Giorno: 31 gennaio 2015

31 gennaio 2015 0

Ubriaco alla guida a Ceprano, rumeno causa incidente e scappa lasciando ferite mamma e figlia di sei anni

Di admin
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In meno di 24 ore torna in libertà il giovane che ieri sera, da ubriaco, ha causato un incidente stradale che ha visto ferite una madre di 43 anni e la figlia di appena sei anni a Ceprano. Lui si era dileguato senza prestare soccorso alle due donne. E’ accaduto ieri sera in via Casilina. La 43enne era alla guida di una utilitaria sulla quale viaggiava insieme alla figlia quando ha sbandato finendo per impattare di fianco ad un grosso albero. Per le gravi condizioni la donna è stata trasferita d’urgenza al policlinico Umberto primo mentre la bambina in ospedale a Frosinone. Dagli accertamenti svolti dai carabinieri, unitamente ad alcune testimonianze, è stato accertato che l’incidente è stato causato dalla manovra azzardata di una vettura di grossa cilindrata. Le immediate ricerche hanno permesso di rintracciare la vettura parcheggiata non lontano dal luogo dell’incidente. Era di proprietà di un cittadino rumeno di 27 anni domiciliato a Ceprano. Il giovane aveva lasciato l’auto allontanandosi senza prestare soccorso alle due dinne ferite. Dopo due ore è stato visto tornare a recuperare la vettura. Immediatamente è stato fermato e sottoposto ad esame etilometrico che è risultato positivo. Delineata la grave condotta omissiva, il conseguente allontanamento dal luogo dell’incidente, le gravissime lesioni riscontrate dalle persone coinvolte, nonché la positività al test alcolemico, i militari hanno arrestato il 27enne. Nel rito direttissimo che si è celebrato questa mattina, il giovane è stato liberato e sottoposto all’obbligo di firma.

31 gennaio 2015 0

Cassino grida No ad Acea Ato 5

Di admin

La pioggia non ha fermato il popolo ‘anti-Acea’. Il comitato “Acqua nostra” ha fatto centro con la manifestazione che si è svolta oggi pomeriggio a Cassino. Striscioni, slogan e ombrelli per il corteo che è partito da piazza Garibaldi e, dopo aver attraversato le vie principali della città martire ha raggiunto piazza De Gasperi davanti il Comune. Tanti i cittadini che hanno aderito alla manifestazione a cui se ne seguiranno altre. E’ già stata fissata una nuova data per la mobilitazione.

Un altro corteo si svolgerà il 14 febbraio per ribadire ancora una volta che l’acquedotto pubblico dovrà restare tale e soprattutto per gridare contro la mancata ripubblicizzazione dell’acqua come espressamente richiesto dagli italiani con il referendum del 2011. Tanti gli striscioni dei movimenti che hanno aderito al comitato: ASIA – USB, USB – Unione Sindacale di Base, Comitato San Nicola, Comitato Solfegna, Movimento”Cassino Città Futura”, Comitato “Le Nuove Contrade”, Gruppo Attivo Cassino, Associazione Fare Verde, Associazione Città Città, Bene Comune per Cassino, Progetto Democratico, Comitato art.32 (Salviamol’ospedale) Movimento per Cassino a 5 stelle, Partito C.A.R.C., Maraone Massimo Cervaro, Comitato S. Giovanni Restagno, La voce di Roccasecca libera.

Hanno inoltre aderitto e partecipato alla manifestazione la Fiom Cgil, gli ultras del Cassino e quelli del vecchio Fedayn 1977, l’associazione Il Sole Splende per Tutti, l’associazione Folcara Terra Nostra, Il Co.Ci.Da., il coordinamento provinciale delle associaizoni di volontariato, i sindaci dell’Ato 5, San Bendetto e Cassinese.

