Giorno: 8 gennaio 2015

8 gennaio 2015 0

Furto notturno in banca a San Felice Circeo, carabinieri arrestano parte della banda e recuperano contante

Di admin
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Furto alla Cassa Rurale ed Artigiana del Sud Pontino di San Felice Circeo. In quattro, questa notte hanno sradicato il bancomat cercando di fuggire in direzione Roma. E’ su quella direttrice che i carabinieri si sono attivati fermando, alle 7.30 di questa mattina, sulla via Pontina nel territorio di Aprilia Claudio Ricci, 36 anni e Marco Caldarigi, 24enne entrambi romani. I due ernao a bordo della Renaul Scenic e fermati dai militari hanno tentato la fuga a piedi. A poca distanza è stata ritrovata una Fiat Multipla con all’interno la cassaforte asportata con all’interno circa 58mila euro tornato nelle disponibilità del direttore della filiale. Si cercano gli altri due ladri.

8 gennaio 2015 0

Il Distaccamento della Polizia Stradale di Cassino ha… i mesi contati

Di admin

A marzo, salvo stravolgimenti al momento insperabili, il distaccamento di Polizia stradale di Cassino chiuderà, o meglio, più precisamente, sarà assorbito dalla sottosezione di polizia stradale, quella che opera sull’autostrada. “Non si tratta di depauperamento del territorio, ma si tratta di riorganizzazione”. Lo ha detto questa mattina il prefetto di Frosinone Emilia Zarrelli alla quale avevamo chiesto se l’ipotesi ventilata non fosse dannosa per il territorio Cassinate che si dovrebbe così privare o quantomeno privare di una parte del servizio assicurato dalla situazione attuale. “E’ un progetto che viene da lontano – dichiara il prefetto – e che punta ad ottimizzare le risorse che attualmente sono disponibili. Si chiude un ufficio e questo sembra depauperamento ma non lo è dato che si potenzia il servizio esterno. Meno piantoni, meno centralinisti, meno personale alla burocrazia e più personale ai servizi di controllo”.

Er. Amedei

8 gennaio 2015 0

Chi si sorprende della strage in Francia… non conosce la storia

Di admin

di Max Latempa

Je suis Charlie. In queste ore tutti si riempiono la bocca delle tre parole francesi che vogliono far intendere solidarietà ai morti ammazzati nella mattanza di Parigi. Come se i morti potessero poi ottenerne giovamento.

Da ore è iniziato il balletto delle autorità che proclamano operazioni di polizia mai viste, punizioni esemplari, nuove leggi che scongiurino future catastrofi, rassicurazioni impossibili da mantenere. E la stampa che sguazza in questo sistema si ricompone nella ricerca di raddrizzare la propria schiena, sempre prostrata alla linea scellerata del politically correct dettato dal potente di turno.

Coloro che ci dovrebbero proteggere sono gli stessi che in questi anni hanno aperto le porte dell’ Italia e dell’ Europa all’invasione, nel nome dell’ integrazione e dell’ accoglienza. Quelli che hanno chiuso gli occhi su venticinque anni di infiltrazione islamica in tutte le salse.

Le due civiltà sono troppo differenti per poter massicciamente convivere insieme nel nostro continente. Il corano per i musulmani è la legge da seguire, prima ancora che delle leggi democratiche. A lungo andare lo scontro è inevitabile e sarà qui, in casa nostra.

Sono mille e cinquecento anni che va avanti questo scontro. Roncisvalle e la Spagna, le crociate, la Sicilia, i Balcani, Costantinopoli, le battaglie di Vienna, Lepanto, Gallipoli e Salamina, la Grecia ottomana. La nostra penisola è disseminata di torri di avvistamento. I saraceni hanno sempre fatto paura. Mamma li turchi! non è solo un modo scherzoso di dire.

I Cristiani non sono stati da meno, ma almeno oggi noi non se ne fa più una questione di vita o di morte.

Dato che i nostri politici ignoranti non conoscono la storia e per un pugno di quattrini si venderebbero anche la madre, ora ci troviamo con una marea di saraceni in casa. Questo perché è stato detto che l’ accoglienza è doverosa e che è normale vivere con la porta di casa aperta: chiunque può entrare ed avere accesso al frigorifero, dormire sul pavimento o infilarsi sotto le tue coperte. Non si può mica salvaguardare le proprie frontiere, è da razzisti!

