pubblicato il17 novembre 2015 alle 08:34

“Il principe Anselmo” di Palma Lavecchia, apre la V edizione di “Cassino che legge”

Il volume di Palma Lavecchia “Il principe Anselmo” riapre la rassegna “Cassino che legge” alla biblioteca comunale “P. Malatesta” di via del Carmine. “Con la presentazione del libro ‘Il Principe Anselmo’ parte la quinta stagione di Cassino che Legge, un appuntamento culturale, ormai fisso, molto atteso in città.” A dichiararlo è l’assessore alla cultura, Danilo Grossi, in merito all’iniziativa di venerdì 20 novembre che si terrà a partire dalle ore 17.00 presso la biblioteca comunale Pietro Malatesta con la presentazione dell’ultimo lavoro di Palma Lavecchia. “Cassino che legge – ha sottolineato Grossi – è una rassegna letteraria che si pone l’obiettivo di promuovere la conoscenza e la diffusione di volumi di saggistica, narrativa o raccolte di poesie, preferibilmente scritti da autori locali. Una manifestazione che nel corso di questi anni è riuscita a coinvolgere l’intera città grazie ad una proposta molto ampia che va ad abbracciare ogni fascia di età. Dal successo delle passate edizioni nasce una quinta edizione che sicuramente, visti anche quelli che sono i primi cinque appuntamenti che vedranno protagonisti autori locali – con libri che trattano il tema del disagio, della famiglia e dell’integrazione – farà registrare una grande partecipazione di pubblico. Tra le novità di quest’anno la collaborazione con il sito Tantestorie.it, a cura della giornalista Paola Caramadre, sul quale ogni giorno è possibile leggere una nuova storia grazie alla pubblicazione di racconti brevi ed inediti. Una quinta edizione che verrà aperta con il nuovo libro, che verrà presentato dalla giornalista Rita Cacciami, dell’autrice di ‘Mi chiamo Beba’. Vizi e rare virtù di una cittadina dell’Italia centro-meridionale dove un enigmatico clochard, storie di tradimenti consumati e da consumare e di pane sfornato prima che sorga il sole danno vita a un romanzo corale che sa di mito e di vita vissuta, di mare e di perdizione. Leggere il nuovo lavoro del Capitano Palma Lavecchia è come immergersi in un racconto pirandelliano, in cui prendono vita attraverso suggestive narrazioni le storie dalle sfumature straordinariamente erotiche di un tempo passato, in cui nascevano figli degli stupri di guerra consumati dalle compagnie marocchine agli ordini degli Alleati, ma in cui la gente ancora scendeva in piazza, alla sera, con una sedia, per incontrare gli altri. Una storia che racconta vicende di un’umanità miserabile, facendo emergere a tratti uno sguardo straordinariamente erotico che sono certo offrirà tanti spunti di riflessione”.

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