Giorno: 30 luglio 2015

30 luglio 2015 Non attivi

Dalla Asl di Frosinone allo Spallanzani di Roma, la Mastrobuono ringrazia Zingaretti per il “dono”

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Dalla direzione della Asl di Frosinone a quella dello Spallanzani di Roma. Isabella Mastrobuono ha ricevuto ieri la proposta direttamente dal presidente della regione Lazio Nicola Zingaretti. “È per me davvero un onore aver ricevuto dal Presidente Zingaretti la proposta di dirigere l’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive ʺ Lazzaro Spallanzani ʺ, una Istituzione di così alto profilo assistenziale, scientifico e di ricerca”. Ha detto commentando la notizia della nomina. “Mi avvicino a questo incarico con umiltà e senso del dovere, nella consapevolezza della responsabilità di dirigere una Struttura unica nel suo genere e di così elevato rilievo sull’onda del mio maestro, il Prof. Elio Guzzanti”. “Per un allievo di un Maestro di così ineguagliabile spessore non poteva esservi un regalo più grande e cercherò nel nuovo incarico di seguirne le orme mettendo tutto l’impegno possibile. Per questo ʺdonoʺ ringrazio il Presidente Zingaretti e coloro che presso il Ministero della Salute hanno condiviso la scelta”. A proposito del suo incarico da direttore generale della Asl di Frosinone ha detto: “L’esperienza sul territorio frusinate, così ampio ed articolato, ha costituito per me un’occasione straordinaria di ulteriore crescita personale e professionale. Credo di aver svolto un lavoro – ponendo le basi per un servizio sanitario provinciale più adeguato e sostenibile – i cui frutti si potranno vedere a breve. Sono stati 18 mesi intensi e particolari, coincidenti con un periodo di svolta, riorganizzazione ed innovazione che mi hanno molto impegnata e per i quali ho chiesto ed ottenuto collaborazioni instancabili ed appassionate per il territorio”. Rmd

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Interventi chirurgici rinviati per lite a Cassino, indaga il direttore Sanitario

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La Asl di Frosinone ha deciso di fare chiarezza sulla lite in ospedale a Cassino che ieri mattina ha causato il rinvio di alcuni interventi chirurgici. “Il Direttore Sanitario aziendale Roberto Testa – si legge in una nota stampa – si è recato presso l’Ospedale S. Scolastica di Cassino ed ha potuto confermare quanto già anticipato ieri e cioè che il diverbio è avvenuto tra l’anestesista e due infermieri (a dire il vero, la nota di ieri smentiva la lite – ndr). Subito dopo il medico si è sentito male ed è stata sospesa l’attività di sala operatoria ma non l’attività relativa all’emergenza/urgenza. Si fa presente che gli interventi chirurgici rinviati ieri sono stati effettuati oggi e si precisa che non è stata interrotta alcuna convenzione con l’ASL di Caserta. Anzi, dopo un colloquio tra ASL di Frosinone Direttore Generale di Caserta, è stato deciso di incrementare la collaborazione (Fonti attendibili riferiscono che a inizio luglio la Asl aveva proposto una collaborazione agli anestesiti campani per il solo turno di notte incassando il no degli interessati. Leggi qui http://www.ilpuntoamezzogiorno.it/2015/07/stop-agli-anestesisti-della-asl-di-caserta-sala-operatoria-e-rianimazione-a-rischio-paralisi-a-cassino/. Le cose sono per fortuna cambiate – ndr). In merito al litigio e per gli eventuali provvedimenti il Direttore Sanitario aziendale riferirà con una dettagliata relazione”.

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Lite tra anestesisti in ospedale a Cassino, Fardelli a Zingaretti: “ripristini l’ordine negli ospedali provinciali”

