Giorno: 10 novembre 2015

10 novembre 2015 0

Non perde il vizio di fare rifornimento e scappare, denunciato 48enne a Sant’Elia

Di redazione
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Non perde il vizio di fare rifornimento e scappare senza pagare il benzinaio e, questa volta, scatta la denuncia per insolvenza fraudolenta. A denunciare il 48enne di Gela sono stati i carabinieri di Sant’Elia Fiumerapido dopo che, questa mattinata ha fatto rifornimento di gasolio per la somma di euro 20,00 all’autovettura da lui condotta presso una nota stazione di servizio situata su un’importante arteria del Cassinate. L’uomo si è allontanato velocemente dal posto  adducendo la dimenticanza del portafoglio e riferendo al gestore che sarebbe tornato più tardi per pagare il conto sospeso. Di fatto si allontanava senza più fare ritorno. I militari operanti hanno accertato che l’uomo nel corso del mese di ottobre si era reso responsabile di due analoghi episodi, sempre accaduti nel Cassinate, le cui vittime, risarcite dopo l’intervento dei Carabinieri del NORM della Compagnia di Cassino, decidevano di non sporgere querela. In quella circostanza l’uomo era stato proposto per l’irrogazione per il foglio di via obbligatorio.

10 novembre 2015 0

Botte durante la riunione condominiale a Ceccano, arrestate quattro persone per rissa

Di redazione

Ceccano – Una riunione condominiale troppo accesa a Ceccano si è trasformata in furibonda rissa tra quattro persone, arrestate dai carabinieri per rissa aggravata e lesioni personali aggravate. Per sedare gli animi particolarmente agitati da non ben chiare motivazioni condominali sono dovuti interevenire i carabinieri della locale stazione, quelli della radiomobile di Frosinone e i militari della stazione di Castro dei Volsci. A darsele erano un 55enne, un 46enne, un 24enne e un 19enne, tutti di Ceccano, di cui tre legati da vincolo di parentela. I quattro durante la riunione hanno trasformato la stanza in un ring con l’ausilio anche di bastoni e chiavi inglesi. I militari operanti, prontamente intervenuti, riuscivano a riportare la calma e nel contempo a bloccare tutti i contendenti. Uno dei partecipanti alla rissa, che ha riportato delle lesioni, è stato soccorso e trasportato presso il Pronto Soccorso dell’Ospedale “Spaziani” di Frosinone. Ai quattro, dopo gli accertamenti di rito sono stati concessi gli arresti domiciliari.

10 novembre 2015 0

Quindicenne picchiato in piazza Labriola, aggredito da due ubriachi. I parenti: mai pensato a vendetta

Di redazione

Cassino – Un pugno in volto e una sgabellata. Questo sarebbe “l’atto eroico” di un 30enne che sabato sera, insieme ad un compagno di bevute, avrebbero aggredito due 15enni davanti ad un bar in piazza Labriola a Cassino. L’episodio, del tutto scollato da quelli tristemente noti che vedono gli spacciatori che si contendono la piazza, sarebbe il frutto dell’alcool eccessivo e dalla prepotenza dei due più adulti contro i due più giovani. La polizia che ha indagato ha fatto chiarezza ascoltando i diretti interessati. Il ragazzo colpito al volto non ha avuto bisogno di cure ospedaliere. Si ridimensiona anche la minaccia di vendetta paventata su facebook da un parente del ragazzo. Parenti più vicini al giovane ferito hanno fatto sapere che la vendetta non è mai stata neanche solamente pensata perché lontana dalle logiche della famiglia. Intanto Piazza Labriola, sia geograficamente, che nel bene o nel male si conferma centro di Cassino. In tanti, sempre più, sono quelli che ritengono necessario uno stazionamento fisso, anche serale notturno, delle forze dell’ordine. E’ vero, ci sono le telecamere, ma restano strumenti assolutamente inutili per la prevenzione. Meglio farebbe la divisa.

