Mese: marzo 2015

31 marzo 2015 0

Bar e tabacchi di Alatri evade al fisco 18 milioni di euro

Di admin
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Una meticolosa indagine condotta dai militari della Tenenza della Guardia di Finanza di Fiuggi, nata a seguito della constatazione di alcune irregolarità nella emissione degli scontrini fiscali, ha permesso di far emergere una maxi frode fiscale di oltre 18 milioni di euro, realizzata da due ciociari, grazie alla sistematica e pluriennale omissione della presentazione della dichiarazione dei redditi.

Una maxi frode fiscale da 18 milioni di euro è stata scoperta a Fiuggi indagando sgli scontrini rilasciati da una attività di bar e tabacchi di altri. I responsabili dell’evasione fiscale sarebbero due persone, un 70 e 40 anni, che l’avrebbero realizzata secoindo gli investigatori creando ditte e società ad hoc, cui ricondurre la gestione di singole attività commerciali. Sono state così costituite 4 società di gestione e 3 ditte individuali, che formalmente gestivano le diverse attività (giochi, monopoli, tabacchi, bar, pasticceria) esercitate presso 3 esercizi commerciali di Alatri ed uno di Frosinone. Nonostante l’emissione di scontrini ai clienti per non destare sospetti, sarebbero state omesse le dichiarazioni al fisco degli ultimi 10 anni di attività.

Complessivamente sono stati recuperati a tassazione 16 milioni di euro di ricavi mai dichiarati e contestate violazioni in materia IVA per oltre 2 milioni di euro.

I due responsabili sono stati denunciati alla Procura della Repubblica di Frosinone per reati tributari di evasione fiscale ed occultamento delle scritture contabili.

rmd

31 marzo 2015 0

Macabro ritrovamento a Latina, ossa umane affiorano da canale

Di admin

Diverse ossa, presumibilmente umane, sono state ritrovate questa mattina a Latina Scalo in Via delle Industrie. A trovarle è stato il proprietario di un terreno nelle adiacenze di un canale di scolo. L’uomo ha quindi chiamato i carabinieri e sul posto è intervenuto, per i rilievi tecnici, personale Arma del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo di Latina e del NORM della Compagnia. Il materiale repertato, è a disposizione dell’Autorità Giudiziaria, verrà studiato nei laboratori scientifici dell’Università di Roma-Tor Vergata, per stabilirne epoca del decesso e sesso.

31 marzo 2015 0

Finisce l’era della psichiatria giudiziaria, inizia quella della sicurezza sanitaria, il Ministro Orlando inaugura il Rems di Pontecorvo

Di admin

Coincideva oggi la data ultima per la chiusura degli Ospedali psichiatirci Giudiziari (Opg) e l’apertura delle Residenza per le esecuzioni della misura di sicurezza sanitaria (Rems). A Pontecorvo la prima struttura inaugurata nel Lazio, una delle poche che in Italiua rispetta i termini di legge. All’inaugurazione della struttura pontecorvese, oltre al presidente della Regione Zingaretti, è intervenuto anche il ministro della Giustizia Andrea Orlando. “Abbiamo reso giustizia  – ha detto il ministro – a persone internate non per ragioni di pericolosità sociale ma unicamente perchè non si sapeva dove collocarli e per questo venivano dimenticati senza che nessuno ne seguisse le condizioni. Abbiamo così costruito cifra di civiltà più alta per il nostro Paese. Alla politica dico di non speculare su questi passaggi. È facile dire che si liberano persone pericolose ma non è vero. Non significa che queste strutture non abbiano strumenti di sicurezza che associno sicurezza alla cura. Queste persone arriveranno nelle Rems dietro il parere di un medico e di un magistrato che ne valuterà la pericolosità e l’idoneità ad essere ospitato in una Rems. Polemizzare significa incrudelirsi verso queste persone e non contro il Governo”.

Zingaretti: “Lazio contribuisce a cancellare vergogna”

   

“Abbiamo contribuito a ristabilire il diritto della parità umana – ha detto Zingaretti – Sono contento perchè il Lazio contribuisce a cancellare vergogna italiana”.