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“Tanto sta facendo il Presidente Zingaretti da due anni per far quadrare i conti e per uscire dal commissariamento. E altrettanto per portare nuovi servizi nella sanità regionale. Ma con il personale medico ridotto all’osso, ogni sforzo resta vano e si finisce per degenerare in fatti come quelli accaduti al Santa Scolastica di Cassino”. Il consigliere regionale Marino Fardelli torna a sollecitare il Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti a “mettere mano pesantemente nella sanità provinciale che sta rischiando di degenerare, di portare il personale medico all’esasperazione, di aumentare la sfiducia nei cittadini e in chi gestisce, seppur con grande impegno, una sanità regionale e provinciale in grandissimo affanno”. Il consigliere Fardelli che già nei giorni scorsi aveva sollevato la questione della mancanza di medici e di infermieri, proprio a seguito di una visita al Santa Scolastica di Cassino e alla Casa della Salute di Pontecorvo dove si era recato per parlare direttamente con gli operatori sanitari ma anche con i pazienti. “Il Santa Scolastica può ancora tornare ad essere un ospedale di primo piano per i duecentomila cittadini del comprensorio. Ma necessita di personale in più che permetta turni meno pesanti, ferie. Non possiamo più permettere che accadano fatti come quelli di ieri che hanno bloccato il normale svolgimento di interventi chirurgici. I cittadini devono sentirsi sicuri, protetti da una sanità che li accoglie e li cura. Auspico che il Presidente Zingaretti intervenga immediatamente non su questo episodio, ma sui motivi scatenanti che ogni giorno stanno rischiando di portare il Santa Scolastica in perenne decadimento, per le gravità degli accadimenti, nelle cronache nazionali” ha concluso il consigliere regionale Marino Fardelli, capogruppo LB Obiettivo Lazio per Zingaretti.

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Incendi, a luglio 832 roghi in provincia di Latina. Arsi 150 ettari di vegetazione

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Sono 832 gli incendi che hanno interessato la provincia di Latina dall’inizio di luglio fino ad oggi pomeriggio, su cui hanno lavorato per gli spegnimenti, uomini e mezzi dei vigili del fuoco del comando provinciale di Latina. Dati forniti proprio dallo stesso comando dei pompieri che indica il sud Pontino e le zone interne della provincia, quelle maggiormente colpite insieme alle aree prospicienti alle maggiori vie di comunicazione. Un crescendo continuo proporzionato all’aumento delle temperature. A maggio, infatti i roghi sono stati 110 e 259 a giugno. In questi tre mesi sono le fiamme hanno arso 150 ettari di vegetazione.

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Sughereta in festa a Monte San Biagio, arrivano le fate

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Tradizioni, scambi interculturali, gastronomia, spettacoli, musica, balli, natura, amore per la propria terra e usanze popolari: tutto questo è “Sughereta in festa”, uno dei più importanti eventi folcloristici in provincia di Latina ormai giunto alla sua sesta edizione. La cinque giorni, in programma dal 5 al 9 agosto in località San Vito, nel cuore della Sughereta di Monte San Biagio, quest’anno ancor più che nei precedenti sarà incentrata sul magico mondo delle fate. Lo spunto, naturalmente, arriva dall’omonimo e suggestivo monte, protagonista ormai da secoli della tradizione popolare monticellana e non solo. «Per cinque giorni la nostra sughereta, seconda in Italia per estensione e altezza degli alberi che la popolano – ha spiegato l’organizzatore Danilo D’Ambrosio – si trasformerà nella terra delle fate. La leggenda vuole infatti che queste creature mitiche abbiano abitato i nostri boschi fino al 1400 facendo da guida ai viaggiatori smarriti». I protagonisti – Tanti ed importanti gli ospiti della kermesse: oltre al concerto inaugurale della Rino Gerard Band e alla presenza costante del gruppo folk San Vito, parte dell’evento sarà dedicato agli amici di Gressan, piccolo ma incantevole comune della Valle D’Aosta, la cui pro loco in occasione della “Sughereta in festa” siglerà un gemellaggio con la pro loco di Monte San Biagio (giovedì 6 agosto). A celebrare l’intesa tra i presidenti Michele De Bonis e Monica Cuneaz saranno le istituzioni locali di entrambe le cittadine che, dopo l’incontro ufficiale, si lasceranno trascinare dai suoni degli antichi bottari di Macerata in Campania e dai balli proposti dal gruppo Alessandro Colmaier. Protagonista d’eccezione degli ultimi due giorni della kermesse sarà inoltre la scuola di Tarantella di Montemarano il cui presidente Roberto D’Agnese quest’anno è anche direttore artistico di “Sughereta in festa”. «Per noi è un grande onore – ha spiegato l’organizzatore Danilo d’Ambrosio – perché Roberto D’Agnese è un navigato organizzatore di eventi, massimo esperto di tradizioni popolari e membro di IchNET (il comitato di tutela del patrimonio immateriale). Di quest’ultimo si parlerà nel corso di uno specifico convegno in programma domenica 9 agosto». Le incredibili feste popolari irpine rivivranno dunque in tutta la loro intensità e vivacità a Monte San Biagio in un gemellaggio unico nel suo genere. Ricchissimo il programma di musica tradizionale con tutta una serie di esibizioni tipiche della provincia di Avellino.