Ermanno Amedei

10 novembre 2015 0

Nasconde la droga nel giardino a San Felice Circeo, i carabinieri la trovano e arrestano il padrone di casa

Di redazione

San Felice Circeo  – C’è chi in giardino pianta friori, i cani sotterrano ossi e chi ci nasconde l’hashish. È il caso di un uomo di San Felice Circeo che ha nascosto nel giardino di casa ben 103 grammi di hashish suddivisa in 55 dosi erano. I carabinieri che l’hanno trovata hanno arrestato per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti P. D., 37enne del posto, nullafacente, gravato da precedenti di polizia.

L’arrestato, nella mattinata odierna è stato condotto innanzi all’A.G., per la celebrazione del rito direttissimo, mentre lo stupefacente è stato sottoposto a sequestro.

Er. Amedei

Foto repertorio

10 novembre 2015 0

Golden Circus – Il circo dell’immigrazione clandestina, arrestato a Latina uno degli ideatori

Di redazione
È stato fermato ed arrestato a Latina il collettore dell’organizzazione sgominata questa mattina dalla Squadra Mobile di Palermo denominata Golden Circus che ha portato all’arresto di 41 indagati tra proprietari di attività circensi e funzionari pubblici. Sotto i tendoni, secondo gli investigatori siciliani, si facevano affari loschi molto redditizi sfruttando l’immigrazione clandestina e la disponibilità di immigranti a pagare anche 15mila euro ciascuno per ottenere un permesso di soggiorno. Sette milioni sarebbe stato il giro di affari calcolato per le 500 pratiche di stranieri trattate nei 18 circhi coinvolti alcuni dei quali molto noti come Lino Orfei, Sandra Orfei,  Bizzarro, Città di Roma i cui titolari sono tra gli arrestati. Dei 41 fermati 28 italiani, 8 indiani, 3 bengalesi, 1 pakistano, 1 rumeno, gli stranieri sono i procacciatori nei paesi di origine degli stranieri disposti a pagare. Tra gli italiani il pontino al quale stamattina, oltre all’aresto, è stata sequestrata anche molta documentazione. Secondo gli investigatori sarebbe stato l’elemento collante tra il mondo circense e i dipendenti infedeli dell’Ufficio speciale di collocamento per i lavoratori dello spettacolo, che dietro compenso, produceva dei falsi nulla osta al lavoro per prima occupazione o visto d’ingresso cittadini extracomunitari, necessari per ottenere, da parte delle ambasciate, il visto d’ingresso nel territorio nazionale. Le aziende circensi percepivano dai 2mila ai 3mila euro per ogni lavoratore fittiziamente assunto. Per alcuni circhi, questa eradiventata principale fonte di guadagno.
10 novembre 2015 0

Schianto sulla Cassino Formia nel comune di Pignataro Interamna, donna ferita

Di redazione

Pignataro Interamna – Una donna è rimasta ferita nel primo pomeriggio di oggi nello scontro tra due auto sulla superstrada Cassino Formia nel territorio di Pignataro Interamna. Il sinistro è avvenuto alle 14 circa e l’allarme lanciato dai primi automobilisti a soccorrere le persone coinvolte nello schianto parlavano di persone incastrate tra le lamiere. Sul posto sono arrivate ambulanze del 118 e una squadra dei vigili del fuoco. Dei quattro occupanti delle auto incidentate, solamente una donna ha avuto bisogno di essere trasportata in ospedale a Cassino con un codice giallo, gli altri tre, seppure contusi, hanno rifiutato il ricovero. La strada è rimasta bloccata per circa un’ora, poi il traffico è tornato a scorrere.