Allora adesso ci troviamo con la Francia che ha le banlieu, quartieri di immigrati dove il degrado sociale è l’ ultima cosa che preoccupa. Eppure negli anni novanta i politici italiani pontificavano l’ integrazione avvenuta oltralpe. Ora che si prendono a colpi i kalashnikov cercano di porre rimedio. I saraceni ora sono made in France, con tanto di passaporto comunitario.

Da noi il ministro dell’ Interno, Alfano, ha detto che non può escludere azioni terroristiche volte a colpire Roma o altri obiettivi sensibili in Italia. E siamo talmente in allerta che, la settimana scorsa, nessuno ha fatto caso ad un signore di mezza età partito dalla Turchia che e si è presentato tranquillamente in Vaticano con un mazzo di fiori. Lo hanno riconosciuto solo quando ha chiesto di incontrare il Papa. Era Alì Agca.

Già espulso dall’ Italia dopo aver scontato la condanna per tentato omicidio del Papa nel 1981, ha scontato poi un’altra pena per omicidio in Turchia. Pluripregiudicato, terrorista, assassino ed evaso. E’ arrivato in Italia senza che nessuno gli abbia chiesto i documenti.

Se continua così, tra altri vent’anni, avremo almeno risolto un problema: aver tolto di mezzo i nostri politici. Ci sarà al loro posto un Califfo e forse sarà più competente.

8 gennaio 2015 0

Chi si sorprende della strage in Francia… non conosce la storia

Di admin

di Max Latempa

Je suis Charlie. In queste ore tutti si riempiono la bocca delle tre parole francesi che vogliono far intendere solidarietà ai morti ammazzati nella mattanza di Parigi. Come se i morti potessero poi ottenerne giovamento.

Da ore è iniziato il balletto delle autorità che proclamano operazioni di polizia mai viste, punizioni esemplari, nuove leggi che scongiurino future catastrofi, rassicurazioni impossibili da mantenere. E la stampa che sguazza in questo sistema si ricompone nella ricerca di raddrizzare la propria schiena, sempre prostrata alla linea scellerata del politically correct dettato dal potente di turno.

Coloro che ci dovrebbero proteggere sono gli stessi che in questi anni hanno aperto le porte dell’ Italia e dell’ Europa all’invasione, nel nome dell’ integrazione e dell’ accoglienza. Quelli che hanno chiuso gli occhi su venticinque anni di infiltrazione islamica in tutte le salse.

Le due civiltà sono troppo differenti per poter massicciamente convivere insieme nel nostro continente. Il corano per i musulmani è la legge da seguire, prima ancora che delle leggi democratiche. A lungo andare lo scontro è inevitabile e sarà qui, in casa nostra.

Sono mille e cinquecento anni che va avanti questo scontro. Roncisvalle e la Spagna, le crociate, la Sicilia, i Balcani, Costantinopoli, le battaglie di Vienna, Lepanto, Gallipoli e Salamina, la Grecia ottomana. La nostra penisola è disseminata di torri di avvistamento. I saraceni hanno sempre fatto paura. Mamma li turchi! non è solo un modo scherzoso di dire.

I Cristiani non sono stati da meno, ma almeno oggi noi non se ne fa più una questione di vita o di morte.

Dato che i nostri politici ignoranti non conoscono la storia e per un pugno di quattrini si venderebbero anche la madre, ora ci troviamo con una marea di saraceni in casa. Questo perché è stato detto che l’ accoglienza è doverosa e che è normale vivere con la porta di casa aperta: chiunque può entrare ed avere accesso al frigorifero, dormire sul pavimento o infilarsi sotto le tue coperte. Non si può mica salvaguardare le proprie frontiere, è da razzisti!

Allora adesso ci troviamo con la Francia che ha le banlieu, quartieri di immigrati dove il degrado sociale è l’ ultima cosa che preoccupa. Eppure negli anni novanta i politici italiani pontificavano l’ integrazione avvenuta oltralpe. Ora che si prendono a colpi i kalashnikov cercano di porre rimedio. I saraceni ora sono made in France, con tanto di passaporto comunitario.

Da noi il ministro dell’ Interno, Alfano, ha detto che non può escludere azioni terroristiche volte a colpire Roma o altri obiettivi sensibili in Italia. E siamo talmente in allerta che, la settimana scorsa, nessuno ha fatto caso ad un signore di mezza età partito dalla Turchia che e si è presentato tranquillamente in Vaticano con un mazzo di fiori. Lo hanno riconosciuto solo quando ha chiesto di incontrare il Papa. Era Alì Agca.