Tante le contestazioni rivolte al sindaco Petrarcone che ha partecipato, malgrado le polemiche, alla marcia insieme a tanti esponenti dell’amministrazione. Il primo cittadino ha ribadito: “E’ un grande giorno per l’Italia abbiamo da poche ore il nuovo President della Reppublica e da Cassino si leva forte ed alto il grido di protesta contro questa gestione dell’acqua di Acea. Io ringrazio tutti coloro che hanno voluto partecipare in modo disinteressato polticamente e quindi sono convinto che coloro che poi dovranno prendere le deciiosni mi riferisco al legislatore sia nazionale che regionale saprà tener conto della piazza che sicuramente non ha gradito e non gradisce e non accetta una gestione dell’acqua come quella di Acea”.

Il sindaco ha avuto l’opportunità di chiudere gli interventi da piazza De Gasperi dove al microfono ha dichiarato: “Ad oggi un dato è certo, l’acquedotto cittadino non è in mano ad Acea ed io sono convinto e sono sicuro e che non lo sarà mai”. Intanto il comitato è pronto a nuove azioni. Il capogruppo del partito dei Carc Vincenzo Durante ha anticipato di presentare una richiesta di accesso agli atti per conoscere gli estremi del ricorso al consiglio di Stato.

servizio e foto Antonio Nardelli

31 gennaio 2015 0

La pioggia danneggia il manto stradale, superstrada chiusa tra Casalvieri e Posta Fibreno

Di admin

L’Ufficio Viabilità della Provincia di Frosinone, a seguito delle criticità atmosferiche che hanno creato pericolose e profonde buche sul manto stradale e per garantire la sicurezza degli automobilisti, ha disposto la chiusura al traffico del tratto della superstrada Sora-Atina-Cassino, tra lo svincolo di Posta Fibreno e lo svincolo di Casalvieri. Gli operi e i tecnici della Provincia, inoltre, hanno provveduto ad apporre idonea segnaletica per distribuire la circolazione sulla strada sottostante, ex statale della Vandra.

Non appena verrà ripristinata la normale agibilità del tratto, attraverso un intervento di manutenzione straordinaria, la strada verrà riaperta al normale traffico dei veicoli.

31 gennaio 2015 0

Tre operazione antidroga dei carabinieri, case popolari usate come magazzini e negozi dello spaccio

Di admin

E’ innegabile, a Frosinone, la vendita della droga è l’attività più redditizia e che non conosce crisi. Le operazioni svolte dai carabinieri, tre in poche ore nella sola giornata di venerdì, hanno permesso di “certificare” questo assunto. Droga, soldi, armi non manca nulla ai soliti noti, ma anche ad insospettabili che, attratti dai guadagni facili del mercato dello stupefacente, decidono di cambiare strada. I carabinieri di Frosinone, in tre diverse operazioni hanno arrestato due persone sequestrando oltre un chilo di droga, in larga parte cocaina e, in un caso, anche la somma, provento dello spaccio di circa 76mila euro. Una giornata di super lavoro, quella di ieri per i carabinieri della compagnia di Frosinone comandata dal colonnello Giuseppe Tuccio. Due operazioni sono state portate a termine nel giro di poche ore dal Reparto Operativo comandato dal Capitano Antonio Lombardi e coordinato dal colonnello Andrea Gavazzi. Il primo a finire in manette è stato un 52enne di Frosinone già noto per le attività di spaccio e, tra l’altro, agli arresti domiciliari. Nella sua abitazione sono stati trovati 622 grammi di cocaina pura altri 14 di hashish sette proiettili di pistola calibro 7,65, e poco meno di 76mila euro in contanti. Tutto sequestrato e l’uomo è stato accompagnato in carcere. Più complicato, invece, è stato il rinvenimento dei 200 grammi di cocaina che una 37enne di Ferentino, deteneva nel tronco cavo di un albero nel suo giardino. Per trovare il nascondiglio, gli uomini dell’Arma hanno impiegato diverse ore. Tutta la droga sequestrata nelle due operazioni, avrebbe fruttato circa 320 mila euro.