Le tradizioni – Nel corso della manifestazione saranno poi rinnovate alcune antiche tradizioni locali come la cosiddetta mappata, ovvero l’usanza di raccogliere all’interno di una tovaglia le pietanze avanzate da ricevimenti e banchetti affinché fossero mangiate all’indomani a colazione o a pranzo, la trebbiatura, con scene di rievocazione, carri e figuranti, la ballarella, con lezioni ed esibizioni quotidiane, e soprattutto con la possibilità di accedere agli antichi e celebri pagliai di Monte San Biagio. Un tempo punto di riferimento dei primi insediamenti rurali, con tanto di deschi e arredamenti originari, i pagliai saranno la vera attrazione della festa anche grazie alla possibilità di degustare al loro interno specialità tipiche di Monte San Biagio e dei vari ospiti. Le specialità tipiche e le visite guidate – Ciascun ospite, naturalmente, porterà con sé il proprio bagaglio di tradizioni culinarie. Si potranno dunque degustare i piatti tipici valdostani tra cui la pasta alla fonduta e la crema di Cogne con tegole valdostane (7-8 agosto); nelle giornate dedicate all’Irpinia saranno invece serviti caciocavalli, soppressate e altre prelibatezze avellinesi. In ogni giorno, naturalmente, non mancheranno gli stand enogastronomici a cura dell’Associazione organizzatrice con le migliori specialità monticellane. Per consentire ai visitatori di carpire a pieno lo spirito della manifestazione e la cultura popolare locale sarà infine possibile soggiornare nel pagliaio e visitare, al seguito di un’esperta guida, sia il centro storico che il Monte delle Fate.

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Gli imprenditori dei Casalesi a Cassino, quattro arresti e beni sequestrati per 10milioni

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Undici fabbricati, 5 terreni, una imbarcazione 83 automobili 80 conto correnti bancari per un valore complessivo di 10milioni di euro  oltre a quattro arresti, è il bilancio della brillante operazione portata a compimento questa mattina dagli uomini della guardia di finanza di Cassino comandata dal Tenete Colonnello Massimiliano Fortino sotto il coordinamento della Dda di Napoli. Gennaro De Angelis e Luigi Zonfrilli sono i due indagati arrestati a Castrocielo e a Cassino. Il quartetto degli indagati è composto da Baldassarre Licari e Nicola Schiavone, nipote di Sandokan, il primo arrestato a Tentola Ducente, Schiavone a L’Aquila. Il gruppo è ritenuto essere dagli investigatori il nocciolo imprenditoriale del Clan dei casalesi in provincia di Frosinone. De Angelis, arrestato a casa del nipote aveva grossi interessi sulla rivendita di auto, ma aveva anche differenziato gli investimenti agli autolavaggi, ai distributori ma anche a strutture ricettive.

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La sanità in provincia di Frosinone, storie di “lontananze”: la gente la insulta e la politica la promuove