Il Prefetto Zarrilli: “Rems è obiettivo sensibile e sorvegliato con discrezione”

Presente anche il Prefetto di Frosinone Emilia Zarrilli “È una cosa importante e speriamo che funzioni. Abbiamo messo a disposizione tutte le risorse a nostra disposizione per raggiungere l’obiettivo. Per la prima volta è avvenuto che a rispettare le regole siano state per prima le istituzioni. E questo è buon esempio per cittadini”. Lo ha detto il Prefetto di Frosinone Emilia Zarrelli che ha aggiunto: “Le detenute continueranno a scontare pena in un contesto sanitario. Compito del prefetto è assicurare che dentro e fuori non accadano cose strane. La Rems è obiettivo sensibile per cui le forze dell’ordine avranno da svolgere controlli anche se a distanza e discreti”.

Quattro strutture Rems nel Lazio, per 79 assistiti

La prima fase del Progetto Rems prevede attivazione di quattro sedi provvisorie, Pontecorvo, solo femminile con disponibilità per 11 posti. Seguiranno Ceccano, 20 posti entro Aprile; Subiaco, altri 20 posti, Palombara Sabina, 28 posti. Complessivamente le strutture accoglieranno 68 uomini e 11 donne e vi lavoreranno 132 operatori tra medici psicologi infermieri, personale ausiliario e amministrativo. La seconda fase, invece apriranno i tre rems definitivi che saranno Rieti, per donne, e Ceccano e Subiaco per uomini.

Non più cella, ma ospedale “rinforzato”

In una stanza della Rems sono presi particolari accorgimenti. Innanzututto le inferriate alle finestre  e le stesse finestre che non pèosso essere aperte. Le stanze delle degenti, inoltre, sono bonificate da qualsiasi oggetto che può essere usato per autolesionismo. Il letto è un monoblocco con il comodino che, insieme, è ancorato al pavimento e al muro. Così l’armadio e il tavolo. Il bagno ha lo sciacquone blindato, lo specchio incastrato nel muro, e tutte le prese elettriche sono rese sicure.

Ermanno Amedei

31 marzo 2015 0

Aggrediscono un coetaneo per rubargli il cellulare: fermati quattro minori di origine egiziana

Di redazionecassino1

Sono le 16.30 di ieri quando un sedicenne di nazionalità egiziana si presenta presso il Posto Polfer di Cassino e chiede aiuto ai poliziotti presenti. Racconta di essere da poco stato picchiato e derubato del proprio cellulare ad opera di altri quattro giovani connazionali. Viene immediatamente diramata agli operatori della Polizia di Stato presenti sul territorio la nota di ricerca dei quattro, sulla base della descrizione dettagliata fornita dalla vittima. E’ una pattuglia delle Volanti che intercetta in una strada adiacente la stazione ferroviaria i quattro giovani, i quali vistisi ormai scoperti si allontanano di corsa lungo le strade cittadine. Gli agenti riescono a bloccare due dei fuggitivi mentre i restanti riescono, per il momento, a dileguarsi. Si torna sul luogo dell’aggressione dove gli investigatori acquisiscono le immagini riprese dalle telecamere poste all’interno ed all’esterno della stazione ferroviaria. Immagini dure che mostrano un’aggressione violenta fatta di calci pugni e testate nei confronti del malcapitato, costatagli 15 giorni di prognosi per le lesioni riportate. Proprio quei fotogrammi ed ulteriori riscontri investigativi consentono, di li a poco, di individuare e poi rintracciare anche gli altri due fuggitivi. Gli aggressori, due dell’età di quindici anni e due di sedici, ospiti presso una casa famiglia del frusinate, dopo essere stati tutti sottoposti a fermo di polizia giudiziaria sono stati accompagnati presso un Centro di Accoglienza della Capitale.

31 marzo 2015 0

Con un Suv rubato sperona l’auto della Polstrada in A1 e riesce a dileguarsi. Feriti gli agenti

Di redazionecassino1

Nell’ambito dei servizi di vigilanza e prevenzione disposti in A1, la scorsa una pattuglia della Sottosezione Polizia Stradale di Frosinone notava transitare un Suv Range Rover con una sola persona a bordo e con il finestrino lato guida aperto. Insospettiti dal vetro aperto, gli agenti decidevano di procedere al controllo del veicolo, ma il conducente invece di fermarsi all’Alt, aumentava la velocità, dandosi alla fuga cercando così di seminare la pattuglia zigzagando lungo le corsie creando pericolo all’utenza nonostante a quell’ora ci fosse una fitta nebbia. Gli uomini della Polstrada richiedevano l’ausilio di un’ulteriore pattuglia, ma il fuggitivo notando la presenza di altro veicolo Polizia, speronava la pattuglia inseguitrice che andava ad impattare contro un manufatto in cemento. Il conducente del suv abbandonato il mezzo riusciva dileguarsi nella campagna adiacente, mentre gli operatori della Polizia Stradale benché feriti si adoperavano per la messa in sicurezza della circolazione. Quest’ultimi hanno riportato ferite, per fortuna lievi, mentre l’auto di servizio è risultata gravemente danneggiata. Sull’episodio sta indagando la squadra di Polizia Giudiziaria della Sottosezione Polizia Stradale di Frosinone al fine di accertare chi fosse alla guida dell’auto risultata rubata a Roma. A bordo della stessa è stato rinvenuto un jammer, un’apparecchiatura usata per disattivare gli antifurto satellitari.

