Giorno: 28 aprile 2015

28 aprile 2015 0

Minaccia di morte i carabinieri, 41enne arrestato a Cervaro

Di admin
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La notte scorsa i carabinieri di Cervaro hanno arrestato un 41enne con precedenti per resistenza, minacce e violenza a pubblico ufficiale e per atti persecutori e danneggiamento. I carabinieri sono intervenuti presso l’abitazione di un 57enne, vicino dell’arrestato, per constatare i danni che questo avrebbe causato con un piccone al portone e alla rete di recinzione del cancello di ingresso. Alla vista dei carabinieri il 41enne in evidente stato di agitazione li avrebbe aggrediti con calci e pugni e successivamente avrebbe estratto un coltello da un mobile della cucina e puntandolo contro i carabinieri li avrebbe minaccciati di morte. Il 41enne è stato arrestato e tradotto in carcere a Cassino in attesa del rito direttissimo, mentre il piccone ed il coltello sono stati sequestrati. Il 57enne nella stesura della denuncia ha riferito che da tempo la sua famiglia era vittima del vicino.

28 aprile 2015 0

Gestivano rifiuti speciali senza autorizzazione, famiglia denunciata a Sant’Ambrogio sul Garigliano

Di admin

A Sant’Ambrogio sul Garigliano i carabinieri della Stazione di Sant’Apollinare hanno denunciato una famiglia di 4 persone per “aver depositato in maniera incontrollata rifiuti speciali”. I 4 senza autorizzazione hanno raccolto, depositato e smaltito rifiuti speciali consistenti in materiali ferrosi, alluminio, rame, inerti, materiali plastici ed elettrici e contenitori d’olio di minerali esausti. L’intera area di circa 900 metri quadrati è stata sequestrata.

28 aprile 2015 0

La Francia vicina a scoprire che i suoi eroi, i Goumier Marocchini, altro non sono stati che feroci stupratori

Di admin

La Francia scopre la triste vicenda delle Marocchinate. Due giornaliste del giornale francese Liberation sono state inviate sui luoghi delle terribili malefatte delle truppe marocchine nella primavera del 1944, a cavallo tra provincia di Frosinone e Latina. A condurle sui luoghi delle violenze per raccogliere testimonianze è stato Emiliano Ciotti, presidente dell’associazione Nazionale “Vittime delle Marocchinate”. Pare, infatti, che qualche documento sull’argomento sia uscito dalla sfera della segretezza nazionale e che il giornale sia intenzionato a svelare ai francesi una realtà diversa sui Goumier, i soldati marocchini che combattevano nell’esercito francese ritenuti, fino ad oggi, eroi senza macchia.

La seconda guerra mondiale stava per finire e i francesi, per sfondare la linea Gustav nelle zone di montagna tra Cassino e il mare impiegarono le truppe coloniali accorpate al loro esercito, alle quali si dava come premio 50 ore di libertà impunita sulle popolazioni liberate, con conseguenti stupri e omicidi di uomini, donne e bambini. “I francesi pensano ai Goumier come degli eroi, dei combattenti valorosi ma che in realtà si macchiarono di omicidi e stupri con l’accondiscendenza dei loro ufficiali francesi – dichiara Emiliano Ciotti – Vennero impiegati dalla Sicilia fino alle porte di Firenze e fecero contare ben 60mila casi di stupro in Italia la maggior parte dei quali furono commessi nel Basso Lazio”.

“Siamo stati contattati come associazione dal giornale francese che vuole mostrare un rovescio della medaglia che i francesi non conoscono – continua Ciotti – Abbiamo accompagnato le due giornaliste nei comuni maggiormente colpiti dal passaggio dei marocchini: Esperia, Roccagorga, Amaseno, Lenola. Hanno intervistato gli anziani raccogliendo i loro ricordi. Sono rimaste scioccate dalla violenza di quei racconti e si chiedono come mai il Governo Italiano ha nascosto così a lungo queste terribili circostanze”. Er. Amedei

28 aprile 2015 0

XII edizione di “Vacanze sicure” controlli della Polizia sui pneumatici delle auto

Di redazionecassino1

Torna sulle strade italiane la dodicesima edizione della campagna “Vacanze sicure” della Polizia Stradale, in collaborazione con le associazioni di produttori e rivenditori di pneumatici.

Anche il personale della Polizia Stradale di Frosinone sta effettuando sul territorio provinciale servizi finalizzati alla verifica dello stato di usura degli pneumatici, sulla loro rispondenza alle caratteristiche riportate sulla carta di circolazione ed alla loro omologazione.

Nel decorso fine settimana i servizi attuati hanno consentito di rilevare 11 infrazioni su 40 veicoli controllati.

Si rammenta ai cittadini, ancora non in regola, di provvedere al ripristino dell’equipaggiamento estivo, rientrato in vigore dal 15 aprile scorso; inoltre dal 16 maggio, e sino al 14 ottobre, non è più consentita la circolazione con pneumatici M+S con codici di velocità inferiori a quelli riportati in carta di circolazione.

Anche la campagna “Vacanze sicure” rientra nel quadro delle attività della Polizia di Stato finalizzate ad offrire sempre maggiore sicurezza ai cittadini, con particolare riguardo agli utenti della strada.

