pubblicato il4 dicembre 2015 alle 11:48

Rapinatori seriali a Castel Volturno arrestati dalla polizia

Castel Volturno – La Polizia ha arrestato quattro persone trovate con armi da fuoco e refurtiva proveniente da numerose rapine in abitazione, commesse nei giorni scorsi a Castel Volturno e nei comuni limitrofi.

faccedivita.it

La Polizia per fermare le rapine che spesso si sono trasformate anche in sequestri di persona e sono sfociate anche in atti di violenza ha messo a punto un mirato servizio di controllo e gli agenti della Squadra Mobile della Questura di Caserta e del Commissariato di P.S. di Castel Volturno hanno individuato e proceduto al fermo di indiziato di delitto nei confronti di Emanuele Manzocca, 25enne nato a Napoli, Memedoski Omer, 35enne nato in Macedonia a Kumanovo e in Italia senza fissa dimora, Nicola Russo 32enne nato a Teano e la 58enne Leonide Luise nata a Napoli.

L’operazione è scattata quando i poliziotti hanno intercettato e bloccato a Castel Volturno l’auto di Nicola Russo, noto pregiudicato, che viaggiava insime alla convivente Luise Leonide e a Memedoski Omer, anche lui noto per numerosi precedenti per reati predatori.

Durante il controllo i tre assumevano un atteggiamento sospetto. Cosa che, confermando i riscontri investigativi già sviluppati sulla base di notizie provenienti da attendibili fonti confidenziali, convincevai poliziotti ad effettuare una perquisizione nell’abitazione di Russo.

Dopo aver maldestramente tentato di depistare i poliziotti, indicando un’abitazione diversa dalla propria ed affermando di non essere in possesso delle chiavi di ingresso, i poliziotti, i cui sospetti si dimostravano fondati, hanno individuato la casa e lì hanno sorpreso Emanuel Mazzocca mentre dormiva vestito sul divano con accanto un fucile ad aria compressa. All’interno dell’abitazione venivano rinvenuti numerosi oggetti che, dalle immediate attività di indagine, sono risultati essere proprio il provento di diverse rapine recentemente commesse nel territorio, nonché alcuni bossoli di cartucce per pistola di calibro 9×21.

Contestualmente alle stesse operazioni, gli uomini della Polizia di Stato individuavano, proprio di fronte all’abitazione di proprietà di Russo, all’inizio di un piccolo vialetto antistante, occultata in un cespuglietto di rovi, una borsa, identica ad una già trovata all’interno dell’abitazione, con all’interno armi, munizioni, passamontagna e guanti. In particolare, soprattutto, veniva individuata una pistola e diverse munizioni di calibro corrispondente a quello del munizionamento rinvenuto all’interno dell’abitazione.

Precisamente, gli operatori rinvenivano e sottoponevano a sequestro
nr. 1 pistola Beretta modello 98FS calibro 9×21, con matricola abrasa, completa di caricatore e rifornita di cartucce,
nr. 1 fucile a canne mozze calibro 16, modificato artigianalmente,
nr. 4 passamontagna di lana,
nr. 6 guanti in lana.

Nel corso delle successive attività investigative, diverse persone rimaste vittime di rapina riconoscevano negli oggetti recuperati all’interno dell’abitazione parte di quanto loro sottratto.

In particolare i poliziotti, avendo notato che i tre uomini fermati calzavano scarpe griffate, assolutamente non in linea con il resto del vestiario indossato e della stessa tipologia di quelle rubate ad una delle vittime, decidevano di sottoporle alle procedure di individuazione mostrandole alla vittima, che le riconosceva proprio come parte di quanto sottrattogli.

Pertanto, concluse le attività investigative, gli uomini della Polizia di Stato procedevano al fermo nei confronti dei tre soggetti e, dopo gli atti di rito, li conducevano presso il carcere di Santa Maria Capua Vetere.

Sono tuttora in corso indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere ed a cura della Squadra Mobile della Questura di Caserta, finalizzate a verificare l’eventuale responsabilità dei fermati in altre rapine commesse nei giorni scorsi nel territorio, avvenute in particolare simulando l’appartenenza alle forze di polizia o attirando le vittime all’esterno delle abitazioni staccando il contatore dell’energia elettrica. Fatti criminali che, in ogni caso, non si sono più ripetuti sin dalla data dell’arresto.

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