Giorno: 1 dicembre 2015

1 dicembre 2015 0

Pusher nella rete della polizia stradale di Cassino, trasportavano coca e hashish

Di admin
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Cassino – Ieri sera gli agenti della Sottosezione Polstrada di Cassino, durante un servizio di vigilanza autostradale sulla corsia sud dell’A1 nel territorio di Castrocielo fermano una Fiat Idea con due persone a bordo.

Il controllo dei nominativi degli occupanti l’auto, entrambi partenopei, di 33 e 23 anni, fa emergere, a loro carico, numerosi precedenti di polizia per reati contro il patrimonio e la persona.

I due, oltre a mostrare nervosismo nelle fasi del controllo, danno versioni discordanti alle domande poste dai poliziotti.

Accompagnati negli Uffici della Sottosezione di Cassino i campani sono sottoposti ad una perquisizione personale che dà esito positivo.

Il ventitreenne viene trovato con circa 180 grammi di quella che i rilievi scientifici accerteranno essere cocaina, nascosta negli slip, mentre l’amico con un involucro contenente circa 10 grammi di hashish, occultato nel bomber indossato.

I due sono stati arrestati, per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente, e la droga sequestrata.

1 dicembre 2015 0

Incastrato tra le lamiere, uomo salvato dai pompieri a priverno

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Priverno – Incidente oggi pomeriggio sulla Monti Lepini a Priverno nei pressi dello svincolo per Roccagorga. Un uomo a bordo di una Lancia Y è uscito di strada andando ad impattare su un ponticello privato di un abitazione. In seguito all’incidente l’uomo è rimasto incastrato nell’abitacolo e per liberarlo sono intervenuti I Vigili del Fuoco di Terracina.

1 dicembre 2015 0

Operazione Aprilian Ecstasy, nove arresti

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Aprilia – Alle prime ore dell’alba la Squadra Mobile di Latina ha dato esecuzione a 9 Ordinanze di Custodia Cautelare, emesse dal G.I.P. del Tribunale di Latina dott.ssa Raffaella De Pasquale, su richiesta del Pubblico Ministero dr. Valerio De Luca, Sost. Procuratore della Repubblica, a carico di 6 italiani e di 3 straneri, tutti domiciliati nel comune di Aprilia e zone limitrofe.

Gli arrestati sono responsabili, in concorso tra loro, di spaccio di sostanze stupefacenti del tipo metamfetamina MDMA, cocaina, hashish e marijuana, lesioni gravissime, violenza mediante l’uso di armi al fine di costringere taluni soggetti a trasportare sostanza stupefacente presso terzi committenti. Nell’ambito della stessa attività, sono stati indagati 10 soggetti, per gli stessi reati, sempre domiciliati ad Aprilia e zone limitrofe.

I provvedimenti restrittivi sono stati eseguiti nei confronti di: 1. HADJ AMOR Osema, nato ad Aprilia, cl. ’95 (quale promotore e organizzatore). Carcere. 2. MONTANARI Alessio, nato ad Aprilia, cl. ‘87 (quale promotore e organizzatore). Già Carcere. 3. STAN Robert Daniel, nato in Romania, cl. 90 (promotore, organizzatore e corriere). Carcere. 4. EGIDDI Gianni, nato ad Anagni, cl.’93 (fornitore di stupefacenti). Carcere. 5. DI LIBERATORE Marco, nato a Roma, cl. ’95 (spacciatore). Carcere. 6. O. Z., nato ad Aprilia, cl. ‘90 (spacciatore). Domiciliari con braccialetto. 7. MANNAI Saifeddin, nato ad Aprilia, cl. ’90 (gregario, accusato di lesioni gravissime in concorso). Domiciliari con braccialetto, già in Carcere. 8. L. G.M., nato in Romania, cl.83 (custode dello stupefacente e spacciatore). Obbligo firma. 9. S. M., nato a Roma, cl. ’96 (gregario, accusato di lesioni gravissime in concorso). Obbligo firma.