La terza operazione svolta dal nucleo operativo e radiomobile della stessa compagnia di Frosinone ha visto gli uomini del capitano Luca Ciabocco tornare negli appartamenti di proprietà Ater al “Lotto 19” in Corso Francia, già sequestrati nei mesi scorsi perché utilizzati come luogo dello spaccio e scoprire che non solo i sigilli erano stati rimossi, ma che erano state sostituite anche le porte con nuovi portoni blindati. Con l’ausilio di vigili del fuoco e personale Ater, sono stati forzati e all’interno i militari hanno trovato 535 dosi di cocaina per un peso complessivo di 90 grammi e 267 dosi di marijuana per un peso complessivo di 110 grammi. Lo stupefacente sequestrato avrebbe fruttato 14mila euro. I tre appartamenti sono stati nuovamente sequestrati e i loro ingressi sono stati murati. Una conferma che la zona di Corso Francia, è diventata una fiorente piazza dello spaccio in cui, da tutta la provincia, vanno a rifornirsi a prezzi vantaggiosi. Ermanno Amedei

31 gennaio 2015 0

Sergio Mattarella Presidente della Repubblica. Un ex democristiano torna al Quirinale

Di redazionecassino1

Al quarto scrutinio, come nelle previsioni, il Parlamento in seduta comune, con 665.voti favorevoli e 105 schede bianche ha eletto Sergio Mattarella, settantatré anni, nuovo Presidente della Repubblica Italiana, che sostituirà Giorgio Napolitano al Quirinale. Sul suo nome oltre ai voti dei grandi elettori del Partito Democratico, che lo ha proposto fra un mare di polemiche con Berlusconi, anche quelli di Sel, dei Centristi e nelle ultime ore del Nuovo centro destra di Alfano. Il suo nome è legato principalmente al Mattarellum, la legge elettorale che nel 1994 avrebbe dovuto traghettare l’Italia verso la seconda Repubblica e che l’ha condotta invece, secondo i critici più feroci, nelle sabbie mobili del berlusconismo. Proprio quella legge avrebbe adulterato a tal punto il sistema maggioritario invocato dagli italiani con le battaglie referendarie cominciate nel 1991, tanto da asservirlo con la quota proporzionale alle esigenze di sopravvivenza del vecchio ceto politico. Un’opera di fine cesello, da grande artista del diritto parlamentare che, seppellite le ragioni del rinnovamento esplose con Tangentopoli, avrebbe portato poi all’imperversare della Casta e al Porcellum. Sergio Mattarella non è solo ricordato per gli effetti discutibili della sua legge, ma anche per la vicenda sull’uranio impoverito, di recente rilanciata dal blog di Grillo. Una vicenda oscura, ma soprattutto priva di riscontri nelle dichiarazioni pubbliche, quando Mattarella era ministro della Difesa nel governo D’Alema. Nelle ricostruzioni di stampa di questi giorni, infatti, Mattarella negava con ostinazione sia l’uso di munizioni all’uranio impoverito da parte della Nato in Bosnia e Kosovo, sia il possibile legame tra l’uso massiccio di questi proiettili e l’insorgere di leucemie e linfomi tra i militari italiani che erano stati in missione nei Balcani. Smentito, per fortuna, anni dopo dai risultati della Commissione medica d’indagine sulla correlazione fra patologie ed uso di uranio impoverito . Di lui in questi giorni, però, si ricordano solo le dimissioni da ministro in disaccordo con l’approvazione della ‘Legge Mammì’, facendone a detta di molti, un “uomo dalla schiena dritta”, e del suo incarico di giudice costituzionale, tralasciando gli aspetti oscuri della sua azione politica e di esponente in vari governi.

