Giorno: 17 febbraio 2015

17 febbraio 2015 0

Proiettile della II Guerra Mondiale rimosso dal Genio Pionieri

Di redazionecassino1
(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({ google_ad_client: "ca-pub-3708340944781441", enable_page_level_ads: true });

Un proiettile risalente alla II Guerra Mondiale è stato rimosso questo pomeriggio dal 6° Regimento Genio Pionieri di Roma a Colle San Magno, in via Di Sotto. L’ordigno, ancora attivo, è stato identificato come proiettile del tipo He sicuramente risalente all’utimo conflitto. Sul posto oltre agli artificieri anche i carabinieri di Roccasecca e un’ambulanza della Croce Rossa, tutti coordinati dal M.llo Donato Bottone. Soddisfazione per la riuscita dell’operazione è stata espressa dal sindaco Antonio D’Adamo che ha elogiato la professionalità dei componenti del Genio Pionieri impegnati nel disinnesco del ordigno e l’ottim assistenza degli operatori sanitari e degli uomini dell’Arma.

17 febbraio 2015 0

Il museo di Winterline, premiato a Washington dal Parlamento Usa, sfrattato a Venafro dall’Ater

Di admin

La storia dell’associazione Winterline Venafro nasce dall’amicizia di Renato Dolcigno e Luciano Bucci che, fin da adolescenti, hanno condiviso una passione unica ed originale che li ha portati a conseguire un importante obiettivo, quello di creare la prima mostra storico-militare permanente denominata Winterline, riguardante gli eventi bellici che hanno interessato il comune di Venafro e le terre limitrofe. Durante questi anni di avventure e ricerche, i due promotori dell’iniziativa incontrano Donato Pasquale, altro socio fondatore dell’associazione, con il quale riescono a completare una collezione degna di un museo Nazionale, composta da reperti unici ed originali, tutti rinvenuti nella zona che va da Venafro alle vicine Mainarde. Chi visita il Museo della Winterline viene di colpo avvolto dalle storie umane nate e spesso finite durante quei tragici giorni di settant’anni fa. Il museo non solo custodisce e lascia vedere i reperti bellici, ma con grande umanità, racconta la vita di quei giorni, vissuti con forza e dignità dalla popolazione civile. Il materiale esposto nella mostra infatti è di proprietà di Luciano Bucci, Renato Dolcigno e Donato Pasquale che, oltre al recupero ne hanno curato gratuitamente il restauro, la catalogazione e la tutela. Di fatto dunque esiste a Venafro un Museo della II Guerra Mondiale creato e gestito dall’associazione “Winterline Venafro”. Da anni è punto di riferimento per studiosi, veterani, Associazioni combattentistiche e semplici curiosi. Tra i recenti risultati ricordiamo che Winterline di Venafro è stata ospite presso il Campidoglio di Washington, sede del Parlamento degli Stati Uniti d’America, che il 3 febbraio, per i sacrifici e le operazioni svolte durante la Seconda Guerra mondiale, ha conferito la medaglia d’oro al valore alla First Special Service Force, un’unità mista composta da americani e canadesi che fu impiegata in missioni ad alto rischio anche nel territorio intorno Venafro. Il conferimento di questa medaglia è il risultato di molti anni di raccolta informazioni e analisi delle stesse. L’associazione Winterline Venafro onlus avendo contribuito a questo processo di memoria collettiva e per il suo impegno, ha meritato l’invito ufficiale del Congresso a presenziare alla cerimonia con l’associazione dei Veterani della First Special Service Force. Ma, mentre tale eccellenza del territorio viene sottolineata e gratificata negli Stati Uniti,si viene a conoscenza da parte del presidente dell’associazione, Dott. Luciano Bucci, che, a seguito di una nota dello IACP Molise, il 23 febbraio i locali adibiti a museo dovranno essere sgomberati. Le motivazioni sono dirette e caustiche : risparmio e contenimento della spesa pubblica al fine di valorizzare i beni dello IACP, tra i quali il Palazzo De Utris, sede del Museo Winterline.

