Giorno: 27 gennaio 2015

27 gennaio 2015 0

Scittarelli e la sua giunta prosciolti dall’accusa di abuso d’ufficio

Di admin
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L’ex sindaco di Cassino Bruno Vincenzo Scittarelli e l’intera giunta in carica nel 2009 sono stati prosciolti oggi dall’accusa di abuso di ufficio. Il proscioglimento è arrivato questa sera poco dopo le 19. Il giudice per le udienze preliminari Perna non ha accolto la richiesta di rinvio a giudizio formulata dal PM Siravo. La vicenda fa riferimento alla denuncia dell’imprenditore Di Meo che ha sostenuto che la mancata vendita di un relitto stradale avrebbe avvantaggiato la ditta Murolo.

27 gennaio 2015 0

Un frammento del sepolcro di San Benedetto e Santa Scolastica torna domani a Montecassino

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Si comunica che domani 28 gennaio, alle ore 17:00, presso il salone di rappresentanza dell’Abbazia di Montecassino si terrà una cerimonia in cui il Museo della Città di Aquino restituirà all’Abbazia un frammento del sepolcro di S. Benedetto e S. Scolastica. Alla cerimonia che si terrà alla presenza del P. Abate Dom Donato Ogliari prenderanno parte il sindaco di Aquino, dott. Libero Mazzaroppi, l’Assessore alla Cultura, avv. Carlo Risi, il direttore del Museo di Aquino, dott. Marco Germani e i funzionari della Soprintendenza per i Beni Archeologici del Lazio, dott. Carlo Molle e della Soprintendenza per i Beni Storico Artistici del Lazio, dott. ssa Alessandra Acconci. Nel giorno in cui la chiesa ricorda il dottore Angelico, il Museo di Aquino riporterà all’Abbazia di Montecassino un frammento della griglia originariamente posta sopra la tomba dei Santi Benedetto e Scolastica. Il manufatto era stato portato via dall’abbazia subito dopo la distruzione e, solo in anni recenti, è stato donato al Museo di Aquino. Il nuovo direttore del Museo ha deciso che trattenere il frammento presso il Museo di Aquino non aveva alcuna giustificazione nè storica nè scientifica e, di concerto con l’Amministrazione Comunale di Aquino, si è deciso di restituire quanto sottratto dopo la distruzione del cenobio cassinate. Il pezzo potrà finalmente ricongiungersi con altri sette frammenti che furono raccolti dopo il bombardamento della basilica e che componevano la grata monolitica che copriva il sepolcro dei Santi, posto sotto l’altare maggiore. Con la donazione del Museo di Aquino si potrà finalmente ricomporre totalmente la griglia che fino ad oggi mancava di un pezzo, quello asportato dopo la distruzione e poi donato da un privato cittadino al Museo di Aquino.

Foto Antonio Nardelli

27 gennaio 2015 0

Allerta meteo, nevicate fino a quote collinari sul centro sud

Di admin

Nevicate fino a quote collinari anche nel centro Italia. L’allerta meteo diramata dalla protezione civile segnala questa possibilità a partire già dalle prime ore di domani e questo per un nucleo di aria fredda che sta scendendo dal nord Europa. La prima ad essere colpita è la fascia adriatica, dove tra Abruzzo, Molise e Puglia settentrionale, la quota neve quenderà da questa sera anche fino a 300 metri. Domani nevicate possibili anche a 500 metri su Basilicata, Calabria e Sicilia. Il Meteo.it, inoltre, indica 500 come quota neve anche sui rilievi laziali, ed in particolare sul frusinate dove diventeranno abbondati sul finire della settimana e l’inizio della prossima. Ermanno Amedei

27 gennaio 2015 0

Negriero dell’autotrasporto con sede a Piedimonte. Trattava camionisti come schiavi, 52enne condannato a sette anni

