“Gli eventi di fine ‘700 nell’Alta Terra di Lavoro”, domani alla Sala Restagno

“Gli eventi di fine ‘700 nell’Alta Terra di Lavoro”, domani alla Sala Restagno

16 gennaio 2015 0 Di redazionecassino1

“Sabato avremo l’occasione di ripercorrere la storia che ha caratterizzato il nostro territorio e Cassino nel periodo in cui la città faceva parte del Regno di Napoli.” Con queste parole l’assessore alla cultura, Danilo Grossi, ha presentato il convegno dal titolo “Il 1799 in alta Terra di Lavoro. Gli eventi che sconvolsero il Lazio meridionale” che si terrà sabato 17 gennaio a partire dalle ore 16.30 presso la Sala Restagno del Comune di Cassino. “Quello di sabato – ha continuato Grossi – è un appuntamento importante che ci permetterà di rievocare gli accadimenti connessi alla nascita e al dissolvimento della Repubblica Napoletana nel corso del 1799, considerando, in particolar modo, le vicissitudini della popolazione del Lazio meridionale che, in quel frangente, ebbe a subire patimenti inenarrabili da parte dei soldati giacobini che, scappando dal Napoletano incalzati dalle masse della Santa Fede del Cardinale Ruffo, si dirigevano verso Roma e il nord d’Italia. Come è noto, infatti, nel 1799 Cassino (all’epoca San Germano) venne occupata dalle truppe di Napoleone. Ne scaturì un periodo di forti scontri che riguardarono proprio il nostro territorio, con le truppe francesi che, ritirandosi da Napoli, devastarono i territori che erano stati occupati dagli oppositori, tra cui anche la città di Cassino. Un punto di vista diverso, dunque, da quello solitamente privilegiato dalla cosiddetta storiografia ufficiale, poco conosciuto e, soprattutto, poco indagato. Un appassionante convegno a cui avremo la possibilità di assistere grazie all’impegno di Claudio Saltarelli e Claudio Evangelista che hanno proposto ed organizzato l’iniziativa di sabato. Un evento di carattere nazionale che riguarda la nostra terra e che vedrà tre distinte relazioni illustrate dal giornalista Fernando Riccardi, da Edoardo Vitale, magistrato e diretto de ‘L’Alfiere’ e da Pietro golia, editore di Controcorrente.”