Chi è Sergio Mattarella La famiglia Mattarella, gratificata da folgoranti carriere costruite sull’orgoglio democristiano, ma colpita anche da lutti e terribili sospetti. Una tradizione che inizia con il padre Bernardo, tra i fondatori della Dc, vicesegretario nazionale del partito nel 1945, eletto nel 1946 nell’Assemblea costituente, ministro e più volte sottosegretario nei governi De Gasperi. Un percorso politico macchiato dai sospetti sui rapporti con gli esponenti della vecchia mafia siciliana da lui traghettati, secondo alcuni storici, dalla militanza monarchica e separatista sotto le insegne della Dc lanciata nell’occupazione del potere e nella conquista delle istituzioni. Sospetti terribili che nei decenni successivi hanno consentito a gente come Claudio Martelli di accusare il capostipite di collusione con la mafia. Eppure, i democristiani hanno sempre difeso Bernardo. Per Sergio Mattarella, però, dopo il colpo terribile della tragedia di Piersanti, comincia la rincorsa, prima come professore di diritto parlamentare all’università di Palermo, poi con la militanza nella corrente di Aldo Moro, entra in Parlamento la prima volta nel 1983. Quattro anni dopo, il balzo nel governo alla guida del ministero dei Rapporti con il Parlamento, prima nell’esecutivo De Mita poi in quello Goria. Un’esperienza che rivelerà il suo carattere freddo. Cambiano i governi, Mattarella resta in sella. Con il sesto esecutivo Andreotti trasloca al ministero della Pubblica istruzione. Incarico che rivestirà fino alle dimissioni, clamorose, rassegnate insieme ad altri ministri della sinistra Dc per protestare contro l’approvazione della legge Mammì, proprio la legge voluta da Bettino Craxi, Andreotti e Arnaldo Forlani (il famoso Caf) che ha gettato le fondamenta sulle quali Silvio Berlusconi ha edificato il suo impero televisivo. Il padrone del Biscione e futuro leader di Forza Italia non la prese bene: le sue resistenze attuali al nome di Mattarella originano forse proprio da quella vicenda, che non fu l’unica nella quale il politico siciliano espresse la sua avversione nei confronti dell’ex Cavaliere di Arcore. Direttore de Il Popolo, organo della Democrazia cristiana, dal 1992 al 1994, tra i traghettatori della Dc verso il Partito Popolare. Mattarella rimase coinvolto in una vicenda che gli costerà un procedimento penale per finanziamento illecito. La vicenda riguardava una busta contenente tre milioni di vecchie lire in buoni benzina recapitatagli dall’imprenditore agrigentino Filippo Salamone, considerato dalla magistratura siciliana l’erede di Angelo Siino, il “ministro” dei lavori di Totò Riina. Mattarella si difese dalle accuse sostenendo di aver accettato quel regalo di “modesto valore” e di aver distribuito i buoni carburante ai suoi collaboratori. Il processo è andato avanti per un decennio e si è concluso con l’assoluzione: “perché il fatto non sussiste”. Nel frattempo, Sergio Mattarella ha il tempo per inanellare una carriera invidiabile che ne fa uno degli esponenti più in vista della classe dirigente post-democristiana: battezza il Mattarellum, torna al governo con D’Alema nel 1998 assumendo la carica di vicepresidente del Consiglio e poi quella di ministro della Difesa. E’ tra i fondatori della Margherita e resta in Parlamento fino al 2008. Poi la nomina a giudice costituzionale e ora unico ed ideale candidato Pd a sostituire Giorgio Napolitano al Colle, come dodicesimo Presidente. Dopo un comunista, oggi il nuovo inquilino del Quirinale torna ad essere un ex democristiano. F. Pensabene

31 gennaio 2015 0

Furgone in fiamme questa notte a Cassino, probabile corto circuito

Di admin

Il furgone di una ditta che commercializza bevande di Cassino è stato distrutto questa notte da un incendio. Il mezzo era parcheggiato all’esterno della recinzione dell’azienda ubicata nella zona commerciale della città Martire, su una traversa di via Casilina Sud. Ad innescare le fiamme sarebbe stato un corto circuito che ha distrutto il mezzo nonostante il celere intervento dei vigili del fuoco di Cassino.