Già espulso dall’ Italia dopo aver scontato la condanna per tentato omicidio del Papa nel 1981, ha scontato poi un’altra pena per omicidio in Turchia. Pluripregiudicato, terrorista, assassino ed evaso. E’ arrivato in Italia senza che nessuno gli abbia chiesto i documenti.

Se continua così, tra altri vent’anni, avremo almeno risolto un problema: aver tolto di mezzo i nostri politici. Ci sarà al loro posto un Califfo e forse sarà più competente.

8 gennaio 2015 0

Spari a Cassino, pronta reazione delle forze dell’ordine, in attesa di quella della gente

Di admin

Abitano in alloggi popolari, tra via Garigliano e via Volturno, sono tutti di Cassino anche se molti sono di etnia rom. La reazione delle forze dell’ordine a Cassino non si è fatta attendere. Gli uomini del commissariato di Polizia diretti dal vicequestore Cristina Rapetti e i carabinieri comandati dal tenente Massimo Esposito, hanno passato al setaccio buona parte degli spacciatori della città che si ritengono coinvolti, a vario titolo, negli episodi di violenza dei giorni scorsi. Quattro arresti e un denunciato sono il primo bilancio di una indagine che non sembra essersi esaurita questa mattina. A Cassino sono arrivati i rinforzi. La polizia ha fatto intervenire da Roma il Reparto Prevenzione Crimine Lazio e gli uomini della squadra Mobile di Frosinone. I carabinieri hanno concentrato nella città martire gli uomini delle stazioni dipendenti dalla Compagnia e altri arrivati da Frosinone. Dodici le perquisizioni domiciliari effettuate tra San Bartolomeo, via Volturno e via Garigliano alla ricerca di armi e droga. Le sette effettuate dagli uomini della Rapetti hanno fruttato, in due casi, il ritrovamento di alcune decine di grammi di marijuana e armi di vario genere tra cui due manganelli, cinque coltelli, una baionetta, una pistola scacciacani con tappo rosso, ma senza otturazione, quindi funzionante, e cinque cartucce di vario calibro. In manette quindi, sono finiti un 21enne ed un 23enne, in un caso, un 41enne e un 43enne nell’altro. I carabinieri, invece, hanno denunciato un 29enne per possesso di modiche quantità di stupefacente e di alcuni proiettili compatibili con quelli ritrovati dagli stessi carabinieri in viale Bonomi dopo la sparatoria. Tutto è stato inviato al Ris per stabilire la compatibilità.

Cinque spacciatori, quindi, nessuna certezza che siano loro gli autori degli scontri a fuoco che tanto hanno allarmato la città. Però il loro ambiente è sotto pressione. Il vice questore Rapetti ed il Tenente Esposito hanno assicurato che la stretta non si allenterà e questo, porterà grossi problemi al mercato dello spaccio. Decine di carabinieri ed altrettanti poliziotti a presidio della città, certamente non permettono facili movimenti agli spacciatori riducendo quindi la circolazione dello stupefacente di ogni specie; è certamente questo un aspetto positivo della vicenda. Quello che ci si aspetta, però, è individuare chi, con tanta facilità, impugna una pistola e spara. Per questo, però, c’è bisogno dell’aiuto di tutti. Servono indicazioni, dettagli, segnalazioni anche anonime ma che arrivino alle forze dell’ordine permettendo loro di individuare i pericoli pubblici. Nel caso di viale Bonomi, incrocio di piazza Garibalbi, non è stato possibile avere una sola indicazione sul tipo di auto, il colore, la targa o fosse solo qualche numero di essa. Cassino, quindi, si scopre omertosa e questo fa male soprattutto in un territorio che dal punto di vista del tessuto sociale è pulito o, quantomeno, vogliamo crederlo tale. Insomma, chi sa, parli, aiuti le forze dell’ordine ad estirpare dalle strade gente che per vendere più dosi di droga non si fa scrupoli a premere un grilletto anche in pieno centro. L’omertà consegna la città a questa gente, la collaborazione con chi li combatte resta l’unica speranza.

