Giorno: 1 luglio 2015

1 luglio 2015 0

Ambisce all’eredità, 45enne di Morolo tenta di uccidere il marito con i farmaci. Condannata a 3 anni e 8 mesi

Di admin
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Tre anni ed otto mesi di carcere più un risarcimento di 50mila euro. Con questa condanna il tribunale di Frosinone si è espresso sulla vicenda del tentato omicidio perpretato da una 44enne di Morolo che avrebbe, con l’ausilio di farmaci, tentato di uccidere il marito 75, noto imprenditore della zona, somministrandogli con costanza, farmaci anticoaugulanti che gli hanno causato una serie di gravi emorragie interne. I medici, all’ennesimo malore, hanno indagato scoprendo l’assunzione immotivata di quei farmaci. Agli inquirenti, invece, è toccato il compito di individuare nella consorte dell’uomo, che avrebbe ereditato ricche proprietà, l’autrice di quel tentativo. L’anno scorso, quindi, la donna è stata arrestata e oggi è arrivato il primo grado di condanna.

1 luglio 2015 0

Non si accorge che l’auto va a fuoco, ragazza salvata dal fidanzato

Di admin

E’ stata salvata dal fidanzato che la seguiva con la propria auto la ragazza che, oggi pomeriggio, ha visto la sua Opel distrutta dalle fiamme. E’ accaduto poco prima delle 18 quando la ragazza stava percorrendo la superstrada Ferentino Sora con il fidanzato che la seguiva con la propria macchina. E’ stato lui a notare che, giunti nei pressi dell’uscita per Casamari, dalla Opel usciva prima del fumo e poi, addirittura le fiamme. La ragazza che non si era accorta di nulla è stata avvisata via cellulare riuscendo ad accostare e ad uscire priuma che l’incendio avvolgesse l’auto. L’interveto poi dei vigili del fuoco ha permesso di domare le fiamme, ma la sua integrità fisica la deve al fidanzato.

1 luglio 2015 0

Ospedale di Sezze, provvidenziale intervento vigili del fuoco, area chiusa poche ore prima del crollo

Di admin

 

Solamente qualche ora prima un funzionario dei vigili del fuoco di Latina ha ravvisato pericoli di crollo e ha disposto la chiusura di un intero piano dell’ospedale civile di Sezze, nel pomeriggio, è avvenuto il crollo. Diversi metri cubi si sono riversati sugli ambineti del reparto che, però, erano completamente vuoto su disposizione dei vigili del fuoco. Un provvedimento provvidenziale come non mai che ha evitato feriti e forse tragedie irreparabili. Si procederà adesso ad una verifica strutturale dell’intero nosocomio.

1 luglio 2015 0

Showtime.it la vetrina on line degli artisti

Di admin

Showtime.it, il marketplace di musica, eventi e spettacolo ha debuttato qualche settimana fa dimostrandosi subito un’idea innovativa e decisamente utile.  Showtime è in grado di rispondere gratuitamente all’esigenza di matching tra professionisti dello spettacolo e organizzatori di eventi di ogni genere. Da un’idea del Club Santa Chiara nasce l’unica vetrina dove, con un catalogo di oltre 900 proposte, è possibile accedere a una selezione di offerte dedicate a enti pubblici, esercizi privati, convention aziendali, alberghi, strutture ricettive e animazione sociale in genere.

Showtime.it è già in grado di fornire agli artisti l’opportunità di essere trovati e contattare direttamente enti, agenzie e organizzatori.

Qualsiasi attività coinvolta nella gestione di eventi potrà cercare il professionista ideale attraverso un catalogo ben organizzato. Per ogni occasione, comodamente da casa o dal proprio smartphone, trovare i protagonisti del proprio evento e contattarli è da ora semplicissimo.

