pubblicato il13 febbraio 2016 alle 18:53

Omicidio Serena Mollicone, in Caserma ad Arce una porta all’attenzione del Ris

Arce – I carabinieri del Ris sono tornati oggi nella Casera dei Carabinieri di Arce per cercare ancora una volta di far luce sulla morte di Serena Mollicone. Gli investigatori hanno ispezionato la stanza al primo piano degli alloggi dei militari. Le attenzioni degli inquirenti si sarebbero anche concentrate su una porta dove Serena avrebbe battuto violentemente.

ris-caserma-arce05“Adesso c’è la volontà proprio da parte della Procura di arrivare alla verità. Penso che ce la stanno mettendo tutta e sicuramente con questa volontà si arriverà anche alla verità”. E’ quanto ha dichiarato il papà di Serena, Guglielmo Mollicone, fuori dalla caserma dei carabinieri di Arce durante il sopralluogo del Ris. “La porta contro la quale Serena avrebbe battuto, pare che sia ancora in caserma e, pare, ci sia un’ammaccatura – ha continuato Guglielmo – che potrebbe essere compatibile con l’altezza di Serena e, con un po’ di fortuna, potrebbe darsi che ci sia qualcosa all’interno di questa ammaccatura e che, quindi, qualche cosa di Serena sia rimasta lì. La verità potrebbe essere vicina. Non dimentichiamo che io ho parlato anche del carcere qui sopra perché ritengo che la sua morte possa essere avvenuta in questi luoghi e che, forse, dopo il decesso possa essere stata spostata nel carcere”.

L’avvocato di Guglielmo Mollicone, Dario De Santis ha aggiunto: “E’ positivo che le indagini siano ripartite e si stiano nuovamente svolgendo in modo concreto. Il fatto che siano stati disposti questi accertamenti tecnici odierni e che siano stati affidati ad esperti particolarmente qualificati denota l’impegno degli inquirenti, ma io considero anche la possibilità che questi accertamenti tecnici possano non avere esito positivo, non lego ad essi tutte le speranze per arrivare alla soluzione del caso, ritengo che vi siano anche diversi altri tipi di indagine possibili per arrivare a
quell’esito di giustizia cui tutti auspichiamo”.

Francesco Germani, legale dei Mottola ha aggiunto: “I miei assistiti hanno accolto questa notizia in assoluta tranquillità, loro confidano nella loro piena innocenza, non c’è nessun elemento oggettivo a loro carico e aspettano con fiducia”.

Ant. Nard.

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