Ermanno Amedei

8 gennaio 2015 0

Il bilancio 2014 della polizia stradale di Frosinone

Di admin

Anche per l’anno 2014 la Sezione Polizia Stradale di Frosinone ha assicurato, con dedizione e disponibilità, la propria costante presenza e vigilanza sulla direttrice autostradale dell’A1 e sulle strade regionali, al fine di rendere più incisiva l’azione di prevenzione e contrasto in tutta la provincia, contribuendo in maniera significativa alla sicurezza della circolazione con l’effettuazione di 8854 pattuglie. Complessivamente sono state accertate 15.962 infrazioni al C.d.S., ritirate 208 patenti di guida e 164 carte di circolazione, per un totale di 14.476 punti decurtati sulla patente. I conducenti controllati con etilometri e precursori hanno portato a contestare 94 sanzioni per guida in stato di ebbrezza, mentre le persone denunciate per guida sotto l’effetto di sostanze psicotrope e stupefacenti sono state 13. A seguito poi della Legge 29.07.2010 n°120 che ha portato il divieto assoluto di bere per alcune categorie di conducenti (minori di 21 anni, neopatentati, conducenti professionali di persone o cose) sono state registrate 7 infrazioni per guida con tasso alcolemico da 0 a 0,5 g/l. Si è proceduto inoltre al sequestro ai fini della confisca di 582 veicoli di cui 550 sprovvisti di copertura assicurativa e 32 poiché in circolazione privi di immatricolazione.

Per quanto riguarda l’attività infortunistica, si è registrato nel complesso una diminuzione degli incidenti pari al 10% rispetto all’anno precedente in sintonia con il trend nazionale a fronte di una lieve diminuzione di quelli mortali : Incidenti stradali rilevati nel 2014 997 (534 in Autostrada); Incidenti stradali rilevati nel 2013 1046 (494 in Autostrada) ; Incidenti mortali rilevati nel 2014 11 ( di cui 2 in Autostrada) Numero persone decedute 13 (di cui 2 in Autostrada) Incidenti con feriti 362 che hanno visto coinvolto n°662 persone

L’attività di Polizia Giudiziaria si è esplicata in 42 servizi specifici che hanno comportato: • 225 persone denunciate; • 31 arresti; • il sequestro di oltre 100.00 litri di gasolio per autotrazione di contrabbando che ha comportato l’evasione delle accise sugli idrocarburi per un totale di oltre 80.000 euro; • nonché sequestri di ingenti quantitativi di merce contraffatta o illegalmente trasportata tra cui si annovera il recupero di 13.000 ricci di mare che sono stati reinseriti nel loto habitat naturale e di 12 tonni pinna gialli di grosse dimensioni; • sequestri per circa 4 Kg di sostanza stupefacente; • 496 stecche di sigarette di contrabbando; • Sequestro di 4000 euro in banconote false di vario taglio; • Sequestri di circa 41 documenti di circolazione e patenti false; Sono state quantificate per oltre 600.000 euro le merci sequestrate nel corso di vari servizi di contrasto. Nel corso dell’anno oltre le attività programmate sono stati attuati 161 dispositivi cosiddetti ad “alto impatto”, in specifici settori della circolazione stradale quali: controlli di legalità nel settore dell’autotrasporto (principalmente di persone, animali vivi e di trasporti eccezionale) controlli della copertura assicurativa e dei pneumatici dei veicoli nonché dei controlli delle attività di autodemolizione. Sono state inoltre effettuate delle verifiche sulla regolarità dell’esercizio delle aziende che operano nel settore automobilistico (compravendita di auto usate, agenzie di pratiche automobilistiche, autofficine, carrozzerie, scuole guida, autodemolitori). Nel trascorso 2014, la Polizia Stradale di Frosinone ha effettuato 110 servizi di controllo per le “Stragi del Sabato Sera” impiegando 330 pattuglie. I conducenti controllati con etilometri e precursori durante questi servizi sono stati 3753 (1933 uomini e 1820 donne) 83 uomini e 11 donne sono stati sanzionati. I controlli nel settore del trasporto professionale di merci è uno degli obiettivi strategici della Polizia Stradale in quanto tende ad assicurare legalità, trasparenza ed eque condizioni di concorrenza nel settore dell’autotrasporto che rappresenta nel nostro territorio un ruolo trainante dell’economia. Inoltre, in attuazione del protocollo d’Intesa siglato nel lontano 2009 tra il Ministero dell’Interno e quello delle Infrastrutture e dei Trasporti si è dato massimo impulso ai servizi svolti congiuntamente al personale del Dipartimento Trasporti Terrestri con i Centri di Revisione Mobile hanno visto 51 servizi effettuati. Importante è stata anche l’attività di soccorso agli automobilisti in difficoltà svolta quotidianamente dalle pattuglie durante il normale servizio di controllo delle strade, ammontanti a oltre 15.000 a cui si devono aggiungere le operazioni di trasporto o staffetta di medicinali urgenti, plasma, organi provenienti o diretti ad ospedali delle regioni limitrofe. L’operato della Sezione Polizia Stradale di Frosinone per l’anno 2014 non si è fermato alle sole attività istituzionali, ma è andato ben oltre, curando progetti di educazione stradale rivolti alle scolaresche di ogni ordine e grado al fine di diffondere la cultura della sicurezza stradale e della legalità.