Consultando Showtime.it sarà possibile scoprire in tempo reale la posizione geografica degli artisti, la tipologia di performance, il budget, e tante altre informazioni. Il servizio che da anni tutti aspettavano è gratuito, e a disposizione già per l’estate 2015. Showtime è in collaborazione con importanti enti come Ferpi, Anci, Unicom, Assorel, Federalberghi, Fipe, Arci e Assomusica. Showtime è diretto dal giornalista free lance di Cassino Antonio Tortolano.

www.showtime.it

1 luglio 2015 0

Maturità presa a sassate, in manette a Minturno tre giovani diplomati

Di admin

Una maturità dimostrata solo sulla carta quella di tre giovanissimi di Minturno M.R., 19enne, D. A. G., 19enne e T. V., 18enne arrestati dai carabinieri per resistenza a pubblico ufficiale e danneggiamento. Per festeggiare la maturità scolastica, i tre si sono divertiti a lanciare sassi dall’auto in corsa infrangendo i finestrini di altre vetture parcheggiate lungo la strada litoranea tra Minturno e Formia. L’opera dei tre è stata segnalata alla centrale dei carabinieri che ne aveva diramato le ricerche. Fermati dai militari hanno anche opposto resistenza all’arresto.

1 luglio 2015 0

Cani “sotto sequestro” con tutta la discarica a Sant’Elia Fiumerapido

Di admin

Dimenticata per tre mesi, una colonia di cani si raddoppia in un’area sequestrata facendo, con essa, raddoppiare anche le spese per la loro gestione e gli sforzi dei volontari per accudirli. La vicenda è legata al sequestro di una aziende per lo smaltimento rifiuti a Sant’Elia Fiumerapido effettuato dalla guardia di Finanza il 24 marzo. Le fiamme gialle apposero i sigilli ravvedendo reati di natura ambientale. In quel perimetro, però, non vi erano solo rifiuti, ma anche la colonia di meticci. 12 esemplari in tutto, molti dei quali, femmine e gravide. Ad accorgersi di loro sono state alcune persone che ne hanno segnalato la presenza all’associazione Anpana di Frosinone i cui volontari hanno tentato di occuparsi al meglio degli animali pur rispettando i sigilli, nel frattempo si perfezionava l’iter per avere accesso all’area e, quando ciò è avvenuto la scorsa settimana, i 12 cani erano diventati 27. Le cucciolate, infatti si sono moltiplicate e con esse anche le precarie condizioni degli animali che vivono nella sporcizia in un ambiente caratterizzato dall’aria irrespirabile per la puzza. Insomma, oltre ai problemi ambientali vi sono evidenti problemi di natura animalista. “Quello che mi sorprende sempre in questi casi è la mancanza di sensibilità in chi procede – dichiara Francesco Altieri presidente di Anpana – se fosse stata notiziata fin da subito la presenza della colonia, saremmo intervenuti celermente: i 12 cani non si sarebbero raddoppiati e con loro le spese che il comune adesso dovrà sostenere per affidarli ad un canile”. Lo sfogo del presidente dell’Anpana però è generalizzato, quindi non solo legato all’episodio. “Veniamo spesso visti come rompiscatole – dichiara Altieri – spesso le nostre segnalazioni vengono ignorate facendo si che un piccolo problema, diventi con il tempo un problema sempre più grande”.

Ermanno Amedei

1 luglio 2015 0

Super poliziotto va in pensione, dopo 42 anni Michele Zullo “scende” dalla macchina della Stradale di Cassino