28 aprile 2015 0

Petrarcone: “Picano dovrebbe provare imbarazzo per aver presieduto per anni un ente fantasma”

Di redazionecassino1

“Il consigliere Gabriele Picano avrebbe ben altro di cui vergognarsi. Gli 11 dipendenti del Comune di Cassino, soggetti ad indagini per aver timbrato il cartellino ed essere usciti per dedicarsi alle faccende personali e non lavorative, costituiscono una minoranza rispetto ai tanti lavoratori seri ed onesti. Ricordiamo che il Comune di Cassino ha 226 lavoratori alle proprie dipendenze e solo 11 risultano indagati. Spero, essendo il sottoscritto un garantista, che almeno una parte degli indagati riesca a dimostrare la propria estraneità ai fatti contestati. Qual è l’accusa che muovono gli inquirenti? Quella di aver incassato lo stipendio senza aver svolto il loro lavoro fino in fondo. Caro Picano, non ti imbarazza cavalcare in maniera così cinica una vicenda che addolora tutti ma che non è il maggior male italiano? Proprio tu che dici di vergognarti di avere un Sindaco che va sulle cronache nazionali a difendere l’onore della città, non provi un po’ di imbarazzo per aver presieduto per anni un ente fantasma quale l’aeroporto di Frosinone, che non ha mai visto la luce ed è costato a noi contribuenti milioni di euro? Non provavi in quei momenti imbarazzo e vergogna nei confronti dei cittadini a percepire un lauto compenso per presiedere un ente esistente solo nel libro paga dei cittadini. Nella trasmissione televisiva di Giletti, cui ho deciso di partecipare pur conoscendo il tenore ed il taglio aggressivo della stessa, ho difeso l’onore, la storia e l’immagine della mia città e di tutta la macchina amministrativa comunale, senza fare sconti ai responsabili e mettendoci la faccia. Non accetto lezioni di politica, e di buona amministrazione da chi è stato protagonista di sprechi di denaro pubblico ed inefficienza amministrativa. Infine mi viene da sorridere che proprio l’ex assessore al Bilancio del Comune di Cassino, Carmelo Palombo – che verrà ricordato per i debiti milionari che ci ha lasciato insieme alla sua giunta di centro destra – si permetta di criticare l’operato di un’amministrazione seria ed onesta che sta lavorando incessantemente per ripianare i disastri economici ed amministrativi di cui Palombo, insieme ad altri, è stato uno dei massimi interpreti. Giovanni Falcone diceva: ‘Credo che ognuno di noi debba essere giudicato per ciò che ha fatto. Contano le azioni non le parole’. I cittadini sanno giudicare e sapranno interpretare certe affermazioni.” È quanto emerge in una nota a firma del sindaco di Cassino Giuseppe Golini Petrarcone.

28 aprile 2015 0

Scarichi illegali, la Procura di Lanciano “depura” 12 impianti di acque reflue gestiti dalla Sasi

Di admin

Questa mattina la Polizia giudiziaria del Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri di Pescara, della Capitaneria di Porto di Ortona e del Comando Provinciale del Corpo Forestale di Chieti, sotto il coordinamento della procura della Repubblica di Lanciano hanno eseguito il sequestro dei seguenti impianti gestiti dalla SASI di depurazione delle acque reflue: 1. impianto S. Liberata – Lanciano 2. impianto Villa Martelli – Lanciano 3. impianto Treglio Loc. Pagliaroni 4. impianto Cerratina – Lanciano 5. Impianto Vallevò – Rocca San Giovanni 6. Impianto Cavalluccio – Rocca San Giovanni 7. impianto Atessa Loc VALLONCELLO 8. impianto Santa Maria Imbaro Loc. Civitella 9. impianto BOMBA Loc. Zappetti 10. Impianto QUADRI loc. Sangro (VEDI) 11. Impianto Loc. Ianico – ATESSA 12. Impianto Atessa Loc.Osento

