Giorno: 23 settembre 2015

23 settembre 2015 0

Si ferisce con il coltello per far ricadere la colpa sul figlio, denunciata madre 62enne di Formia

Di admin
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Si è provocata una ferita con un coltello e ha tentato di far ricadere la colpa sul figlio. Protagonista dell’inspiegabile vicenda è una 62enne di Formia. Ladonna ha chiamato i carabinieri raccontando le la ferita dz arma da taglio che mostrava le era stata inferta dal figio 47enne il quale, dopo l’aggressione, si sarebbe dato alla fuga. Le indagini immediatamente scattate hanmo permesso ai militari di accertare che il racconto della donna era del tutto fantasioso. Nulla di vero nella sua denuncia, tanto che i militari l’hanno denunciata per simulazione di reato e calunnia.

23 settembre 2015 0

Detenuto aggredisce agenti della penitenziaria in carcere a Cassino, due feriti

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Due agenti della penitenziaria in servizio nel carcere di Cassino sono rimasti feriti oggi in seguito all’aggressione da parte di un detenuto. Alle 12, tre agenti stavano facendo il controllo rinvenendo nelle disponibilità dell’aggressore, oggetti non consentiti in carcere. L’uomo, capendo che quegli oggetti gli sarebbero stati tolti, si è scagliato come una furia contro gli agenti ferendone due in maniera tale da costringerli alle cure del pronto soccorso di Cassino.

23 settembre 2015 0

Latitante dei Casalesi a Roccamonfina, arrestato un 27enne del posto per favoreggiamento

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Ad esito dell’operazione che ha portato alla cattura di Alberto Ogaristi, la Polizia di Stato ha arrestato, per favoreggiamento aggravato, Giovanni Longo, 27enne da Roccamonfina (CE), proprietario del casale in cui, negli ultimi tempi, aveva trovato rifugio il latitante.

Gli agenti della Squadra Mobile hanno individuato la cascina, abitata dal giovane e dalla sua famiglia, in una zona impervia del territorio del Comune di Roccamonfina.

23 settembre 2015 0

Armi e munizioni ritrovate dalla Polizia in un casolare abbandonato a Ferentino

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Nel tardo pomeriggio di ieri un’operazione di polizia giudiziaria è stata predisposta dalla Squadra Mobile di Frosinone, tesa al monitoraggio di luoghi abitualmente frequentati da pregiudicati dediti ad attività delinquenziali.

Nel corso dei controlli di Polizia, nelle vicinanze di un casolare abbandonato sito nel comune di Ferentino, una pattuglia della Squadra Mobile nota due uomini che vi si aggirano con fare sospetto.

Nel momento in cui i poliziotti si avvicinano per identificarli i due si danno alla fuga facendo perdere le proprie tracce nel vicino bosco, complice la poca luce dell’imbrunire.

Gli operatori di polizia decidono a quel punto di controllare l’interno della casa diroccata.

Una perquisizione approfondita consente di rinvenire, ben occultati, una pistola marca Beretta, con matricola abrasa, un silenziatore e munizionamento vario di diverso calibro.

Indagini sono in corso per individuare i responsabili dell’occultamento, con particolare riguardo a pregiudicati locali dediti, in special modo, al compimento di furti e rapine in abitazioni.

23 settembre 2015 0

Assediati da mucche e tori, il sindaco di Carpineto Romano fa appello al Prefetto

Di admin

“Faccio appello al Prefetto di Roma perché mi si dica quale strumento adoperare per salvaguardare la pubblica incolumità dei miei concittadini e il decoro pubblico della città che amministro”. L’appello di Matteo Battisti, sindaco di Carpineto Romano è accorato e riguarda un problema che affligge il territorio comunale da oltre un ventennio: il “randagismo” di mucche, cavalli e persino tori. Si tratta di circa 400 capi di bestiame che liberamente pascolano per il territorio comunale in ogni angolo di Carpineto, fino sul monumento dei Caduti, laddove non è permesso stare neanche alle persone, nei giardinetti pubblici, nel complesso sportivo, abbeverandosi alle fontane pubbliche e lasciando escrementi dovunque. Ma questo del decoro e dei danni alle cosa pubblica è solo un aspetto del problema. Quello ancora più grave è relativo alla pubblica sicurezza. Gli animali circolano indisturbati di notte e di giorno sulle strade con evidente pericolo per loro ma anche per gli automobilisti. Facile immaginare le conseguenze dell’investimento di un animale che pesa cinque o sei quintali. Incidenti, anche con feriti, che non sono mancati e che si ripetono con frequenza oltre all’aggressività di alcuni animali.

I tori ad esempio, che spesso letteralmente caricano persone e, almeno in un caso, hanno anche ferito un uomo nel suo orto come è accaduto nel 2012. “Gli animali sono di proprietà di quattro o forse cinque allevatori della zona. Non hanno segni di riconoscimento, ma tra di loro sanno a chi appartengono. Le forze dell’ordine dicono di non poter fare nulla e adesso anche io sono rimasto con le mani legate”. La delusione del sindaco è dovuta all’ordinanza sospesa dal Tar del Lazio, dietro ricorso dell’associazione animalista Herth, con la quale, nel novembre 2014, aveva iniziato a contrastare il fenomeno con la cattura e abbattimento degli animali lasciati in libertà. “Fino a Giugno, quando l’ordinanza è stata sospesa, abbiamo tolto dalla piazza (letteralmente – ndr) circa un centinaio di capi., 20 dei quali abbattuti e gli altri affidati ad una operativa agricola del frusinate.