”Se mi costringerete ad uscire, mi chiuderò dentro il Museo- ha dichiarato il Dott. Luciano Bucci- Ma non per spirito di opposizione o rivoluzionario, semplicemente sono nell’impossibilità materiale di muovermi. Perché non si possono trasferire armi e reperti bellici, stante anche particolari leggi che tutelano la pubblica incolumità. In passato sono stato pure convocato in Procura, per rassicurare su ogni aspetto di sicurezza e di legalità”. Bucci ha anche specificato che in sette anni, il Museo ha raccolto oltre 10mila visitatori. Oltre ad alti rappresentanti di enti ed istituzioni, tra cui il console francese a Napoli ed il prefetto di Isernia. Tutti rimasti semplicemente ammirati da tanta e complessa ricerca storica, che rende il Winterline un Museo della II Guerra Mondiale, praticamente unico in Italia. Purtoppo oggi, ad una settimana dallo sfratto, l’Associazione Winterline attende ancora risposta dagli enti regionali e provinciali circa il destino di una delle più importanti realtà che mantiene viva la memoria storica … praticamente a costo zero per la collettività.

Foto per gentile concessione dell’Associazione Winterline.

17 febbraio 2015 0

Un “sì” a tre, nel giorno più bello insieme all’amico più fedele

Di admin

Il matrimonio è la festa di entrambe le famiglia degli sposi; cani compresi. E’ su questo convincimento che Elisa Guadarelli, 30 anni di Roma, ha basato la sua attività professione. E’ nato così il primo servizio di wedding dog sitter italiano (http://www.weddingdogsitter.com). “Faccio in modo che il miglior amico dello sposo o della sposa possa partecipare all’evento come un qualsiasi altro invitato. Ma non solo, nel servizio è compreso anche quello fotografico realizzato, però, dal punto di vista del cane, alla sua altezza”. Il settore in cui la giovane imprenditrice si è affermata è in continuo sviluppo e le richieste arrivano da tutta la Penisola. “Ho capito che mancava questa figura al mio matrimonio – racconta Elisa che è proprietaria di quattro cani e un gatto – ho cercato qualcuno che potesse far partecipare i miei amici alla festa ma ho trovato qualcosa di utile per le mie necessità solamente in Inghilterra. Ovviamente ho dovuto desistere, ma dopo, ho deciso di colmare quella lacuna”. La sua intuizione, soprattutto dal punto di vista lavorativo, è stata vincente dato che in tre anni, ha ‘accompagnato all’altare’ con i loro cani, ben 83 coppie. Una cosa è certa, Elisa, nel suo lavoro, non fa differenze tra razze. “Mi capita di tutto, dai Chihuahua di un chilo al Bovero Bernese di 60 chili. Devo dire, però, che più sono piccoli e più è complicato tenerli a bada. Una volta ho accudito e fatto compagnia anche ad un Dago Argentino sordo. La padrona lo aveva salvato dai combattimenti illegali e praticamente non sentiva nulla”.

I suoi clienti, per lo più, sono le spose. “Mi capita anche di essere chiamata dagli uomini, ma sono maggiormente le donne a volere che i loro amici partecipino al matrimonio”. Ed ecco che le richieste dei servizi di Elisa arrivino dalla Sicilia, dal Trentino, anche da Napoli ma soprattutto da Roma dove abita. “In un anno – dice – ho percorso con l’auto per lavoro circa 60 mila chilometri”.

Nel giorno più bello e più costoso, il servizio per renderlo piacevole anche al familiare a quattro zampe ha un costo base di circa 700 euro escluse le spese di trasferta. Nella cifra è compreso il servizio fotografico digitale. Ma come si svolge la sua giornata lavorativa?