Di admin

Per 42 anni al servizio della Polizia stradale della Sottosezione di Cassino. Da alcuni giorni il sovrintendente capo Michele Zullo ha raggiunto la pensione. Una vita, la sua, spesa sulla macchina di servizio, “l’ufficio non ha fatto mai per me – ha detto il poliziotto – il mio posto di lavoro è sempre stata la strada e il contatto con la gente”. Per 42 anni, quindi, ha pattugliato il tratto autostradale Roma Napoli da Ceprano a Caianello, il tratto divenuto quello più temuto da contrabbandieri, ladri di auto, rapinatori, corrieri della droga e ogni altro tipo di malvivente che doveva transitare nei pochi chilometri di competenza della stradale di Cassino che, grazie a uomini come Zullo, sa tessere fitte reti di controllo difficili da superare. Centinaia di arresti, altrettanti incidenti stradali su cui intervenire per prestare i primi soccorsi, migliaia di sanzioni amministrative ingrossate dal fenomeno del momento, quello delle assicurazioni false di cui Zullo è un vero esperto. Tra gli episodi che lo hanno segnato ricorda una tragedia, “Accadde nell’1985 nei pressi della stazione di servizio di Teano. Un bambino di 5 anni con un soffocamento in corso, morì tra le mie braccia mentre lo stavamo portando in ospedale”. Lui stesso ha messo più volte la sua vita in pericolo. In particolare nella primavera del 2007, mentre con il suo collega stava controllando i documenti ad un pregiudicato, è stato investito da un’auto che aveva perso il controllo. In quell’occasione ha riportato gravissime lesioni, ma nonostante ciò, appena gli è stato possibile, è tornato al lavoro. Un vero maestro per tanti colleghi che nutrono per lui profonda stima. Tra questi Mario Tardivi: “Michele ha una esperienza smisurata che metteva a disposizione di tutti insegnando a tanti, me compreso, i trucchi del mestiere per individuare i malfattori tra migliaia di auto in transito. Per questo lo ringrazio ancora una volta”. Er. Amedei

1 luglio 2015 0

Internet autostrada per la Jihad, operazione del Ros sgomina cellula terroristica impegnata in arruolamenti

Di admin

Questa mattina, i Carabinieri del R.O.S hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Roma su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di 2 cittadini maghrebini[1], indagati per associazione con finalità di terrorismo internazionale aggravata dalla transnazionalità del reato. Un terzo indagato[2] è già detenuto per reati di terrorismo in Marocco.

I provvedimenti scaturiscono dagli approfondimenti investigativi effettuati sul conto di Ahmed MASSEOUDI, soggetto emerso quale visitatore di un sito di matrice jihadista denominato “Jarchive”, gestito da un cittadino degli emirati Arabi Uniti temporaneamente residente in Australia, nell’ambito di una prolungata attività di monitoraggio del web condotta dal R.O.S negli ultimi anni.

Le indagini, che si sono avvalse anche della collaborazione dell’AISI, dell’Intelligence marocchina e dell’FBI statunitense, hanno documentato come MASSEOUDI avesse successivamente aperto e amministrato un proprio sito web attivo nella propaganda dell’ideologia qaidista e nel proselitismo di aspiranti jihadisti.

Dall’indagine, è emerso come il cittadino tunisino MASSEOUDI avesse registrato presso una società statunitense il dominio “i7ur.com”, acronimo arabo di “Ashak al-Hur”, in italiano “Amanti delle vergini”, denominazione fortemente simbolica, in quanto le Hur sono le vergini assegnate in Paradiso ai martiri morti in battaglia.

La maggior parte del materiale probatorio proviene dall’acquisizione dei contenuti del forum, rappresentati da documenti testuali, video e comunicati audio prodotti dalle sezioni mediatiche di organizzazioni terroristiche, soprattutto al-Qaida e le sue filiali regionali, ma anche formazioni ad essa non ufficialmente affiliate, quali i Talebani, comunque aderenti all’ideologia del movimento jihadista globale.

L’indagine è la prima in Italia riguardante uno dei forum affiliati ad al-Qaida, creati a partire dalla prima metà degli anni 2000 da simpatizzanti dell’organizzazione fondata da Bin Laden, al fine di supportarne il programma terroristico.

Lo scopo di tali forum è di diffondere l’ideologia di al-Qaida allo scopo di formare nuovi proseliti, avviandoli ad un percorso di radicalizzazione che, nelle intenzioni di coloro che li gestiscono, dovrebbe concludersi con la decisione a partecipare attivamente alla jihad violenta, ad esempio arruolandosi in un’organizzazione terroristica, partendo per una delle zone di guerra, oppure compiendo autonomamente attentati nei Paesi occidentali.

