Giorno: 20 giugno 2014

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Armato di coltello e martello aggredisce due uomini in spiaggia a Ponza, arrestato un 39enne

Di admin
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Ieri a Ponza i Carabinieri hanno arrestato A.F., trentanovenne del luogo, resosi responsabile di “tentato omicidio”. L’uomo, nella spiaggia di “Cala Cecata”, per futili motivi, armato di coltello e martello, aggrediva due uomini, il primo dei quali veniva colpito più volte al petto con il coltello e successivamente al cranio con il martello, mentre il secondo, intervenuto per salvare la vita al malcapitato, veniva anch’egli colpito violentemente al cranio con una martellata. Al termine del gravissimo episodio, l’aggressore, lasciato sul posto il coltello utilizzato, si recava presso la propria abitazione ove si liberava degli abiti indossati intrisi di sangue. Il responsabile veniva prontamente individuato e rintracciato dai Carabinieri che procedevano al suo arresto, mentre i due malcapitati, visitati presso il locale posto di primo soccorso di Ponza e trasportati in eliambulanza per le gravi ferite riportate, attualmente versano in prognosi riservata. L’arrestato sarà trasferito presso la Casa Circondariale di Cassino (FR) a disposizione dell’A.G.

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Cassino – Una partita di calcio in ricordo del capitano Grimaldi. In campo anche il figlio

Di admin

In occasione del 1° anniversario della scomparsa del Capitano Adolfo Grimaldi, comandante della Compagnia CC di Cassino, avvenuta il 27.06.2013 a seguito di un malore improvviso mentre era in servizio a Roma, i Carabinieri di Cassino hanno organizzato con i suoi colleghi, amici, e quanti hanno avuto l’onore di conoscerlo e di apprezzarlo per le sue doti professionali e soprattutto umane, un “memorial” in suo ricordo, consistente in un incontro di calcio, sport amato e praticato dall’Ufficiale che, era solito ogni settimana scendere in campo con i suoi militari, che si terrà mercoledì 25 giugno p.v. alla ore 18.00 presso il locale stadio comunale “Salveti”, tra una rappresentanza formata da “Carabinieri” della Compagnia ed una compagine di “Amici” composta da magistrati, avvocati, personalità locali e amici. In campo ci sarà anche il figlio, dell’Ufficiale, Amedeo. L’Associazione Nazionale Carabinieri di Cassino ha deciso, per tale evento, di raccogliere delle offerte da devolvere in beneficenza all’ONOMAC (Ente assistenziale orfani militari Arma dei Carabinieri). Al termine della gara, sarà consegnata una targa ai familiari, presenti alla manifestazione sportiva. La scomparsa dell’Ufficiale, lo scorso anno, lasciò un’intera città addolorata: i suoi colleghi ed amici vogliono ricordarlo sorridente mentre correva in campo e si divertiva con i suoi più cari collaboratori nel suo hobby preferito.

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FedeRock, una giornata per ricordare Federica Crispino, scomparsa dopo un grave incidente

Di redazionecassino1

Domani, 21 giugno, presso il comune di Vallemaio (FR) e con il patrocinio dello stesso, andrà in scena la seconda edizione di FedeRock, la giornata di cooperazione sociale organizzata dall’associazione Federica nel Cuore Onlus. L’evento senza scopo di lucro nasce per commemorare la nostra amica Federica Crispino, scomparsa il 4/03/2013 in seguito ad un grave incidente stradale. Grazie alla cooperazione di altre associazioni, aventi tutti finalità sociali ed umanitarie si realizzerà una intera di giornata di attività sportive, sociali, culturali aventi tutte lo scopo di favorire e promuovere uno spirito di aggregazione e solidarietà sociale.

A tal fine il programma 2014 di FedeRock si è ampliato rispetto alla precedente edizione per abbracciare un maggior numero di partecipanti coinvolgendo i più giovani e i meno giovani, i bambini e i diversamente abili proponendo attività a cui tutti potranno partecipare. Saranno presenti sul campo volontari Unitalsi che, afiancati da un docente si occuperanno di insegnare le basi della fotografia ai ragazzi diversamente abili e li guideranno attraverso la mostra; in mattinata si terranno competizioni calcistiche sia maschili che femminili; sarà allestita una mostra di arti visive lungo il percorso che va dalla piazza principale fino al Museo delle Ombre situato nel centro storico, all’interno del borgo medievale, che resterà aperto proprio in occasione di FedeRock.

