Giorno: 21 marzo 2015

21 marzo 2015 0

Cancelli aperti al teatro romano di Cassino per ammirare… l’abbandono

Di admin
(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({ google_ad_client: "ca-pub-3708340944781441", enable_page_level_ads: true });

E’ uno dei principali gioielli archeologici di Cassino che ancora oggi, a distanza di millenni, costituisce un eccezionale palcoscenico per rappresentazioni di ogni genere eppure, l’impressione che si ha visitandolo in questi giorni, è di un desolate abbandono. Il cancello aperto, finalmente permette di visitarlo ma lo spettacolo suggestivo dell’architettura romana è rovinato dallo stato in cui versa tutto l’ambiente. Erba alta, rifiuti risalenti ai “fasti” estivi caratterizzano “la scena” del teatro romano. Compresi i cuscini utilizzati dagli spettatori d’estate per sedersi sulle gradinate, ammassati in un angolo, e che probabilmente non saranno riutilizzabili. Un vero peccato per quanto di buono è bello è stato lasciato in eredità dai loro avi ai cassinati.

Er. Amedei

21 marzo 2015 0

Pestata in casa, grave 40enne di Ceccano. Indagato il marito

Di admin

Pestata a sangue nella sua casa di Ceccano. E’ accaduto questa mattina ed una 40enne che è stata soccorsa da una ambulanza del 118. La donna era una maschera di sangue con traumi in varie parti del corpo. Le sue condizioni era molto gravi.  E’ stata, quindi, trasportata d’urgenza in ospedale a Frosinone dove resta ricoverata. Gli agenti della questura hanno indagato tutto il giorno per capire cosa è accaduto nella casa della donna, spopsata con un 50enne. Proprio l’uomo è il principale sospettato di quella violenza cieca, ma la donna non ha fornito indicazioni per incolparlo. Sulla vicenda gli investigatori mantengono il massimo riserbo ma pare che l’uomo sia stato denunciato a piede libero.

Ermanno Amedei

 

21 marzo 2015 0

Nudi artistici su profilo di pittrice Frusinate segnalati a facebook, bigottismo o invidia?

Di admin

Bigottismo o invidia dietro alle segnalazioni fatte a facebook dei dipinti di una artista di Frosinone, Agnes Preszler, della quale raccogliamo lo sfogo.

“Sono un’artista con ambizioni professionali e, oltre ai miei ritratti ed altri quadri che circolano in rete da anni, da poco pubblico anche i nudi che attualmente fanno una parte in crescita della mia produzione artistica. Si tratta di nudi semplici, maschili e femminili, senza volgarità, basati sugli studi anatomici che sto proseguendo con molta determinazione, seguendo le orme dei più illustri artisti della storia dell’arte.

Non avrei mai immaginato che a qualcuno potessero dare fastidio, tanto da segnalarne ben cinque (ovviamente con esito negativo) agli amministratori di Facebook. Anche altre immagini (di dipinti e foto artistiche), hanno suscitato sdegno da parte di questo novello Braghettone. Pur non avendo ancora visto le opere discriminate degli altri artisti, conoscendoli personalmente, sono sicura che le stesse non siano pornografiche.

Questa persona ha agito probabilmente per invidia nei confronti di noi artisti che apprezziamo e valorizziamo il corpo umano attraverso le nostre opere. Posso solo compatirla, in quanto, avendo questa visione distorta nei confronti di qualsiasi nudo artistico, si perde una bella e meravigliosa parte della produzione artistica, dal Rinascimento fino ai nostri giorni. I nudi artistici sono elogio della bellezza esteriore ed interiore e della nobiltà della persona umana e non la mortificano come invece spesso fa la reale pornografia. Se la semplice vista del corpo umano gli (o le) dà tanto fastidio, allora potrebbe trattarsi di una persona con disturbi mentali, suscitati magari da sensi di colpa.

Questo episodio mi ha ricordato il caso dei capezzoli coperti (il quadro di Tiepolo a palazzo Chigi) per salvaguardare l’immagine dell’allora presidente Berlusconi, che, giustamente, ha fatto infuriare Vittorio Sgarbi. L’ipocrisia e l’ignoranza vanno a pari passo. Se si vede pornografia nel nudo artistico, il difetto è nell’occhio dello spettatore e non nel quadro.

Inutile dire che continuerò sulla strada, realizzerò ed esporrò altri nudi per chi sappia apprezzare questo genere. A tale proposito, il prossimo appuntamento è presso la Biblioteca di Cassino, dove, dal 26 al 29 marzo, nell’ambito della rassegna e mostra collettiva “Le donne e l’arte”, organizzata dall’associazione “Se non ora quando”, saranno esposti tre dei quadri incriminati”.

21 marzo 2015 0

Nerone separato dai suoi amici di via Ponte la Pietra, ora rinchiuso in un canile cerca casa

Di redazionecassino1

Il nome Nerone è quasi sempre associato ad un sanguinario imperatore romano, ma la storia che raccontiamo è di un Nerone a quattro zampe. Uno di quei cani speciali, quelli di cui ti innamori solo a guardarlo negli occhi velati di malinconia e paura per la triste vicenda che ha vissuto. Un cagnolone docile, dal mantello nero, da qui il nome, passato fra la violenza ed i soprusi di un gioco crudele, violento e stupido di qualche umano scellerato. Uno stupido gioco che lo ha ridotto quasi in fin di vita, seviziandolo in modo brutale e sconsiderato, forse solo per soddisfare i propri istinti, la propria noia o le proprie frustrazioni. Uno scellerato che chiamare uomo è davvero difficile, ma che lo ha bastonato, seviziato in un grosso bidone, fino a cercare di dargli fuoco al suo interno. Difficile pensare di chiamare ‘uomo’ chi ha fatto questo. Di Nerone, invece, scopri il suo docile carattere, che con Antonella, Lorenzo e Corrado ha ritrovato la gioia, l’affetto, l’amore, ma soprattutto la voglia di avvicinarsi all’uomo. Quei ragazzi, con le loro storie di disagio sociale ed abitativo lo hanno accolto sfamato, curato dalle ferite, amato, condiviso un tetto, anche se provvisorio, come ogni creatura merita, diventando parte della loro famiglia. Nerone, li ha ripagati con il suo sguardo tornato sereno, giocherellone, pronto a dare a quei giovani un po’ di serenità perduta. Con lui, Lorenzo, Antonella, Corrado e tanti altri, in quella scuola di via Ponte la Pietra, hanno diviso il poco cibo e una parte del loro provvisorio tetto ricevendo solo affetto da quell’ amico a quattro zampe. Oggi, però, il destino sembra essersi accanito ancora una volta con Nerone, allontanato in un pomeriggio di fine febbraio da quei giovani compagni, chiuso in un canile, fra altri randagi, che come lui aspettano di essere adottati. Antonella, Lorenzo e tutti gli altri non possono riprenderlo, perché non possono sostenere le spese del microchip e della degenza in quel canile, ma chiedono che qualcuno lo adotti presto, tornando a donargli ancora amore e affetto, come hanno fatto loro. Solo di questo ha bisogno Nerone! F. Pensabene