pubblicato il10 febbraio 2016 alle 16:07

La piaga dei cani randagi, a Monte San Giovanni Campano la proposta di un’oasi animalista

Monte San Giovanni Campano – “Il problema randagismo a Monte San Giovanni Campano ha assunto i toni di una vera piaga sociale e me ne rendo conto ogni giorno, sempre di più”. A lanciare l’allarme è Lucia Partigianoni animalista volontaria iscritta all’albo nazionale dei volontari. “Mi arrivano ogni giorno segnalazioni di abbandoni di intere cucciolate lasciate per strada, davanti alle scuole al cimitero. Animali di cui la gente si disfa in ogni maniera anche scagliandoli fuori dall’auto ancora in corsa o gettati nei cassonetti dell’immondizia”.

tamara partigianoni

E’ difficile farne anche un  conteggio, sostiene l’animalista dato che ogni passeggiata per le strade del centro o delle periferie permette di individuarne di nuovi.

“Il problema è di scarsa educazione e senso civico – sostiene la Partigianoni – La gente dimostra anche di non conoscere i doveri che ha il proprietario di un cane. Quelli padronali, infatti, vengono lasciati liberi di circolare per le strade pensando che l’unico obbligo possa essere quello di dover dare loro da mangiare. Il microchip è sconosciuto a molti, figurarsi la sterilizzazione. Il “problema” di cucciolate inattese si risolve nella maggior parte dei casi gettando via i  cuccioli se non addirittura sopprimendoli con metodi disumani”.

I segnali di speranza arrivano dalle nuove generazioni e dai social network. “Ogni volta che pubblico sui social notizie di denuncia, ci sono commenti atterriti dei giovani del posto che condannano senza mezzi termini gli episodi”.

Lucia Partigianoni, conosciuta a molti  come Tamara, era rappresentante provinciale dell’associazione Eitall da cui, però, si è allontanata per divergenze di idee.”Faceva troppe distinzioni tra cani di razza e meticci, per me sono tutti uguali”. Quindi al momento si da da fare per conto suo. “A Monte San Giovanni Campano serve un’oasi animalista dove, a differenza dei canili, gli animali sono liberi ma  controllati. Significherebbe, oltre al gesto di grande umanità, anche un notevole risparmio dato che i cani accalappiati sul territorio comunale sono affidati ai costosi servizi di canili esterni che costano dai 4 ai 7 euro al giorno. Ovviamente in quei casi i gestori non hanno alcun interesse a farli adottare. Un’oasi animalista, invece, organizzerebbe iniziative periodiche con questo fine”. La cittadina si prepara a rinnovare le cariche comunali e a tal proposito la Partigianoni dice: “Sono problematiche queste con cui la nuova amministrazione dovrà confrontarsi. L’idea dell’oasi animalista è contenuto in un progetto che stiamo approntando con l’associazione culturale “Progetto Impegno Civico”. Faremo in modo che la prossima campagna elettorale si concentri anche su questi temi”.

Ermanno amedei

 

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