Il fenomeno sembrava ridimensionarsi, adesso è tornato a livelli preoccupanti e sono ricominciati gli incidenti stradali e non solo. Proprio in questi giorni una signora si è ferita in centro cadendo per scappare da una mucca che sembrava la stesse caricando”. Al sindaco non è rimasto altro da fare che ricorrere al Consiglio di Stato chiedendo la sospensiva della decisione del Tar e chiedendo giudizio in merito. “Un ricorso che è costato circa 5mila euro al comune mentre le associazioni ambientaliste possono usufruire del gratuito patrocinio, come se la pubblica utilità dei diritti ambientali sia più importante della pubblica utilità di una intera comunità”. Per questo, in attesa del giudizio del Consiglio di Stato, visto che è stata rigettata la richiesta di sospensiva del provvedimento del Tar con cui si blocca l’ordinanza, il sindaco chiede: “Il rappresentante del Governo mi dica come posso salvaguardare la sicurezza dei miei concittadini”.

23 settembre 2015 0

Da Telecom a Tim, tra disservizi e condizioni capestro

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Trattamenti capestro e fastidiosi quelli che riserva l’ex compagnia telefonica nazionale ai suoi utenti. Probabilmente è frutto del “nuovo registro”, cosi chiamano le nuove direttive gli operatori call canter ex Telecom, oggi Tim. Se ne accorge chi deve fare la dismissione di una linea telefonica. Per attivarla èbastata una telefonta. Per disattivarla serve una raccomandata con ricevuta di ritorno e 15 giorni lavorativi di tempo, praticamente una mensilità pagata per nulla oltre, lo scopri dopo, una penalità di circa 35 euro anche se hai mantenuto quella utenz per piu di due anni. Al momento dell,allaccio ti avevano detto un’altra cosa. Fino a poco tempo fa, quando era Telecom, bastava fare un fax e aspettare solo qualche giorno per a il nuovo “registo” non prevede questa strada. Ti puó capitare poi di trasferirti. Scegli di portare la linea da una casa all’altra, pagando di più, ma ci voglio tempi tecnici, per cui ti ritrovi in una casa per due settimane senza linea, pagandola, però funzionante nella casa in cui non abiti più. Insomma, un imbarbarimento di qualcosa che, bene o male funzionava. Ermanno Amedei

23 settembre 2015 0

Inquinamento elettromagnetico, per il comune di Piedimonte San Germano non esiste

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Dalla Consulta dell’Ambiente di Piedimonte San Germano riceviamo e pubblichiamo: «Quello che è accaduto nei giorni scorsi nel Comune di Piedimonte San Germano è di una gravità assoluta.» Così esordisce Alessandro Barbieri, presidente della Consulta dell’Ambiente della città. «Nonostante la nuova amministrazione targata Nocella fosse stata messa per tempo a conoscenza che, attraverso i monitoraggi ambientali, scoprimmo per la prima volta nel marzo 2014 (dal 1998) il superamento della soglia di rischio (CSR) dei 6 V/m degli impianti TLC a ridosso del parco pubblico di Piedimonte Alta, ha acconsentito lo stesso di allestire gli stand gastronomici per la manifestazione di sabato e domenica scorsi proprio sotto i ripetitori della Telecom. Ricordiamo che nello stesso mese era stato convocato un tavolo tecnico tra Comune, Telecom, Arpa Lazio e la nostra associazione, rinviato per l’assenza della compagnia telefonica e la stessa ArpaL. Una leggerezza, dunque, che non è ammissibile, in quanto la popolazione che in quelle sere ha sostato nei pressi degli stand ha assorbito il cosiddetto “inquinamento elettromagnetico” (elettrosmog), esposti all’elettrosensibilità.» Nel 2011 presso l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) a Lione 31 esperti di 14 Paesi si sono riuniti per valutare la cancerogenicità dei campi elettromagnetici a radio frequenza (RF, da 30kHz a 300 Ghz) e a quattro anni di distanza il volume “Non ionizing radiation part 2 – radiofrequency electromagnetic fields” riporta la classificazione dei campi elettromagnetici a radiofrequenza come possibili cancerogeni per l’uomo, corrispondente al gruppo 2 B, dove si trovano classificati altri 274 agenti. I sintomi dell’elettrosensibilità sono formicolio, prurito, insonnia, debolezza, mal di testa, nausea e malessere generale. Si riscontrano anche riduzione della memoria, bradicardia e disturbi dell’umore che possono degenerare in depressione. Oltre ai disturbi avvertiti, vi sono alcuni effetti biologici che secondo alcuni specialisti possono essere ricondotti all’esposizione ai campi elettromagnetici, come i danni a carico di alcuni organi. Inoltre si ritiene che le persone portatrici di protesi metalliche siano particolarmente esposte all’elettrosensibilità. «Per questo motivo – conclude Barbieri – chiederemo l’immediata chiusura dell’area interessata dalle radiazioni affinché venga al più presto risolto il problema».

23 settembre 2015 0

Catturato a Roccamonfina l’ultimo latitante del clan dei Casalesi

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La Polizia di Stato ha arrestato Alberto Ogaristi, 30enne da Casal di Principe, in esecuzione dei un’ Ordinanza di Custodia Cautelare emessa dalla DDA di Napoli per 416 bis.

Alle prime luci dell’alba, gli agenti della Squadra Mobile unitamente a personale del Commissariato Pubblica Sicurezza di Sessa Aurunca a seguito di una capillare attività info – investigativa hanno catturato l’uomo a Roccamonfina (Ce) presso l’ abitazione di un pregiudicato.

L’ uomo era latitante dallo scorso mese di marzo allorchè era sfuggito alle forze dell’ ordine impegnate nell’ operazione “Spartacus Reset”. Alberto OGARISTI, fedelissimo della famiglia Schiavone e molto vicino a Carmine Schiavone figlio di Francesco alias Sandokan.