Gli impianti sono stati affidati in giudiziale custodia ai responsabili, disponendo il differimento della materiale chiusura degli impianti per il periodo di giorni 30, anche al fine di consentire eventuali attività dirette a rimuovere i fatti illeciti allo stato accertati. Il decreto di sequestro è stato emesso dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Lanciano, dott. Massimo Canosa , su richiesta della Procura di Lanciano, all’esito di complesse indagini svolte dalla citata Polizia Giudiziaria e di plurime relazioni di Consulenza tecnica di due specialisti del settore che hanno “fotografato” la grave situazione in atto degli impianti di depurazione operativi nel circondario di Lanciano. Il Gip ha accolto la richiesta di sequestro “in quanto le violazioni ambientali riscontrate dagli organi di controllo e dai consulenti tecnici del pubblico ministero sono persistenti, tuttora in atto e derivanti da una programmatica, pervicace e dolosa gestione degli impianti del tutto noncurante degli esiti negativi dei controlli succedutisi nel corso degli anni (principalmente ad opera dell’ARTA); appare quindi necessario impedire che i reati siano portati ad effetto attraverso un vicolo cautelare che, se da un punto di visto oggettivo impedisce la prosecuzione del reato, in una prospettiva di medio termine imporrà agli organi deliberativi della società di porre in essere adeguati investimenti, il loro ammodernamento e l’adozione di tutti gli strumenti atti a garantirne una migliore funzionalità a tutela dell’ambiente e, in definitiva, dell’uomo. Copia degli atti è stata trasmessa all’Arta e alla Provincia di Chieti con riferimento a plurimi illeciti amministrativi. Il GIP ha ritenuto la sussistenza dei reati in materia ambientale allo stato accertati, che si possono così riassumere: reati in materia di scarichi a) contravvenzione p. e p. dall’art. art. 137, comma 1, d.lgs. n. 152/06 per avere effettuato o, comunque, consentito di effettuare (anche per inosservanza del dovere di controllo sulla ECOESSE gestore dall’1.1.10 al 30.4.13) scarichi di acque reflue industriali provenienti dagli impianti di : a. Quadri, località Sangro (affidato dall’1.1.10 al 30.4.13 alla ECOESE) pur se l’autorizzazione allo scarico era stata revocata dalla Provincia di Chieti con determina n. 1604 del 18.12.2012. b. Santa Maria Imbaro, loc. Civitella, pur se l’autorizzazione allo scarico era stata revocata dalla Provincia di Chieti con determina n. 1330 del 21.9.11. b) della contravvenzione p. e p. dall’art. art. 137, comma 11, d.lgs. n. 152/06, in relazione all’art. 103 d.lgs. cit. perché, non osservando i divieti di scarico previsti dal citato art. 103, effettuava o, comunque, consentiva di effettuare (non adottando tutte le misure tecniche ed organizzative di prevenzione del danno da inquinamento) scarichi sul suolo di acque provenienti dai seguenti impianti di depurazione: a. Villa Martelli di LANCIANO, b. reglio Loc. Pagliaroni, c. Cavalluccio di Rocca S.Giovanni, d. Atessa, loc VALLONCELLO e. Quadri loc. Sangro, f. impianto fognario del Comune di Atessa (precisamente della rete fognaria a monte dei Rioni San Rocco: San Antonio- Piazza Pietro Benedetti- Piazza San Rocco-Rio Falco- Discesa Casetta e Via Don Minzoni) in particolare con la rottura della condotta fognaria a monte dell’impianto di depurazione si verificava uno scarico a cielo aperto sul suolo e da questi al fiume Osento, g. provenienti dall’impianto fognario del Comune di Civitaluparella.

1) Reati in materia di rifiuti

c) della contravvenzione p. e p. dall’art. 256, co 1, lett. a) e 2, d.lgs. n. 152/06 perché abbandonava ovvero consentiva di abbandonare (anche per inosservanza del dovere di controllo sulla ECOESSE gestore dall’1.1.10 al 30.4.13 degli impianti sub. nn. 10, 11, 12 e 13) in modo incontrollato una quantità imprecisata di rifiuti prodotti dagli impianti di depurazione presenti nel circondario di Lanciano: 1. impianto S. Liberata – Lanciano 2. impianto Villa Martelli – Lanciano 3. impianto Treglio Loc. Pagliaroni 4. impianto Cerratina – Lanciano 5. Impianto Vallevò – Rocca San Giovanni 6. Impianto Cavalluccio – Rocca San Giovanni 7. impianti San Vito Chietino e Fossacesia 8. impianto Atessa Loc VALLONCELLO 9. impianto Santa Maria Imbaro Loc. Civitella 10. impianto BOMBA Loc. Zappetti 11. Impianto QUADRI loc. Sangro 12. Impianto Loc. Ianico – ATESSA 13. Impianto Atessa Loc.Osento 14. numerosissime vasche Immofh d) della contravvenzione p. e p. dall’art. 256, co 1 lett. a) e 2, d.lgs. n. 152/06 perché abbandonava o depositava (ovvero consentiva l’abbandono o il deposito) in modo incontrollato di una quantità imprecisata di rifiuti (costituiti da fanghi di depurazione), che tracimavano sul suolo, prodotti dagli impianti di depurazione di: a. Villa Martelli di LANCIANO; b. Treglio Loc. Pagliaroni che tracimavano sul suolo; c. Cavalluccio di Rocca S.Giovanni; d. Atessa, loc VALLONCELLO e. Quadri loc. Sangro