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Bandiere di sigle sindacali, lenzuoli utilizzati come striscioni con frasi ad effetto erano, fino a non molto tempo fa, gli scenari possibili davanti ad aziende in crisi che minacciavano licenziamenti. Situazioni in cui i lavoratori scendevano in campo per difendere il posto di lavoro da volontà dei loro datori di lavoro, privati imprenditori, che intendevano “tagliare”. Accingersi ad entrare in un ospedale come quello di Alatri e trovarsi lo stesso scenario fa riflettere e preoccupare. La rivendicazione non è più di un piccolo o comunque ristretto gruppo di persone, ma è di una intera comunità, anzi, più comunità che rivendicano il diritto ad essere curati, un diritto acquisito anche per via delle tasse che ogni cittadino paga. Ridimensionare un ospedale, portarlo alla chiusura come sta accadendo al nosocomio di Alatri, togliergli risorse in modo da poter dire e far dire che le cose non funzionano giustificandone poi la soppressione, per alcuni è un taglio degli sprechi; quindi una sanità che funziona come funzionava il San Benedetto fino a pochi anni fa, per alcuni è uno spreco. Punti di vista. Altri nosocomi non stanno meglio e lo dimostrano il via vai di eliambulanze nei cieli ciociari impegnate a trasferire, dagli ospedali depotenziati a centri che ancora funzionano, tutti a Roma, pazienti anche per diagnosi sempre di minore importanza. La protesta è contro il ridimensionamento/chiusura che ha nel mirino la Mastrobuono; il direttore generale della Asl di Frosinone, la manager il cui compito è quello di raggiungere gli obiettivi indicatole dalla politica e caricarsi sulle spalle le responsabilità morali di quanto deve e di quanto ha fatto. Un compito che la Mastrobuono ha portato a termine in modo magistrale. Nonostante un ipotetico sondaggio tra i ciociari la incoronerebbe la meno amata, è di questi giorni la notizia che il suo prossimo incarico sarà la direzione dello Spallanzani. La donna che meglio di altri ha ridotto la sanità in provincia di Frosinone, raccoglie il suo carico di insulti, basta leggerne qualcuno davanti l’ospedale di Alatri, e se li porta in un centro di primaria importanza europea. La gente la insulta, la politica la promuove e premia. Ditemi voi se questo non è il mioglio metro di misura per dimostrare la lontananza tra la gente e chi li dovrebbe rappresentare. Ma questo perché? Per il sistema ideato dai politici di far fare il lavoro sporco ai tecnici. Un lavoro sporco che non nuocerà in campagna elettorale. Chi spera che il prossimo manager sia più magnanimo di chi l’ha preceduta si illude, chiunque arriverà a dirigere la Asl non ascolterà la gente esattamente come ha fatto la Mastobuono, ma solo la politica. Si va verso la fine del commissariamento della sanità regionale, e questa è una buona notizia. “Adesso le cose cambieranno” si affrettano a dire in tanti. Cosa cambierà però è difficile da capire. Da dove si riparte? Da Alatri, ospedale quasi fantasma? Da Cassino dove gli anestesisti ridotti all’osso, sotto pressione per turni di lavori massacranti e protagonisti di furibonde liti fanno saltare gli interventi in programma? Ma si ripartirà o l’obiettivo sarà conservare questa sanità ormai ridotta al lumicino? Quando e se un giorno si dovesse tornare a votare, sarà meglio ricordare per chi “lavoravano” quelli che hanno fatto il lavoro sporco.

Ermanno Amedei

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Tragedia della sttada a Priverno, muore 24enne di Sezze

Di admin

 

Un 24enne di Sezze è morto ieri sera a causa di un violento scontro tra auto che si è verificato nel territorio di Priverno. La vittima viaggiava alla guida di una Seat quando per cause ancora al vaglio della polizia stradale si è scontrato frontalmente con una Fiat. Immediatamente soccorso da operatori 118 e dai vigili del fuoco, il ferito è stato trasportato al Santa Maria Goretti di Latina dove poco dopo è deceduto.

Foto repertorio

30 luglio 2015 0

Operazione anticamorra nel Cassinate, arresti e sequestri all’ombra del Sacro Monte

Di admin

Una vasta operazione anticamorra sta interessando il Cassinate. La guardia di Finanza, sotto il coordinamento investigativo della DDA di Napoli, sta eseguendo misure cautelari in carcere. Sono quatto i residenti nella zona di Castrocielo coinvolti nell’operazione e già lungamente noti alle forze dell’ordine. Nell’operazione che si sta svolgendo tra Lazio e Campania si sta sequestrando un ingente patrimonio riconducibile al clan dei Casalesi.

Er. amedei

Foto repertorio

30 luglio 2015 0

Lite tra anestesisti in ospedale a Cassino, interventi rinviati

Di admin

Una lite tra anestesisti oramai ridotti all’osso in ospedale a Cassino, ha causato il rinvio, ieri mattina, degli interventi chirurgici programmati. Pare che l’accesa discussione sia stata innescata da motivi legati ai turni e che si sia infiammata fino a quando entrambi non hanno accusato malori tali da costringerli ad abbandonare il servizio. Senza anestesisti non si opera e quindi gli interventi sono saltati. I parenti dei pazienti inferociti, però, hanno chiesto anche l’intervento dei carabinieri i quali, però, non hanno potuto far altro che ricordare loro di avere 90 giorni di tempo per sporgere denuncia. Il personale ridotto all’osso in ospedale a Cassino è cosa risaputa così come la situazione degli anestesisti costretti a turni massacranti per poter assicurare presenza e funzionalità ad un servizio chirurgico di emergenza 24 ore su 24.

Er. Amedei

Natalia Costa