Giorno: 8 novembre 2014

8 novembre 2014 0

Sparatoria a Coreno, autopsia ultimata. Giuseppe colpito alla spalle e Amilcare da vicino

Di admin
(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({ google_ad_client: "ca-pub-3708340944781441", enable_page_level_ads: true });

Sparatoria nella cava di Coreno, autopsia conferma confronto ravvicinato tra i Mattei e il Di Bello. Domani i funerali Sono da poco ultimati gli esami autoptici sui corpi di Amilcare e Giuseppino Mattei, i due fratelli di Castelforte uccisi nel corso di una sparatoria ieri mattina nella loro cava estrattiva di Coreno Ausonio. Poche le indiscrezioni trapelate, ma pare che ad uccidere Giuseppino sia stato un solo colpo che, però, gli sarebbe stato sparato alle spalle. Tre colpi avrebbero attinto Amilcare ma solo uno sarebbe stato mortale. Gli altri due confermerebbero le ipotesi che tra Amilcare e il Di Bello, l’uomo gravemente ferito e in stato di arresto per duclice omicidio, ci sarebbe stata una colluttazione e i colpi esplosi sarebbero stati esplosi a distanza ravvicinata. Er. Amedei

8 novembre 2014 0

Sparatoria nella cava di Coreno, domani i funerali a Castelforte

Di admin

L’autopsia sui corpi di Amilcare e Giuseppino Mattei, i fratelli di 41 anni e 51 anni di Castelforte uccisi ieri nel corso di una sparatoria nella loro cava di Coreno, che si è svolta nell’obitorio di Cassino, è terminata. Fuori c’erano circa 150 persone tra amici e parenti. Le salme sono state liberate e domani, alle 14.30, si svolgeranno i funerali a Castelforte. Er. Amedei

8 novembre 2014 0

Sparatoria nella cava di Coreno, il mistero svelato dai fotogrammi della “trappola di immagini”

Di admin

Una animata conversazione prima dei colpi di pistola. Momenti registrati dalla “trappola di immagini”, il sistema usato dai Mattei per svelare l’identità del ladro che da tempo gli svuotava i serbatoi dei caterpillar. I carabinieri hanno recuperato quel congegno scaricandone tutte le foto contenute ritrovando non solo quelle che Giuseppino Mattei aveva ricevuto sul suo telefonino dall’ingegnoso sistema di allarme, ma anche quelle che lo stesso sistema ha scattato quando i due fratelli hanno sorpreso il Di Bello sul luogo in cui poco dopo si è consumata la tragedia. Attimi di confronto, forse quelli durante i quali i due Mattei chiedevano spiegazioni per quella presenza ingiustificata, poi, gli spari. Chi ha estratto la pistola per primo è ben noto ai carabinieri proprio da quelle immagini. Forse questo aspetto ha permesso loro di arrestare il Di Bello, l’unico dei tre sopravvissuto alla sparatoria, per duplice omicidio, porto illegale di arma e tentato furto aggravato. Al momento l’uomo è piantonato all’Umberto I ma le sue condizioni, attinto da sei colpi, non gli permetterebbero certo di fuggire.

8 novembre 2014 0

Sparatoria nella cava di Coreno, confermata l’ipotesi del furto di gasolio

Di admin

Sarebbe stato un tentativo di furto di gasolio dai mezzi d’opera della cava finito male alla base del fatto di sangue di ieri mattina che ha visto la morte dei fratelli Giuseppino e Amilcare Mattei, proprietari della cava e del grave ferimento di Giuseppe di Bello, il 37enne ricoverato in gravissime condizioni all’Umberto Primo, arrestato con l’accusa di duplice omicidio e porto illegale di arma da fuoco. I carabinieri che indagano sul caso hanno stabilito che questa, e non altre, quali ad esempio i dissidi di confine, è la pista più probabile per spiegare l’accaduto. I fratelli Mattei, da tempo, subivano furti di gasolio dai caterpillar e per questo avevano installato tra le rocce, vicino ai mezzi, una “trappola di immagini”. Una macchina fotografica notturna dotata di un sensore di movimento che scattava foto non appena qualcuno passasse davanti, inviandole ad un cellulare impostato precedentemente. A mezzanotte di giovedì sarebbero arrivate delle foto e i due fratelli, che avevano un porto d’armi, sono usciti per verificare le foto che avevano ricevuto dallo strumento senza fare più ritorno. I parenti avevano provato a chiamarli più volte anche in piena notte senza avere risposte dai telefonini. Poi, all’alba, il ritrovamento dei corpi e del ferito. Ad accalarare l’ipotesi del furto di gasolio, il ritrovamento di due taniche di plastica, un tubo di gomma di due litri, e 22 bossoli esplosi, 15 dalla pistola di Amilcare, tre da quella di Giuseppe e 4 da quella del Di Bello. In queste ore si stanno svolgendo le autopsie sui corpi dei due feriti.