Er. Amedei

10 novembre 2015 0

Salva aspirante suicida a Posta Fibreno, poliziotto fuori servizio rimane ferito

Di redazione

Posta Fibreno – Ha visto un uomo scavalcare il parapetto del ponte sul fiume Fibreno per lanciarsi di sotto ed è intervenuto per salvagli la vita. E’ accaduto a Posta Fibreno dove un agente, assistente capo della polizia di Stato in servizio presso il commissariato Trevi a Roma, mentre passeggiava con la figlia di 8 anni, ha notato il robusto 45enne sorano pronto a lanciarsi nel vuoto con il chiaro intento di uccidersi. L’agente, quindi è subito intervenuto cinturandolo e impedendogli di lanciarsi rischiando a sua volta di fare la stessa fine. Poi aiutato da alcuni passanti e da alcuni agenti della polizia accorsi, sono riusciti a tirare l’aspirante suicida in un punto sicuro affidandolo agli operatori del 118. Rasserenato l’uomo ha raccontato di aver tentato invano di impiccarsi e di aver deciso di lanciarsi dal ponte per problematiche legate al suo stato di salute. Anche l’agente è stato costretto alle cure ospedaliere per aver riportato una distrazione della spalla, del gomito e del polso.

10 novembre 2015 0

Assunzioni fittizie di stranieri, 17 circhi coinvolti in traffico di immigrazione clandestina

Di redazione

Sotto i tendoni dei circhi avevano costituito una holding per favorire l’immigrazione clandestina. I maggiori circhi sono coinvolti nell’operazione della Polizia di Stato che ha eseguito 41 provvedimenti di “fermo”, emessi dalla Procura della Repubblica di Palermo in tutta Italia, frutto di un’intensa attività investigativa che ha portato alla luce un’associazione dedita al favoreggiamento dell’immigrazione clandestinanel territorio nazionale, di cittadini provenienti, prevalentemente dall’India, dal Pakistan e dal Bangladesh,con l’aggravante della transnazionalità.

Ad alcuni componenti dell’associazione sono stati contestati, anche i reati di corruzione di pubblico ufficiale, falso materiale ed ideologico, strumentali al perseguimento dei loro fini.

L’operazione, che su scala internazionaleparte dalla Squadra Mobile di Palermo, sotto la guida del Dr. Rodolfo Ruperti, ha fatto luce su un business milionario che gira attorno al fenomeno dell’immigrazione clandestina.I componenti del network criminale, servendosi anche di meccanismi amministrativi utilizzati impropriamente, grazie alla corruzione di alcuni pubblici dipendenti, hanno tentato di aggirare i vincoli di legge, creando un canale, invisibile ad una lettura superficiale, per garantire a disperati cittadini extracomunitari di varcare illecitamente i confini del nostro territorio.

All’interno dell’associazione criminalerisultano coinvolti anche numerosi impresari, operanti nel circuito circense italiano.

Il sistema, a fronte del pagamento di diverse migliaia di euro, ha garantito a centinaia di cittadini indiani, pakistani e bengalesi di entrare in Italia, tramite la concessione di un visto d’ingresso per ragioni di lavoro, ottenuto, tra l’altro, grazie alla collaborazione di dipendenti corrotti dell’“Assessorato Regionale Siciliano della famiglia, delle politiche sociali e del lavoro”.

Secondo una stima, finora parziale, sono risultati coinvolti almeno 500 soggetti stranieri, per un giro d’affari di circa 7 milioni di euro.

I numeri dell’operazione danno conto della portata del fenomeno scoperchiato dagli agenti della Mobile palermitana: 41 fermi, nei confronti di 28 italiani, 8 indiani, 3 bengalesi, 1 pakistano, 1 rumeno, decine di indagati, numerose perquisizioni in diversi luoghi, ivi compresi gli uffici ove insiste la sede dell’“Assessorato Regionale della famiglia, delle politiche sociali e del lavoro”, allo scopo di trovaredocumenti concernenti i flussi di cittadini stranieri;coinvolti oltre 18 circhi e numerosi impresari del settore.

Per comprendere il meccanismo attraverso il quale l’organizzazione riusciva a lucrare grossi profitti e favorire l’immigrazione clandestina di centinaia di stranieri in Italia, è necessario fare cennoalla legislazione in materia di immigrazione ed, in particolare,alla disciplina del cd. “decreto flussi” che regolamenta l’ingresso, in Italia, dei cittadini stranieri, suddividendone, annualmente, l’accesso, per provincia, nazionalità dello straniero e professione.

L’art. 27 del T.U. sull’immigrazione, in deroga a questo meccanismo, consente l’ingresso di lavoratori dello spettacolo, tra i quali gli occupati presso circhi o spettacoli viaggianti all’estero,il personale artistico e tecnico per spettacoli lirici, teatrali, concertistici o di balletto.