Di admin

Quasi un negriero, il 52enne arrestato a Gallarate dai carabinieri del nucleo operativo di Cassino comandato dal tenente Massimo Esposito e coordinati dal colonnello Giuseppe Tuccio. L’uomo, amministratore legale di una nota azienda di autotrasporti che contava 130 automezzi e 200 dipendenti, aveva, fino a qualche tempo fa, una sede anche a Piedimonte San Germano dove lui stesso era residente fino a quando non ha fatto perdere le sue tracce perché colpito da mandato di arresto europeo emesso nei suoi confronti dalla polizia francese. Secondo le indagini svolte dai transalpini e dai carabinieri cassinati, l’uomo aveva assunto numerosi autotrasportatori polacchi che trattava ben oltre il limite dell’umana dignità: dovevano subire vessazioni di ogni genere, minacce, paghe inadeguate, costretti a guidare ben oltre il limite previsto a rischio di ritiro di patente. Arrivavano a guidare per 20 ore consecutive a avevano al massimo un riposo giornaliero di sei ore. Per nascondere questa malefatta erano costretti a manomettere il cronotachigrafo mostrando agli agenti che li controllavano falsi certificati di “non impiego”. L’arrestato è stato tradotto in carcere a Busto Arsizio ( Va) in attesa dell’estradizione in Francia dove dovrà scontare una pena detentiva a sette anni per tratta di esseri umani, complicità in falsificazione ed uso di documenti falsi.

Ermanno Amedei

27 gennaio 2015 0

Il 10 febbraio presidi davanti alle Prefetture di tutta Italia di Cgil Cisl Uil: “Polizia Locale, Mobilitazione Nazionale”

Di admin

“Mentre il Governo limita i diritti dei lavoratori e riduce i trasferimenti fondamentali per garantire i servizi, molte Amministrazioni comunali anziché opporsi a queste misure e anziché preoccuparsi delle collusioni fra criminalità, malaffare e istituzioni, non trovano di meglio che scaricare responsabilità ed inefficienze sui propri lavoratori e sui cittadini, aumentando le imposte locali e tagliando i servizi” questa la denuncia dei segretari nazionali Federico Bozzanca (Fp-Cgil), Daniela Volpato (Cisl-Fp) e Giovanni Torluccio (Uil-Fpl) sulla vertenza della polizia locale. “Diciamo no all’aggressione mediatica e istituzionale che sta avvenendo nei confronti della categoria della Polizia locale e di tutto il pubblico impiego. Nessuno si è preoccupato di spiegare che il corpo di polizia locale, municipale e provinciale, lavora in condizioni di estrema precarietà, con un quadro normativo e giuridico che non ne riconosce il ruolo e le funzioni alla luce dell’attuale assetto istituzionale, e soprattutto senza tutele. Per esempio, la mancata estensione alla Polizia Locale dei benefici legati al riconoscimento della causa di servizio e dell’equo indennizzo, è un caso di discriminazione palese che grida vendetta perché crea una disparità di trattamento inaccettabile tra le forze della Polizia di Stato e la Polizia Locale”. Per questo le tre sigle si preparano ad una mobilitazione su tutto il territorio nazionale, organizzando in contemporanea il 10 febbraio prossimo presidi del personale davanti alle Prefetture. “I presidi non saranno solo per manifestare la legittima indignazione di questi lavoratori”, precisano i sindacalisti. “Chiederanno un incontro al Ministero degli Interni per portare avanti rivendicazioni precise, in primo luogo affrontare una volta per tutte il tema della modifica dell’ormai obsoleta legge 65/86”, proseguono. “Serve una legge aggiornata che sia più rispondente al quadro normativo e istituzionale, che ponga fine a discriminazioni ingiuste, uniformi le condizioni operative della Polizia Locale su tutto il territorio nazionale, ne riconosca e valorizzi ruolo, funzioni e specificità.” “Parliamo di agenti e funzionari che svolgono un ruolo insostituibile nelle città e sul territorio, garantendo ai cittadini servizi fondamentali per la sicurezza e la prevenzione”, concludono Bozzanca, Volpato e Torluccio. “Saremo al loro fianco per difendere e rilanciarne tutele, immagine e dignità professionale”.

