Situazione disperata per i 50 dipendenti della Cma di Cassino, da 8 mesi senza lavoro e senza cassa integrazione

29 luglio 2014 0 Di admin

Una situazione disperata quella che vede come incolpevoli protagonisti circa 50 dipendenti della CMA S.R.L. di Cassino, lavoratori che da dicembre 2013 hanno lavorato pochissimi giorni e sono in attesa di essere pagati dall’INPS la cassa integrazione Straordinaria.
Il 3 dicembre 2013, l’azienda metalmeccanica del Cassinate, che conta circa 280 dipendenti ,aveva avviato la procedura di mobilità per l’esubero di 82 dipendenti.
A seguito di accordo redatto in Regione Lazio, con A.S.La COBAS e con FIM-FIOM e UILM, la CMA SRL accettava di ritirare i licenziamenti e ricorrere alla cassa integrazione per una massimo di 80 dipendenti fino al 3 dicembre 2014, con pagamento diretto da parte dell’INPS di Cassino dell’integrazione salariale .
Nonostante i tentativi di sensibilizzare l’opinione pubblica, da parte di Liliana Errante , Responsabile dei servizi di Caf e Patronato per l’A.S.La COBAS di Cassino, attraverso incontri con l’Inps Regionale , tutto è rimasto invariato.
Sono circa 50 i dipendenti in cassa integrazione Guadagni straordinaria dal 3 dicembre 2013, quasi sempre gli stessi in quanto la CMA ha effettuato pochissima rotazione, e, ad oggi, non hanno ricevuto un centesimo .
Molti di questi chiamano quotidianamente l’Inps che gli risponde di chiedere notizie all’azienda o al Ministero competente.
La situazione di questi Lavoratori cassaintegrati, che del resto è la stessa di altre migliaia in Italia, dopo 9 mesi è veramente insostenibile: c’è chi ha dei figli da mantenere, chi ha bisogno di curarsi e non può perché senza stipendio e senza l’arrivo della cassa integrazione.Fanno una fatica immensa ad andare avanti, sono costretti a chiedere quel poco di aiuto che possono dare, a chi ha la fortuna di avere genitori pensionati o addirittura ai figli che lavorano.
E spesso i due pasti principali della giornata corrispondono effettivamente ad uno. Senza contare il morale a terra e la delusione nel vedere la lentezza dello Stato nello snellire questa burocrazia.
Liliana Errante si appella alle istituzioni, in particolare all’INPS di Cassino, per una risoluzione immediata della vicenda , confidando, sinceramente, in una risposta concreta al disagio di queste 50 famiglie del Cassinate