8 gennaio 2015 0

Compravano auto con assegni scoperti, tra i 5 arrestati un dipendente del comune di Piedimonte

Di admin

Una organizzazione a delinquere finalizzata alla truffa è stata sgominata, questa mattina a Cassino, a seguito di una indagine congiunta tra polizia e carabinieri. Cinque le persone arrestate, due in galera, tre ai domiciliari. Due anni di indagine sono serviti agli uomini del vice questore Cristina Rapetti dirigente del commissariato di Cassino, e a quelli del tenente Massimo Esposito, comandante del nucleo operativo carabinieri di Cassino, per ricostruire le responsabilità del sodalizio che comprava automobili pagandole con assegni scoperti, e facendole sparire nell’arco di 24 ore, con documenti “ripuliti”, per portarle oltre confine, solitamente Ungheria, Bulgaria e Lettonia. Sarebbero state 200 le auto che con questo sistema, sarebbero state rivendute all’estero, senza averle pagate in Italia. In galera, sono finiti, quindi, i fratelli Massimo e Carmine Morra 47 e 49 anni. Sarebbero loro la mente dell’organizzazione. In manette, anche se ai domiciliari, Luigi Conte, 49 anni di Fontana Liri, Luigi e Saverio Spiridigliozzi, padre e figlio di 65 e 29 anni di Piedimonte San Germano. Gli ultimi due sarebbero le lavatrici dei documenti delle auto. Il figlio, infatti, è titolare di una agenzia di pratiche auto a Piedimonte e il padre è un funzionario comunale dello stesso comune che si occupa dei passaggi di proprietà. In una perquisizione dell’agenzia sono stati trovati i timbri del comune e del dirigente lasciando ipotizzare che le sue funzioni comunali le esercitava all’interno dell’agenzia del figlio. A coordinare le indagini il maresciallo Durante della aliquota carabinieri di polizia giudiziaria interna alla Procura di Cassino e il sostituto commissario Pittiglio. Vittime delle truffe sono campani e Laziali, circa 70 le auto ritrovate anche all’estero ma solo 20 sarebbero state poste sotto sequestro. Altre 20 sono le persone indagate.

In foto la conferenza stampa (antonio nardelli)

8 gennaio 2015 0

Sparatorie a Cassino, quattro persone arrestate. Il prefetto Zarrilli: “Pronta risposta delle forze dell’ordine”

Di admin

Notte di controlli e perquisizioni a Cassino d parte di carabinieri e polizia che, insieme, stanno lavorando sui casi di violenza e scontri tra bande rivali che si contendono il mercato della droga in città. Quattro le persone arrestate per detenzione ai fini dello spaccio di sostanze stupefacenti nel corso delle 11 perquisizioni domiciliari nei confronti di giovani vicini agli ambienti in cui sono maturati gli scontri di domenica e lunedí. “È la risposta delle forze dell’ordine – ha detto il prefetto Emilia Zarrelli nel corso della conferenza stampa a cui ha partecipato l’intero comitato sulla sicurezza pubblica provinciale – carabinieri e poliziotti hanno dimostrato di conoscere perfettamente il territorio e di saper dare risposte celeri”. “Quella di questa notte è solo il primo punto dell’indagine che continuerà per arrivare agli autori delle violenze”. Ha detto il questore di Frosinone Filippo Santarelli annunciando un prosieguo delle indagini.