27 gennaio 2015 0

Cafè Retrò Aquino espugna, 3 a 1, anche il campo di Piedimonte

Di redazionecassino1

L’atteso scontro al vertice del girone ‘A’ fra Sangermanese (nella foto) e Caffè Retrò Aquino si volge in favore degli ospiti aquinati che sconfiggono 0 a 2, i padroni di casa e volano solitari in vetta con nove lunghezze su Professional Service che vince, 0 a 2, sul terreno degli Isotopi Pontecorvo. La formazione di Piedimonte ora deve accontentarsi del terzo posto, a quota 30 punti, con l’altra formazione della città di San Tommaso, gli Amatori Aquino che battono 3 a 1 il Terelle. A quota 30 punti in classifica, anche Cenceglie Sora che agevolmente, 4 a 1, si impone sugli Amatori Colfelice. Sempre più solo in testa al girone ‘B’ Cassino Ovest Doc che nel match contro l’Atletico Pontecorvo si impone con un perentorio 4 a 0. Vincono amche le dirette inseguitrici della capolista, la Longobarda batte in trasferta, 1 a 3, il Bellaria. Rinascita Monticelli ha la meglio sul proprio terreno, 3 a 2, di Vallemaio. Solo un pareggio nel match, suon di reti, fra Tredici Gradi Cassino e Coreno, finito 3 a 3. Più equilibrata la classifica del girone ‘C’ dove la capolista Tibia e Peroni batte di misura, 1 a 0, Guaranà Caffè e le inseguitrici Amatori Rocca D’Evandro non fatica ad imporsi, 4 a 1, nel derby campano contro Atletic Mignano, mentre Pietravairano batte, 2 a 0, Cervaro. Nel girone ‘D’ resta in vetta Yammo.it che si aggiudica il duello con Angolo Divino per 3 a 1. La Ferrara non ha difficoltà ad affondare in trasferta, 1 a 5, Caffè del Corso mantenendo il distacco dalla capolista a sole due lunghezze. Terza posizione per Vairano Scalo che vince di misura, 0 a 1, sul terreno di New Team. F. Pensabene

27 gennaio 2015 0

De Sica la scelse a 14 anni come attrice de “La Ciociara” ma probabilmente la Loren non la volle

Di admin

Quella parte sarebbe dovuta essere sua, ma il fatto che le sia stata negata, comunque, non le ha stravolto la vita. Giulia Sellari, (Maria Pia all’anagrafe) 71 anni di Frosinone, avrebbe dovuto interpretare il ruolo di Rosetta, figlia di Cesira, ne “La Ciociara”, film capolavoro degli anni ’60, premiato con l’Oscar, tratto dall’omonimo romanzo di Alberto Moravia. Giulia avrebbe, quindi, dovuto recitare, al fianco di Sofia Loren sotto la regia di Vittorio De Sica, nel drammatico film che raccontava le vicende di una donna e sua figlia stuprata dalle truppe marocchine durante la Seconda guerra Mondiale.

Erano anni difficili quelli che Giulia ricorda, gli anni del dopoguerra. Era nata a Patrica (Fr) nel 1943 dove la sua famiglia era stata sfollata durante in conflitto da poco terminato. “I miei genitori mi battezzarono con il nome Giulia, ma all’anagrafe, in quel periodo, vi era una dipendente che registrava tutte le bimbe nate con il proprio nome: Maria Pia. In quel comune, infatti, sono tantissime le donne della mia età che si chiamano così”. Finita la guerra i Sellari, tornarono a Frosinone. “Finita la quinta elementare, i miei non vollero che proseguissi gli studi. Ritenevano che le quattro figlie femmine sarebbero dovute diventare delle buone mogli”.

La bellezza delle ragazze non era sfuggita a tre fratelli, loro vicini di casa, tre dei quali le hanno prese poi in moglie. In particolare, le vicende di Giulia stavano particolarmente a cure a Marcello Ferraro. “Eravamo cresciuti insieme – ricorda la donna – ma le sue intenzioni erano chiare e lo si capiva quando scacciava a malo modo gli altri ragazzi che si avvicinavano a casa”. Nell’estate del 1958 a Frosinone, la notizia che il grande regista Vittorio De Sica, tra l’altro originario proprio di Sora, cercasse attori ciociari per un suo film, non tardò a diffondersi.

