pubblicato il22 dicembre 2015 alle 07:45

Augurio di rispetto reciproco nel messaggio natalizio del Vescovo Antonazzo

Sora“Rispetto e un augurio di sentirsi accolto anche a chi non è di fede Cristiana, ma anche il dovere della reciprocità nel rispetto delle tradizioni culturali e religiose del Paese che ospita”. Il messaggio augurale del vescovo di Sora, Cassino, Aquino, Pontecorvo, mons. Gerardo Antonazzo, che ieri ha incontrato i giornalisti del territorio, ha spaziato dai problemi contemporanei alle attività svolte, oltre a quelle che sono in fase di svolgimento. L’incontro è avvenuto nel salone dell’Episcopio di Sora, con la cornice di un antico ed artistico presepe e di un albero di Natale pieno di luci.

E’ tradizionale, ma non banale né ripetitivo, ha iniziato il vescovo Gerardo, il mio cordiale saluto di fine anno a tutti gli amici che vivono nel territorio della nostra Diocesi di Sora-Cassino-Aquino-Pontecorvo. Mi rivolgo con paterno affetto a tutti i credenti, nostri fratelli e sorelle nella fede: dal cuore del vostro Vescovo giunga a ciascuno di voi il mio cordiale augurio per il prossimo Natale. Anche a quanti non si riconoscono nella tradizione cristiana, in particolare ai tanti extracomunitari e immigrati, rivolgo il mio augurio di sentirsi accolti con cura e con dignità. A questo vorrei aggiungere anche il dovere della reciprocità, chiedendo a tutti il massino rispetto e accoglienza delle tradizioni culturali e religiose del Paese che ospita”.

Il Vescovo ha poi tracciato un bilancio dell’anno appena trascorso, “un anno ricco di intenso e sereno lavoro pastorale, con un benefico processo di integrazione e di sviluppo della vita diocesana”, in cui “continua a crescere la bella realtà della nuova diocesi”, che fa riscontrare “una crescente sensibilità ecclesiale”, un senso di partecipazione attiva e di collaborazione. Il Vescovo ha ricordato la Peregrinatio della Madonna di Canneto, un evento di natura non solo religiosa, ma anche sociale, culminato con il rientro dell’effigie nel santuario il 26 luglio e poi con la Consacrazione del Santuario ed elevazione a Basilica, il 22 agosto, con il Card. Giuseppe Bertello.

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Sono stati effettuati lavori di ristrutturazione nella Basilica-Santuario, rifacimento di tutta la pavimentazione interna e ristrutturazione del presbiterio, ristrutturazione della porta centrale della basilica e posizionamento della porta di bronzo raffigurante l’effigie della Madonna di Canneto; apposizione sulla facciata esterna dello stemma pontificio in pietra. Si è dato il via alla istituzionalizzazione del millenario “Cammino di Canneto”, costituito da diversi e lunghi percorsi che da quattro regioni sono attraversati da migliaia di pellegrini diretti verso la Madonna di Canneto.

Il Vescovo ha poi ricordato la recente apertura della Porta Santa a Sora, Canneto, Cassino, nel Carcere e, simbolicamente, anche all’Università come porta santa della cultura, e la costituzione di una nuova parrocchia a Cassino, intitolata alla “Sacra Famiglia”: la prima Messa per la comunità, che viene prima della “prima pietra”, sarà il 26 dicembre alle ore 18,00, festa liturgica della Sacra Famiglia.

Mons. Antonazzo, anche rispondendo a domande dei giornalisti, ha poi toccato i vari problemi sociali del territorio, facendone un’analisi attenta e realistica e individuando la radice di tante devianze e disagi (disagio adolescenziale e giovanile, dipendenze, ludopatia…) nella crisi della famiglia, che avrebbe bisogno di stabilità e di una legislazione che la favorisca davvero per tornare ad essere il vero sostegno sociale. Anche l’emergenza disoccupazione rimane ancora un grave problema.

Uno sguardo all’intensa attività della Caritas diocesana ha fatto mettere in risalto vari progetti, alcuni pienamente funzionanti come la mensa per i poveri ed il Banco Alimentare, altri in via di realizzazione, come il Progetto Policoro, di formazione al lavoro e accompagnamento per l’avvio di attività d’impresa, ed il S. Martino, progetto di microcredito destinato ai giovani per l’avvio di attività imprenditoriali.

Ricordando l’incontro con i Sindaci del territorio diocesano tenuto lo scorso 6 novembre, Antonazzo ha annunciato il prossimo “Giubileo degli Amministratori pubblici” che si terrà domenica 27 a Canneto con il Te Deum di fine anno e la consegna del messaggio di Papa Francesco per la giornata della Pace 2016.

A questo proposito, trovandoci in periodo preelettorale, il Vescovo Gerardo, citando il Magistero della Chiesa, ha delineato anche come l’attività politica, finalizzata al bene comune, debba essere intesa: “La Chiesa stima degna di lode e di considerazione l’opera di coloro che per servire gli uomini si dedicano al bene della cosa pubblica e assumono il peso delle relative responsabilità” (Gaudium et spes, 75). Chi si propone per essere votato, si candida al servizio, non al potere! ha detto con forza, e ha dato alcune indicazioni e regole: la competizione elettorale non deve conoscere “dichiarazioni di guerra”; il vero “campo di battaglia” devono essere i programmi; nessuno deve promettere ciò che sa di non poter realizzare! Rispettare gli avversari, non utilizzare insulti, denigrazione, strumentalizzazioni; le liste degli altri non dono elenchi di nemici da distruggere.

Da ultimo, il Vescovo ha parlato di questo Natale speciale dell’anno giubilare della misericordia, che segni “una reale svolta nella conversione a Lui di tutta la nostra vita”. “Il mio invito – ha aggiunto – è chiaro: il nostro culto diventi cultura, cioè vita, concreti stili di vita nuova. Ogni volta che varchiamo una Porta Santa non dobbiamo pensare solo alla remissione delle pene temporali grazie all’Indulgenza plenaria; quel passaggio deve significare il desiderio di cambiare in qualcosa; dovremmo accompagnarlo con un concreto proposito di misericordia verso qualcuno”. Ed ha portato alcuni esempi concreti di gesti di misericordia per diventare uomini e donne di misericordia: all’interno delle famiglie, tra famiglie: “tra parenti un abbraccio di perdono tra marito e moglie, una stretta di mano che metta fine al litigio tra vicini di casa, il ritiro di una denuncia esposta per futili motivi o per ragioni che possono essere mediate e risolte diversamente, prendersi maggiore cura di genitori o di nonni anziani affidati a case di cura, una parola di scuse per aver offeso qualcuno con cui non ci parliamo più…

Il Natale della nascita di Dio sia il Natale della nostra rinascita in Dio”. Con i saluti e gli auguri reciproci si è conclusa, in un’atmosfera di cordialità, l’incontro tra il Vescovo e gli operatori della comunicazione.

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