3) reato di danneggiamento delle acque delitto , p. e p. dall’art. 635, comma 2, n. 3), in relazione all’art. 625, n. 7, c.p. perché, nella qualità indicata, deteriorava acque del pubblico demanio (art. 822 c.c.) con alterazioni tali da richiedere il ripristino qualitativo, avendo modificato l’equilibrio del corso delle acque stesse immettendo acque del tutto non depurate ovvero depurate in modo assolutamente insufficiente e i rifiuti indicati ai capi che precedono, con modalità e durata tali da causare un danno anche grave alle acque medesime e all’ecosistema e la non balneabilità di alcuni tratti del Mare Adriatico ove sfociano i corpi idrici recettori. Deterioramento tale da richiedere un intervento ripristinatorio in considerazione della quantità e qualità delle illecite immissioni che non consente alle acque stesse di assorbire tali immissioni senza “particolari conseguenze”. Il deterioramento veniva realizzato, in particolare, tenendo in esercizio gli impianti indicati al capo c1) in condizioni tali da non consentire una sia pur minimamente adeguata depurazione delle acque pervenute agli impianti stessi. In particolare, tenendo gli impianti in condizioni di sostanziale inadeguatezza e inefficienza, in quanto (tra l’altro): – erano privi di protocollo di monitoraggio, elemento essenziale ai fini dell’acquisizione delle informazioni occorrenti alla corretta conduzione dell’impianto; – erano privi di indicazione di controlli di esercizio e di funzionamento e in assenza dei dovuti riscontri dei parametri che regolano il processo depurativo, nei registri di conduzione degli impianti, cos’ impedendo anche gli accertamenti e le misure necessarie per revedere, tra l’altro, deficienze e integrazioni necessarie; – non venivano effettuati, negli impianti di depurazione a fanghi attivi, controlli microscopici sui fanghi al fine di valutare l’efficienza del processo di depurazione; – non venivano effettuate le necessarie indagini per il miglioramento dell’efficienza depurativa, priorità assoluta al fine di garantire il rispetto delle matrici ambientali; – realizzavano una cattiva gestione dei rifiuti, spesso accompagnata da uno sversamento sul suolo degli stessi o addirittura dello scarico di questi nei corpi idrici ricettori degli impianti, come specificato ai capi che precedono; – non effettuavano controlli sistematici, con insufficienti e scadenti interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, con verifiche grossolane e superficiali ; – non tenevano un numero adeguato di operai e tecnici impiegati nella conduzione degli impianti; – non venivano presidiati, con la conseguente impossibilità di far fronte nell’immediatezza alle disfunzione. Con tale condotta, a causa delle disfunzioni rilevate – imputabili sia alla obsolescenza sia, a una inidonea gestione degli stessi – gli impianti originavano reflui che non subivano alcun adeguato trattamento depurativo e che, pertanto, venivano scaricati nel corpo idrico ricettore deteriorando specificamente le acque del demanio pubblico presenti nei cd. Fossi e nei corpi ricettori che sfociano nel mare Adriatico: 1) Bacino Idrografico del Torrente Feltrino; 2) Bacino Idrografico del Fiume Sangro; 3) oltre che nei cd. Fossi, ritenuti corpi idrici superficiali, determinandone per le ragioni esplicitate la compromissione degli stessi: 1) con riferimento al Bacino Idrografico del Torrente Feltrino, acque da ritenersi scadenti sulla base dello stesso PTA anche per l’insufficienza degli impianti a servizio dell’agglomerato di Lanciano- Castel Frentano. Sulla base della classificazione destinate alla balneazione relativa all’anno 2011, nell’area ubicata in corrispondenza della foce de FELTRINO per 100 m a Nord e per 50 m a Sud dalla mezzeria della foce stessa, è una zona non adibita alla balneazione e permanentemente vietata. Tali dati sono confermati anche per gli anni 2013 e 2014 (DGR n. 223 del 2014 e n. 157 del 2015). In particolare il deterioramento delle acque in questione, tra l’altro, così avveniva: 1. con le condotte indicate ai capi che precedono allo stesso contestate; 2. con le plurime condotte oggetto di contestazioni di illeciti amministrativi sugli impianti di depurazione da parte dell’ARTA; 3. col diffuso ricorso alle vasche Imhoff (pari al 74% dei trattamenti depurativi) incompatibili con un efficace processo depurativo (come attestato dello stesso PTA), anche per la scarsa o inesistente manutenzione, per l’obsolescenza, per le diffuse violazioni riscontrate; 4. l’impianto di depurazione di Lanciano denominato Santa Liberata presenta un trattamento di sedimentazione secondaria del tutto insufficiente. I controlli dall’ARTA evidenziavano la presenza di condotte che confluiscono le acque influenti l’impianto direttamente nel Feltrino bypassando la depurazione anche in assenza di piogge e quindi nel caso di aumento di portate superiore a quelle di progetto; 5. l’impianto di Depurazione di Villa Martelli Lanciano, che origina uno scarico in un corpo idrico superficiale denominato Torrente Fontanelli, presenta una portata confluente presso l’impianto superiore a quella di progetto; spesso le acque tracimando il canale di ingresso confluiscono direttamente nel torrente senza subire nessun trattamento depurativo; 6. l’impianto di depurazione di Lanciano località CERRATINA, con corpo recettore FOSSO LE PIANE presenta una portata in ingresso all’impianto significativamente bassa; lo scarico non rientra nei limiti fissati dalla norma ed il gestore non è in possesso dell’autorizzazione allo scarico. Nei controlli dell’ARTA viene rilevata una cattiva gestione dell’impianto.I controlli analitici sulle acque reflue l’impianto, eseguiti nel corso dell’ispezione, evidenziavano il superamento dei limiti della tabella 3 dell’allegato 5 del D.Leg.vo 152/06 per il test di Tossicità acuta relativo alle analisi biotossicologiche; 7. l’impianto di Treglio presenta controlli analitici sulle acque reflue evidenziano il superamento per i parametri SST (681 mg/l), BOD5 (268 mg/l) , COD (600 mg/l) dei limiti della tabella 3 dell’allegato 5 del D.Leg.vo 152/06, rendendo conto di una scadente efficienza depurativa; 8. i due impianti di depurazione ubicati nel Comune di Rocca San Giovanni denominati Cavalluccio e Vallevò, che hanno come corpo idrico ricettore il Mare Adriatico (pur se sono inseriti nel bacino idrografico del Torrente Feltrino), sono privi di una adeguata fase di trattamento preliminare primaria e di un trattamento di denitrificazione per la rimozione dei composti dell’azoto. Gli scarichi o scarico di entrambi gli impianti non rientra nei limiti fissati delle autorizzazioni relativamente al controllo nel periodo estivo. Per l’impianto VALLEVO’ i controlli analitici sulle acque reflue l’impianto eseguiti nel corso dell’ispezione evidenziano, per i parametri BOD5,N-Nitrico, e Tensiattivi, una composizione dello scarico non conforme ai limiti della tabella 3 dell’allegato 5 del D.Leg.vo 152/06 . L’impianto non permette di ottenere costantemente un abbattimento delle sostanze inquinanti nel rispetto dei limiti del Decreto legislativo 152/06 e smi. Per l’impianto Cavalluccio i controlli analitici sulle acque reflue l’impianto eseguiti nel corso dell’ispezione evidenziano, per i parametri BOD5, COD, N-Ammoniacale e tensioattivi, una composizione dello scarico non conforme ai limiti della tabella 3 dell’allegato 5 del D.Leg.vo 152/06; 9. l’impianto di Atessa- IANICO, con autorizzazione revocata, faceva confluire le acque direttamente nel ricettore senza che queste venissero sottoposte a nessun trattamento depurativo, era completamente abbandonato, con molte fasi del trattamento completamente fuori servizio. 10. l’impianto Atessa – loc Osento, con autorizzazione revocata, presentava letti di essiccamento completamente ripieni di acqua nei quali erano chiaramente visibili alghe e fenomeni di eutrofizzazione delle stesse. Il trattamento della fase biologica dei liquami, realizzato con i filtri percolatori, non era idoneo a garantire il costante rendimento depurativo, come confermato anche dalle analisi svolte. Veniva rilevato il superamento per i parametri, SST (112mg/l), BOD5 (126mg/l), COD (496mg/l), N-Nitroso (6.7mg/l), N-Ammoniacale (30.6mg/l), Tensioattivi (25.3mg/l), Escherichia Coli (6.500.000), Test di Tossicità (60) dei limiti della tabella 3 dell’allegato 5 del D.Leg.vo 152/06”; 2) con riferimento al bacino idrografico fiume Sangro (OMISSIS)con acque definite Buono o sufficiente dal PTA in tutti gli anni di monitoraggio ad eccezione solo di una stazione dove lo stato di qualità viene definito scarso. Acque che, sulla base della classificazione delle acque destinate alla balneazione relativa all’anno 2011, a seguito del monitoraggio effettuato nel 2010, l’area ubicata in corrispondenza della foce del Fiume Sangro per 400 m a Nord e 200 m a Sud dalla mezzeria della foce stessa è una zona non adibita alla balneazione e permanentemente vietata Dati sostanzialmente confermati anche per gli anni 2013 e 2014 (DGR n. 223 del 2014 e n. 157 del 2015 con riferimento a mt. 200 a Nord e 200 a sud). In particolare il deterioramento delle acque in questione, tra l’altro, così avveniva: 1. con le condotte indicate ai capi che precedono allo stesso contestate; 2. con le plurime condotte oggetto di contestazioni di illeciti amministrativi sugli impianti di depurazione da parte dell’ARTA; 3. col diffuso ricorso alle vasche Imhoff (pari al 74% dei trattamenti depurativi) incompatibili con un efficace processo depurativo (come attestato dello stesso PTA), anche per la scarsa o inesistente manutenzione, per l’obsolescenza, per le diffuse violazioni riscontrate; 4. l’impianto di depurazione Valloncello di Atessa (cheorigina uno scarico in un corpo ricettore denominato Fosso Valloncello che secondo il PTA risulta essere un corpo idrico affluente il Fiume Sangro) presentava diverse carenze strutturali e gestionali, con fuoriuscita di fanghi dal bacino di sedimentazione e delle acque dal bacino di ossidazione. I controlli analitici sulle acque reflue l’impianto eseguiti nel corso dell’ispezione evidenziano il superamento per i parametri, SST (124.8 mg/l), BOD5 (68.9 mg/l), COD (177 mg/l), N-Ammoniacale (37.8 mg/l), Escherichia Coli (4.1 x 106), dei limiti della tabella 3 dell’allegato 5 del D.Leg.vo 152/06. 5. l’Impianto di depurazione di Civitella nel Comune di S.Maria Imbaro inidoneo a ottenere reflui aventi e rispondenti ai valori limiti previsti dalla tabella 1 e 3 della 152/06, con presenza di metalli indicati dalla tabella 5 dell’Allegato 5 del D.Leg.vo 152, di solventi organici aromatici e clorurati e di un tenore elevato di cloruri, peraltro incompatibili con il trattamento depurativo operato nell’impianto; 6. l’impianto di depurazione ubicato nel Comune di Quadri, con autorizzazione revocata, presenta una configurazione a fanghi attivi dell’impianto diversa da quella classica, assemblata in un unico serbatoio metallico dichiarato dal produttore a fanghi attivi, con l’acqua, all’interno di tale impianto che non subisce nessun trattamento di depurazione ma viene restituita tal quale con caratteristiche pressoché identiche a quelle in ingresso il depuratore. 7. l’impianto di depurazione ubicato nel Comune di Bomba, Loc.Zappetti, privo di autorizzazione, per carenze dell’impianto comporta, all’esito dei controlli analitici sulle acque reflue effluenti l’impianto, un gravissimo danneggiamento del corpo ricettore, ad opera di disfunzioni dei sedimentatori secondari che favoriscono la fuoriuscita dei fanghi e che comportano un notevole incremento di sostanze organiche e non allo scarico.. 3) con riferimento ai cd. Fossi, ritenuti corpi idrici superficiali, ne veniva determinata la compromissione come indicato in precedenza anche: 1. con le condotte indicate ai capi che precedono allo stesso contestate; 2. con le plurime condotte oggetto di contestazioni di illeciti amministrativi da parte dell’ARTA; OMISSIS Nei Comuni del Circondario suindicati, fatti accertati dall’aprile 2013 al febbraio 2014. Reato in atto.

