Di Russo: “Invito gli occupanti a liberare le Case Cantoniere”

Di Russo: “Invito gli occupanti a liberare le Case Cantoniere”

2 aprile 2015 0 Di redazionecassino1

“Invito gli occupanti delle Case Cantoniere a liberare autonomamente i locali onde evitare ripercussioni a livello personale di cui purtroppo poi dovranno assumersi le responsabilità.” A dichiararlo l’assessore alle politiche sociali del Comune di Cassino, Stefania Di Russo, di ritorno da Frosinone dove questa mattina ha incontrato il Prefetto per discutere dell’emergenza abitativa che riguarda la nostra città. “Appresa la notizia dell’avvenuta occupazione – ha continuato la Di Russo – insieme al Prefetto non abbiamo potuto far altro che attivare le procedure previste in questi casi. Sono state allertate le Forze dell’Ordine al fine di avvisare la Regione Lazio, che ricordiamo essere proprietaria delle Case Cantoniere, dell’avvenuta occupazione da parte di alcune famiglie del cassinate . Come è noto, infatti, le Case Cantoniere assegnate al Comune di Cassino dalla Regione Lazio sono state trasformate in Centri di Ascolto per il Disagio e non di certo in alloggi destinati ‘all’emergenza abitativa’. Va sottolineato, inoltre, che tutti gli obblighi di legge per l’assegnazione sono stati espletati solamente nella giornata di ieri da parte della Giunta Regionale e di conseguenza la consegna al Comune delle due Case Cantoniere non è stata ancora ufficialmente effettuata. E anche nel momento in cui la consegna diventerà effettiva, le due Case Cantoniere, così come previsto dal progetto presentato dal Comune di Cassino, saranno destinate a centro di ascolto disagio sociale: una specificatamente destinata al sostegno di ragazze madri, di famiglie in difficoltà economiche e sociali ed al reinserimento nel mondo del lavoro dei soggetti svantaggiati; l’altra, invece, come centro di ascolto per contrastare e ridurre il disagio abitativo. Cosa ben diversa dall’utilizzare quelle strutture come alloggi per l’emergenza abitativa. In virtù di ciò l’occupazione abusiva di questa mattina è un atto grave per il quale chi di dovere ha già provveduto a compiere accertamenti in attesa di disposizioni da parte della Regione Lazio per conoscere le azioni future da intraprendere nei prossimi giorni nei confronti degli occupanti. Tutto questo tenendo sempre presente, e mi riferisco proprio alle famiglie che hanno occupato, che l’Amministrazione comunale ha sempre fatto di tutto per assicurare, a chi ne ha bisogno, un tetto sopra la testa. In un momento così difficile, in cui sempre di più sono le persone che hanno difficoltà a pagare gli affitti, nessuno può dire che il Comune di Cassino è rimasto a guardare. In tal senso diverse sono state le iniziative messe in campo tra cui, tanto per citarne due, i bonus sfratti ed i bonus affitti introdotti all’interno del regolamento comunale da circa due anni che si vanno a sommare ai bonus affitti della Regione Lazio. Una forma di prevenzione, quindi, oltre che di sostegno agli sfratti esecutivi. Non solo, nella giornata di domani porteremo a termine un altro progetto all’avanguardia per far fronte all’emergenza abitativa a cui stiamo lavorando da tempo. Un progetto di Co-hosuing con annessopatto di servizi attraverso il quale il Comune di Cassino si farà carico di persone che effettivamente non hanno un tetto sopra la testa a patto e condizione che i soggetti interessati si assumano l’onere di intraprendere un vero e proprio processo di responsabilizzazione per l’acquisizione dell’autonomia. Come è evidente, quindi, l’Amministrazione ha sempre operato e continua a farlo nel rispetto delle regole, unico modo per garantire veramente equità, dicendo no a tante cose fra cui la recente richiesta impropria di alcuni di entrare nelle Case Cantoniere per visionarle senza autorizzazione regionale opportuna. Purtroppo questo non è stato recepito da chi ha deciso di occupare questa mattina quelle strutture. Le stesse famiglie che, tra l’altro, hanno trovato in passato risposte per l’emergenza abitativa. Nessuno di loro, infatti, è rimasto in mezzo alla strada. Il sindaco di Cassino e l’assessorato ai servizi sociali hanno sempre assicurato a tutti un tetto a spese dell’amministrazione presso delle strutture di emergenza. Evidentemente adesso hanno scelto di intraprendere una strada diversa, ma devono avere ben presente che si tratta di una scelta in contrapposizione alla legge e su cui la Regione Lazio, avvisata nella giornata di oggi, prenderà provvedimenti. Facendo un resoconto della ‘emergenza abitativa’ insorta due anni fa, si vuole precisare quanto segue: questo è un problema molto diffuso che riguarda tutti coloro sono presenti in graduatoria Ater ed hanno fatto richiesta di bonus affitti o bonus sfratti. Diversa è la situazione di chi ha perso di fatto un tetto per disagio socio – economico. Questi ultimi, nessuno escluso, hanno ricevuto assistenza o offerta di assistenza dal Comune di Cassino attraverso risposte abitative provvisorie. D’altro canto, tornando alle famiglie che hanno manifestato in piazza il proprio disagio circa due anni fa, va detto che una metà di loro ha trovato alloggio in case Ater mai segnalate come libere al Comune e senza alcuna autorizzazione da parte degli uffici comunali. Un’altra parte continua ad occupare costantemente alloggi demaniali cercando di trovare soluzioni definitive al di là delle regole sociali e delle graduatorie. Chiunque effettui reati di questo tipo deve assumersi la diretta responsabilità con tutte le conseguenze del caso, allo stesso modo di chi, se c’è, induce, non si sa con quali promesse ed in nome di quale democrazia, queste persone a commettere atti del genere. L’atteggiamento fermo ed univoco di questa Amministrazione è quello di seguire le graduatorie, rispettare chi (attualmente sono 3 nuclei famigliari) sta nei centri di accoglienza ad aspettare il suo turno, ma soprattutto rispettare la legge. Altre azioni per il futuro? Con il comandante della Polizia Locale abbiamo programmato un censimento, in tempi record, di tutte le 1100 case Ater, non solo su 50 alloggi segnalati, presenti sul territorio comunale. L’augurio è che l’Ente gestore ce ne dia autorizzazione.”