Giorno: 22 marzo 2015

22 marzo 2015 0

“Mi chiamo Beba” il romanzo di Lavecchia presentato a Roma con l’intervento della direttrice dell’Omniroma Lia Romagno

Di admin
(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({ google_ad_client: "ca-pub-3708340944781441", enable_page_level_ads: true });

Presentato nella galleria “Il mondo dell’arte” in via Margutta a Roma il romanzo “Mi chiamo Beba” del capitano dei carabinieri Palma Lavecchia. Un lavoro letterario per realizzare il quale l’ufficiale dell’Arma, ha detto: “Mi sono infilata le scarpe di una delle tante vittime che ho conosciuto. Mettendo su una storia complicata, sforzandomi di scriverla nel modo piú semplice possibile”. Parliamo di violenza di genere, il drammatico fenomeno che vede le donne subire la violenza dei loro uomini, un argomento scuro che fa da contrasto ai colori degli splenditi quadri che fanno da cornice all’iniziativa.

“Perchè non denunciare – ha detto l’autrice – è la domanda che spesso mipongo rispondendomi che forse non ê così semplice”. A presentare la serata è stato il padrone di casa, il proprietario de Il Mondo dell’Arte, Elvino Echeoni.

Al fianco dell’autrice c’era la giornalista e direttrice dell’agenzia stampa Omniroma Lia Romagno. “È un problema democratico – Ha detto – perchè coinvolge tutti; giovani, meno giovani e di qualsiasi estrazione sociale. Se ne leggono tante, ma per quanto tante siano, molte di più sono quelle che non vengono denunciate. Ecco l’importanza del ruolo della stampa che, raccontando di episodi e di come si risolvono, danno la forza alle vittime di trovano la forza di denunciare”.

Stampa sì, ma con pregi e difetti. La giornalista infatti sottolinea l’aspetto del “linguaggio che tende a giustificare tali violenze. Si parla di drammi della giustizia, di delitto passionale, quasi quello che un tempo, fino all’81 era il delitto d’onore. ‘L’ha massacrata di botte perchè l’amava ed era geloso’. Non è vero, è solo violenza.

Bisogna dare alle cose il loro nome. Non è amore, non è passione, è solamente violenza”.

22 marzo 2015 0

Villa romana ritrovata a Ferentino durante scavi archeologici per realizzazione di gasdotto

Di admin

I sospetti che in quel territorio vi fosse un passato sommerso da pochi centimetri di terra c’erano tutti e a ragione. Nel corso di scavi archeologici per la costruzione del gasdotto Bussi Paliano sono stati trovati i resti di una villa romana. L’importante rinvenimento è stato fatto a Ferentino nei pressi della via Morolense. Le strutture rinvenute su cui si stanno ancora effettuando studi e ricerche i tecnici della Sovrintendenza ai Beni Archeologici, sarebbero, da una prima stima, riconducibili ad una villa di un benestante romano risalente al primo Secolo avanti Cristo. Una struttura divisa in diversi ambienti e che conservava ancora vasellame piatti, statue e mosaici che dimostrano ancora oggi l’agio in cui viveva il “padrone di casa”. Il ritrovamento permette di realizzare il gasdotto ma utilizzando in quel punto soluzione tecniche per salvaguardare il sito archeologico. Er. Amedei

22 marzo 2015 0

Fuga di gas a Rieti, evacuate due palazzine

Di admin

Domenica mattina agitata in vicolo San Donato a Rieti. Due palazzine sono state evacuate a causa di una fuga di gas. L’allarme è scattato alle 7.30 circa quando sul posto sono arrivati i tecnici della rete metanifera e i vigili del fuoco. La fuga è stata individuata vicino ad un contatore che, probabilmente è stato manomesso. L’aria satura di gas ha consigliato di far evacuare sia la palazzina interessata dalla perdita ma anche quella al fianco. In tutto una decina di appartamenti. L’intervento si è concluso alle 10 circa e la gente, poco meno di trecento persone, sono tornate nelle loro abitazioni.