Con Humana People to People, per la seconda volta al nostro fianco, si avrà la possibilità di donare i propri abiti usati e/o dismessi.

Ci saranno interventi di sensibilizzazione sulla sicurezza stradale e saliranno sul palco i rappresentanti delle associazioni di settore quali Aivis, Cotek8, UDS Exodus, Art Direction, che proporranno spunti di riflessione sul tema.

A partire dalle ore 20:00 si avvicenderanno sul palco artisti locali e capitolini che si esibiranno a titolo gratuito per sostenere e promuovere l’attività dell’associazione. Avremo il paicere di ascoltare dal vivo Nico Maraja, Blues Ash of Manhattan, Menti Fertili Crew, The Old Smokeys, Quelli tra Palco e Realtà, e come ospiti saliranno sul palco Cristiano e Daniele della Pork Band, chiuderà la serata Gianmaria Cocoluto con il suo dj set.

La serata sarà piacevolmente condotta da Salvatore Quagliozzi. Per raggiungere comodamente la location sarà disponibile un servizio navetta gratuito con partenza sia da Cassino sia da San Giorgio, saranno disponibili le relative tabelle orarie che saranno pubblicate sul sito ufficiale www.federicanelcuore.com e sulla relativa pagina di facebook.

Tutte le attività sopracitate saranno gratuite per coloro che vorranno prendervi parte. L’intera giornata è infatti autofinanziata ed eventuali contributi serviranno esclusivamente a coprire le spese di gestione e realizzazione dell’evento.

Info & Contatti:

e-mail: federicanelcuore@gmail.com

web: www.federicanelcuore.com

facebook: Federica nel Cuore Onlus

20 giugno 2014 0

Vita da falconiere, cresce rapaci come fossero dei figli

Di admin

Cresce falchi, aquile e gufi come fossero suoi figli. Li aspetta fin dalla schiusa delle uova per farli crescere, fino ad assisterli nelle prime prove di volo e di caccia. Gugliemo Ventimiglia di Monteforte, 48 anni, originario di Catania ma residente a Radicondoli in provincia di Siena ha fatto della falconeria il suo mestiere. E’ presidente dell’associazione IMeRa ( I Meravigliosi Rapaci) che conta 15 soci ed proprietaria di 45 esemplari di uccelli rapaci tra falchi, aquile, gufi, avvoltoi tutti protagonisti di esibizioni al Parco Oltremare di Riccione, ma anche ospiti di manifestazioni in varie piazze d’Italia.

“E’ una passione per questi animali – racconta Guglielmo Ventimiglia – che ti riempie di soddisfazioni. La falconeria è considerata una caccia a tutti gli effetti che, per essere praticata, necessita di permessi. Un fucile, però, una volta usato durante la battuta di caccia, lo pulisci e lo metti a posto. Un rapace no”. L’accostamento con un’arma è semplicemente esplicativo perché la falconeria praticata da Ventimiglia e dalla sua associazione è di tipo dimostrativo. Dimostrazioni che diventano le vere attrattive di eventi, fiere e manifestazioni di ogni genere. “A seconda dei luoghi dove andiamo, decidiamo quale rapace far volare. Dipende dagli spazi e dalle affluenze di pubblico ma ogni animale nella sua esibizione è spettacolare”.

