pubblicato il13 novembre 2015 alle 21:21

Dalla Ciociaria al nord Italia per rapinare. Ceccanese e frusinate nella “banda del buco”

Ceccano – Dalla Ciociaria al nord Italia per rapinare. Sembrava la storia di sempre, di italiani del meridione che andavano a nord per lavorare ed in effetti, era così. La loro attività, però, consisteva nel rapinare banche tra la Liburia e la Lombardia. Ad arrestarli, ieri, sono stati i carabinieri di Genova che hanno indagato per circa un anno sulle loro attività arrivando ad arrestare, Colombo Pizzuti, 49 anni, di Ceccano, Massimo Russo, Giuseppe Campo, entrambi di 57anni e di Roma, e Antonio Colagrossi, 55 anni di Frascati (Roma). Il 18 ottobre scorso a Desio (MB), notte tempo, i quattro malviventi, tutti con precedenti specifici, si erano introdotti all’interno di una banca, attraverso l’impianto di aereazione, dopo aver tagliato le sbarre in acciaio ed una grata,  poste a protezione  dell’accesso ubicato in un locale caldaia nello stesso stabile condominiale dell’istituto di credito, con lo scopo di commettere una rapina il pomeriggio del giorno successivo.

L’evento non si verificava poiché, per cause indipendenti dalla loro volontà, si attivava l’allarme volumetrico anti-intrusione, che li ha fatti desistere costringendoli a fuggire.

I quattro malviventi sono indagati per tre rapine in banca, commesse a Genova,  con la tecnica del “buco”, tra il 2014 ed il 2015.

I due pregiudicati fermati ad Albiate, inoltre, erano latitanti rispettivamente dal 2011 e dal 2013, dovendo scontare oltre 6 anni e mezzo per rapina e 3 anni ed 8 mesi per riciclaggio.

In ciociaria, però, i radicamenti della banda erano forti. Ci sarebbero altri tre indagati nella vicenda e uno di essi è iun imprenditore 43enne di Frosinone. Nella sua bitazione i carabinieri di Frosinone che hanno effettuato la perquisizione hanno trovato chiusi in una cassaforte, 53mila euro in contanti.

Nel corso delle attività svolte anche a Desio, e Roma, è stato sequestrato diverso materiale “cantieristico” utilizzato per gli interventi di scavo e sfondamento murario nonché apparecchiature tecnologiche e documenti falsi, tre pistole giocattolo ed una Beretta con 13 colpi, che era stata asportata ad una guardia giurata durante una rapina ad un furgone portavalori a Roma nel 2011.

Imponente lo spiegamento di forze dei militari del comando provinciale di Frosinone per compiere l’operazione a Frosinone. Era ancora buio quando oltre 20 carabinieri si sono mossi in perfetto coordinamento con tutti gli altri colleghi che operavano nelle altre regioni. I militari dopo aver circondato gli obbiettivi  hanno operato gli accessi riuscendo da un lato a bloccare il pregiudicato su cui verteva il fermo e dall’altro iniziare la fruttuosa perquisizione.

Gli arrestati sono stati associati ai carceri di Monza, Velletri e Frosinone.

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