31 marzo 2015 0

“A chi la dà e a chi l’apprumett” torna con successo la farsa napoletana al Manzoni

Di redazionecassino1

La farsa napoletana scritta da Anna De Santis e diretta dal M° Antonio Lauritano ha incantato e ottenuto uno strepitoso successo ieri sera al teatro ‘Manzoni’ di Cassino. Ironia e leggerezza della farsa musicale, in un’ora e mezza di spettacolo tra battute esilaranti e applausi compiaciuti del pubblico, A chi la dà e a chi l’apprumett non ha deluso le aspettative della Compagnia del Centro Universitario Teatrale di Cassino ma soprattutto quelle della platea. Semplice e spiritosa, piccante ma mai volgare, che ha colorato e inaugurato la primavera del Cut. Rispolverata dopo le scarse rappresentazioni degli ultimi decenni, il genere della farsa, tipico del teatro di fine ottocento, ha così ritrovato il giusto vigore e quello spirito vivace animato dai dialoghi in dialetto napoletano, dalle battute incalzanti dei protagonisti in scena, dalle musiche dal vivo del coro del corso di Canto Scenico e per Musical del Cut. “Non ci aspettavamo questo calore e questo successo” ha commentato Anna De Santis a fine spettacolo tra gli applausi e i sorrisi del pubblico, attento e interessato già dalle battute iniziali del primo atto. Stanca dopo la full immersion degli ultimi giorni di prove e commossa dall’alto gradimento del pubblico, l’autrice ha espresso chiaramente la propria soddisfazione per il successo dello spettacolo reso possibile dalla partecipazione di tutto il cast artistico. Dopo novanta minuti di esecuzioni musicali al pianoforte rigorosamente dal vivo, il maestro Lauritano, che ha magistralmente animato e accompagnato l’intera serata teatrale, ha ritrovato, ancora una volta, il consenso degli spettatori. Il suo contributo è stato prezioso e notevole, soprattutto nel rendere le scene complete e armoniche, in una perfetta successione dinamica, attualizzando in piccola parte, peraltro, il testo teatrale rispetto alla realtà di Cassino. “Abbiamo deciso di istituire un vero e proprio corso dedicato alla farsa teatrale, che possa sia riportare in scena le rappresentazioni antiche della tradizione napoletana sia dare spazio alle nuove con soggetti e dialoghi inediti” ha annunciato il direttore artistico del Cut, Giorgio Mennoia, che ha così manifestato pubblicamente l’intenzione di “programmare l’inizio del nuovo filone di studio e preparazione artistici già dal prossimo ottobre”. Il successo di A chi la dà e a chi l’apprumett rappresenta, quindi, l’avvio di un nuovo interessante ciclo formativo che andrà ad arricchire ulteriormente l’offerta didattica del Cut. Il cast di attori ha dimostrato non solo grandi doti artistiche e interpretative ma anche la capacità di mantenere alta l’attenzione del pubblico senza abbassare mai il livello di caratterizzazione dei personaggi portati in scena, nonostante l’incalzare serrato di situazioni e dialoghi. Ogni singola parte recitata ha trovato la giusta espressione negli interpreti scelti e preparati dal regista e dall’autrice, tale che la corrispondenza tra voce, viso e personificazione dei personaggi della farsa è risultata adeguata oltremisura. La partecipazione del coro è stata importante e molto apprezzata, e ha contribuito a colorare e scaldare l’atmosfera del Teatro Manzoni dando, così, la possibilità ai 20 elementi in scena di esibirsi dopo la lunga preparazione artistica effettuata nell’anno accademico in corso. Le protagoniste femminili Leda Panaccione e Martina Miele, rispettivamente donna Lucia e donna Carmela, hanno saputo dare un sapore speciale e impeccabile all’intero spettacolo, con il giusto mix di ironia, fascino, complicità e precisione nel ritmo interpretativo. La presenza scenica e la comicità di Gaetano Franzese, alias don Gennaro detto “il cazzone”, hanno ammaliato ancora una volta il pubblico senza minimamente deludere le aspettative. Marco Manuel De Rosa, Massimo Nese e Gianni Valente (rispettivamente nel ruolo di don Salvatore, Luigi e Gigino) hanno saputo dare il giusto tocco ingenuo, grottesco, divertente al limite del ridicolo, come da copione, a tutto il parterre artistico maschile. Non poteva mancare il cammeo dell’autrice Anna De Santis, in scena nel secondo atto, con grembiule e crestina nel ruolo della fidata e scaltrissima cameriera Filomena. “Il Centro Universitario Teatrale di Cassino festeggia con grande soddisfazione il successo della farsa napoletana riscosso al Manzoni – sottolinea Marco Mattei, responsabile del Cut e aggiunge che – il consenso e la soddisfazione degli oltre seicento spettatori presenti in sala non potevano essere ignorati ma, anzi, registrati e raccolti con la promessa di tornare presto in scena con una nuova farsa teatrale ancora una volta in sapor di Scarpetta”.