Si sapeva che l’attrice principale sarebbe stata la più giovane Sofia Loren preferita ad Anna Magnani, e che si cercava un volto ciociaro che interpretasse la figlia. In pochi conoscevano la trama drammatica, men che mai Giulia. “Avevo 14 anni e in tanti mi incoraggiavano a partecipare tranne i miei genitori e Marcello. Francamente non ne avevo nessuna voglia ma l’aria scettica di Marcello che, agli incoraggiamenti che mi facevano gli altri rispondeva: ‘figuriamoci se ti pigliano. Se non sei raccomandata non ti guardano nemmeno’; suonava come una sfida”. “Adesso lo posso dire – dichiara Marcello, seduto sullo stesso divano, oggi 73enne, diventato poi suo marito e padre dei suoi due figli – Ero geloso e temevo che me la portassero via. Non eravamo neanche fidanzati ma avevo le mie mire”.

Giulia non ricorda di preciso la data. Ricorda però che una mattina dell’estate del 1958, nonostante le facce torve dei genitori, che comunque non glielo impedirono, prese l’autobus e in 5 minuti arrivò in centro a Frosinone, nei pressi dell’hotel Garibaldi dove De Sica aveva impiantato il suo quartier generale per il casting. Oggi, nello stesso albergo, conservano una foto di De Sica con l’allora proprietario della struttura.

“Alle 8 c’erano in fila già almeno un migliaio di persone. Sono stata ad aspettare per almeno tre ore, senza neanche un caffè o un bicchiere d’acqua – ricorda – I candidati venivano fatti entrare a gruppi di quattro cinque, alcuni venivano solo guardati e, dopo averli salutati, venivano fatti uscire, altri, invece rimanevano e venivano scattate loro delle foto. Quando arrivò il mio turno, entrai nello stanzone all’interno del quale, dietro ad un tavolo, seduto e intento a fumare, c’erano De Sica e alcuni suoi collaboratori. Scambiammo quattro chiacchiere e nel mentre non smise mai di fumare. Mi chiese come stavo e poi mi affidò ai fotografi; erano più di uno e scattarono centinaia di foto facendomi cambiare continuamente posa. Circa una mezz’ora, poi De Sica stesso mi chiese dove fossero i miei genitori. Gli risposi che erano a casa, non molto lontano dal centro e lui di rimando chiamò il suo autista chiedendogli di accompagnarmi e tornare con mia madre e mio padre”. Quello, a quanto pare, fu per Giulia, un momento di vera gloria. L’autista la fece salire su una macchina, una Citroen Pallas, che all’epoca era considerata l’auto delle grandi star. “In quella macchina mi sentivo come una principessa – racconta Giulia – e l’autista mi disse che era di Sofia Loren. Mi disse anche che quelli del casting e lo stesso De Sica mi avevano notata subito anche quando ero in fila, ma che per rispetto degli altri, dovevano aspettare il mio turno”. Arrivati in prossimità della casa, Giulia intravide Marcello che era fuori, impaziente, ad aspettare. “Era il mio momento di rivalsa; mi sporsi dal finestrino urlandogli: ‘Hai visto che ce l’ho fatta’”. I genitori le andarono incontro, l’autista riferì dell’invito esteso a tutta la famiglia. Salirono in auto, anche Marcello, e insieme andarono all’autolavaggio in via Aldo Moro dove lavorava Sergio, il fratello di Giulia. “Era tutto sporco di grasso – ricorda Michele – entrò comunque nell’auto sporcando la tappezzeria e poi al ritorno si offrì per lavarla”. De Sica conversò con i genitori, chiedendo loro se erano contenti se la figlia avesse partecipato al film. “Non raccontò nulla della trama, riferì delle possibilità che una simile occasione mi avrebbe offerto. Loro, seppure non entusiasti, acconsentirono. Si strinsero la mano e si riproposero di incontrarsi successivamente per sottoscrivere il contratto con quelli della produzione. Tutti insieme tornammo a casa a bordo di quella splendida auto guidata dall’autista. Ricordo le telefonate di amici che vivevano fuori e che avevano saputo la notizia dai giornali o la gente che mi incontrava per strada e mi indicava come quella che avrebbe recitato insieme a Sofia Loren”. Ma quel momento di gloria non ebbe nessun seguito. “Dopo quella stretta di mano, infatti, nessuno si fece più sentire. Io appresi dai giornali che la parte della figlia ne La Ciociara era stata data ad una ragazzina americana (Eleonora Brown – ndr), ma non ne feci un grande problema, in particolare dopo aver visto il film al cinema a Frosinone insieme a Michele. Capii che non mi sarebbe certamente piaciuto interpretare quella parte durante lo stupro”. Giulia però, a denti stretti, sostiene una sua idea e cioè che a non volerla al suo fianco era stata la stessa Loren “Forse perché – dice – nonostante avessi 14 anni, ero già più alta di lei. Sono contenta che sia andata così. Ho avuto due figli splenditi e ho tanti nipoti”. Sono proprio i nipoti che, però, raccontano come la nonna, alla vista in tv di Sofia Loren, mormora garbate imprecazioni. Marcello e anche chi la conosceva da ragazza, non hanno dubbi “Non solo era più alta, ma era anche molto più bella della Loren”.

