pubblicato il24 dicembre 2015 alle 10:29

Botti di capodanno, con una lettera le associazioni chiedono ai sindaci del Cassinate di vietarli

Cassinate – Con una lettera aperta indirizzata ai sindaci di Piedimonte San Germano, Cassino, Sant’Apollinare, Sant’Andrea del Garigliano, Sant’Ambrogio sul Garigliano, Vallemaio, Pignataro Interamna, San Giorgio a Liri, Castelnuovo Parano, Coreno Ausonia, Ausonia, Cervaro, San Vittore del Lazio, Viticuso, Acquafondata, Vallerotonda, Belmonte Castello, San Biagio Saracinisco, Picinisco, Villa Latina, Atina, Settefrati, San Donato Val di Comino, Alvito, Casalvieri, Casalattico, San Giovanni Incarico, Roccasecca, Sant’Elia Fiumerapido, Pontecorvo, Castrocielo, Colfelice, Villa Santa Lucia, Aquino, Colle San Magno e Terelle l’Ass. Consulta dell’Ambiente nella persona di Alessandro Barbieri, l’Ass. Le Civette nella persona di Paola Panetta, l’Ass. Fare Verde Onlus – Sez. Cassino nella persona di Salvatore Avella chiedono di vietare su tutto il territorio comunale di competenza l’accensione, il lancio e lo sparo di fuochi d’artificio, mortaretti, petardi, bombette, ecc. per le feste natalizie 2015. In una nota stampa diffusa dalle associazioni si legge:

“E per il 3° anno consecutivo facciamo appello alla sensibilità delle amministrazioni comunali per vietare l’accensione di botti, fuochi d’artificio, mortaretti, seguendo l’esempio di oltre 1.400 Comuni italiani che, con un’ordinanza ad hoc, vengono vietati con sanzione amministrativa durante le festività natalizie tutelando in primis la salute dei cittadini e anche quella degli animali, quest’ultimi ignari di ciò che accade. Quest’anno anche l’associazione culturale “Le Civette Cultural Club” di Piedimonte San Germano, insieme alla Consulta dell’Ambiente di Piedimonte San Germano e Fare Verde Onlus – Sez. Cassino, aderisce alla campagna nazionale di sensibilizzazione “Abolire i botti è un segno di civiltà” promossa da L.A.V., L.A.C., Animalisti Friuli Venezia Giulia e altre associazioni animaliste. Si tratterebbe di un gesto di civiltà – spiega Alessandro Barbieri – che potrebbe salvare molte vite e segnare la fine di una “tradizione” che soprattutto gli animali pagano sempre a caro prezzo”.

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