31 marzo 2015 0

Nuova generazione di spacciatori alla conquista della “piazza” di Cassino

Di admin

Sarebbero le nuove generazioni dello spaccio quelle che da alcuni mesi si stanno contendendo la piazza di Cassino. Anche questo è emerso dalla conferenza stampa che si è tenuta questa mattina presso il comando provinciale dei carabinieri di Frosinone in seguito all’operazione antidroga svolta dai carabinieri della Compagnia di Cassino e del reparto operativo di Frosinone. Con gli arresti di questa mattina, tutti campani, è stato completato il lavoro iniziato già due anni fa con gli arresti degli spacciatori locali. Quando, però, la richiesta di droga è forte, il lavoro delle forze dell’ordine, anche se fatto egregiamente come quello odierno, diventa un po’ come togliere l’acqua dal mare. Gli spazi lasciati, vengono subito ricoperti e, come nella circostanza di Cassino, contesi anche a colpi di pistola o di coltello. Siamo, quindi, ad una nuova generazione di spacciatori che non promettono nulla di buono. Il vero attacco al sistema dello spaccio, quindi, oltre a colpire chi vende, dovrebbe mirare a ridurre chi compra anche perché la droga è linfa per criminalità di ogni genere.

Er. Amedei 

31 marzo 2015 0

Dalla Spagna a Cassino, arrestati i manager campani del narcotraffico

Di admin

Tutti campani i “manager” della droga arrestati questa mattina dai carabinieri della compagnia di Cassino e dai loro colleghi del nucleo investigativo di Frosinone. Sono sedici le ordinanze, di cui 15 eseguite su ordine della Dda di Napoli con cui è stata sgominata una organizzazione malavitosa dedita al traffico internazionale di droga e che riforniva oltre a varie piazze della Campania, anche quella di Cassino. “La droga arrivava dalla Spagna attraverso la Francia – ha detto il colonnello Giuseppe Tuccio nel corso della conferenza stampa di questa mattina al comando provinciale di Frosinone – e poi smistata anche a Cassino da dove, due anni fa, sono partite le indagini. Una indagine complessa, lunga e difficile per la cui ottima riuscita siamo molto soddisfatti. Ringrazio perciò tutto il personale che con grandi sforzi, è riuscito a raggiungere questo obiettivo”. E l’obiettivo è tra quelli più importanti dato che ha portato all’arresto di 16 persone, e alla denuncia di altre cinque che, anche se tutti campani, molti di loro conoscevano Cassino per esservi stati domiciliati. Le indagini, quindi, sul filone già scavato dall’operazione Bar dello Sport con cui i militari  sgominarono una fitta rete di spacciatori locali. “In quella circostanza sono stati trovati elementi – ha detto il Colonnello Gavazzi e il Capitano Lombardo comandati, rispettivamente del reparto operativo e del nucleo investigativo – che meritavano approfondimenti. Siamo arrivati ad arrestare i finanziatori, i corrieri e i fiancheggiatori e, seppure uno è imparentato al clan dei Nuvoletta, non si può dire con certezza che vi facesse parte. Usavano telefoni dedicati solo alle operazioni e doppi fondi che servivano per portare in Italia, attraverso la Francia, la droga caricata a Barcellona. Tra gli arrestati, vi sono infatti, commercianti di auto che fornivano i mezzi, i meccanici che provvedevano a realizzare i doppifondi, gli autisti, gli incaricati di immagazzinare la droga e quelli che riscuotevano i crediti più difficili”.