La complessa e articolata attività di investigativa, attuata anche attraverso sofisticate attività tecniche ha preso avvio nel gennaio di quest’anno, a seguito dell’arresto operato a Roma di un giovane nordafricano, residente ad Aprilia, bloccato nelle adiacenze della Stazione Termini di Roma, dopo aver tentato una rocambolesca quanto vana fuga, con un consistente quantitativo di cocaina e marijuana. Gli immediati sviluppi investigativi hanno consentito di accertare che lo stupefacente, proveniente da Aprilia era destinato al mercato dei giovani frequentatori della movida della capitale, e stava per essere consegnato per conto di terzi fornitori tramite il corriere tratto in arresto.

Attraverso il supporto delle intercettazioni telefoniche e l’esecuzione di mirati appostamenti e pedinamenti, che hanno condotto ben presto ad arresti e sequestri di sostanza stupefacente, è stata fatta luce su una spregiudicata gang di giovani spacciatori. La maggior parte di loro era già nota alla Polizia per aver commesso reati di varia natura, tra i quali soprattutto lo spaccio di stupefacenti, e che, seppur radicati sul territorio di Aprilia, di rifornire altre zone e territori, in particolare note discoteche della capitale. Tra le tantissime cessioni di droga rilevate e i numerosissimi riscontri probatori conseguiti a carico della totalità degli indagati, particolarmente allarmante è risultato lo spaccio della c.d. droga da discoteca, del tipo cd. ecstasy. E’ davanti e dentro i templi della musica, del divertimento giovanile che gli indagati hanno dato vita alle loro illecite scorribande, sfruttando una domanda divenuta particolarmente nquietante, specialmente da parte di giovani e giovanissimi, che dell’assunzione non riescono a fare a meno avendo come unico desiderio quello di rimuovere ogni ostacolo alla fame, alla stanchezza, al ballo sfrenato. E proprio per soddisfare questa smisurata ‘fame di energia’ negativa il gruppo è riuscito, ostentando intraprendenza e spavalderia, ad organizzarsi sapientemente, perseguendo la primaria finalità lucrativa dell’attività di spaccio, effettuando regolari e sistematici approvvigionamenti finanche in provincia di Brescia, territorio risultato molto interessante per la disponibilità competitiva in termini di qualità, principio attivo e costo d’acquisto di metamfetamine. Nel corso delle indagini, notevoli sono stati i risultati raggiunti: oltre mezzo chilo di metamfetamina in pasta complessivamente sequestrata, da sola ritenuta sufficiente per il confezionamento di almeno 5000 singole dosi. Oltre 8mila euro in contanti il danaro sequestrato agli indagati nel corso delle singole attività di compravendita documentate.

1 dicembre 2015 0

Detenuti della casa circondariale di Cassino a Canneto portano la Madonna nera in processione

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Settefrati – Un momento che farà certamente la storia del Santuario Basilica di Canneto quello vissuto intensamente ieri 30 novembre. Dopo la visita dello scorso maggio di don Antonio Molle, un gruppo di detenuti della casa circondariale di Cassino ha raccolto l’invito. Il rettore infatti nel corso della peregrinatio della Madonna di Canneto si rivolse ai detenuti dicendo “Ora è venuta LEI, poi dovrete venire voi”.

Un’esortazione che sicuramente è arrivata al cuore dei detenuti e, dopo un lavoro organizzativo da parte dell’istituto e del vescovo molto particolare, è stata trasformata in realtà quello che poteva essere considerato come impossibile. Come abbiamo riportato ieri, una delegazione di detenuti del carcere di Cassino si è recata in pellegrinaggio speciale nella basilica di Settefrati nella Valle di Canneto. Ma a rendere più importante questa visita la decisione di collaborare nel risistemare nell’aula liturgica i banchi dopo che nei giorni scorsi sono stati terminati i lavori di pavimentazione. Il santuario infatti si sta preparando nell’ambito del giubileo all’apertura della porta Santa il prossimo 13 dicembre.

