pubblicato il15 febbraio 2016 alle 12:08

Le tappe del restauro del “Castello di Roccaguglielma” nel volume dell’arch. Cordella

Esperia – Si è svolto, nell’aula magna dell’Istituto Comprensivo di Esperia, un convegno organizzato dall’Amministrazione comunale per la presentare il libro “Il Castello di Roccaguglielma. Storia e architettura.”, scritto dall’architetto Federico Cordella. Il sindaco di Esperia, Giuseppe Moretti, nell’introdurre i lavori ha precisato che la pubblicazione trae origine da due distinti finanziamenti della Regione Lazio, grazie ai quali è stato possibile attivare una stretta collaborazione tra il Comune di Esperia, il Centro Lupt e l’Università di Napoli. I frutti tangibili della collaborazione sono il progetto di recupero e la valorizzazione dell’importante struttura e dall’appalto, per un importo lordo di euro 200.000, dei primi lavori di consolidamento e messa in sicurezza del monumento.
Il progetto aveva messo in luce le notevoli potenzialità del sito, ha spiegato l’arch. Cordella, anche dopo la fine dei primi lavori, gli studi che riguardavano la fortificazione di Roccaguglielma e le diverse cinta murarie che la componevano. Tali studi lo hanno portato a raccogliere molto materiale interessante riguardante la storia del castello e dei borghi di Esperia, dal quale si è deciso di trarre tre libri. Meno di un anno fa è stato presentato un primo volume riguardante la storia urbanistica dei tre centri storici presenti nel territorio del comune. L’attuale volume, riguardante il castello e le fortificazioni, sarà seguito da una terza e ultima pubblicazione che esaminerà il resto del territorio di Esperia. Il prof. Moretti ha ricordato il forte legame simbolico e affettivo che la popolazione di Esperia ha con il castello. Esso nel corso dei secoli ha rappresentato per la popolazione locale un luogo sicuro dove rifugiarsi per difendersi dalle minacce e dai pericoli che, di volta in volta, potevano arrivare dalla valle del Liri. Ancora oggi rappresenta il punto di incontro e di unione di una realtà comunale nata alla fine dell’800 dall’aggregazione di Roccaguglielma, San Pietro in Curulis e Monticelli. Questo studio, nel rendere conto delle operazioni di consolidamento eseguite, ha cercato di recuperare la conoscenza delle vicende e dei fatti ancora vivi nelle testimonianze locali e raccolte negli scritti di illustri studiosi. Esso rappresenta anche la concretizzazione della volontà politica dell’Amministrazione comunale secondo la quale ogni intervento realizzato sul territorio deve lasciare traccia nella memoria della collettività, mediante studi e pubblicazioni in grado di non lasciar cadere nel dimenticatoio tutto ciò che fa parte del nostro ricco patrimonio culturale.
L’autore del volume ha poi illustrato tutte le parti della sua opera, ricca anche di fotografie, riproduzioni di stampe d’epoca e cartografie, che sottolineano le modalità operative adottate. L’architetto ha spiegato come il castello di Roccaguglielma, sorga a m 524 s.l.m. nel versante interno dei monti Aurunci, sul monte Cecubo, alla sommità di un costone roccioso a strapiombo sull’abitato. La fortificazione complessivamente è costituita dal castello e dalla cinta muraria che contorna l’abitato, della quale restano ancora dieci torrette delle dodici originarie. La sua posizione era strategicamente molto importante e fu costruito, secondo alcuni studiosi, in seguito alla distruzione dell’antica città di Interamna Lirenas. Era funzionale al controllo degli insediamenti lungo la valle della Quesa, di quelli in località Badia ed il corso del Liri, nonché dell’importante percorso naturale antico della via Romana che collegava attraverso i monti Aurunci a sud, direttamente con la costa Tirrenica ed il golfo di Gaeta. Attraverso uno studio approfondito delle fondamenta, delle caratteristiche costruttive delle varie parti tuttora esistenti e delle rappresentazioni antiche, l’autore è riuscito a ricostruire sia la planimetria originaria del castello e delle mura che lo cingevano, sia planimetrie che evidenziano le modifiche apportate alla struttura nel corso dei secoli. Il maggiore ampliamento avvenne, a detta dell’autore, da parte della famiglia Spinelli che ristrutturò il castello, fece edificare l’imponente palazzo che da loro prende il nome, ancora esistente nel centro storico (attualmente ospita il museo del carsismo, con il calco delle orme di dinosauro ritrovate ad Esperia) e fece costruire una cinta muraria intorno al centro abitato a completamento delle due già presenti intorno alla fortezza. Anche di questa cinta muraria l’architetto Cordella ha mostrato ai presenti lo sviluppo in un interessante lavoro che ha sovrapposto la ricostruzione delle antiche mura a fotografie del centro abitato attuale di Esperia.
I lavori, moderati dal prof. Di Cuffa, collaboratore del sindaco di Esperia per le attività culturali.
convegno

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