Giorno: 18 luglio 2014

18 luglio 2014 0

Valle del Sacco, il commento di Retuvasa al pronunciamento del Tar

Di admin
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Dalla Rete della Tutela della Valle del Sacco riceviamo e pubblichiamo:

A distanza di un anno e mezzo dal Decreto del Ministero dell’Ambiente 11 gennaio 2013, che “declassava” 18 Siti di Interesse Nazionale (SIN), tra cui il “Bacino del Fiume Sacco”, possiamo dire con grande soddisfazione che il TAR del Lazio conferma quanto ci era sembrato immediatamente evidente: il Decreto è incoerente con la normativa pregressa e il declassamento poggia su presupposti giuridici, oltre che fattuali, insostenibili.

Il ricorso n. 5277 presentato dalla Regione Lazio, cui sono intervenuti ad adiuvandum, per la parte relativa al SIN “Bacino del Fiume Sacco”, la Rete per la Tutela della Valle del Sacco e il sig. Giuseppe Faustini, ha consentito l’annullamento da parte del TAR della parte del Decreto riguardante il SIN in oggetto.

Ad essere reintegrato come SIN è dunque l’intero bacino imbrifero del fiume Sacco, che comprende non solo l’area emergenziale in ragione della contaminazione da beta-HCH, ma appunto l’intero bacino imbrifero, che si estende nelle Province di Frosinone e Roma, e in minima parte di Latina.

La nostra soddisfazione per il debito reintegro della Valle del Sacco non può esimerci dall’osservare che si ripropone ora il problema della gestione di un SIN così esteso: saprà il Ministero dell’Ambiente, autore a giudizio del TAR di un atto giuridico «erroneo in radice», andare oltre a quanto poco prodotto in passato? Solo se la Regione Lazio, i sindaci del comprensorio, le associazioni ambientaliste e i cittadini che tanto si sono impegnati per la loro Valle parteciperanno al processo e si coordineranno in termini paritetici e fondati sul principio di sussidiarietà, la rinnovata gestione ministeriale potrà, in un’ottica di intervento anche europeo, produrre i frutti sperati.

18 luglio 2014 0

Al via il programma dell’Estate roccaseccana

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Un calendario di appuntamenti per tutti i gusti e tutte le età che spazia dalla musica alla pittura, dalla buona cucina alle iniziative ludiche. Stiamo parlando del programma dell’Estate roccaseccana approntato dall’Amministrazione comunale attraverso il lavoro congiunto degli assessorati alla cultura, commercio e turismo, la collaborazione della Pro loco e nell’ambito del contenitore RoccaseccaCultura. È proprio la caratteristica di contenitore il tratto saliente del programma 2014, in cui sono state inserire non solo le iniziative da parte del Comune, ma anche le iniziative dei privati, al fine di creare un unicum e dare più forza e risonanza all’intero ventaglio di manifestazioni. Un colore diverso, bianco per le iniziative di associazioni e attività, blu per quelle del Comune, indica sui manifesti e le locandine la diversa genesi del programma. Tra gli appuntamenti di maggiore rilievo curati dall’amministrazione comunale, certamente vanno evidenziati la presenza di Carlo Verdone il 25 luglio al Castello, la performance dei Figli delle Stelle allo Scalo, il gruppo I Dissonanti sempre allo Scalo, naturalmente i concerti del Festival Gazzelloni dal 28 agosto al 5 settembre e la conclusione con il classico evento Le Cantine de na vota gestito dalla Pro loco. Da sottolineare anche una sostanziosa serie di mostre d’arte pittorica e fotografica, ospitate non solo nella sede del Comune a Roccasecca Centro, ma per la prima volta anche allo Scalo. “Anche quest’anno abbiamo voluto organizzare un corposo programma per l’Estate roccaseccana – hanno spiegato il sindaco Giorgio e gli assessori Marcuccilli, Rezza e Marsella – si tratta di un programma variegato, che spazia tra varie forme di intrattenimento. Abbiamo voluto inserire anche le manifestazioni dei privati così da creare un cartellone unico, dare maggiore rilievo a tutti ed offrire maggior appeal a coloro che intenderanno trascorrere le serate nel nostro paese”.

