pubblicato il3 settembre 2015 alle 20:39

Giovanni Lindo Ferretti “A cuor contento” emoziona il Leuciana Festival

di Paola Caramadre
Rispolverare il passato, rielaborarlo, reinterpretarlo e non essere nostalgici. Anzi, apparire, se possibile, all’avanguardia, profeta di un futuro possibile, precursore di un’altra forma di modernità. Giovanni Lindo Ferretti, archiviati Cccp, Csi, Pgr, riesce ad essere non solo credibile, ma illuminante. Eppure “Emilia Paranoica”, solo per citare un titolo, ha lo stesso testo di tre decenni fa ma l’impatto sul pubblico è lo stesso di allora. Sferzante, dissacrante e rivoluzionariamente ancorato al passato. Altri testi, invece, sono stati trasformati e adeguati ai cambiamenti come “Radio Kabul“. Leuciana Festival 2015 ha ospitato, in una cornice suggestiva come solo il Belvedere di San Leucio a Caserta può esserlo, una tappa del tour “A cuor contento”.

Ad accogliere Ferretti, accompagnato da due ex Ustmamò Ezio Bonicelli e Luca A. Rossi, un pubblico composto, assorto, eterogeneo, almeno dal punto di vista anagrafico. Il repertorio vaga, seguendo una linea immaginaria alla quale restare fedeli, da “Annarella” a “Depressione caspica”. Due ore di musica rielaborando il punk filosovietico, la profondità di Linea Gotica, la produzione da solista raccolta in “Saga, il canto dei canti” e stranamente “Cupe vampe” è apparsa più contemporanea di quanto si potesse immaginare negli anni ’90.

Il codice di Giovanni Lindo Ferretti resta lo stesso di sempre, una cifra personale che si traduce in parole che non lasciano la possibilità di fraintendimenti. Ogni parola ha un compito preciso e la musica ne è il veicolo. Poco oltre la metà del concerto, è successo qualcosa tra il pubblico entusiasta appena riconosciute le note di “Per me lo so”. Un invisibile segnale e tutti sono scattati in piedi lasciando alla musica il compito di far ballare. Un sorriso compiaciuto e Ferretti ha scandito “Bentornati”.

Il clima si è surriscaldato, c’era il passato e il presente, in un gioco di rimandi tra brani come “Curami” e “Barbaro“. Ultracinquantenni e quindicenni entusiasti sotto il palco fino all’ultima nota di “Spara Jurij” brano che ha chiuso il concerto. Il Leuciana Festival si conferma un luogo aperto, un punto di incontro, su un palco perfetto per illuminazione, acustica e immaginazione uno spazio di creazione e di arte dove la cultura è di casa. Una settimana di eventi che proseguirà fino al 5 settembre tra mostre, cinema e musica.

Foto di Antonio Nardelli

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