In ragione di tale deroga, possono essere assunti “lavoratori qualificati”, nell’ambito delle attività connesse agli spettacoli, a seguito di apposita autorizzazione rilasciata dall’ufficio speciale per il collocamento degli operatori dello spettacolo, previo nulla osta dell’autorità provinciale di pubblica sicurezza (art. 31, D.P.R. n. 394/1999).

In ambito nazionale, questo procedimento è incardinato presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, mentre per la Sicilia, regione a statuto speciale, è competente a tal uopol’“Assessorato Regionale della famiglia, delle politiche sociali e del lavoro”.

In questo contesto, emergerebbe la responsabilità di due dipendenti infedeli del predetto Assessorato, tra loro marito e moglie, entrambi sottoposti all’odierna misura restrittiva, unitamente ad altri soggetti indagati.

In particolare,uno dei due, GAMBINO Vito, responsabile dell’Ufficio speciale di collocamento per i lavoratori dello spettacolo, dietro compenso, produceva dei falsi nulla osta al lavoro per prima occupazione o visto d’ingresso cittadini extracomunitari, necessari per ottenere, da parte delle ambasciate, il visto d’ingresso nel territorio nazionale.

Gambino sarebbe, per certi aspetti, figura chiave dell’associazione.

Per l’efficiente funzionamento del sistema era, infatti,necessario un referente all’interno degli uffici pubblici competenti a rilasciare il nulla osta: in relazione all’autonomia riconosciuta all’Assessorato Regionale Siciliano rispetto al Ministero del Lavoro, il referente era stato individuato proprio in GAMBINO Vito, responsabile del citato ufficio regionale.

Più in particolare, sotto il profilo burocratico, gli impresari circensi inoltravano la domanda di assunzione dello straniero al Gambino Vito, il quale predisponeva, purein mancanza dei presupposti, il “nulla osta al lavoro per prima occupazione o visto d’ingresso cittadini extracomunitari”,ex art 27 D.Lgs. 286/98, da parte dell’Assessorato Regionale della famiglia, delle politiche sociali e del lavoro.

Con questo documento, insieme ad altri certificati, il cittadino extracomunitario otteneva il visto d’ingresso da parte dell’ambasciata italiana.

Al fine di ottenere il provvedimento dell’assessorato erano necessari: copia del passaporto del cittadino straniero, certificato di sana e robusta costituzione, referenze lavorative e nulla osta dell’Ufficio Immigrazione della Questura.

Il Gambino contattava direttamente le Questure siciliane territorialmente competenti, affinchèi nulla osta venissero rilasciati nel più breve tempo possibile.

Non trovando percorribile tale strada, il predetto faceva ricorso a due stratagemmi alternativi per realizzare i suddetti documenti: attraverso un falso timbro dell’Ufficio Immigrazione della Questura di Palermo, oppure emettendo direttamente un provvedimento dell’Assessorato che attestava, falsamente, la presenza agli atti del nulla osta della Questura.

Per ragioni di celerità e di opportunità, anche allo scopo di sveltire le “pratiche amministrative”, in un secondo momento, Gambino avrebbe deciso di mettersi “in proprio” (mantenendo comunque il suo incarico alla regione)ed aprire, contestualmente, una sorta di “ufficio privato” in via Malaspina 167, attraverso il quale ottenere diretti contatti con gli imprenditori circensi.

In questo “nuovo contesto lavorativo” sono stati coinvolti tutti i familiari del dipendente regionale. Gli stretti congiunti dell’uomo avrebbero, tra l’altro, messo a disposizione conti correnti e postepay su cui far confluire le cifre pagate dagli imprenditori circensi

LaSeconda Sezione “Criminalità straniera e prostituzione” della Squadra Mobile, a seguito diattività tecniche, di servizi di appostamento e pedinamento, nonché di numerosi documenti pervenuti dalle Questure di tutta Italia, ha scoperto chei cittadini stranieri intenzionati ad entrare nel territorio nazionale pagassero una somma di denaro,almeno 15.000 euro, ciascuno, ai loro connazionali, autentici procacciatori. Una parte dei soldi veniva spedita in Italia tramite “hawala”, il noto sistema fiduciario di trasferimento internazionale di denaro.