18 luglio 2014 0

Operazione “Tre Torri” dei carabinieri di Cassino, arrestate due donne nel napoletano

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Nelle prime ore di questa mattina a San Pietro a Patierno (NA) i carabinieri della Compagnia di Cassino e quelli del personale della Compagnia carabinieri di Napoli Stella (NA), nell’ambito dell’operazione convenzionalmente denominata “Tre Torri”, (condotta dal NORM della Compagnia di Cassino), hanno arrestato una 40enne ed una 37enne, nei confronti delle quali il GIP del Tribunale di Napoli emetteva l’ordinanza di custodia cautelare poichè ritenute responsabili, in concorso tra loro, di “detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti” del tipo “cocaina” e “hashish”, reati questi commessi in Cassino e Napoli nel mese di Maggio 2010.

Le arrestate al termine delle formalità di rito, sono state ristrette in regime di arresti domiciliari presso le rispettive abitazioni

Le indagini, avviate nel mese di marzo 2010, si sono sviluppate sul conto di soggetti locali e di origini campane residenti in questo territorio, dediti alla commissione di furti prevalentemente in abitazioni, nonché di approvvigionamento e spaccio di sostanza stupefacente, del tipo “cocaina” e “hashish”.

Nel corso delle investigazioni sono stati operati, in più circostanze, cinque arresti nella flagranza del reato per “detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente” ed eseguite 10 (dieci) ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di altrettanti soggetti facenti parte dello stesso sodalizio criminale.

18 luglio 2014 0

Entrano in un bar per scassinare le slot machine, arrestati due aquilani a Sora

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Questa mattina, in Sora , nei pressi di un Bar , i militari del N.O.R.M- Aliquota Radiomobile, nell’ambito di un predisposto servizio per il controllo del territorio, traevano in arresto due giovani (un maggiorenne ed un minorenne), entrambi residenti a L’Aquila, poiché resisi responsabili dei reati di “ Furto aggravato in concorso – violenza, resistenza e lesioni a P.U.”. Gli stessi, durante l’orario di apertura, accedevano all’interno dell’esercizio pubblico e, raggiunte le slot machine le scassinavano con un grimaldello sottraendo monete per svariate centinaia di euro. Il gestore, accortosi del furto contattava il “112” ed, il tempestivo arrivo dei militari permetteva di bloccare gli autori che cercavano di darsi alla fuga a bordo di autovettura. Durante le operazioni di controllo, i fermati si opponevano all’arresto provocando lesioni non gravi agli operanti. La refurtiva veniva recuperata e restituita all’avente diritto mentre il grimaldello e l’autovettura venivano sequestrati. Ad espletate formalità di rito, il giovane maggiorenne, veniva trattenuto presso le camera di sicurezza del Comando Compagnia di Sora, mentre, il minore, veniva associato in una casa di prima accoglienza, entrambi a disposizione delle competenti A.G.

18 luglio 2014 0

Il TAR del Lazio boccia il declassamento della Valle del Sacco

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Dall’Ufficio stampa Legambiente Lazio riceviamo e pubblichiamo: Più di un anno fa il Ministero dell’Ambiente ha declassato la Valle del Sacco da Sito di Interesse Nazionale a Sito di Interesse Regionale. Contro tale provvedimento, Legambiente, la Regione Lazio e altri soggetti hanno proposto ricorso al TAR, per evitare il taglio sostanziale dei fondi necessari alla bonifica di 117.084 ettari di territorio. È di oggi la notizia che il TAR del Lazio ha accolto il ricorso della Regione bocciando il declassamento. Legambiente ha portato avanti il ricorso per l’annullamento del decreto del Ministero dell’Ambiente per la parte relativa al sito della Valle del Sacco, della provincia di Frosinone, e di altri sul territorio italiano, declassati illegittimamente e senza motivazioni fondate secondo gli attivisti del cigno verde.