L’Aquila Pescatrice si chiama Marea e ha 18 anni, la più anziana. “Ovviamente per lei serve uno specchio d’acqua. Per sua natura pesca pesci che nuotano a non più di 50 centimetri di profondità ma per le esibizioni, ovviamente non servono pesci dato che le sue picchiate in acqua sono solo dimostrative”. Il gufo reale è una femmina di sei anni e si chiama Kina. “La sua tattica punta sull’effetto sorpresa. E’ un cacciatore notturno, e dove non arriva la vista arriva l’udito. Poi con il suo volo estremamente silenzioso non da avvisaglie alla preda”. Le poiane del deserto sono due sorelle di 5 anni e si chiamano Haisel e Heil. “La loro tattica è come quella dei lupi. Cacciano spesso in gruppo con strategie che spingono la preda verso veri e propri agguati”. L’aquila reale ha poco più di un anno e si chiama Gaeta. “Ha bisogno di tanto spazio aperto ed è ancora troppo presto per utilizzarla in pubblico. Al momento segue gli altri rapaci nelle manifestazioni perché, ritengo che si diverta di più che stare nella voliera ma anche per imparare a tollerare la presenza di tante persone”. Il falco pellegrino, invece, si chiama Io e ha 4 anni. “Riesce a stare molto tempo in volo e sfrutta la velocità nel calare sulla preda e nel colpirla. Nelle esibizioni, il falconiere adopera una finta preda che si chiama logoro che lui, al volo cattura”. C’è poi l’aquila delle steppe, ha quattro anni e si chiama Argento. “Sa sfruttare le correnti ascensionali e riesce a salire ad elevate altitudini”. Insomma, ce n’è per tutte le metodologie di caccia “Anche se – precisa il falconiere – quelle che facciamo noi sono solamente dimostrative”. Ma come si fa a diventare falconiere? “Fino agli anni ’80 in Italia c’erano un numero limitatissimo poi con il proliferare degli allevamenti, per lo più inglesi e tedeschi, il numero è cresciuto a dismisura. Erroneamente si pensa che avere un falco o un rapace rende di per se falconiere. Non è così. Non tutti hanno la sensibilità per entrare in sintonia con un animale così complesso che ha nella sua natura, nel suo dna, il continuo richiamo al selvatico.

Per addestrare un rapace, oltre ad averne le doti per farlo, serve la teoria affiancata ad una intensa pratica fatta al fianco di un falconiere esperto. Il campo è vastissimo e ci sono tante variabili che vanno considerate. L’esempio che mi viene da fare è quello di un aereo, il cui pilota deve conoscere tutte le centinaia di pulsanti e leve per farlo funzionare al meglio e, spesso, neanche è sufficiente”. Gli animali arrivano tutti da allevamenti, nati, quindi in cattività. “Prendo un animale ancora prima che mette le penne. Spesso lo assisto durante la schiusa dall’uovo. Lo cresco come fosse un mio pulcino anche perché così si abitua al luogo in cui deve vivere e a me che devo fargli da genitore”. La fase più delicata è quella del primo mese di volo. “In verità non devo insegnargli nulla perché, d’istinto, saprà volare senza che nessuno glielo insegni.

Quando stacca le zampe da terra e comincia a volare lo lascio libero, fuori dalle gabbie anche perché il posto in cui è cresciuto e, nei fatti, ne diventa il nido; ed è lì che dovrà tornare quando ha fame o è stanco di giocare con le correnti d’aria”. Poi comincia l’addestramento, che non è più alla caccia come un tempo, ma comunque è qualcosa che gli somiglia dato che gli obiettivi sono finte prede. “Ciò nonostante, però, restano degli animali selvatici per natura e, quindi, con l’istinto del predatore. Talvolta, anche se ben addestrati, questo fattore riemerge. E’ il caso di Patos, un falco che avevo già da sei anni e, durante una esibizione in piazza a Rapolano nella frazione Serre, alla finta preda ne preferì una vera e scappò via per dare la caccia ad un piccione. Ho girato la Toscana in aereo alla ricerca del segnale rilasciato dall’apparecchio che i rapaci in cattività indossano ma senza risultato. Dopo un mese e mezzo mi richiamarono da Serre, lo stesso posto dove lo avevo perso, e mi dissero che Patos era lì che stava facendo strage di piccioni. Sono andato e al primo richiamo lui è tornato senza neanche una esitazione. Era in buone condizioni e, del resto, non avevo dubbi sul fatto che se la sarebbe cavata dato che sa cacciare e cercarsi cibo a sufficienza”. Tutti i suoi uccelli, sostiene Gugliemo, saprebbero sopravvivere in natura se l’ambiente e la concorrenza dell’uomo nella caccia glielo permettessero. “Il vero problema per la reintroduzione in natura dei rapaci è la ricerca di prede che spesso deve dividere con i cacciatori ‘umani’. Tecnicamente saprebbero cavarsela”. Meglio stanno, però, con l’associazione IMeRa agli spettacoli di piazza e al parco Oltremare di Riccione dove Gueglielmo e i sui rapaci si esibiscono due volte al giorno da aprile a settembre. “Ho fatto oltre 5mila spettacoli – confessa il falconiere – ma ancora oggi mi emoziono ogni volta che un rapace mi si posa sul braccio”.