Si riporta una parte della richiesta di sequestro Si esaminerenno, dunque, gli accertamenti effettuati e gli effetti sui corpi idrici recettori, rinviando nel dettaglio alla CT (e specificamente ai chiarimenti del novembre 2014)

L’inefficienza degli impianti- In generale I controlli eseguiti nelle ispezioni hanno evidenziato uno stato di obsolescenza degli impianti con i quali non è possibile conseguire i rendimenti depurativi previsti dal D.Leg.vo 152/06 Alcuni degli impianti a fanghi attivi rinvenuti sebbene di vecchia concezione forniscono un buon abbattimento delle sostanze organiche ma in qualche caso la fase di sedimentazione secondaria (sottodimensionata) inficia i rendimenti depurativi ottenuti, con una fuoriuscita di fanghi allo scarico che apportano alle acque un elevato contributo inquinanate, vanificando così l’operazione di demolizione biologica effettuata con i fanghi attivi. L’inefficienza degli impianti-Le vasche Imhoff La presenza di numerosissime Vasche Imoff (che rappresentano circa il 74% dei trattamenti) con i bassissimi rendimenti depurativi da queste conseguibili e la dismissione prevista dalla norma, impone che gli enti preposti (ATO, Regione, Provincia) adottino tempestive misure alternative per il trattamento delle acque reflue soprattutto al fine di eliminare l’elevato impatto ambientale che hanno sui corpi idrici ricettori Lo stesso PTA rileva come “Il largo utilizzo di fosse settiche quale prevalente sistema di depurazione, non solo a servizio delle piccolissime potenzialità, comporta un impatto diffuso sul territorio e sulla risorsa idrica sotterranea ed un gap qualitativo non trascurabile delle acque superficiali rispetto agli obiettivi comunitari proiettati al 2016”. L’inefficienza degli impianti-Gli Impianti di depurazione Si riportano alcune conclusioni dei CT La mancanza di strumenti di controllo come la portata e valutazioni sul carico effettivamente influente sugli impianti non ha consentito di potere effettuare sui depuratori verifiche diverse da quelle svolte, soprattutto quelle necessarie alla determinazione del carico effettivo su ogni singolo impianto. Non è stato possibile effettuare sugli impianti un riscontro circa i controlli eseguiti dal gestore (eccetto per l’impianto di PAGLIETA gestito dal Consorzio ASI Sangro) in quanto su nessuno di questi è stato rinvenuto un protocollo di monitoraggio dell’impianto, nè risultano indicati i controlli di esercizio e di funzionamento degli stessi, con i dovuti riscontri dei parametri che regolano il processo depurativo, nei registri di conduzione degli impianti acquisiti e relativi agli ultimi 5 anni di gestione.. Normalmente nella conduzione di un impianto di depurazione biologica dovrebbero eseguiti specifici controlli . Nessuno dei controlli sopra indicati risulta effettuato nella gestione degli impianti.

28 aprile 2015 0

Tragedia in Nepal, perdono la vita due istruttori nazionali del Soccorso Alpino

Di admin

È stato confermato nelle prime ore del pomeriggio di ieri il decesso di due istruttori nazionali del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS). Oskar Piazza, classe 1960, istruttore della Scuola nazionale tecnici e vicedirettore della Scuola nazionale forre del CNSAS, e la dott.ssa Gigliola Mancinelli di anni cinquanta, medico di rianimazione cardiologica all’ospedale Lancisi di Ancona, istruttore della Scuola nazionale medici del CNSAS hanno entrambi perso la vita durante una spedizione esplorativa delle forre nei pressi della cittadina di Langtang in Nepal travolti da una valanga a seguito del sisma che ha interessato l’intero territorio. Entrambi, durante la loro lunga carriera, hanno più volte frequentato la nostra Regione, formando e preparando il personale tecnico del Servizio regionale CNSAS Molise.

Al loro lavoro ed alla loro professionalità va tributato il merito dell’elevato livello di competenza raggiunto dai tecnici del CNSAS Molise a beneficio della popolazione dell’intera Regione. Il sentimento di cordoglio dell’intera Struttura del CNSAS Molise è racchiuso nelle parole del Responsabile regionale Mariano Arcaro: “E’ una grave perdita per tutto il Soccorso Alpino ed anche per la nostra Regione; entrambi hanno dato tanto al nostro Servizio regionale, con la passione e l’estrema dedizione con cui sia Oskar che Gigliola hanno dedicato la loro vita a soccorrere e salvare la vita agli altri. In questo momento triste il pensiero commosso va ai parenti dei due scomparsi che prima di essere abili alpinisti erano degli amici. Il loro ricordo ed i loro insegnamenti lasceranno inevitabilmente un segno indelebile”.

