Mostra fotografica “Cortecce” fino all’11 gennaio al Manzoni

17 dicembre 2014 0 Di admin

Andare nei boschi è l’esperienza di Beniamino David, camminatore più che fotografo. Nasce a Malles, in Val Venosta, il 14 luglio del 1960, e si appassiona alla natura fin dall’infanzia. Formandosi a Roma come ottico e oftalmologo, si avvicina alla pratica fotografica negli anni di passaggio dal 1970 al 1980, all’inizio affrontando diverse tipologie di reportage: una fotografia sociale che trova in città il
suo limite, poi alcuni eventi politici che segnano la storia di quegli anni soprattutto a Roma, e, dopo il suo trasferimento a Formia, i paesaggi e le prospettive naturali del sud del Lazio e dei Monti Aurunci.
Esplorazione, osservazione, contatto diretto con la natura: queste le costanti che emergono dai lavori di Beniamino David, il quale si specializza in diverse tecniche di ripresa e usa strumenti che progressivamente negli anni passano dall’analogico al digitale. Il suo lavoro è variegato, egli riprende i paesaggi ma pone anche l’accento sul particolare, sui tagli delle inquadrature: è così che le farfalle, gli uccelli, i fiori diventano dei veri e propri ritratti, quasi a esprimere una volontà di ricerca, o meglio di ricercatezza, e attenzione, a volte non casuale.
Fotografare la natura è entrare in comunione con essa, per penetrare nell’essenza del mondo: ordinare il caos che ci circonda enfatizzando alcuni aspetti dell’ambiente e ignorandone altri, catturarli in un’immagine, quasi per fermarli, per bloccare l’inevitabile processo temporale.
Queste Cortecce sono una serie di fotografie realizzate dentro il Parco De Curtis di Formia, nelle camminate sui Monti Aurunci, e nelle campagne di Penitro, ormai una zona industriale lungo la Superstrada che da Sora porta al mare.
È natura o pittura? È la prima domanda che ci poniamo, quando guardiamo questi scatti: già, perché siamo quasi al limite del reale e della sua rappresentazione. Dimentichiamo, per un istante, che sono tronchi che reggono rami e foglie, che hanno nomi specifici di essenze arboree, dimentichiamo che si tratta di “natura”, e ne apprezziamo semplicemente l’immagine, il colore, le trame.
Queste fotografie sembrano escludere ogni rapporto, che invece resta forte, con il mondo sensibile: sono microcosmi che non evocano significati misteriosi, ma ci trasportano in mondi fantastici dalle atmosfere cambiate. Pensiamo più che si tratti di alberi? A volte, lo dimentichiamo.
Il mondo di queste cortecce è un mondo ricco: colori, materiali, tessiture, originali grafismi si mescolano senza limiti, dando vita a veri e propri tesori pittorici della natura, sempre diversi, sempre nuovi, sempre interessanti. Ogni foto è, agli occhi di chi guarda, una resa magica, astratta ma reale, fondata su una gioiosità delle tinte sorprendente e infinita.