“Ci aspettiamo ora che lo stesso trattamento venga riservato agli siti inquinati diventati incomprensibilmente regionali – dichiara Stefano Ciafani vicepresidente nazionale di Legambiente, come il Litorale Domitio flegreo e Agro aversano, all’interno del quale c’è la Terra dei Fuochi, e l’area di Pitelli in provincia di La Spezia, su cui abbiamo fatto ricorso, perché si tratta di vicende di inquinamento troppo rilevante per poter essere trattate come di interesse locale.”

“Questa sentenza è un enorme passo avanti per la riqualificazione della Valle del Sacco, un territorio maltrattato da decenni di scelte sciagurate che aveva rischiato l’ennesima beffa con il declassamento, – dichiara Roberto Scacchi direttore di Legambiente Lazio – era stato infatti un tratto di penna scellerato a decidere che un futuro migliore per la valle, era ancor più lontano a divenire. La sentenza, che riporta l’area a Sito di Interesse Nazionale, in sostanza restituisce fondi per la bonifica della valle; si affronti adesso, con un nuovo inizio, l’emergenza ambientale e sanitaria che ha colpito il fiume Sacco e le splendide terre che lo circondano.”

L’emergenza ambientale e sanitaria, ha procurato gravi effetti sull’organismo umano a livello oncologico, endocrinologico, neurologico, metabolico e sulla riproduzione dovuti agli elevati livelli di beta-esaclorocicloesano nel sangue, riconducibili all’esposizione ai residui della produzione del lindano nella Valle del Sacco, per cui l’Istituto Superiore di Sanità ha già raccomandato un follow-up.

“Accogliamo con gioia una sentenza giusta, lo stop al declassamento è una vittoria dei cittadini della Valle del Sacco, delle Associazioni e di tutte quelle forze che in questi mesi hanno sostenuto i ricorsi della Regione Lazio, – commenta Francesco Raffa, coordinatore di Legambiente nella Provincia di Frosinone -. L’emergenza ha radici profonde nella storia stessa di questo territorio, adesso, si apra la fase che porti ad futuro chiaro e condiviso, con scelte che non passino mai più al di sopra del volere dei cittadini e dalla bonifica di ognuno degli ettari inquinati della valle; al contrario del passato, si metta ora al centro di ogni azione politica, il diritto a vivere in ambienti sani senza rischi per la salute.”

I 52 Comuni nel sito “Bacino del Fiume Sacco”, individuato quale sito di interesse nazionale nel 2005, tra provincia di Roma e Frosinone, sono coinvolti dalla contaminazione dei complessi industriali dell’area. Gli agenti chimici rilasciati negli anni lungo il fiume e nei dintorni, hanno provocato un forte inquinamento che ha colpito i lavoratori e tutti gli abitanti della zona. Le acque del fiume Sacco hanno irrigato i campi adiacenti e abbeverato bestiame con conseguente trasferimento della contaminazione nel ciclo alimentare ed evidenti danni per la salute e l’economia del luogo. Un disastro che ha colpito la valle, sul quale è attualmente pendente presso il Tribunale di Velletri un processo penale nel quale si procede proprio per “disastro colposo ambientale” e in cui Legambiente è costituita parte civile.