Er. Amedei

31 gennaio 2015 0

Tir di mele ribaltato sull’A1 a Cassino, gravemente ferito camionista di Minturno

Di admin

Si è ribaltato alcune mentre imboccava la corsia di uscita del casello autostradale di Cassino. Si tratta di un grosso camion partito dal Trentino, carico di mele che avrebbe dovuto scaricare ad alcuni supermercati della zona. Imboccata la corsia di decellerazione, in piena curva il mezzo si è rimaltato finendo nella scarpata sottostante, terminando la caduta su una strada esterna alla rete autostradale. Immediati i soccorsi delgi operatori del 118 e dei vigili del fuoco oltre agli agenti della sottosezione di polizia stradale di Cassino. Gravemente ferito l’autotrasportatore, un 52enne di Minturno, che è stato elitrasportato a Roma.

Ermanno Amedei

Foto Antonio Nardelli

31 gennaio 2015 0

Ancora una perdita d’acqua in via Mandrine, il Comune diffida Acea Ato5

Di redazionecassino1

Si potrebbe dire che la rete idrica “fa acqua da tutte le parti” se a Sant’Angelo, in via Mandrine, da tempo è presente una cospicua perdita d’acqua e che l’Acea non ha provveduto alla riparazione. Questo ha scatenato una presa di posizione da parte del comune di Cassino che ha provveduto ad inviare proprio al gestore Acea una richiesta di intervento urgente. Lo si legge in una nota una nota inviata dal consigliere Antonio Giannadrea secondo cui: “Gli uffici Comunali hanno provveduto ad inviare una richiesta di intervento urgente all’Acea in merito alla perdita idrica che purtroppo da tempo interessa via Mandrine in località Sant’Angelo. Contestualmente si è provveduto ad inviare, a firma del dirigente del settore competente, anche l’atto di diffida e di messa in mora qualora Acea non portasse a compimento l’intervento entro tre giorni dalla notifica della richiesta. Da oltre un anno, infatti, numerose sono le perdite che si registrano in via Mandrine, nei pressi dell’incrocio con via Guado Santa Maria, e di fronte al campo sportivo di Sant’Angelo. Tratto che, come è noto, ricade sotto la competenza di Acea Ato5. Più volte gli uffici hanno informato, l’ultima in ordine di tempo risale allo scorso 12 gennaio, del problema l’Acea, richiedendo un intervento immediato per porre rimedio alle perdite che stanno pregiudicando in maniera considerevole il fondo stradale di via Mandrine. Richieste che sono sempre rimaste disattese. Per questo abbiamo deciso di intraprendere un’azione ancora più forte per giungere alla risoluzione di un problema che sta causando notevoli disagi alle utenze residenti in quella zona. Se Acea non interverrà entro i 3 giorni indicati, quindi, verranno addebitati al gestore i danni derivanti dalla mancata erogazione ed allo stesso tempo verranno intraprese tutte le azioni legali a tutela degli interessi diffusi di cui il Comune di Cassini è portatore. Non è possibile che Acea, non solo non svolga la normale manutenzione sul tratto di rete che ha in gestione, ma addirittura non intervenga nel momento in cui si manifestano consistenti e ripetute perdite che, oltre a determinare la mancata erogazione di acqua alle utenze, determinano anche danni al manto stradale. L’ennesima dimostrazione di quanto importante sia proseguire la battaglia a tutela dell’acqua pubblica che l’Amministrazione insieme ai cittadini ed alle associazioni sta portando avanti con l’obiettivo di rendere operativo (come previsto dalla Legge Regionale 5/2014) il nuovo modello di gestione pubblica e partecipata del servizio idrico integrato”.