28 aprile 2015 0

“Volontariato e Scienza, insieme per Mister Parkinson” promosso da Azione Parkinson Ciociaria

Di redazionecassino1

Un progetto nato dal volontariato ma che già da subito si presenta interessante al mondo della ricerca medica. È stato presentato giovedì scorso presso la Sala San Tommaso del Comune di Roccasecca ‘Mister Parkinson’, il progetto finanziato dal Bando Socialmente2, promosso dal Cesv- Spes, Centro di Servizio per il Volontariato del Lazio, l’unico selezionato in provincia di Frosinone e che vede capofila l’associazione Azione Parkinson Ciociaria, operativa sul territorio con azioni che riducano il rischio di emarginazione delle persone affette da tale malattia che solo nel distretto socio sanitario D ad oggi sono circa 600. Mister Parkinson nella sua mission vuole contrastare l’azione degenerativa del Parkinson ma anche sostenere chi si prende cura di questi malati e lo farà attraverso laboratori manuali-espressivo-ricreativi e incontri formativi per i volontari che partiranno a breve. Le attività prendono ufficialmente il via grazie al lavoro di rete portato avanti da altre tre associazioni del Cassinate che quotidianamente operano a favore della comunità: Il Gabbiano di Pontecorvo, il centro diurno che ospiterà i laboratori, supportato da Orientiamoci Onlus (Roccasecca) e Umanize Organization (San Giovanni Incarico). Tra i partners i Comuni di Vallerotonda e Pico, la cooperativa sociale ’11 febbraio’, l’istituto comprensivo di Esperia, le associazioni A.Legaccio e Il Sole splende per tutti. Dopo il saluto dell’assessore alle Politiche Sociali del Comune di Roccasecca, Alessandro Marcuccilli, al tavolo della conferenza di presentazione c’erano relatori di grande calibro: il professore Luigi Di Cioccio, direttore-medico scientifico dell’Istituto San Raffaele di Cassino dove è attivo dal 2009 il Clinical Trial Center Parkinson, “un centro dedicato alla sperimentazione clinica sia di farmaci che di strategie terapeutiche all’avanguardia per la riabilitazione, fiore all’occhiello dell’istituto, ora un punto di riferimento per tutto il Centro Sud Italia dove c’è un’alta produttività di ricerca e di speranze per una malattia fortemente disabilitante”. E con la dottoressa Maria Francesca De Pandis, responsabile del centro ricerche e centro di cura Parkinson, fortemente voluto dall’associazione Parkinson Ciociaria, c’è stata una svolta: per i pazienti che vi fanno riferimento c’è sempre una diagnosi precoce, necessaria per conoscere e contrastare la malattia grazie anche a un modello di cura diverso, l’approccio riabilitativo multidisciplinare, “il malato viene preso in carico in maniera più globale, con tanti specialisti che lo seguono”. Mister Parkinson, vista l’importanza dei contenuti e problematiche proposte, potrebbe assumere –grazie ai percorsi già condivisi con l’Istituto San Raffaele – carattere scientifico, così come auspicato durante la presentazione dai relatori stessi. “I contenuti di Mister Parkinson – ha aggiunto la dottoressa Paola Capoleva, presidente regionale dei Cesv-Spes Lazio – sono molto significativi, rappresentano la ricchezza della provincia di Frosinone, un collegamento tra associazioni molto importante, è un progetto di altissimo valore a dimostrazione che il lavoro di rete funziona. Le associazioni rappresentano i sensori del territorio, abbiamo a che fare con associazioni che sanno innovare. Insieme andremo più lontano ancora”. Soddisfatta Valeria Levi Della Vida, presidente dell’associazione Azione Parkinson Ciociaria che grazie a questo progetto vede possibile “trasformare la negatività in opportunità di combattimento per i parkinsoniani. Li aiuteremo ad uscire allo scoperto e diventare protagonisti, testimoni di qualcosa di importante”. “Mister Parkinson – ha concluso il referente del progetto dott. Antonio Felice Fargnoli – rappresenta un’opportunità per il nostro territorio per essere più concreto ed innovativo dando evidenza ad un bisogno”. Mister Parkinson in azione: in calendario già altri due appuntamenti importanti, giovedì 14 maggio 2015, grande festa con le associazioni del territorio. E in programma la giornata di eventi, laboratori e convegni ‘Tutti i colori del volontariato’ presso Il Gabbiano a Pontecorvo; sabato 16 maggio 2015 dalle ore 14.00 si correrà per la ricerca: come ogni anno a Roccasecca Scalo si terrà ‘Run For Parkinson’, evento non competitivo di sensibilizzazione sulle problematiche della malattia. Per info: tommaso_ranaldi@virgilio.it, 339.7940262.