8 novembre 2014 0

Tenta di accoltellare un amico a Spigno, rumeno arrestato per tentato omicidio

Di admin

Tentato omicidio, questo il reato contestato a Nicolaie Goleanu, 45 anni rumeno, domiciliato a Spigno Saturnia (Lt) ai danni di un connazionale. La vicenda nasce dalla denuncia presentata ieri pomeriggio da un giovane rumeno al commissariato di polizia di Formia secondo la quale, a causa di vecchi rancori covati da tempo, il Goleanu aveva minacciato di morte certa il proprio connazionale in varie occasioni. Da ultimo era andato a cercarlo, probabilmente armato di coltello, sul luogo di lavoro a Spigno. Dopo aver svolto una rapida attività di accertamento sui soggetti coinvolti, gli uomini del dirigente di polizia Paolo Di Francia hanno predisposto un servizio di pedinamento. Alle ore 21 di ieri dopo un contatto telefonico il Goleanu si è incontrato con la sua vittima e dopo una breve discussione, ha tentato di colpirlo con un coltello da cucina. Solo la prontezza di riflessi del ventenne gli ha permesso di evitare di essere colpito. Immediatamente il personale appostato allo scopo di evitare tragiche conseguenze è intervenuto bloccando e disarmando il rumeno, che è stato arrestato. Foto Giuseppe Miele

8 novembre 2014 0

Più di due chili di hashish destinati alle piazze del reatino sequestrati a Roma

Di admin

Si e’ chiuso il cerchio attorno alla banda di spacciatori composta da quattro pregiudicati di Fara Sabina (due di essi domiciliati a Roma). Si tratta di: D. S. Classe 1975, W. T. Classe 1977, T. F. Classe 1981, w. M. Classe 1976. L’attivita’ investigativa, e’ stata condotta dal nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Poggio Mirteto. I quattro erano da tempo sotto osservazione da parte dei carabinieri. Numerosi servizi di pedinamento intrapresi da alcuni giorni, avevano fatto intendere che sulla piazza della provincia stava per arrivare un grosso carico di stupefacente. L’attivita’ di pedinamento si e’ protratta nella provincia di Roma, dove due di essi dimoravano e da dove di presumeva che la sostanza stupefacente potesse arrivare gia’ confezionata. L’altra notte, avendo avuto la certezza che il carico era stato fatto e stava per essere suddiviso in dosi, e’ scattato il blitz da parte dei militari, nell’abitazione di Roma. Nello stesso venivano sorpresi tre dei quattro arrestati i quali non hanno avuto scampo dalla fulminea irruzione dei militari. Nell’appartamento sono stati rinvenuti circa 2 chili di hashish e circa 200 grammi di cocaina, il tutto contornato da 4 bilancini di precisione, un ingente quantitativo di materiale da taglio e per il confezionamento nonche’ 33.500,00 euro in contanti provento di precedente spaccio. Nel contesto della prosecuzione investigativa, tesa al controllo di soggetti individuati quali spacciatori al minuto, i militari dello stesso norm, coadiuvati da quelli della stazione di passo corese e dal nucleo carabinieri cinofili di roma, eseguivano altra perquisizione nell’abitazione di fara sabina del quarto della banda e anch’egli veniva colto con le mani nel sacco, con oltre 20 grammi di hashish e quanto di piu’ necessario per il confezionamento. Tutto quanto rinvenuto, e’ stato posto sotto sequestro e la sostanza stupefacente, inviata ai competenti laboratori del ris di roma per gli accertamenti qualitativi. Per i tre arrestati a roma, si sono aperte le porte della casa circondariale di regina coeli mentre il quarto, e’ stato posto in regime di arresti domiciliari presso la propria abitazione di fara in sabina, a disposizione delle competenti autorita’ giudiziarie di roma e rieti.-

8 novembre 2014 0

Ruba alla Pro Loco di Fiuggi e tenta la fuga in autobus, 32enne arrestato

Di admin

E’ salito sul pullman del COTRAL come un pendolare qualsiasi convinto di averla ormai fatta franca.