18 luglio 2014 0

Viadotto Biondi a Frosinone, tra Comune e Regione un ponte Bailey

Di admin

Un ponte “Bailey” per riaprire la circolazione stradale e pedonale sul viadotto Biondi, nell’attesa che termini l’iter attivato dalla Regione Lazio per l’appalto per i lavori sull’importante arteria stradale cittadina e sul versante in frana. L’Amministrazione Ottaviani, infatti, ha prospettato e disegnato una soluzione immediatamente cantierabile, per sollevare la cittadinanza dai disagi che la chiusura del viadotto Biondi, vera e propria cerniera di raccordo tra la parte alta e la parte bassa di Frosinone, sta causando, a seguito della frana del febbraio 2013. Per evitare, infatti, che la città, alla riapertura delle scuole e di tutti gli uffici e attività commerciali nel prossimo settembre, venga soffocata dal traffico per l’indisponibilità al transito del viadotto, che consente una circolazione più ordinata e scorrevole per chi si deve spostare nei vari quartieri cittadini, l’Amministrazione Ottaviani procederà al ripristino della parte mancante del viadotto, utilizzando tecniche che sono proprie del Genio militare.

L’ipotesi sarà vagliata nel corso del vertice tecnico che si terrà martedì prossimo (22 luglio 2014) tra il sindaco Nicola Ottaviani, l’assessore ai Lavori Pubblici della Regione Lazio Refrigeri, l’assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Frosinone Fabio Tagliaferri, il professor Quintilio Napoleoni della Università La Sapienza per il Comune di Frosinone e il professor Federico per la Regione Lazio, allo scopo di verificare la sostenibilità tecnica, economica e la tempistica del nuovo progetto.

“La vicenda dello smottamento di viale Roma della scorsa settimana – dichiara il Sindaco Nicola Ottaviani – seppur risolta in meno di ventiquattro ore, ha ribadito come il problema del collegamento tra la zona alta e quella bassa costituisca una priorità essenziale sia per la sicurezza, sia per la circolazione stradale. Non è sostenibile assistere ad ulteriori rinvii, causati da procedure amministrative farraginose nelle quali troppi enti sono chiamati ad esprimersi, con notevole lentezza, rispetto al problema del collegamento tra la zona bassa e la zona alta di Frosinone. Abbiamo trovato una soluzione temporanea di sicura efficacia e di pronta realizzazione, attraverso l’installazione di un ponte di tipo Bailey. A questo proposito, mi preme rivolgere un sentito ringraziamento all’assessore Refrigeri che ha compreso immediatamente la bontà delle nostre ragioni e con il quale contiamo di concludere, nell’incontro di martedì prossimo, una sintesi positiva per alleviare i disagi della popolazione. Gli enti pubblici, in particolare Comune e Regione, possono mettere insieme le risorse disponibili, per produrre risultati che diano la dimensione della concretezza e dell’efficienza”.

Il “Bailey” è un tipo di ponte costituito di elementi modulari, che prende il nome dal suo ideatore, l’ingegnere britannico Donald Bailey.

Fu prodotto nella seconda guerra mondiale per sostituire i ponti distrutti durante le operazioni belliche. Il modello è molto versatile: il ponte può essere costruito su una o più campate, inoltre i suoi elementi possono essere utilizzati per la costruzione di pile intermedie a supporto di ponteggi temporanei. Il ponte progettato per scopi militari, permetteva il transito di carri armati e di mezzi pesanti e non necessitava di mezzi particolari per la sua costruzione.

Ponti di questo tipo vengono realizzati oggi qualora, ad esempio, sia necessario ripristinare provvisoriamente il collegamento stradale tra due sponde di un fiume qualora un evento naturale (ad esempio, un’onda di piena, una frana ecc…) abbia distrutto o reso inagibile il manufatto originario, consentendo indifferentemente il transito di mezzi leggeri e pesanti.

18 luglio 2014 0

Coltivava marijuana nella propria villa a Mondragone, 52enne denunciato

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I militari della Guardia di Finanza della Compagnia di Mondragone, nell’ambito di un’operazione di servizio predisposta per il contrasto al traffico di stupefacenti, hanno sottoposto a sequestro 52 piante di “canapa indiana”, circa 300 grammi di “marijuana” già pronta per essere immessa sul mercato dello spaccio, nonché 1.300 semi in procinto di essere piantati per continuare l’illecita coltivazione. Il peso complessivo dello stupefacente sequestrato è stato stimato dalle Fiamme Gialle in oltre 80 chilogrammi.

