La vergogna dei tifosi del Feyenoord, la “Barcaccia” danneggiata su danni già esistenti

La vergogna dei tifosi del Feyenoord, la “Barcaccia” danneggiata su danni già esistenti

20 febbraio 2015 0 Di admin

L’eco delle gesta scellerate degli “sportivi” del Feyenoord a Roma non si è ancora spento ma nel frattempo si raccolgono i cocci e… qualche riflessione.
Il Soprintendente di Roma, dott,Claudio Parisi Presicce nelle prime dichiarazioni a caldo e dinanzi la scultura seicentesca del Bernini, denominata la Barcaccia, è stato di una chiarezza fulminante: io faccio il Sovrintendente e penso al patrimonio culturale… quindi non parlo di sicurezza pubblica. Dunque, ritornando al merito dei fatti di Piazza di Spagna, va sottolineato come, l’uso dei danni al patrimonio dei beni culturali, rischia di far scivolare in un confuso e generico crogiolo emotivo, civile e culturale la presenza di dissennati tifosi in preda all’euforia da curva e d’alcol che, senza alcun senzo civico, hanno deciso di agire indistrurbati prima di nascondersi negli spalti dello stadio. Nessuno mette in dubbio che centinaia di scellerati hanno attraversato Roma e a più riprese creato situazioni spiacevoli e degradanti – minacce ai cittadini, orinate al cielo e sbronze incontrollate con tanto di lancio di bottiglie. Nessuno mette in dubbio che, in qualsiasi posto ove vi si rapportino più e tanti individui, chi starnazza e danneggia i patrimoni – privati, pubblici, culturali, religiosi, etc. – non debba avere la possibilità di girare liberamente. Ma ad onor del vero va detto che nella giornata di ieri una statua, non una fontana, ma una STATUA pensata, ideata e progettata da Gian Lorenzo Bernini uno degli architetti più importanti del barocco romano, ha rischiato seriamente di finire in frantumi per l’idiozia dei pochi neuroni che circolavano nelle troppe teste olandesi. Ma ad onor del vero va precisato che il danno – ovvero la porzione di travertino fratturatosi dalla vasca superiore della Barcaccia – si è verificato ove già vi era una grossa lacuna dell’orlo originario della vasca. Possiamo dire che la sorte ha fatto si che le bottiglie non si infrangessero ove il marmo era più fragile ed integro. Le immagini precedenti l’assalto olandese di fatto già testimoniano una irregolare forma della vasca nella parte che affaccia su via dei Condotti. Per concludere, va detto agli olandesi ancora vittime della sbornia ed al resto dell’umanità che il nostro fragile e già “fratturato” patrimonio culturale non solo non è da blindare ma tanto meno un posto dove brindare!