A tale scopo, il forum i7ur offriva ai propri visitatori una serie di contenuti, da quelli prettamente ideologici, quali video dei leader di al-Qaida o fatwe emesse da ulema affiliati all’organizzazione, a quelli più specificamente operativi, come testi apologetici del terrorismo, commenti inneggianti agli autori di attentati terroristici al fine di indurre il compimento di altri, sia in Occidente, sia nei Paesi musulmani i cui governi sono ritenuti “apostati”. Ai navigatori che vi accedevano, il forum forniva anche materiale didattico di addestramento al terrorismo, quali video e manuali sull’utilizzo di armi bianche e da fuoco e sulla produzione di sostanze chimiche venefiche, nonché istruzioni per sottrarsi al monitoraggio on-line delle Forze di Polizia.

Il forum i7ur era articolato in Sezioni, ciascuna dedicata a uno specifico contenuto e assegnata a un coordinatore incaricato del suo aggiornamento e monitoraggio, al fine di cancellare eventuali contenuti ritenuti incompatibili con l’ideologia qaidista del gruppo.

In tale quadro:

Ahmed MASSEOUDI amministrava e coordinava le attività del sito; Abderrahim EL KHALFI, principale collaboratore di MASSEOUDI, era addetto a specifiche sezioni del sito, provvedendo anche alle spese di finanziamento; Mohammed MAJENE era di fatto l’ideologo del forum e autore di documenti molto noti tra i simpatizzanti di al-Qaida, pubblicati in altri siti jihadisti, come “al-Shumukh”.

Altre dieci persone, facenti parte dell’organizzazione e residenti in Paesi del Nord Africa e Medio Oriente, sono in corso di compiuta identificazione e localizzazione, mediante la cooperazione internazionale già avviata.

Oltre alla parte pubblica, il forum offriva ai propri membri anche sezioni private non accessibili e strumenti di messaggistica criptati per comunicare tra loro in maniera sicura.

Attraverso il forum venivano di fatto avviati processi di radicalizzazione violenta, come dimostra la scelta di alcuni soggetti partecipanti di dedicarsi alla jihad combattente nei teatri operativi.

In particolare, nel 2011, uno dei membri del gruppo di gestione, il cui soprannome nel forum era “abujihad.47”, successivamente identificato nel cittadino algerino diciannovenne Khaled Amroune, partiva dal proprio Paese per la Siria, arruolandosi nelle fila dell’organizzazione Jabhat al-Nusra e restando ucciso in combattimento nei pressi del confine con la Turchia contro le truppe del governo siriano. Il suo martirio veniva poi celebrato all’interno del forum da Mohammed MASSEODI ed Abderrahim EL-KHALFI, elogiandone il passaggio dalla jihad mediatica a quella violenta.

Il forum operava anche da tramite tra volontari intenzionati a recarsi in uno dei teatri della jihad per combattere e le organizzazioni terroristiche attive in quei territori, facilitandone il reclutamento.

Ad esempio, nel 2012, dopo lo scoppio del conflitto siriano e l’entrata in scena di Jabhat al-Nusrah, gruppo terroristico affiliato ad al-Qaida, Ahmed MASSEOUDI riceveva da un membro del forum una richiesta d’informazioni su come raggiungere la Siria dalla Palestina ed arruolarsi nell’organizzazione. Lo stesso MESSAOUDI, sfruttando la notorietà del forum i7ur, entrava in contatto con l’amministratore del profilo Facebook ufficiale di Jabhat al-Nusra ottenendo le indicazioni richieste.

Nel corso delle prolungate attività d’intercettazione telematica dei computers degli indagati veniva acquisita anche la notizia relativa ad azioni terroristiche da compiere in Marocco, con l’obiettivo di colpire il locale Parlamento ed un festival della canzone in programma a Rabat. Le informazioni acquisite contribuivano all’identificazione dell’attentatore in Mouchine ARCHTAL, arrestato dalla polizia marocchina prima di entrare in azione.