“Le indagini sono inizia a seguito dell’operazione nota come Bar dello Sport – ha detto il capitano De Luca comandante della compagnia di Cassino- e ha portato al sequestro in un caso di 210 chili di hashish”.

“E’ una organizzazione di nuova concezione quella sgominata dove non tutti i solidali si conoscevano – ha detto il tenente Massimo Esposito comandante del Norm di Cassino – La particolarità, in oltre, sta nel fatto che siamo partiti dal livello di spacco più basso per arrivare i trafficanti transnazionali, a chi li finanziava. Un lavoro certosino e complicato che ha impegnato tante risposte e per questo vanno ringraziati tutti gli uomini che hanno dato contributo all’indagine”.

Ermanno Amedei

31 marzo 2015 0

Libertà di opinione, manifesto selvaggio e black-out inspiegabile nella videosorveglianza

Di redazionecassino1

“Ogni cittadino è libero di esprimete la propria opinione con le modalità che ritiene più opportune. Un diritto che va tutelato, ma deve essere esercitato nel rispetto della legge. Ovvero in piena osservanza dell’articolo 663 del codice penale. Affiggere un manifesto fuori dagli spazi consentiti è, quindi, un reato. Da qualche tempo a questa parte nella nostra città, taluni, dal senso civico assai discutibile, in spregio ad ogni regola, hanno preso la cattiva abitudine di imbrattare con manifesti Cassino nei luoghi maggiormente frequentati. Si tratta di personaggi squallidi (ci riferisce in primis a chi li commissiona) i quali in violazione di ogni norma fanno affiggere manifesti vigliaccamente anonimi. Assodato il perpetrarsi del malcostume, l’amministrazione si è vista costretta a rivolgersi alle Forze dell’Ordine. Ancor più perché in quest’ultima occasione si è verificato un fatto strano. Nel prendere visione dei filmati delle telecamere, situate nei luoghi in cui sono stati affissi i manifesti, è emerso un buco nella registrazione. Nelle immagini si vede un muro pulito che, dopo un black out di un paio di minuti, ricompare imbrattato dai manifesti senza che si capisca chi sia stato l’autore del gesto. È ovvio che su questo bisognerà andare a fondo per capire, anche con la società che gestisce il servizio di sorveglianza, come mai si sia verificata una simile anomalia nella registrazione. Questo soprattutto perché è compito dell’Amministrazione farsi carico del decoro urbano e punire i colpevoli. Non ci sarà da meravigliarsi, forse, se i protagonisti sono proprio coloro che ogni giorno fanno del decoro urbano la propria bandiera personale. Visto che si tratta di manifesti che hanno lo scopo di infangare la figura del sindaco, infatti, è probabile che gli autori di tale scempio siano personaggi che, guarda un po’, vorrebbero diventare amministratori di questa città. Se il loro requisito è questo, povera Cassino qualora malauguratamente dovessero raggiungere il loro intento.” È quanto emerge in una nota a firma dell’Amministrazione comunale di Cassino

30 marzo 2015 0

Una roulotte per gli accampati sul lungofiume

Di admin

Arrivano dalla Polonia, vivono con pochi spiccioli e da tempo cercano di migliorare le loro vite in Italia inseguendo il sogno di un lavoro e di una vita migliore. Nel corso della loro ricerca della felicità Christophe e Roman hanno unito le loro forze e insieme sono arrivati a Cassino, una delle mete irrinunciabili per chi è nato in Polonia.

I due che non hanno fissa dimora e avevano trovato rifugio sotto un ponte in località Pescarola attirando l’attenzione dei passanti ma anche di Bruno Della Corte che ha deciso di fare del suo meglio mettendo a loro disposizione una roulotte datata ma funzionante per dare loro un tetto e un rifugio, soluzione sicuramente non definitiva ma comunque sicura rispetto a quella adottata dai due.

Christophe e Roman hanno accettato di buon grado il prestito e nel frattempo chiedono qualche lavoro di manutenzione per poter vivere un po più dignitosamente. Il ricordo della madre patria lontana è forte ma è altrettanto vivida la consapevolezza della povertà vissuta nel loro Paese che li ha spinti a cercare fortuna nell’altra Europa.

Ant. Nard.