Troppa droga, Cassino rischia di diventare succursale delle piazze dello spaccio Campane

Troppa droga, Cassino rischia di diventare succursale delle piazze dello spaccio Campane

6 novembre 2015 0 Di admin

CASSINO – Il Cassinate sembra essere fatto di terreno fertile per il mercato della droga che prospera. Dalle indagini delle forze dell’ordine, dalle operazioni da loro compiute, dai fatti di cronaca che riguardano pistolettate in centro e ordigni fatti esplodere davanti a bar, il fenomeno mostra tutta la sua preoccupante diffusione in città e nei centri limitrofi. A renderlo ancora più preoccupante sono gli scontri tra le fazioni rivali, vere e proprie guerre per il predominio della piazza dello spaccio.
Controlli cinofili5
Troppo spesso, gli spacciatori non esitano ad usare violenza o gesti eclatanti per spaventare gli avversari. A tutto questo lo Stato ha risposto e sta ripondendo esercitando una maggiore pressione e concentrando a Cassino più agenti di polizia. Agenti e carabinieri, in questi giorni, hanno compiuto diversi arresti di spacciatori, una decina in pochi giorni.
droga carabinieri sciarra cassino
Ogni controllo fatto alla ricerca di stupefacente, anche nelle scuole, ha permesso di trovare quantità più o meno rilevanti di droghe di ogni tipo. Significa che sulla “piazza” di Cassino, più che altrove, in questo periodo, circola una gran quantità di droga rischiando di diventare essa stessa piazza di rifornimento per spacciatori di altre piazze. Una succursale delle tradizionali piazze di smercio della Campania con tutto quello che ne consegue. Di chi la colpa? Fermo restando che l’opera delle forze dell’ordine è sotto gli occhi di tutti, come si fa a non pensare che in città il consumo dello stupefacente sta crescendo a dismisura? Gli spacciatori vanno laddove il mercato è redditizio, laddove la gente compra il prodotto droga. A Cassino, evidentemente si consuma e, quindi, si acquista droga più che altrove. Chi alimenta quel mercato non si stupisca poi se gli spacciatori si sprano o si accoltellano sotto il portone di casa.
Ermanno Amedei