8 gennaio 2015 0

Traffico internazionale di auto, scattano le manette nel Cassinate

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Nel corso della mattinata odierna, nell’ambito di una articolata e complessa indagine diretta dal sost. Procuratore della Repubblica dr. Francesco Cerullo, coordinata dal Procuratore della Repubblica dr. Mario Mercone, personale della Sezione di P.G. — Carabinieri di questa Procura e del Commissariato di P.S. di Cassino ha dato esecuzione a 5 provvedimenti cautelari (n. 2 ordinanze di custodia cautelare, n. 3 ordinanze di arresti domiciliari) emessi dal GIP presso il Tribunale di Cassino —dott.ssa Donatella Perna, nei confronti di altrettante persone gravemente indiziate, a vario titolo, di associazione a delinquere finalizzata alla consumazione di numerosi reati truffa, ricettazione, riciclaggio e falsi relativi alle autovetture, molte delle quali venivano esportate all’estero dando vita ad un traffico internazionale di autovetture, trasferite in Lettonia, Bulgaria ed Ungheria. Il provvedimento cautelare ha per oggetto un gran numero di delitti perpetrati da un congeniato sodalizio criminale che, ben radicato nel territorio cassinate, ha esteso le proprie attività delittuose ai danni di alcuni imprenditori nel settore del commercio di autoveicoli della Campania per poi indirizzarsi nei confronti dei privati grazie all’utilizzo di siti internet dedicati alla compravendita di autovetture. Sviluppatesi nell’arco di due anni, le indagini hanno svelato un complesso dispositivo operativo strutturato a “regola d’arte” con ruoli ben distinti per ognuno dei soggetti indagati che consentiva di acquistare con meccanismo truffalslino le vetture, bonificarle rapidamente attraverso nuova documentazione falsa, cedere le stesse a terzi acquirenti di buona fede anche all’estero. L’intensa attività investigativa, caratterizzata da intercettazioni telefoniche ed adeguati riscontri, ha consentito di ricostruire una lunga sequela di crimini riconducibili al suddetto sodalizio e di accertare un considerevole giro di truffe con ingente danno economico nei confronti delle persone offese, pagate dai truffatori con titoli di credito privi della copertura finanziaria e quindi protestati. Le indagini hanno inoltre consentito di individuare 22 indagati, sia del cassinate che campani, compartecipi dei reati scopo del sodalizio, e per questo denunciati a piede libero; essi, con la loro opera, hanno supportato occasionalmente Porganizzaziotie nella realizzazione del programma criminoso.

Fondamentale in particolare il coinvolgimento nella struttura, in qualità di apporto tecnico-logistico, del titolare di una agenzia operante nel settore pratiche auto, grazie alla, cui necessariapartecipazione veniva resa-possibile la lponifica” -delle autovetture compendio dei delitti, veicoli immediatamente rivenduti a terzi ignari della loro provenienza criminosa ed in molti casi esportati all’estero tramite intermediari di fiducia operativi nella maggior parte nei paesi dell’Est. Il professionista in argomento mettendo a disposizione le sue conoscenze del settore e la propria agenzia, ha agito con il precipuo scopo di sottrarre i beni venuti illegittimamente in possesso del sodalizio e degli affiliati, alle ricerche degli inquirenti sollecitati dalle richieste di giustizia delle parti offese. Tra le persone arrestate assurge a ruolo di primo piano, per la natura dell’incarico ricoperto presso un comune dell’hinterland cassinate, un pubblico funzionario addetto alle autenticazioni, il cui ruolo è risultato determinante per realizzare falsi passaggi di proprietà delle autovetture. In particolare, secondo le ipotesi accusatorie, lo stesso soggetto è intervenuto in prima persona nel reperire documenti di circolazione in bianco, tutti. di -provenienza furtiva, il cuí utilizzo favoriva il sodalizio per conseguire il possesso delle auto e la loro successiva rivendita. Durante la fasedelle intercettazioni telefoniche è apparsa sin da subito la-particolare dimestichezza del soggetto in questione nel reperire la documentazione occorrente tramite contatti con un ricettatore operativo nel napoletano. Gli illeciti posti in essere dall’associazione e quelli realizzati con il contributo degli altri 22 indagati, estranei al sodalizio, hanno danneggiato ben 10 persone offese diverse, hanno coinvolto oltre 200 autovetture, per un giro di affari illecito stimato all’incirca per quasi un milione di euro. • Le indagini, che hanno comportato anche attività tecnicamente complesse tra le quali alcune rogatorie in campo internazionale, sono state delegate alla Sezione di P.G. — Carabinieri di questa- Procura -e al locale Commissariato di P.S. che hanno operato con encomiabile professionalità, esemplare sinergia ed acume investigativo, riuscendo a fondere le migliori risorse umane e tecniche investigative, frutto della eccellente direzione della Magistratura Inquirente.