28 aprile 2015 0

Basket C/2 play-out: Serapo vince gara 1 contro la Fortitudo Roma

Di redazionecassino1

Si sapeva che sarebbe stata dura ma alla fine la UnipolSai Gradone Assicurazioni Serapo 85’ fa sua gara 1 del secondo turno di play out, imponendosi con il punteggio di 60-57 sulla Fortitudo Roma, acquisendosi per lo meno il diritto della bella al Palamarina fra una settimana. La tensione ha tirato un brutto scherzo inizialmente ai ragazzi di Coach Macaro il cui approcio alla gara non è stato dei migliori, alla lungo il gioco sotto canestro per Ferraiuolo e Valente paga, ma dall’altra parte del campo c’è un Pucci che inizia in maniera prepotente mettendo a segno 10 dei 17 punti messi a referto dalla Fortitudo Roma che chiude il primo quarto in vantaggio con il punteggio di 12-17. Nel secondo quarto Coach Macaro getta nella mischia il giovane Coscione, rinunciando ad un lungo, Valente, anche aggravato di falli. I risultati sono lusinghieri ed il giovane gaetano ci mette del suo nella rimonta biancoverde: la compagine gaetana gioca con più pazienza, Leccese orchestra bene la situazione, ed arrivano tiri puliti per Refini e Marrocco; nel momento difficile la Fortitudo Roma è mantenuta a gala da Ba, ma il sorpasso è cosa fatta; si va al riposo lungo con la UnipolSai Gradone Assicurazioni Serapo 85’ in vantaggio con i punteggio di 32-29. Il terzo quarto è all’insegna dell’equilibrio, la squadra biancoverde prova a scappare ( Ferraiuolo e Marrocco fanno la voce grossa sotto canestro e Refini e Coscione recuperano palloni che vengono tramutati in contropiedi vincenti); la squadra capitolina risponde colpo su colpo, trascinata dal solito Pucci, ma sul 41-40 l’altro giovane del vivaio Biancoverde, Mannarelli, mette a segno la tripla del +4 e Refini sull’azione successiva segna, sulla sirena, il 46-40 con cui si chiude il terzo quarto. Nell’ultimo quarto inizia ad affiorare la stanchezza fra i ragazzi biancoverdi , ma prima cinque punti consecutivi di Leccese permettono alla squadra biancoverde di salire a +9. Dopo di che c’è la reazione capitolina, Ba, per via del problema falli dei due lunghi gaetani, diventa immarcabile e Pucci continua nella sua serata di grazia regalando il sorpasso sul 57-56 alla sua squadra; a questo punto la squadra biancoverde non si perde d’animo, Leccese regala un assist al bacio per Valente che segna il controsorpasso ( 58-57); nelle ultime azioni concitate delle gara, la difesa biancoverde sembra una tonnara,ed alla fine Capitan Marrocco conquista uno sfondamento prima e un fallo dopo che gli consente di segnare i due tiri liberi della vittoria.

Gara due si giocherà Mercoledì con inizio alle ore 20.30 presso l’ Arena “ Altero Felici” di Roma.

UnipolSai Gradone Assicurazioni Serapo 85’ – Fortitudo Roma 60-57 ( 12-17; 32-29; 46-40)

UnipolSai Gradone Assicurazioni Serapo 85’: Mannarelli 3, Leccese 10, Coscione 5, Macera, Valente 10, Refini 12, Riccardelli n.e., Di Manno, Marrocco 9, Ferraiuolo 11. Coach: Macaro

Fortitudo Roma: Pucci 24, Gasperini 2, Baldelli 4, Ba 17, Pasquinelli 2, Causti 2, Albero 3, Nardulli, Barban 1, Baldoni 2. Coach: Ciancarini

28 aprile 2015 0

Play-off: Colpo a sorpresa di Scauri che batte, in trasferta, Pietravairano

Di redazionecassino1

Bisognerà aspettare ancora un turno per conoscere le otto squadre che parteciperanno ala fase finale, con eliminazione diretta, dei play-off necessaria per conquistare il titolo di campione territoriale. Nello corso weekend, intanto, si è giocata la 5a giornata dei playoff e le sorprese non sono mancate. Nel girone ‘A’ brutta sconfitta casalinga, 0 a 3, per la Longobarda Pontecorvo rimediata contro Atletico Marzano Appio che porta la formazione pontecorvese al secondo posto, a quota 10 punti, come la capolista La Ferrara che pareggia, 2 a 2, sul campo di Cafè Retrò Aquino. Per le due formazioni, Marzano e Longobarda, nono ci potranno essere ulteriori distrazioni nel prossimo turno se vorranno ancora essere protagoniste. Le due squadre, che sono a pari punteggio, dovranno vedersela la Longobarda con Aquino e La Ferrara con Marzano Appio. È il girone ‘B’ a far registrare la sorpresa di questo turno. Scauri, infatti, riesce nell’impresa di battere in trasferta Pietravairano, 0 a 1, e portarsi al secondo posto in classifica a quota 7 punti. In testa, tuttavia, resta saldamente con quattro lunghezze di vantaggio Vairano Scalo che supera, 3 a 1 Amatori Aquino. Il prossimo turno sarà, quindi, decisivo per la formazione pontina per consolidare la sua posizione e accedere alla fase semifinale, quando sarà opposta agli Amatori Aquino distanti da Scauri una sola lunghezza. Nel girone ‘C’ i giochi sembrerebbero fatti per Professional Service, a quota 12 punti, e per Cassino Ovest Doc, a quota 9, le due formazioni, infatti, non sono andate oltre il pareggio, 1 a 1, nello scontro diretto. Pareggio anche nel match fra le altre due, tibia e Peroni e Angolo Divino, ferme sul 2 a 2. Per entrambe le formazioni in testa basterà un pareggio per accedere alla prossima fase. Nel girone ‘D’ la capolista, Amatori RoccaD’Evandro vola verso le fasi finali con 12 punti, dopo la pesante sconfitta, 5 a 1, inflitta a Atletico Pontecorvo. Yammo. It, a quota 9 punti, vince, 0 a 3, sul terreno del Cenceglie Sora, ormai fuori da qualsiasi velleità. Bisognerà aspettare il prossimo turno solo per vedere se Yammo sarà in grado di mantenere la seconda piazza, dopo lo scontro diretto, proprio con Roccadevandro, visto che solo un pumto lo separa dalla formazione di Pontecorvo che sarà impegnata sul terreno dei sorani di Cenceglie. Dopo il turno del prossimo weekend si procederà al sorteggio per stabilire gli accoppiamenti dei gironi ad eliminazione diretta. F. Pensabene