Il gruppo di detenuti ha poi condotto con devozione in processione la statua della Madonna Nera dalla cripta verso l’aula liturgica insieme al vescovo monsignor Antonazzo e al rettore. Alla giornata speciale hanno partecipato anche la direttrice Irma Civitareale e le guardie penitenziarie. La visita della Madonna è stata dunque ricambiata con grande affetto e fede e per i detenuti si è trattato di una giornata densa di emozioni che nessuno potrà dimenticare. Al termine della lunga visita il ritorno alla casa circondariale con un prezioso ricordo nel cuore. Natalia Costa

1 dicembre 2015 0

Omicidio Mollicone, la parte civile chiede mappatura genetica ad Arce

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Arce – Sottoporre ad una mappatura genetica di tutti gli uomini di Arce. È questa la richiesta che avanzerà il pool messo assieme da Guglielmo Mollicone, padre di Serena, la ragazza uccisa nel giugno del 2001, composto dall’avvocato De Santis, dal generale Garofalo e dalla psicologa Volpini che si é opposto alla richiesta di archiviazione dell’indagine sull’omicidio di Serena Mollicone. Il 7 gennaio si discuterà della richiesta di archiviazione degli indagati. Lo hanno comunicato oggi in una conferenza stampa a Roma presso l’hotel Jolly Midas.

1 dicembre 2015 0

Blitz antiterrorismo della Polizia tra Italia e Kosovo, 4 persone arrestate

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Brescia – Blitz antiterrorismo tra Italia e Kosovo. La Polizia di Stato di Brescia ha condotto, dal dicembre 2014, un’attività di indagine nei confronti di 4 cittadini di etnia kosovara, residenti in Italia nelle Province di Brescia, Vicenza e Perugia, in quanto segnalati per profili di rischio in relazione a derive terroristiche di matrice islamica.

Anche attraverso il monitoraggio di Facebook è stato documentato il loro collegamento con filiere jihadiste attive nel quadrante balcanico e riferibili al noto Muhaxheri Lavdrim (principale riferimento dei combattenti provenienti da quell’area geografica). Tra le evidenze più significative, sicuramente risultano le immagini presenti sui profili Facebook in cui i fermati si mostrano con armi ed in atteggiamenti caratterizzanti i combattenti del sedicente Stato Islamico. Inoltre, le operazioni di monitoraggio della rete internet hanno consentito di documentare come tutti i soggetti interessati dalle investigazioni abbiano “frequentato” un gruppo Facebook di propaganda Jihadista.

L’attività, visto quanto emerso nel corso delle indagini, è stata condotta dagli Agenti della Digos di Brescia in collaborazione con la Polizia Kosovara. In particolare uno dei componenti del gruppo, arrestato in Kosovo, aveva espressamente minacciato su Facebook l’ex Ambasciatore Americano in Kosovo Tracy Ann Jacobson: “L’ebrea americana dice che il nuovo Governo combatterà la corruzione… io dico a questa signora che finché loro saranno in Kosovo non esisterà la giustizia… questa miscredente merita la punizione con la sharia”. I quattro fermati, sempre tramite la rete web, hanno inoltre lanciato messaggi contro la persona del Santo Padre, nonché di esaltazione del recente attentato di Parigi: “E adesso dove andrai?? Ricordatevi che non ci sarà più un Papa dopo questo, questo è l’ultimo. Non dimenticatevi ciò che vi sto dicendo!”. “Stai buono racconta la verità che loro verranno in Vaticano”.

Gli altri tre componenti del sodalizio criminale sono invece stati fermati in Italia. Nei confronti di uno di questi è stata adottata per la prima volta la misura della sorveglianza speciale per terrorismo su richiesta del Procuratore Nazionale Antimafia e Antiterrorismo, con contestuale ritiro del passaporto e/o di altro documento valido per l’espatrio.

Gli altri due sono invece stati espulsi dall’Italia: uno con provvedimento adottato dal Sig. Ministro dell’Interno per motivi di terrorismo internazionale, l’altro con decreto del Questore di Brescia.