Sussidi per disoccupazione fantasma a Cassino, la Regione certifica che esistono, l’Inps li nega. Disoccupati sull’orlo del baratro

14 maggio 2014 0 Di admin

Da Salvatore Ascione dell’A.S.La. Cobas di Cassino riceviamo e pubblichiamo

Ha dell’incredibile l’odissea di centinaia di operai disoccupati in mobilità in deroga del Cassinate. Nonostante le determine di pagamento emanate dalla Regione Lazio, per il pagamento delle indennità fino al mese di ottobre 2013, l’Inps continua a non pagare.

E nel frattempo  diverse centinaia di  disoccupati, dal lontano mese di aprile 2013, non percepiscono un euro e non sanno di che vivere.

Invece, come sempre, si sceglie di fare le orecchie da mercante e di sperperare i soldi in cose inutili”.

Ma cosa sta accadendo in realtà, come mai questi disoccupati attendono invano? Vediamo un po’ di vederci più chiaro.

La Regione Lazio aveva,  deliberato il pagamento delle indennità di mobilità in deroga , per il periodo 1 maggio 2013 al 31 ottobre 2013 a tutti quei Lavoratori che avevano i requisiti previsti dalla lettera “F” del punto “C” dagli Accordi  Quadro sulla mobilità in deroga anno 2013, ovvero quelli che provengono dalla disoccupazione ordinaria e/o mobilità in deroga che  non avevano goduto di  un periodo di ammortizzatori sociali superiore all’anzianità di servizio con l’ultima azienda lavorata come previsto dall’art.7 , commi 1 e 2, legge 223/91.

Detto ciò, l’INPS  , nonostante ha ricevuto le determine di pagamento non ha ancora pagato .

Allo stato attuale meno della metà dei disoccupati si è visto corrispondere le somme per il periodo che va da Maggio  a ottobre 2013.

A nulla servono le richieste di informazioni all’Inps – “ci dispiace ma a noi, nell’elenco che ci è pervenuto dall’assessorato al lavoro, non risulta sia presente il suo nominativo, verifichi in regione per capire cosa è successo” – dicono dall’Ente.

Se poi si va in Assessorato, esponendo la risposta fornita dagli operatori Inps si ottiene la seguente risposta: “Noi abbiamo trasmesso all’INPS i gli elenchi completi, è presente anche il suo nome, questo è l’elenco”.

Si torna all’ Inps, si porta il cartaceo dimostrante l’effettiva presenza del nominativo nell’elenco e per l’ennesima volta l’ Inps risponde: “A noi non risulta il suo nome e anche se lei ci ha presentato il cartaceo quello che per noi conta è la trasmissione ai nostri uffici dell’elenco in cui appare il suo nominativo. Non è solo lei a trovarsi in questa situazione, purtroppo ci sono tanti altri che attendono, capisco il disagio.

Insomma un rimpallo di responsabilità burocratiche che però rischia di sotterrare le ultime speranze di questi lavoratori che oltre al danno sono costretti a subire la beffa della presa in giro di impiegati distratti e nulla facenti profumatamente pagati.

L’A.S.La COBAS , lo scorso mese di aprile ha richiesto e ottenuto un incontro con l’Assessore al Lavoro della Regione Lazio per segnalare questa incresciosa situazione.

A seguito delle Ns. dimostranze la Regione Lazio, con lettera datata 15 aprile 2014, che pubblichiamo con la presente, ha segnalato la problematica all’INPS Regionale affinchè solleciti l’INPS di Cassino a pagare .

Ad oggi l’INPS di Cassino non ha dato riscontro e nel frattempo l’Ufficio Legale dell’A.S.La COBAS si è attivato per il recupero , attraverso ingiunzioni di pagamento, delle somme dovute ai lavoratori.