Questo pensava il trentaduenne che ieri sera si è introdotto nei locali della Proloco città di Fiuggi e, con abilità, ha forzato la porta d’ingresso dei locali siti in piazza Caduti di Nassiriya ed è entrato portando al seguito un borsone da viaggio. Una volta all’interno ha asportato monitor, tastiere, telefoni ed altro materiale elettronico che ha poi nascosto nella capiente valigia.

E’ uscito dalla palazzina, si è diretto verso il vicino capolinea dei pullman di linea e si è messo pazientemente ad aspettare la partenza del mezzo. Il tutto, però, è stato notato da una signora che, insospettita, ha chiamato il 113 fornendo anche una precisa descrizione dell’uomo.

Scattano le ricerche.

La Volante della Polizia di Stato si mette all’inseguimento del pullman, cercando di anticiparne le fermate.

Alla prima utile i poliziotti bloccano il mezzo e salgono a bordo.

Una breve occhiata e gli uomini della Polizia di Stato individuano subito il giovane in fondo al pullman, ai suoi piedi il borsone pieno di refurtiva.

Scattano per l’uomo le manette che dovrà ora rispondere di furto aggravato.

8 novembre 2014 0

Il fenomeno di Anonymous, la rivoluzione delle “Persone” nascosta dai media

Di admin

di Max Latempa

Non era un film. Se ne sono accorti anche i poliziotti di Londra che hanno dovuto circondare e proteggere Buckingham Palace.

Migliaia e migliaia di persone con la maschera di Anonymous, personaggio reso celebre dal film V per Vendetta, hanno tentato di dare l’assalto alla dimora della Regina Elisabetta, ed anche al Parlamento di sua maestà.. Incidenti, feriti e contusi, arresti.

Nella “civilissima” Gran Bretagna.

In varie città del mondo ieri si è svolta la marcia di Anonymous. Oltre che a Londra, le maschere ispirate alla vicenda di Guy Fawkes, il ribelle che nel 1605 voleva incendiare il Parlamento di Re Giacomo I, hanno sfilato anche a New York, Los Angeles, Parigi ed altre città. Tranne che in Italia.

I giornali hanno riportato degli incidenti, dell’ impegno della Polizia, del numero dei partecipanti. Quasi nessuno ha riportato, con dovizia di particolari, i motivi che hanno spinto migliaia di persone a sfidare i manganelli della polizia.

Come nel film (che consigliamo di vedere), sono spuntate dal nulla le maschere con il riso beffardo di chi cerca di combattere il potere incontrastato e le ingiustizie. Ma se nel film fanno davvero saltare il Parlamento, qui sono riusciti solo ad arrivare fin sotto le finestre della regina Elisabetta, cosa comunque mai successa negli ultimi 100 anni. Chissà se la vegliarda, dalla finestra, ha avuto per un attimo lo stesso brivido che corse lungo la schiena di Maria Antonietta, prima di suggerire ai parigini di mangiare brioches in assenza di pane. Sappiamo poi come andò a finire.

Cosa vogliono gli Anonimi? Sono Anarchici? Forse. I giornali adesso li demonizzano come fecero con i Black Bloc.

Sono Persone che non protestano più, come facevano i loro padri, avvolti nelle bandiere di partito, permeati da ideologie fallimentari.

In realtà sono solo Persone. Schiacciate dalla globalizzazione, dal potere delle banche, delle lobby e delle multinazionali, resi schiavi del sistema ideato da politici corrotti e dalle loro decisioni sempre incomprensibili, salvo poi rivelarsi interessanti solo per qualcuno.

Sono solo Persone che hanno capito in anticipo che il mondo sta andando in una direzione che non si chiama democrazia. Dove i mezzi di informazione e le forze dell’ ordine spalleggiano il potere che da un lato parla di politically correct ma che poi promuove le teorie del massimo profitto ad ogni costo. Quei politici che aggregano nazioni in modo da creare entità enormi ed incontrollabili, potentissimi apparati burocratici in cui tutti i cittadini scompaiono così come il peso del loro potere di voto.

Sono solo Persone. In verità, dovremmo essere tutti noi.