Fissate le elezioni alla Saf di Colfelice, Cesare Fardelli: “Non mi ricandido alla presidenza”

6 agosto 2014 0 Di admin

Dalla Saf, riceviamo e pubblichiamo.

Il presidente della Società Ambiente Frosinone S.p.A., Cesare Fardelli, in accordo con il Consiglio di Amministrazione, ha fissato a settembre la data di convocazione dell’Assemblea dei Soci, che avrà il compito di eleggere i nuovi organi statutari. Il presidente uscente non si ricandiderà alla guida della Saf S.p.A., ritenendo completata la propria missione.
Cesare Fardelli (68 anni), già amministratore comunale di Cassino e consigliere provinciale, era arrivato nel 2001 alla guida della neonata struttura provinciale per la gestione dei rifiuti, designato dall’allora presidente dell’Amministrazione Provinciale di Frosinone, Francesco Scalia. A Fardelli si deve l’organizzazione della struttura nella sua attuale forma di Società per Azioni ad intero capitale pubblico.

Il Presidente Fardelli, a proposito della decisione di non ricandidarsi ha detto: “Bisogna essere onesti con se stessi ed ora che ho bisogno di concentrarmi sul mio percorso riabilitativo. Ritengo che sia giunto il momento di lasciare ad altri la guida della SAF. Permettetemi di ringraziare tutti i dipendenti della SAF, i collaboratori, i tanti sindaci ed amministratori e presidenti della Provincia, che mi hanno sempre dato fiducia. Insieme

abbiamo decretato, con gli anni, una gestione virtuosa del ciclo dei rifiuti. Tanto si poteva

fare ancora ma lascio convinto di aver fatto il massimo”. A proposito del sostituto ha detto: “Ho letto nelle settimane scorse di alcuni che accostavano il mio nome a chissà quale guerra per la prossima Presidenza. I Sindaci nei mesi scorsi mi hanno chiesto di traghettare ancora questo percorso per qualche mese. Ora è giunto il momento di tirare le somme e augurare a chi verrà dopo di me di fare meglio. Però, avere la consapevolezza di godere della fiducia di 45 sindaci, nonostante sia stato in ospedale fino a qualche mese fa, è sintomatico. Significa che hanno apprezzato il mio impegno. A fine aprile, nonostante i numeri in Assemblea generale fossero dalla mia parte, ho rispettato un impegno che la Politica provinciale mi aveva chiesto. Anche in quella sede, nonostante avessi i numeri per la riconferma della governance, ho ascoltato la Politica in quanto rispettoso delle regole,

sempre. Non entro nel merito (sul nome del successore – ndr), e non compete a me dare pagelle e voti. Mi auguro solo che il mio successore possa continuare a far migliorare la gestione del ciclo dei rifiuti in provincia di Frosinone e che soprattutto continui ad operare nell’interesse del territorio e dei suoi cittadini”.

Dal suo punto di vista dice: “Ho solo fatto il mio dovere. Mi piacerebbe che i cittadini di questa Provincia comprendessero fino in fondo il valore del tesoro che ora hanno per le mani: la Saf adesso è una società interamente in mani pubbliche, al suo interno non ci sono privati che abbiano loro personali interessi da portare avanti. La Saf è una società dei cittadini, che lavora per i cittadini e lo fa nell’interesse dei cittadini. E’ per questo che adesso fa gola a molti. Sono convinto che i Sindaci sapranno difenderla, così come ho fatto io con i miei collaboratori, nel corso di questi anni. La Saf che lascio in eredità è un’azienda modello, che lavora oltre 900 tonnellate di rifiuti al giorno, in perfetta efficienza, al punto che sono le altre città del Lazio a chiedere il nostro supporto nei momenti di difficoltà e non il contrario”.

Tra le soddisfazioni… “Che la Provincia di Frosinone sia uscita indenne, mai sfiorata, dalle chiacchiere nazionali sul tema rifiuti. Mai in questi anni c’è stato un solo giorno di sospensione del servizio, non c’è stato un solo giorno di emergenza rifiuti in provincia di Frosinone mentre altre grandi città, ben più blasonate, soffocavano nella spazzatura. La Politica negli anni passati ha individuato un percorso ed oggi i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Abbiamo un impianto efficiente, che lavora, ed abbiamo acquisito una professionalità che altri tecnici e impianti italiani ci invidiano. Le chiacchiere stanno a zero. Chi intende filosofare ha tutti i diritti ma sorrido quando chi parla di questa materia si erge a professore di chissà quale Accademia.

Se fino ad oggi non abbiamo mai avuto emergenza rifiuti in Ciociaria lo dobbiamo alla

professionalità del personale della SAF ed al managment che mi ha sorretto in ogni

decisione. Soprattutto, i nostri risultati sono stati ottenuti nel costante e totale rispetto della

legalità: me ne vado rivendicando il fatto che tutti i controlli effettuati da tutte le autorità

hanno sempre avuto esito a noi favorevole; nessuna delle tante inchieste condotte in questi anni ha portato alla condanna di amministratori della Saf, il cui operato è sempre risultato corretto. E poi, come non ricordare i tanti momenti di tensione, le giornate particolari, le situazioni che hanno decretato nervosismi e giuste rivendicazioni? Permettetemi, a questo proposito, di fare un plauso ai Prefetti e Questori che si sono avvicendati in Provincia di Frosinone, a quelli di oggi e a quelli di ieri perché abbiamo sempre cercato di lavorare in sinergia”.

A proposito di attacchi stampa ha detto: “I giornalisti hanno fatto il loro lavoro. La Stampa, in questi anni, è sempre stata corretta, informando i lettori su quello che accadeva alla Saf. Non credo a macchine del fango né a persone che le alimentassero. Parlano gli atti ed i fatti. Quando venivano aperte le inchieste, doverosamente i giornali e le tv ne hanno parlato. Lo stesso hanno fatto quando quelle stesse indagini venivano archiviate. Ognuno fa il suo lavoro”.

E poi, il suo futuro. “Continuo nel mio percorso di riabilitazione, ho accanto a me il calore della famiglia, di mia moglie e dei figli e dei nipoti nonché di tanti amici che non mi hanno mai abbandonato nonostante qualche acciacco. In queste ore sto convocando il CdA della SAF per procedere subito dopo alla convocazione dell’Assemblea dei Sindaci per l’elezione degli organi statutari. I sindaci sono certo sapranno scegliere bene, perché come rappresentanti del popolo davanti alle responsabilità non hanno mai guardato alle casacche ma alle decisioni migliori”.