“Arrivo quando la sposa inizia a prepararsi – spiega -, quando si è nella piena confusione tra parrucchieri, estetisti, fiorai, fotografi, gente che va e viene e tolgo il cane da quella situazione di stress evitando che si innervosisca rovinandosi la festa. Insieme aspettiamo il momento fatidico in pieno relax magari preparandolo alla cerimonia. Non mi presto a ridicolizzare l’animale con vestiti o improbabili accessori, al massimo un papillon o un particolare assolutamente discreto. Mi è capitato più volte che gli sposi abbiano chiesto che il cane portasse le fedi all’altare e ciò è avvenuto senza problemi. Ho preparato una mantellina legata al collo e sulla schiena aveva assicurato gli anelli. Sì, sono stati quelli attimi toccanti quando in chiesa il cane, riconosce sull’altare la padrona, le è andata incontro portando inconsapevolmente anche le fedi. Un altro momento bello è quello in cui la sposa, dopo la cerimonia, riesce a trovare un istante per liberarsi dalla stretta di amici e parenti, per correre a salutare il suo amico che l’aspetta scodinzolando”.

Ovviamente per lui il menù è diverso dagli altri invitati. “Ho la lista delle cose che può mangiare e, mentre gli altri banchettano, io mi occupo di lui arginando, e questo è il difficile, i bambini che vorrebbero giocare con lui torturandolo o infastidendolo. Cerco di mantenerlo tranquillo in maniera che partecipi alla festa senza avere problemi e senza che ne dia. Per questo individuo delle aree in prossimità del luogo della cerimonia dove portarlo a giocare e dargli lo sfogo che gli serve in modo che non si innervosisca nei momenti più critici”.

Un servizio che certamente lascia traccia. “Per tutta la cerimonia, un fotografo accompagna il cane in ogni momento realizzando foto alla sua altezza. Un servizio fotografico fatto dal suo punto di vista, ciò che il cane vede, ma anche quello che fa. Accompagniamo gli sposi quando si allontanano per fare le foto e ne realizziamo di nostre in maniera che si integrino al servizio fotografico nuziale. Anzi, abbiamo iniziato a realizzare anche video in modo da comporre un film del matrimonio dal punto di vista del cane. In sintesi, quel giorno sono la prima ad arrivare e l’ultima ad andare via”. Di richieste strane gliene fanno tante ma a poche dice sì se non le ritiene dignitose per l’animale. “Ho un’etica molto rigida sull’atteggiamento da avere nei confronti dell’animale; mi rifiuto di fargli indossare abitini o fare loro cose strane come mettere lo smalto o colorare il pelo, cose che non tengono conto della sua dignità”.

Di momenti particolarmente significati Elisa ne ha vissuti tanti e ne ricorda uno con particolare simpatia: “Durante il rito civile all’americana, all’esterno, quando la coppia ha pronunciato il ‘Si, lo voglio’, anche il cane ha abbaiato. Lo abbiamo interpretato tutti come un terzo sì ed un consenso pieno”.

Ermanno Amedei

17 febbraio 2015 0

Oltre 7 milioni di giocattoli e maschere di canrevale non sicuri sequestrati a Roma