Ermanno Amedei

foto Giuseppe Miele

20 giugno 2014 0

Hanno inventato l’albero dell’acqua e cercano finanziamenti per risolvere il problema della sete nel mondo

Di admin

Hanno ideato un sistema per risolvere il problema della sete nel mondo e cercano finanziatori per testare i prototipi già realizzati. A lavorare sul progetto Warka Water è lo studio Architectture and Vision di Bomarzo, in provincia di Viterbo, diretto dall’architetto 43enne, Arturo Vittori. Il gruppo di ricerca ha messo in pratica un sistema che, in maniera naturale, senza dispendio di energia elettrica, riesce a raccogliere acqua potabile grazie al fenomeno della condensazione.

“L’idea mi è venuta durante il viaggio che ho fatto sugli altipiani etiopi nel Nord-Est del paese nel 2011 – Dichiara Vittori – Scoprendo una realtà di vita che, per molti versi, è legata alla continua ricerca dell’acqua potabile. Donne e bambini, passano intere giornate alla ricerca di sorgenti o pozzanghere che spesso devono condividere con animali. Quella che portano a casa con taniche, dopo aver camminato per decine di chilometri, spesso è acqua maleodorante, sporca e infettata dagli escrementi animali. Difficile, costoso ed a volte anche inutile scavare pozzi dato che le falde si intercettano anche ad oltre 500 metri di profondità ed essendo area vulcanica, spesso l’acqua è contaminata da arsenico”. Prima lo studio, poi il progetto e i primi prototipi di quello che a buon titolo potrebbe essere indicato come una “fontana di acqua alimentata ad aria”.

La vera risorsa dello Warka Water è l’escursione termica che sugli altipiani etiopi è elevata e ciò favorisce il fenomeno della condensazione. Ed è proprio per sfruttare questo fenomeno che è stato pensato il Warka Water. Sono stati fatti vari prototipi e l’ultimo e’ stato appena costruito in Libano grazie alla collaborazione dell’università USEK di Beirut. Il progetto, quindi, è approdato al Warka Water 2.0 alto 12 metri e che pesa circa 90 chili. “La struttura portante – spiega l’architetto a capo del progetto – è un intreccio di fibre naturali, bambù e giunchi, perché l’idea è quella di impiegare materiale naturale biodegradabile facilmente reperibile in loco. All’interno c’è il “motore” del sistema, o se vogliamo, la “trappola” per l’acqua, costituita da una rete, molto leggera, fatta di materiale che deve avere la caratteristica di resistere ai raggi ultravioletti del sole, di essere idro repellente, cioè che non assorba acqua e che ne permetta il facile sgocciolamento. Abbiamo testato reti di vari materiali, metalliche e plastiche che hanno queste caratteristiche”.

A proposito del funzionamento l’architetto spiega. “Non è una novità assoluta. Sfruttiamo il principio della condensa che è quello per il quale, la mattina troviamo l’automobile bagnata di rugiada. Il salto di temperatura tra notte e mattina, fa si che l’umidità contenuta nell’aria acquisti di consistenza depositandosi sotto forma di gocce su superfici solide. Lo studio che abbiamo fatto per il Warka Water è proprio quello di ottimizzare il fenomeno calcolando non solo lo sbalzo termico, ma anche la ventilazione in maniera che la rete tridimensionale, su cui stimo ancora lavorando, possa essere sempre più efficace. Riteniamo che con questo sistema si possano raccogliere fino a cento litri di acqua potabile al giorno. O meglio, a mattina”. Sono ormai due anni che il gruppo lavora al progetto in maniera assolutamente gratuita. Un impegno, il loro, volto a dare il proprio contributo alla soluzione di un problema, quello della sete che, nel mondo, affligge milioni di persone. “La ricerca è ancora in corso. I tempi non so quantificarli, ma se avessimo fondi sarebbero certamente più stretti dato che potremmo coinvolgere esperti in determinati settori. Nell’arco di alcuni mesi potremmo passare alla sperimentazione in loco, ma anche per fare questo passo abbiamo bisogno di soldi. Abbiamo progettato un Warka Water in maniera tale che possa essere facilmente trasportabile e facile da montare. Tutto si realizza a terra e poi viene sollevato, senza gru ma con un minimo di manodopera anche locale. Abbiamo fatto un business plan stimando che per ultimare la ricerca servirebbero circa 400mila euro mentre 300mila servirebbero per la realizzazione del primo prototipo definitivo da usare per la sperimentazione in loco. Abbiamo già un contatto in Etiopia con il capo del villaggio di Awra Amba, una comunità di circa 150 persone sugli altipiani, che ci ha autorizzato a sperimentare il sistema”.