Ermanno Amedei

27 gennaio 2015 0

Caritas Diocesana di Cassino sotto sfratto, la direttrice: “Non ne so nulla, ma se così dovesse essere troveremo nuova sistemazione”

Di admin

“Queste voci le ho sentite anche io ma in concreto, che io sappia, non c’è nulla”. A parlare è la direttrice della Caritas Diocesana di Cassino Rosaria Lauro e le voci alle quali fa riferimento sono quelle relative al possibile sfratto della Caritas dai locali di Via Riccardo da San Germano a Cassino. “Se ci dicono di andar via, noi andremo via. Qui abbiamo cercato di rendere dignitoso un luogo e ci siamo in parte riusciti ma abbiamo ancora un servizio doccia e un servizio vestiario sotto il livello della strada e questo, proprio dignitoso non lo è. Se ce ne dobbiamo andare ci metteremo alla ricerca di un altro posto che deve conciliare tante necessità. Innanzitutto la centralità, non si può pensare di stare in periferia. Andranno assicurati poi gli giusti spazi al centro di ascolto, all’osservatorio, agli uffici dei responsabili aree e ai citati servizi doccia e vestiario oltre che all’emporio. L’amministrazione comunale in questa ricerca si è messa a disposizione”. I locali a rischio sfratto sono quelli occupati all’interno di un’ala di Palagio Badiale, che nella divisione dei beni tra abbazia e Diocesi, resta nelle disponibilità di Montecassino. Quei locali, insieme a quelli liberati dal Rettorato, potrebbero andare in affitto alle compagnie di Carabinieri e Guardia di Finanza che hanno già effettuato sopralluoghi.

Ermanno Amedei  

27 gennaio 2015 0

Ha un reddito di 220mila euro ma si dichiara povero al Comune di Ceprano per ottenere sussidio

Di admin

Aveva dimenticato di dichiarare al Comune un reddito di 220 mila euro e dichiarando invece di avere reddito Isee pari a zero euro, ottenendo così un assrgno dall’Inps di Frosinone pari a 1.680 euro. La truffa del falso povero è stata commessa da un imprenditore di Ceprano finito sotto la lente dei controlli della Guardia di Finanza. Occultando i ricavi delle sue attività è riuscito a trarre in errore il comune che ha valutato positivamente la sua richiesta di sussidio. Per questo l’imprenditore è stato denunciato per “”truffa ai danni dello Stato””. Altre cinque persone sono state denunciate dalla guardia di Finanza di Ceprano, per aver falsamente dichiarato un reddito minore per poter beneficiare del gratuito patrocinio.

Ermanno Amedei

27 gennaio 2015 0

Vola giù dalla scala nell’orto, 75enne muore a Boville Ernica

Di admin

Stava aggiustando alcune piante nel suo orto quando è caduto dalla scala a pioli su cui era salito riportando ferite gravissime. È accaduto questa mattina a Boville Ernica dove gli operatori Ares 118, corpo dopo le 8.30 hanno soccorso un uomo di 75 anni. Le sue ferite erano gravissime e per questo è stato chiesto l’intervento di una eliambulanza. Purtroppo il quadro clinico del ferito è andato peggiorando fino a consigliare i medici di trasportarlo d’urgenza al pronto soccorso di Frosinone dove il 75 enne è deceduto poco dopo essere arrivato. Ermanno Amedei