Giorno: 8 marzo 2015

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“Mi chiamo Beba”, il romanzo del capitano Lavecchia presentato a Giulianova

Di admin
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Serata dell’8 Marzo dedicata all’arte al femminile quella dall’associazione culturale In Nome della Rosa di Giulianova (3389727534) che nei suoi locali ha accolto la seconda presentazione del libro di Palma Lavecchia “Mi chiamo Beba” edito da Infinito edizioni. Romanzo e quadri così, come a Lanciano, un connubio che si ripete anche a Giulianova e che si ripeterà ancora domani a Scerni e il 13 a Barletta.

A presentare la serata è stato Domenico Spina, il reading invece Marco Monachese. La vicenda di Beba, quindi, diminutivo di Benedetta, delle sua vicissitudini e della violenza che subiva tra le mura domestiche, si incammina su un percorso, affiancato da due assistenti sociali, di recupero della sua vita. Una storia particolarmente diffusa nell’ordinario, che racchiude le dinamiche di chi si trova a vivere violenze tra le mura domestiche. È il punto di vista di una scrittrice che nella vita è capitano dei Carabinieri e che su storie simili ha dovuto confrontarsi decine di volte. Esperienze che le hanno permesso di focalizzare tutti i passaggi, tutte le sfaccettature, tutte le gabbie che fanno di alcuni rapporti, un vero inferno. Vittima, carnefice, figli, assistenti sociali, familiari, amici e dolore, sono gli ingredienti del romanzo che rimarca due necessità: la prima quella di far aprire gli occhi alle donne, di far prendere coscienza che uno schiaffo non significa mai amore, la seconda che anche il carnefice, oltre al carcere, ha bisogno di cure. Una immagine, quella della copertina del libro, ben descrive il romanzo. Immagine realizzata da una giovane artista campana Rosaria Nastro.

Arte descrittiva, quindi, anche quella di Francesca Colacioppo, la 26enne di Lanciano che con tempera e porporina realizza quadri che ispirano simpatia. Insomma arti che vanno viste e lette.

8 marzo 2015 0

Tele e vetro, due donne e l’arte

Di redazionecassino4

Due donne, due diverse forme di arte, materiali e tecniche. Fino a domani è possibile visitare a Cassino presso Cioccolati Italiani la mostra di Anna Turro ed Anna Zygmunt. Decoratrice ed esperta di lavorazione su vetro la prima, pittrice più classica la seconda. L’esposizione riguarda quattro opere appunto su vetro di Anna Turro e quattro dipinti della collega Zygmunt. E così tra tavolette di cioccolato e tazze di pregiato thè, in questi giorni i cassinati hanno potuto ammirare le opere di entrambe. Tele con immagini quasi impalpabili, e dai colori a tratti tenui a tratti forti, per la Zygmunt, artista nata in Polonia ma da anni residente in Olanda, che in Italia ha affidato la cura delle sue mostre a Gianfranco Boi dopo aver riscosso grandi consensi in Polonia, paesi bassi ed Australia. La Turro, che è stata presente personalmente nel locale per illustrare ai visitatori il suo lavoro, ha proposto vetrate colorate e lavorate con pazienza certosina. L’artista è nata ad Atella, ma da anni è residente a Roma. Nel suo  laboratorio, oltre a creare opere di diverso genere, dalle classiche tele appunto ai lavori su ceramica e vetro, riceve anche studenti per lezioni di arte. In continua evoluzione, il suo stile è l’elaborazione del classico imperniato di novità e nozioni che le arrivano dalla frequentazione di corsi anche all’estero (come in Florida), che hanno permesso alla sua arte di evolversi e continuare a crescere, di sperimentare ogni giorno sui materiali più diversi, dalla sabbia alle pietre, fino alle stoffe. Alcune delle sue opere sono presenti su cataloghi di Arte Moderna e Over Art ed ha esposto al Museo Van Gogh di Amsterdam, come in tanti altri siti dedicati all’arte in prestigiose città italiane. Ha aperto a gennaio 2015 la sua Associazione che porta lo stesso nome del suo studio: SpazioCreaArte34.

8 marzo 2015 0

Roccasecca, una delegazione della Pontificia Università Angelicum di Roma in visita ai luoghi di San Tommaso

Di admin

Un nutrito gruppo di studenti e professori dell’Università Pontificia San Tommaso D’Aquino di Roma, l’Angelicum, hanno fatto visita nella mattinata di oggi ai luoghi natali del Sommo Dottore a Roccasecca, proprio in occasione delle celebrazioni tomistiche in corso in questi giorni. Inerpicandosi per le stradine del borgo Castello, i visitatori sono giunti fino alla Chiesa di San Tommaso sull’Asprano, la prima chiesa al mondo edificata al dottore della Chiesa nel 1325.

Accolti dal sindaco Giovanni Giorgio e dall’assessore alla cultura Alessandro Marcuccilli, i visitatori hanno potuto conoscere e apprezzare i luoghi dove nacque San Tommaso nel 1225. Non solo, ma hanno celebrato messa proprio nella chiesa posta sotto le mura del castello dei Conti D’Aquino. “Con estremo piacere abbiamo accolto la delegazione dell’Università Angelicum di Roma – ha dichiarato il sindaco di Roccasecca Giovanni Giorgio – ancora una volta la nostra città è meta di pellegrinaggi dell’importante istituto di formazione dedicato al nostro concittadino San Tommaso D’Aquino”.

“Abbiamo avuto modo di illustrare ai visitatori i luoghi di San Tommaso – ha aggiunto l’assessore Marcuccilli – oltre alla chiesa, il parco archeologico, spiegando loro della presenza di un convento domenicano nelle vicinanze della chiesa, chiuso nel XVII sec. Ci siamo lasciti rinnovando la diponibilità alla collaborazione per iniziative culturali nel nome del nostro grande concittadino”.