Super poliziotto va in pensione, dopo 42 anni Michele Zullo “scende” dalla macchina della Stradale di Cassino

Super poliziotto va in pensione, dopo 42 anni Michele Zullo “scende” dalla macchina della Stradale di Cassino

1 luglio 2015 0 Di admin

Per 42 anni al servizio della Polizia stradale della Sottosezione di Cassino. Da alcuni giorni il sovrintendente capo Michele Zullo ha raggiunto la pensione. Una vita, la sua, spesa sulla macchina di servizio, “l’ufficio non ha fatto mai per me – ha detto il poliziotto – il mio posto di lavoro è sempre stata la strada e il contatto con la gente”. Per 42 anni, quindi, ha pattugliato il tratto autostradale Roma Napoli da Ceprano a Caianello, il tratto divenuto quello più temuto da contrabbandieri, ladri di auto, rapinatori, corrieri della droga e ogni altro tipo di malvivente che doveva transitare nei pochi chilometri di competenza della stradale di Cassino che, grazie a uomini come Zullo, sa tessere fitte reti di controllo difficili da superare.
Centinaia di arresti, altrettanti incidenti stradali su cui intervenire per prestare i primi soccorsi, migliaia di sanzioni amministrative ingrossate dal fenomeno del momento, quello delle assicurazioni false di cui Zullo è un vero esperto.
Tra gli episodi che lo hanno segnato ricorda una tragedia, “Accadde nell’1985 nei pressi della stazione di servizio di Teano. Un bambino di 5 anni con un soffocamento in corso, morì tra le mie braccia mentre lo stavamo portando in ospedale”. Lui stesso ha messo più volte la sua vita in pericolo. In particolare nella primavera del 2007, mentre con il suo collega stava controllando i documenti ad un pregiudicato, è stato investito da un’auto che aveva perso il controllo. In quell’occasione ha riportato gravissime lesioni, ma nonostante ciò, appena gli è stato possibile, è tornato al lavoro. Un vero maestro per tanti colleghi che nutrono per lui profonda stima. Tra questi Mario Tardivi: “Michele ha una esperienza smisurata che metteva a disposizione di tutti insegnando a tanti, me compreso, i trucchi del mestiere per individuare i malfattori tra migliaia di auto in transito. Per questo lo ringrazio ancora una volta”.
Er. Amedei