I gestori dei circhi che avevano richiesto i lavoratori dello spettacolo ricevevano somme di denaro in ragione di un prezziario prestabilito: se la persona assunta lavorava effettivamente, l’impresario circense riceveva 3.000,00 euro, se l’assunzione, invece, era meramente fittizia riceveva 2 mila euro.

Giova precisare che sembrerebbe che tutti i circhi coinvolti versassero in precarie condizioni economiche e che, quindi, questo sistema venisse considerato dagli impresari alla stregua di una vera e propria fonte di reddito alternativa.

Gli impresari circensi, detti “circensi”, partecipavano all’associazione come fruitori finali del prodotto: accoglievano i cittadini stranieri i quali, una volta fatto ingresso, nella maggior parte dei casi, non si stabilizzavano, svolgendo l’attività lavorativa, ma facevano perdere le loro tracce, senza neanche contattare gli organizzatori.

Soltanto in qualche circostanza, svolgevano attività lavorativa come “galuppi” (facchini).

Sono stati, pertanto, fermati numerosi impresari del settore.

I circhi coinvolti sono: Circo Sandra Orfei, Circo Lino Orfei, Circo Bizzarro, Circo Città di Roma, Circo Vienna Roller, Circo Martin, Circo di Praga, Circo Cristiani Bros, Circo Karoli, Circo Wigliams Brother, Circo Acquatico, Circo Acquatico Jonathan, Circo Acquatico Splash, Circo Martini, Circo De Blasis, Circo Marinescu, Circo Kumar

Alla esecuzione dei 41 fermi e delle perquisizioni hanno collaborato con la Squadra Mobile di Palermo le Squadre Mobili di Trapani, Agrigento, Catania, Oristano, Catanzaro, Crotone, Salerno, Napoli, Lecce, Latina, Perugia, Roma, Arezzo, Siena, Firenze, Pesaro, Reggio Emilia, Milano, Torino, Venezia ed i Commissariati di Bardonecchia, Canicattì, Città di Castello e Marsala.

10 novembre 2015 0

Continuano i controlli a tappeto della polizia a Cassino

Di redazione

Cassino – Anche questa settimana si è aperta con la predisposizione di un servizio straordinario di controllo del territorio della Polizia di Stato, di contrasto ai reati predatori nell’hinterland cassinate. Il personale del Commissariato di Cassino, con l’ausilio di equipaggi del Reparto Prevenzione Crimine Lazio, ha pattugliato le maggiori arterie stradali e località a rischio dei comuni di Cassino e Pontecorvo. Le preoccupoanti vicende che hanno riguardato la città legate allo spaccio di droga ha fatto alzare il livello di guardia e, da alcune settimane, i controlli si ripetono periodicamente.

Nelle priorità dell’attività Polizia, prevenire e reprimere, in particolare, rapine e furti in abitazione. Nel corso dei controlli sono state identificate 42 persone, tra le quali 3 con precedenti penali, ed accertata la regolarità di 22 veicoli, 2 le contravvenzioni al Codice della Strada elevate.

Foto Alberto Ceccon

10 novembre 2015 0

Operazione Azimut, 19 arresti tra i vertici dei casalesi

Di admin

Caserta – I carabinieri del Ros del comando provinciale di Caserta stanno eseguendo un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 19 persone indiziate di far parte di un’organizzazione di tipo mafioso dedita a commettere estorsioni, sequestro di persona, detenzione e porto illegale di armi ed intestazione fittizia di beni. L’operazione Azimut è stata coordinata dalla procura della repubblica di Napoli – Direzione Distrettuale Antimafia ed ha consentito di individuare gli attuali capi e gregari del clan dei casalesi attivo in provincia di Caserta e con ramificazioni su tutto il territorio nazionale. I dettagli dell’operazione saranno resi noti in mattinata.