Uno dei principali obiettivi dell’associazione indagata era tuttavia quello di favorire processi di radicalizzazione di frequentatori del sito, per indurli a compiere attentati nei Paesi occidentali.

In tale quadro, oltre a pubblicare molti numeri della rivista in lingua inglese “Inspire”, pubblicata da “al-Qaida nella Penisola Arabica” per promuovere la strategia terroristica dei “lupi solitari”, gli indagati hanno utilizzato gli attentati compiuti in Francia nel marzo 2012, da un cittadino francese d’origine algerina, Mohammed MERAH, responsabile dell’uccisione di tre paracadutisti dell’esercito francese, di un rabbino e dei suoi figli e di un altro bambino. I membri del forum hanno seguito tutta la vicenda parteggiando per il terrorista ed esaltando il suo martirio, dopo l’uccisione ad opera della polizia francese. Nei giorni successivi, l’ideologo del forum, Mohammed MAJENE, pubblicava un lungo testo sull’importanza della strategia della “jihad individuale”, di cui gli attentati compiuti da Mohammed MERAH erano, secondo lui, un lodevole esempio. Sul sito veniva anche diffuso il video di al-Qaida “incarica solo te stesso”, in cui i leader dell’organizzazione, tra cui il cittadino americano Adam GADAHN di recente ucciso nel corso di un attacco compiuto da un drone in Pakistan, incitavano i propri sostenitori ad attivarsi autonomamente e a compiere attentati terroristici in Occidente.

Viene così riproposta la tesi secondo la quale la scelta migliore per chi vuole compiere la jihad è restare nei Paesi occidentali e compiere atti terroristici, il cui effetto è di gran lunga superiore ad eventuali azioni nei teatri di conflitto. In tale ambito, gli indagati hanno fornito il proprio sostegno mediatico agli attentati parigini dello scorso gennaio, esaltando l’azione dei fratelli Kouachi presso la sede del periodico satirico “Charlie Hebdo” ed i successivi atti terroristici di Coulibaly nei confronti di due agenti di polizia e ai danni di dieci persone sequestrate (quattro delle quali uccise).

Infine, allo scopo di aumentare la popolarità e l’influenza del forum “Ashak al-Hur” nell’ambito dei simpatizzanti di Al-Qaida, Ahmed MASSEOUDI entrava in contatto con un membro di Al-Qaida in Iraq (ancora non separatasi da al-Qaida e ribattezzatasi “Stato Islamico”), al fine di ottenere video originali di azioni compiute dall’organizzazione terroristica da pubblicare in esclusiva nel forum. Lo stesso indagato avviava una trattativa con uno degli amministratori del forum al-Shumukh, il più popolare forum jihadista utilizzato da al-Qaida e dalle organizzazioni affiliate, per ottenere la “tazkiya”, ossia la garanzia di affidabilità necessaria per entrare in contatto con i rappresentanti delle maggiori organizzazioni terroristiche in Internet.

In definitiva, i membri dell’associazione indagata hanno tradotto la comune adesione all’ideologia di al-Qaida in un programma di jihad mediatica che rappresenta, per loro stessa ammissione, un percorso di passaggio verso la jihad violenta e il terrorismo. Le attività di intercettazione telematica hanno permesso di definire le attività del gruppo, nato e sviluppatosi nel mondo virtuale di Internet, registrandone l’adesione totale alla strategia terroristica qaidista, diffondendone il materiale propagandistico e attivando processi di radicalizzazione sempre più estremi.

L’indagine conferma la fondamentale importanza del monitoraggio di Internet ai fini di un’efficace attività di prevenzione del terrorismo internazionale, con particolare riferimento alla forma c.d. “homegrown”.

[1] EL KHALFI Abderrahim, nato ad Azemmour (Marocco) il 17.03.1978;

MASSEOUDI Ahmed, nato a Le Kef (Tunisia) il 22.06.1986.

[2] MAJENE Mohammed, nato ad Oujida (Marocco) il 25.06.1988.