La notizia dell’invenzione non ha tardato a diffondersi sui media nazionali ed anche internazionali. Vittori, grazie alle interviste di giornali quali la Cnn e da Wired Magazine, sta raccogliendo le prime espressioni di interesse da potenziali finanziatori. Settecento mila euro per dare una vita migliore a milioni di persone sembra un buon investimento ma, il Warka Water raccoglie acqua, non petrolio. Ermanno Amedei

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Sequestrati a Pescara 30 chili di marijuana, arrestati due corrieri

Di admin

I finanzieri del Comando Provinciale di Pescara, nella notte di mercoledì scorso, hanno sequestrato 30 kg di marijuana in una abitazione di Montesilvano (PE). Erano le due e mezza del mattino quando una pattuglia delle Fiamme Gialle di Pescara ha fermato per un controllo due uomini che, usciti da un modesto condominio di Montesilvano (PE), discutendo in maniera animata, si dirigevano verso l’adiacente garage, dove era parcheggiata un’autovettura di grossa cilindrata. I militari subito riconoscevano D.O.- 31 anni di origini albanesi, già noto per il suo “recente passato” in materia di stupefacenti. L’altro, C.G – 48 anni italiano, con piccoli precedenti di polizia, veniva identificato nel proprietario di uno degli appartamenti dell’edificio da cui i due uscivano. Le risposte assai evasive e gli evidenti ed immotivati segni di agitazione e preoccupazione dei due insospettivano i militari che, dopo una rapida perlustrazione dei dintorni, venivano colpiti dal forte odore, tipico della marijuana, che proveniva dal seminterrato. L’immediata perquisizione dei locali consentiva di rinvenire 30 kg di marijuana confezionati in 16 pani, all’interno di tre sacchi di plastica per l’immondizia, pronti per essere ulteriormente suddivisi e sigillati, destinati al “mercato” locale. Le investigazioni prontamente sviluppate evidenziavano come i due fossero appena rientrati da Valona (Albania). I fermati sono stati arrestati per traffico di stupefacenti e rinchiusi nel carcere “San Donato” di Pescara. L’arresto è già stato convalidato dal Giudice per le Indagini Preliminari. La marijuana avrebbe reso “sulla piazza” circa 300.000 euro.

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Gendarmeria Turca in visita al Comando Provinciale dei Carabinieri di Latina

Di admin

Nella mattinata odierna, nell’ambito del piano di cooperazione bilaterale Italia-Turchia per l’anno 2014, una delegazione del Corpo militare della Gendarmeria Turca è stata ricevuta, nella sede della caserma Cimmarrusti di Latina, dal Comandante Provinciale dei Carabinieri, Colonnello Giovanni De Chiara. Alla presenza degli Ufficiali e del personale della sede, nonché di un rappresentante dell’Ufficio “Piani e Polizia militare” del Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri, è stato tenuto un briefing di approfondimento, in lingua inglese, sull’organizzazione e l’attività dell’Arma dei Carabinieri in provincia con cenni relativi alla situazione dell’ordine e della sicurezza pubblica. La rappresentanza militare estera, inoltre, ha visitato i locali della sede e, nella circostanza sono stati illustrati apparati, equipaggiamenti ed automezzi in dotazione.