pubblicato il2 dicembre 2015 alle 12:15

Pretende la taglia da 25 milioni su Bin Laden, Mary Pace fa processare gli Usa in contumacia

Sgurgola – Si avvia alla conclusione al tribunale di Roma il processo a carico del governo degli Stati Uniti avviato dalla scrittrice ed ex 007 italiana Mary Pace di Sgurgola che rivendica una taglia di 25 milioni di dollari per aver rivelato il nascondiglio di Bin Laden, ucciso nel 2011 in Pakistan. A ottobre scorso il governo Usa è stato dichiarato contumace per non essersi costituito nella causa civile. Alla prossima udienza (3 febbraio 2016) si procederà con l’istruttoria per l’esame di alcune registrazioni e l’audizione dei due funzionari della Digos di Frosinone che ricevettero l’informazione sul covo di Bin Laden in Pakistan. Gli atti agli Stati Uniti sono stati notificati attraverso il ministero degli Esteri italiano ma il governo Usa non ha mai mostrato l’intenzione di partecipare al procedimento. Il ministero degli Interni è invece rappresentato dall’Avvocatura dello Stato. Mary Pace ha sempre sostenuto di aver indicato nel 2003 alla Digos di Frosinone la zona del rifugio del capo di Al Qaida in Pakistan. Molto vicino dove venne poi individuato e ucciso dai corpi speciali Usa nel maggio 2011, ad Abbottabad. Secondo il ministero dell’Interno italiano l’informazione venne passata come da prassi agli alleati statunitensi attraverso l’ambasciata Usa a Roma. Mary Pace ricevette l’informazione da Guido Giannettini, ex agente Zeta dell’intelligence militare italiana, morto nel 2003. La scrittrice di libri di spionaggio è assistita dagli avvocati Carlo e Giorgio Taormina. La sentenza dovrebbe essere emessa entro il 2016. Mary Pace in merito agli sviluppi del processo (di solito molto loquace) si è trincerata dietro un laconico “No comment”.

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