31 gennaio 2015 0

Assegnate le deleghe alla “Provincia”. Incarichi anche per Velardocchia e Mignanelli

Di redazionecassino1

Entra nel vivo la fase operativa della ‘Provincia di Frosinone” con il nuovo assetto creato dalla legge di riforma. Il presidente, Antonio Pompeo, ha ufficialmente provveduto distribuire le deleghe ai nuovi consiglieri provinciali, con cui gli stessi, potranno svolgere appieno il loro mandato amministrativo. Ai rappresentati di Cassino, ad Andrea Velardocchia è andata la delega alla ‘Promozione, programmazione e coordinamento del sistema integrato di interventi e servizi sociali e socio-sanitari, valorizzazione Pari opportunità, Attività in materia di Politiche migratorie, Progetti e iniziative inerenti alle Politiche Giovanili. All’altro rappresentante della Città Martire, Massimiliano Mignanelli, la competenza sul ‘Controllo dei fenomeni discriminatori in ambito occupazionale e mercato del lavoro; rapporti con l’Università, Valorizzazione formazione professionale e formazione continua. Obbligo formativo e Agenzia di Formazione’. Le restanti competenze sono state suddivise fra Domenico Alfieri, responsabile per la Valorizzazione beni culturali, iniziative turistiche, sport e tempo libero. Ad Andrea Amata, la Promozione, coordinamento e realizzazione di interventi nel campo economico e produttivo. GermanoCaperna, A.I.A, Energia, Rifiuti, Tutela Acque, Valorizzazione patrimonio immobiliare, Programmazione in materia di istruzione secondaria. Vittorio Di Carlo, si occuperà di Programmazione opere pubbliche e infrastrutture, Valorizzazione Immobili scolastici. Danilo Magliocchetti, invece, dirigerà il Coordinamento dei lavori delle sedute del Consiglio, Pianificazione del territorio a scopo agricolo e ittico-venatorio, Tematiche attinenti la caccia e la pesca, rapporti con ATC Fr1 e ATC Fr2. Agriturismi; Raccordo con i Comuni e con la Prefettura, raccolta e aggiornamento dati in tema di protezione civile per la supervisione e la prevenzione delle situazioni di rischio, di soccorso alla popolazione di superamento dello stato di emergenza, Politiche della sicurezza. A Gianluca Quadrini, la Pianificazione territoriale provinciale di coordinamento, Valorizzazione Risorse idriche, razionalizzazione e controllo società partecipate, mentre Massimiliano Quadrini, sarà responsabile per l’Ottimizzazione interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria della rete stradale di competenza provinciale. La vicepresidenza è stata affidata al consigliere Andrea Amata. “Dopo il necessario, sereno e leale confronto con le forze politiche che hanno sostenuto la mia elezione alla carica di Presidente della Provincia e l’importante passaggio dell’approvazione dello Statuto che recepisce e adegua la macchina amministrativa alle disposizioni del legislatore – spiega Pompeo – ho provveduto a firmare i decreti di delega ai consiglieri provinciali. Un passaggio più formale che sostanziale, visto che comunque i consiglieri già erano pienamente legittimati nel loro mandato”. “Attraverso l’assegnazione formale delle deleghe – ha sottolineato il Presidente – si ottimizzerà l’azione e la gestione dell’Ente, favorendo una più ampia e fruttuosa collegialità, necessaria rispetto alle tante problematiche che deve affrontare la Provincia di Frosinone, in particolare in un momento storico di passaggio come quello di cui siamo protagonisti e per il quale stiamo cercando di operare al meglio proprio per dare piena attuazione alla riforma, chiedendo nel contempo al Governo garanzie sulle funzioni da gestire e sui fondi necessari ad operare. Un risultato importante, non trascurabile- ha concluso Pompeo – e di cui va dato atto a questa amministrazione, impegnata ogni giorno, con responsabilità, nel difficile lavoro di costruzione di un nuovo sistema di governo del territorio”. F. Pensabene