22 marzo 2015 0

Rubano ferro e storia a Montecassino, depredato il carro armato all’Albaneta

Di admin

Assalto al carro armato nei pressi della masseria Albaneta a Montecassino. È il monumento che ricorda il coraggioso tentativo fatto dai polacchi, nel corso della seconda guerra mondiale, di arrivare alle spalle dell’abbazia con una colonna di carri armati salendo da Caira, di notte, percorrendo un tortuoso sentiero.

Il tentativo fallì e il carro armato era rimasto a ricordare quell’intrepido assalto. Purtroppo, però, il monumento metallico, è nelle mire dei ladri di ferro che lo stanno depredando di pezzo in pezzo probabilmente per rivenderli al mercato nero o a qualche collezionista. Dal carroarmato mancano già i cingoli ed altri sono stati smontati pronti per essere portati via.

Alla zona si accede attraverso una strada che si imbocca dal parcheggio del cimitero polacco, chiusa però da un pesante cancello le cui chiavi sono in possesso a pochi. La difficoltà dei ladri, evidentemente sta nel trasportare i pesanti pezzi fino alle auto, ma la zona isolata perché inaccessibile, in qualche modo li agevola facendoli lavorare in tranquillità. Purtroppo, in pochi conoscono quel monumento che rappresenta meglio di qualsiasi discorso o racconto, la violenza con cui si è combattuto a Montecassino. Comunque un pezzo di storia che va assolutamente messo al sicuro.

Ermanno Amedei

22 marzo 2015 0

Una lapide per non dimenticare i martiri delle Cerrete e della Fuossera a San Pietro Infine

Di admin

Una strage meno conosciuta ma non per questo dimenticata. Nel novembre del 1943 in località Cerrete e Fuossera a San Pietro Infine per futili motivi 19 civili morirono sotto le raffiche di mitra del sesto reggimento paracadutisti della prima divisione tedesca. Per questo ieri mattina l’amministrazione comunale di San Pietro Infine e in particolare il sindaco Giuseppe Vecchiarino e l’assessore Giovanni Nardelli hanno voluto ricordare il sangue versato dai cittadini di San Pietro Infine con l’inaugurazione di una lapide alla presenza del sottosegretario alla difesa Gioacchino Alfano e delle autorità militari e civili e di Monsignor Lucio Marandola che ha benedetto la lapide e letto la poesia del professore Antonio Vacca scritta durante la prigionia in Africa. La cerimonia ha avuto luogo in località Cerrete Fuossera dopo il consiglio comunale che ha dato la cittadinanza onoraria al sottosegretario Alfano.

“La tragedia immane della seconda guerra mondiale pervade ancora le nostre coscienze e le nosrte identità anche in un contesto storico mutato a 70 anni di distanza – ha detto il sindaco Vecchiarino – nel novembre del 1943 su queste montagne e in questa valle un gruppo di civili inermi divenne oggetto della brutalità più cieca ed efferata o meglio di una brutalità gratuita, quella che ancora oggi definimao la strage delle Cerrete. Non fu una rappresaglia calcolata come tante altre stragi compiute nella seconda guerra mondiale. Ancora oggi non sono ben chiari i motivi che spinsero questi criminali ad uccidere alla cieca quasi 20 persone, mariti, mogli, figli. Oggi costoro ancora non risultano individuati. Una strage minore, che non ebbe all’epoca grande clamore e non fu seguita da un’indagine processuale finalizzata ad identificare e punire i responsabili. Il tempo è passato e pensare o sperare anche solo di conoscere i nomi degli autori è ormai un’utopia. Ciò che possiamo fare è ricordare da oggi in poi con questa semplice e discreta lapide che consegna il loro sacrificio alla libertà e alla democrazia della nostra comunità e della nostra nazione”. “I simboli presenti questa mattina – ha detto il sottosegretario Alfano – dimostrano che siamo consapevoli del contributo che ha dato la storia a questo paese e che ha saputo non solo ricordare i 19 caduti che sono già stati ricordati col conferimento della medaglia al merito civile ma che continuano però nella loro attività di essere una terra di cui essere orgogliosi”. Ant. Nard.