Di admin

“Mondo Cina”: un articolo per tutte le stagioni. Se a fine anno ci sono le luminarie, in estate gli orologi da spiaggia e gli occhiali da sole, il primo giorno di scuola gli articoli di cancelleria, a Carnevale non potevano mancare gli abiti e le maschere. L’obiettivo era quello di invadere i mercatini dell’Esquilino e di San Lorenzo, offrendo alle tante famiglie che, in tempi di crisi, cercano di fare divertire i propri figli “facendo quadrare i conti”, prodotti non conformi agli standard di sicurezza. Proprio “battendo a tappeto” i mercatini rionali, con la collaborazione della Polizia Locale del II Municipio, i Finanzieri del Comando Provinciale di Roma, grazie ad un’efficace controllo del territorio, hanno sequestrato 7.762.920 maschere, trucchi e giocattoli, tutti privi dei necessari certificati di conformità stoccati in depositi ubicati nel “quadrilatero del falso” – tra via dell’Omo, via Muraccio di Rischiaro, via Prenestina e via della Cisternola – nella periferia orientale della Capitale. Alcuni prodotti erano sprovvisti della relativa marchiatura “CE” mentre altri presentavano la grafica “CE” difforme da quella prescritta dalla normativa comunitaria, idonea ad ingannare il consumatore finale sul possesso dei requisiti prescritti in tema di sicurezza. Come accade per qualsiasi prodotto contraffatto non conforme agli standard di sicurezza anche in questo caso a rimetterci sarebbero stati i consumatori. Ulteriori 15.000 costumi di carnevale contraffatti di noti personaggi “Disney” sono stati sequestrati dai militari del Gruppo di Fiumicino che, partiti da un controllo di routine, hanno sviluppato l’intera “filiera” della distribuzione, arrivando – su delega della Procura della Repubblica di Civitavecchia – sino ai depositi dell’hinterland partenopeo, dove gli articoli erano già pronti per essere immessi sul mercato. La merce sequestrata avrebbe fruttato all’organizzazione oltre 35 milioni di euro. Sei persone, tra cui cinque cinesi ed un italiano, sono state deferite alla locale Autorità Giudiziaria e segnalati alla Camera di Commercio per le sanzioni amministrative previste in tema di “made in Italy” e di marchiatura “CE”. Sono in corso di esecuzione le analisi di laboratorio, volte ad accertare la presenza di agenti tossici e/o pericolosi per la salute.

17 febbraio 2015 0

Cafè Retrò Aquino prosegue la sua fuga

Di redazionecassino1

Prosegue, dopo la 20a giornata, la marcia sempre più solitaria di Cafè Retrò Aquino in vetta alla classifica del girone ‘A’. la formazione aquinate, dopo la vittoria ottenuta sul campo di Acquafondata per 0 a 3, si porta a quota 50 punti ad undici lunghezze di vantaggio su Professional Service. La formazione cassinate vince di misura, 0 a 1, il derby contro Tecnocasa Cassino. Sale in classifica l’altra formazione di Aquino, gli Amatori che hanno ragione del Cenceglie Sora (nella foto) per 3 a 1, mentre rimane aa quota 36 punti la Sangemanese Piedimonte battuta dal Terelle per 3 a 0. Vittoria esterna anche per i Corsari Colfelice, 1 a 2, sul terreno degli Isotopi Pontecorvo. Sarà scontro diretto fra Cafè Retrò e Professional Service a sancire se la capolista potrà ‘prendere il volo ’ verso la vittoria finale del torneo. Pareggiano le due contendenti al titolo, nel girone ‘B’, Cassino Ovest Doc che non va oltre il pareggio, 2 a 2, contro San Giorgio e la Longobarda che si ferma sul terreno degli Amatori Calcio Piedimonte per 1 a 1. Non muta, quindi, la classifica nelle posizioni alte dove a quota 47 rimane la formazione di Losani, mentre a sei lunghezze insegue la Longobarda. Coreno divide la terzo posizione a quota 35 con Rinascita dopo la vittoria, 3 a 1, ottenuta proprio nello scontro diretto la formazione di Monticelli. Vittorie esterne per le due capolista del girone ‘C’, Amatori Rocca D’Evandro, che batte, 0 a 3, Guaranà Caffè e Tibia e Peroni che ha la meglio sui padroni di casa della Cooperativa Arca per 1 a 2. Terza posizione per Pietravairano che batte, 1 a 3, Amatori Pignataro, mentre il derby campano fra Atletic Mignano e Atletico Marzano Appio se lo aggiudicano gli ospiti di Marzano per 0 a 2. Nel girone ‘D’ solo quattro punti separano la capolista Yammo.it, che supera 0 a 3 il Caffè del Corso, da La Ferrara che ha la meglio, 5 a 2, nel match che la vedeva opposta al Cerreto. Resta da recuperare l’incontro fra Vairano Scalo e Niemoslive che potrebbe portare la formazione campana ad unna diversa posizione in classifica. F.Pensabene