Il responsabile, un 53enne di nazionalità italiana, è stato denunciato a piede libero alla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere per produzione, traffico e detenzione illeciti di sostanze stupefacenti o psicotrope.

Nell’ambito dei servizi predisposti per il controllo economico del territorio, i Finanzieri hanno individuato una villa bifamiliare nella zona residenziale di Mondragone (CE) – Località Pescopagano – dalle caratteristiche alquanto anomale, in quanto si presentava con la recinzione perimetrale interamente ricoperta con teloni ombreggianti dell’altezza di circa quattro metri, situati su reti metalliche, come se fossero stati posti per occultare qualche cosa.

Dopo alcuni giorni di attività di appostamento ed osservazione, i militari notavano che il proprietario della villa provvedeva con costante zelo alla coltivazione di numerose piante, utilizzando prodotti fertilizzanti e provvedendo all’irrigazione giornaliera delle stesse.

Insospettiti da tale circostanza, le Fiamme Gialle decidevano di intervenire ed una volta entrate nell’abitazione hanno scoperto la voluminosa piantagione di “canapa indiana”, in parte coltivata all’interno di vasi in plastica ed in parte coltivata nel giardino della villa. Le piante raggiungevano circa i due metri di altezza ed erano particolarmente curate, fino a raggiungere un elevato processo di maturazione e, quindi, pronte per essere tagliate e sottoposte al processo di lavorazione.

La successiva perquisizione dei locali ha consentito di rinvenire i circa 300 grammi di “marijuana” pronta per lo spaccio, nonché la notevole quantità di semi che sarebbero serviti per proseguire l’illecita coltivazione della specifica sostanza.

Sempre nell’ambita della stessa operazione di servizio, i militari della Sezione Aerea della Guardia di Finanza di Napoli hanno inoltre segnalato alle pattuglie operanti della Compagnia di Mondragone la presenza di un’altra piantagione di marjuana sulle rive del canale Agnena. In questo caso sono state rinvenute e sottoposte a sequestro 20 piante dell’altezza di circa 2,5 metri, per un peso complessivo di 14 chilogrammi.

L’attività svolta testimonia ancora una volta il consolidato impegno della Guardia di Finanza sul territorio casertano, rivolto alla prevenzione e repressione di reati di grave pericolosità sociale, quali quello della produzione e spaccio di stupefacenti.

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Mare nostrum, in meno di due giorni soccorsi dalla Marina Militare 3510 migranti

Di admin

Il continuo lavoro delle navi della Marina Militare negli ultimi due giorni nell’ambito dei soccorsi alle imbarcazioni di migranti provenienti dalle coste del Nord Africa ha portato al salvataggio di 3510 persone su barconi in difficoltà.

A bordo della rifornitrice di squadra Etna ci sono in questo momento 2128 profughi soccorsi nei giorni scorsi dalla stessa nave Etna, dalla corvetta Sfinge e dalle motovedette delle Capitanerie di Porto; l’ultimo evento si è svolto questa notte con il salvataggio di 574 migranti su un natante che imbarcava acqua dalla sala macchine.

Ieri mattina è stata necessaria una operazione di trasporto verso l’ospedale di Lampedusa con elicottero di bordo di un ferito e una donna in stato gravidanza accompagnati da un medico volontario della Fondazione Rava NPH Italia Onlus.

A bordo del pattugliatore Orione e della corvetta Sfinge ci sono rispettivamente 706 e 488 migranti soccorsi nelle ultime 36 ore.

Sono intervenute nei soccorsi anche due motonavi civili dirottate verso le imbarcazioni in difficoltà da Maricogecap: le motonavi Bourbon Arcadie (FRA) e Chodzies (MAL) hanno imbarcato rispettivamente 99 e 88 profughi.