato dalle forze dell’ordine, noi non siamo “tombaroli” ne “cercatori di tesori”, bensì siamo un’associazione di ricercatori, riconosciuta a livello internazionale, denominata “Winterline Venafro ONLUS” e ci occupiamo SOLO ed ESCLUSIVAMENTE di ricerche sulla seconda guerra mondiale. Tali ricerche le svolgiamo ormai da decenni, in pieno rispetto delle regole, e ci hanno permesso di realizzare un museo a Venafro (IS) che riscuote sempre piu’ successo. Il nostro impegno è quello di mantenere viva la memoria della seconda guerra mondiale e per fare ciò collaboriamo con le amministrazioni, e il Sindaco di San Biagio, il Dott. Iaconelli, è una di queste e ci conosce, e con le associazioni di veterani ed ex combattenti Italiane ed estere. Precisato ciò, il fatto in questione è avvenuto in questi termini: Noi non sapevamo di trovarci in zona archeologica, che oltretutto risulta non segnalata da alcun cartello neanche all’imbocco delle vie d’accesso, e sono ancora convinto che l’area delle nostre ricerche non interessi alcun sito archeologico o necropoli; inoltre noi non eravamo in possesso di nulla che possa far pensare ad un’eventuale collegamento con “tombaroli” e pertanto non voglio che il mio nome e quello dei miei collaboratori venga affiancato a cio’. In conclusione poi, sull’ “invito a cambiare passione” rispondo con i fatti, dopo anni di sacrificio e dedizione che hanno permesso la realizzazione di un museo visitato da oltre 8000 persone fin’ora e il plauso di tutti i livelli istituzionali e delle associazioni estere e ci hanno permesso di essere annoverati tra gli storici della seconda guerra mondiale piu’ preparati del territorio, non è un “equivoco” mal rappresentato che fermerà la nostra passione. Per chi volesse sapere chi siamo e cosa facciamo VERAMENTE, lo invito a visitare il nostro sito http://www.winterlinevenafro.it”.
Nota della redazione – Al sindaco Bucci e ai suoi collaboratori vanno i nostri auguri di poter continuare la sua iniziativa in maniera proficua, ma anche in sicurezza. E’ necessario, però, precisare che nell’articolo pubblicato ieri, si faceva riferimento ad un gruppo di persone che attrezzate di metal detector si aggiravano in una zona di grande interesse archeologico dove, da tempo, sono in corso episodi di scavi abusivi finalizzati a recuperare beni di interesse storico da introdurre sul mercato nero. A nostro avviso bene hanno fatto i carabinieri a intensificare i controlli per arginare il fenomeno. Nell’articolo, inoltre, abbiamo riferito l’esito negativo di quel controllo e cioè che i carabinieri hanno trovato in possesso dei cercatori oggetti di tutt’altra natura che archeologica. Insomma non abbiamo dato del “tombarolo” a nessuno (…si evincono verità distorte al limite del diffamatorio). Se un sabato sera il sindaco venisse fermato per un controllo stradale e venisse sottoposto all’alcool test con esito negativo, non credo che il giorno dopo voglia replicare ad un articolo giornalistico che ha trattato di controlli alla circolazione stradale riferendo degli esiti. Poi, per la sua attività di ricercatore di oggetti di tipo militare, facesse come vuole nei limite previsti dalla legge. Da parte nostra, e questo lo vogliamo dire, non crediamo sia prudente ripercorrere zone interessate dal conflitto con un rilevatorte di metalli. Uno scavo, anche se piccolo, per verificare il segnale di presenza metallica nel sottosuolo, potrebbe nascondere insidie legate a ordigni ancora pericolosi. Del resto, per fare determinate operazioni, si ricorre ancora agli artificieri dell’Esercito. Ma questo è il nostro parere.

Ermanno Amedei